mercoledì 18 maggio 2011

Bosi-segnala: cartellone Parco Caffarella‏

Si continua con le segnalazioni inviate dai lettori. Prendete esempio!
Segnalazione inviata il 18 maggio 2011 a: sbap-rm@beniculturali.it; francesco.paciello@comune.roma.i; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; bruno.cignini@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; polmunicipaleseg09@comune.roma.it; pierluigi.patane@comune.roma.it

In data 16 maggio 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalla foto allegata, che fa presente un impianto pubblicitario bifacciale di mt. 1 x 1,50 installato circa un mese fa su via Latina, all’altezza dell’incrocio con Largo Tacchi Venturi (scuola media Momsen).

La foto allegata lascia intravedere che sul montante dell’impianto é affissa una targhetta che riporta il numero di codice identificativo 0124/BT698/P.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 19.4.2011) al codice 0124 corrisponde come denominazione la ditta “G.M.P. S.A.S. DI GIOVANNI MASTO E C.”: si chiede di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto BT 698 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione nell’ambito della procedura di riordino e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo, dal momento che sembra essere stato collocato in violazione di diversi divieti imposti dalla normativa vigente in materia.

Ai sensi infatti del 5° comma dell’art. 4 del Regolamento comunale approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009 "le distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, entro il centro abitato, limitatamente alle strade di tipo E), strade urbane di quartiere, ed F), strade locali, per i cartelli di dimensione non superiore a metri 1,20x1,80 sono così derogate: .... - distanza minima dagli attraversamenti pedonali: strade urbane di quartiere: metri 15; strade locali: metri 10".

Come lascia ben vedere la foto allegata, l’impianto risulta installato proprio accanto alle strisce pedonali e ad un passaggio anche per invalidi.

L’impianto risulta collocato su un’area che ricade sul lato opposto di via Latina, che fa da confine al Parco della Caffarella, di cui alla fine degli ‘90 il Comune ha acquisito 132 ettari per destinarli a parco pubblico: ai sensi della lettera b) dell’art. 18 sempre del vigente Regolamento comunale "é vietata la collocazione di impianti e mezzi pubblicitari nei seguenti siti: .. b) parchi pubblici e ville storiche nonché le vie che delimitano il perimetro di queste".

Si fa presente per di più che via Latina fa da confine del vincolo paesaggistico denominato “Zona della Caffarella, Acqua Santa, Borgo S. Maria Nuova”, emanato con D.M. del 19 ottobre 1954, nonché del Parco dell’Appia Antica istituito  con legge regionale n. 66 del 10 novembre 1988.

A