venerdì 22 aprile 2011

Il piano regolatore degli impianti pubblicitari è un grande raggiro come pensa Cartellopoli o no? Qui le osservazioni di Bosi a riguardo

In data 22 ottobre 2010 presso la sala degli stucchi di via dei Cerchi n. 6 è stata illustrata ai partecipanti al “Tavolo Tecnico” costituito dall’Assessore Bordoni l’impostazione del Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) di cui questa associazione ha poi fatto una serie di prime osservazioni trasmesse in allegato ad un messaggio di posta elettronica inviato il 28 ottobre 2010.

Nella successiva riunione del “Tavolo Tecnico” del 5 novembre 2010 il Dott. Francesco Paciello ha portato a conoscenza dei partecipanti che l’amministrazione comunale intendeva consentire un percorso di partecipazione alla proposta di Piano Regolatore tramite la formulazione di una apposita istanza da parte di tutti i diretti interessati.

Questo procedimento di partecipazione, così come annunciato dal dott. Paciello, sarebbe dovuto avvenire a livello centrale e con la garanzia della sua utilità, perché è stata data assicurazione che le osservazioni emerse da questo confronto sarebbero state prese in considerazione dalla Giunta Comunale e controdedotte al pari di quelle prodotte nei pareri espressi dai Municipi recependo anche i documenti della partecipazione di tutti i cittadini (ai sensi della delibera n. 57/2006).

Con nota prot. n. 42 del 17.11.2010, trasmessa alle stesse S.V., a nome di VAS ho presentato formale istanza di accesso al percorso di partecipazione al Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari.

In data 2 febbraio 2011, subito dopo l’adozione da parte della Giunta Capitolina, il PRIP è stato presentato alla stampa consegnando fra l’altro ai giornalisti presenti una scheda riassuntiva dei contenuti del PRIP: riguardo al suo iter amministrativo la scheda fa presente che <<passerà all’esame dei Municipi che avranno 40 giorni per esprimere il parere di competenza>> e precisa che <<é prevista una doppia partecipazione dei cittadini, sia in fase di stesura dei pareri di competenza nelle sedi municipali, sia in sede di attuazione del Piano sul territorio, in accoglimento delle richieste delle associazioni cittadine e ambientaliste>>.

Con un messaggio di posta elettronica che ho trasmesso alle ore 10,13 del 3.2.2011 all’Assessore Bordoni (e per conoscenza al dott. Paciello), con riferimento alla scheda riassuntiva distribuita il giorno prima ai giornalisti ho chiesto testualmente <<di far sapere se non sarà più consentita la partecipazione a livello centrale di associazioni e comitati, così come annunciata il 5 novembre scorso, comunicando in caso contrario la data del 1° incontro relativo a questo particolare percorso di partecipazione>> nonché <<di far sapere se in questa fase non sarà consentita nemmeno la partecipazione dei cittadini così come prevista dal Regolamento di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana”, che è stato approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n.57 del 2 marzo 2006 e che prevede 4 precisi livelli, come l’informazione, la consultazione, la progettazione partecipata ed il monitoraggio e la verifica>>.

Malgrado anche un sollecito fatto personalmente per telefono alla Segreteria dell’Assessore Bordoni, non ho avuto a tutt’oggi alcuna risposta.

A tal riguardo metto in evidenza che il PRIP è stato poi trasmesso ai 19 Municipi con l’invito ad esprimere il “parere” di propria competenza entro 30 giorni (e non entro i 40 annunciati alla stampa) dalla data di ricezione della richiesta, pervenuta per di più senza gli elaborati di piano.

A seguito delle proteste dei Municipi sono stati successivamente trasmessi i CD del PRIP e prorogata al prossimo 15 aprile la data entro cui i Municipi dovrebbero esprimere il “parere”, senza peraltro darne comunicazione ufficiale a tutti, come ho accertato personalmente lo scorso 14 marzo con il XX Municipio che era all’oscuro del tutto della proroga e stava per esprimere il proprio “parere” senza avere attivato la partecipazione dei cittadini.

Non è da escludere che lo scorso 9 marzo il Consiglio del IV Municipio abbia espresso il proprio “parere” con largo anticipo rispetto alla proroga concessa e presumibilmente ignorata: la circostanza non è di secondaria importanza, dal momento che inficia la legittimità della deliberazione del Consiglio del IV Municipio anche e soprattutto perché ha di fatto impedito che venisse assicurata la partecipazione dei cittadini nelle forme e nei modi garantiti dal “Regolamento” approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 57/2006.

A tale riguardo va messo in evidenza che in sede di conferenza stampa di presentazione del PRIP è stata annunciata la partecipazione dei cittadini in fase di stesura dei pareri di competenza nelle sedi municipali, che non è invece prevista nello schema normativo del PRIP, perché al paragrafo 5.5. viene consentita nelle stesse forme e modi stabiliti dal “Regolamento di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana” ma solo per i Piani di Localizzazione, sul presupposto che il “Regolamento” si debba applicare solo a valle per i piani “attuativi” e non anche a monte per i progetti di piani comunque intesi.

Si fa presente che la lettera a) del 1° comma dell’art. 3 del suddetto “Regolamento” fra gli “Atti sottoposti alla procedura partecipativa” prevede <<gli strumenti urbanistici, nelle diverse fattispecie definite da norme statali o regionali, i progetti urbani e i relativi piani attuativi>>, nonché <<i piani di settore>>: non vi dovrebbe essere alcun dubbio sul fatto che il PRIP sia al tempo stesso uno strumento urbanistico, un progetto urbano e comunque un piano di settore e che quindi debba essere sottoposto alla partecipazione dei cittadini anche a monte dell’intero procedimento.

Va messo ancor più in evidenza che, malgrado l’annunciata partecipazione dei cittadini in fase di stesura dei pareri di competenza nelle sedi municipali, non è stato poi sollecitato ai Municipi di rispettarla nella richiesta di pronuncia di “parere”.

Il 1° comma dell’art. 7 del “Regolamento” stabilisce che <<l’informazione costituisce il primo livello della partecipazione e deve essere garantita a tutti i cittadini>>.

Il successivo 3° comma dispone che <<la pubblica informazione avviene mediante inserimento della notizia in apposita sezione del sito Internet del Comune di Roma e del sito Internet del Municipio competente>> e precisa che <<l’informazione comprende documentazione idonea ad illustrare le caratteristiche essenziali del programma o progetto>>: non risulta che a tutt’oggi sul sito del Comune sia stata data notizia della approvazione del PRIP da parte della Giunta Capitolina né tanto meno che sia stato pubblicato il piano.

Dall’11 marzo 2011 tutti gli elaborati del PRIP risultano invece pubblicati on line, peraltro senza farlo sapere ufficialmente, sul sito www.aequaroma.it, curato da Aequa Roma S.p.A. che costituisce l’evoluzione di Roma Entrate S.p.a. e che è la società per azioni interamente partecipata da Roma Capitale incaricata della redazione del PRIP nell'ambito delle attività di supporto previste dal contratto di servizio con Roma Capitale: ne deriva che solo da tale data è stato possibile prenderne visione per potervi fare delle osservazioni.

Per ovviare a questa grave lacuna, a nome di VAS in data 14.3.2011 ho dovuto richiedere personalmente il rispetto del “Regolamento” al Consiglio del XX Municipio, che ho esteso il giorno dopo per posta elettronica ai Presidenti ed agli Assessori al Commercio di tutti gli altri 18 Municipi.

L’invito è stato raccolto soltanto dai Municipi XX e XVIII che hanno anche indetto un incontro pubblico tenuto rispettivamente il 5 ed il 7 aprile scorsi, a cui ho partecipato consegnando in copia cartacea le osservazioni nel frattempo da me redatte e trasmesse anticipatamente per posta elettronica a tutti i 19 Municipi.

Alla istanza di partecipazione al PRIP, da me trasmessa a nome di VAS con nota prot. n. 42 del 17.11.2010, ha voluto dare seguito il Dirigente del Servizio Affissioni dott. Francesco Paciello con la nota prot. n. 19715 del 15 marzo 2011, trasmessa alla associazione VAS per raccomandata con ricevuta di ritorno.

La nota fa riferimento alla <<istanza di partecipazione al procedimento in oggetto, formulata ai sensi della L. 241/90>> e <<rappresenta che la proposta di Deliberazione all’esame dell’Assemblea Capitolina è consultabile sul sito www.aequaroma.it spazio appositamente consultabile su home page, a valere quale modalità di esercizio del diritto di cui all’art. 10 lett. a) della L. 241/90>>, che consente anche alle associazione portatrici di interessi diffusi di <<prendere visione degli atti del procedimento>>, per concludere che <<eventuali memorie scritte (e documenti) possono essere formulate ai sensi della lett. b) del predetto articolo e dovranno pervenire presso questa Direzione entro il 15 aprile 2011>>.

Riguardo alla suddetta nota si eccepisce preliminarmente che il Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità ha ritenuto di dare un seguito ad una istanza che a giudizio di questa associazione spettava in primis all’Assessore alle Attività Produttive On. Davide Bordoni.

Si mette in evidenza in secondo luogo che l’istanza di partecipazione al procedimento non è stata affatto formulata da questa associazione ai sensi della legge n. 241/1990, perché non viene minimamente citata nel testo.

Si mette in assoluta evidenza in terzo luogo che il richiamo tanto alla lettera a) quanto alla lettera b) dell’art. 10 della legge n. 241/1990 è servito per negare di fatto a questa associazione il diritto di partecipare a monte al PRIP nelle forme e nei modi prospettati lo scorso 5 novembre, che risulta invece essere stato concesso al Comitato Promotore della delibera di iniziativa popolare, con una evidente quanto inaccettabile disparità di trattamento, perché in aperta violazione del 1° comma dell’art. 97 della Costituzione che sancisce l’imparzialità da parte di ogni amministrazione pubblica.

Si pone in rilievo in quarto luogo che la nota nega di fatto il diritto alla partecipazione di questa associazione anche a valle del procedimento in sede di stesura dei pareri di competenza nelle sedi municipali, benché annunciata in occasione della conferenza stampa del 2 febbraio scorso, ma dà lo stesso giorno di scadenza concesso in proroga ai Municipi per far pervenire “memorie scritte (e documenti)” ai sensi della lettera b) dell’art. 10 della legge n. 241/1990.

A tal ultimo riguardo non si può non rilevare che il dott. Paciello, per negare a questa associazione il diritto di partecipare a monte al PRIP a livello centrale (così come da lui stesso annunciato lo scorso 5 novembre) o a livello decentrato (così come prescrive il “Regolamento”), fa riferimento alla disposizione normativa prevista dall’art. 10 della legge n. 241/1990 che ai sensi del 1° comma del successivo art. 13 non si può applicare <<nei confronti dell'attività della pubblica amministrazione diretta alla emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione>>.

In considerazione di quanto sopra esposto questa associazione non può non stigmatizzare da un lato il comportamento che è stato tenuto in generale sul PRIP e che è stato riservato in particolare sia a VAS che al sottoscritto che si onora di rappresentarla, ma che malgrado tutto continua a ritenere valido dall’altro lato il confronto democratico e la collaborazione con tutte le amministrazioni pubbliche nelle forme e nei modi consentiti dal nostro Stato di diritto.

In allegato alla presente si rimettono pertanto le osservazioni che nome di VAS ho redatto in uno spirito di leale collaborazione, con il dichiarato intento di portare un contributo utile alla migliore definizione del PRIP, finalizzato sempre e comunque a perseguire l’interesse pubblico generale della città di Roma.

Se vale comunque il richiamo normativo alla lettera b) dell’art. 10 della legge n. 241/1990, come espressamente citato dal dott. Paciello, le osservazioni di VAS sono equiparabili a memoria scritta o documento che S.V. hanno <<l’obbligo di valutare ove siano pertinenti all’oggetto del procedimento>>.

Diversamente, le S.V. hanno comunque l’obbligo di rispettare l’art. 13 del “Regolamento della partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana”, in base al quale <<tutti gli atti della informazione e partecipazione sono considerati “documenti della partecipazione”>> che <<accompagna l’intero iter del procedimento e trova esplicita menzione negli atti e deliberazioni della Giunta Comunale e/o Consiglio Comunale e/o Municipale>>.

Ci si aspetta pertanto che nelle premesse della deliberazione con cui la Giunta Capitolina dovrà controdedurre siano citati non solo “i pareri” espressi dai 19 Municipi, ma anche il “documento della partecipazione”, di cui dovrà essere specificato (sempre in modo motivato) in che misura sia stato recepito in tutto o in parte o per niente.

Nel ribadire la piena disponibilità di questa associazione al confronto, malgrado il “trattamento di riguardo” che le è stato riservato, si porgono i nostri più distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
VAS - Verdi Ambiente e Società

8 commenti:

  1. Ci siamo proprio tutti!
    Ma quanto cazzo sono felice che è tornato Cartellopoli!

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  2. Minchia, Bosi rimane sempre un EROE della resistenza anticrimine!!!!!

    ONORE AL MERITO.

    Mc Daemon

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  3. Porto a conoscenza che il consigliere Alessandro Colorio con un maxi-emendamento ha ripreso integralmente una sintesi dei contenuti delle mie osservazioni al PRIP che é stata poi approvata dalla maggioranza di centro–destra del Consiglio del II Municipio come espressione del “parere” sul PRIP, con l’astensione dell’UDC: per la cronaca i consiglieri di opposizione Alessandro Ricci (PD) e Massimo Inches (La Destra di Storace) si sono assentati dall’aula per non votare l’emendamento !
    Chiedo a Massimiliano Tonelli di pubblicare il maxi-emendamento non solo per opportuna conoscenza di tutti i lettori del blog, ma per aprire con essi un confronto ed un dibattitto costruttivo su quanto da me proposto per far diventare il PRIP un vero Piano che metta ordine definitivamente all’intero settore della pubblicità.

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  4. Dott.Paciello
    lo so che legge questo blog.
    Mi sembra quasi superfluo ricordarle che la legge è uguale per tutti.

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  5. Dott. Paciello,io non so se legge questo blog. Ma una domanda giela vorrei prorio fare: perchè avete consentito ed incentivato la distruzione ormai irreparabile di Roma ad opera delle pseudo-ditte criminali di cartellonari ? Distruzione che tutt'ora continua ogni giorno senza che un esponente dell'amministrazione si sia mai degnato di alzare un dito (se non per finta, come le "rimozioni" di qualche tempo fa ?)per tentare -A FATTI E NON A PAROLE- di arginare una vergogna unica nella storia ?
    Mc Daemon
    Mc Daemon

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  6. Signor Bosi, grazie.
    La sua dedizione e' eroica.Specialmente tenendo conto della bassissima cultura legalitaria delle persone contro le quali e' costretto a lottare.
    Quelli che hanno permesso che l'abusivismo e l'illegalita' dilagassero a Roma, in cambio dei voti di tutti quei "signori" che adesso stanno facendo affari d'oro sulla pelle di chi rispetta le leggi.

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  7. Resistenza Attiva23 aprile 2011 11:41

    Signor Alessandro
    Non so se Lei ha mai avuto a che fare con le persone che definisce di "bassissima cultura legalitaria", ma le posso assicurare che non lo sono affatto. Se per legale intendiamo "secondo le regole e le leggi", le faccio presente che costoro e i loro avvocati sono degli squali dei palazzi di giustizia e dei regolamenti e li interpretano e li fanno interpretare secondo cavilli a loro favore. Se poi non c'è proprio nulla da fare in base alle leggi "vanno in deroga" grazie ad accordi "politici" di giunta ed il giochetto è fatto. Se aggiungiamo che hanno dalla loro l'arroganza di cantarsela come e quando vogliono, e di decidere i tempi dei loro interventi, capiamo che non sono affatto ignoranti, ma piuttosto li definirei grandi paraculi (per non usare termini legalmente perseguibili).

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  8. Sante parole queste di Resistenza Attiva: ecco perchè ci sono i blog e ogni possibile mezzo d'informazione per scoperchiare e rivelare all'opinione pubblica, che cresce nella consapevolezza passo dopo passo, dello schifo e del marcio che c'è sotto.

    Ci si rimette TUTTI, non solo "il vicino di cui non ci importa nulla". Nella città ridotta a fogna ci viviamo TUTTI. E la qualità di vita e quella che ci meritiamo, TUTTI.

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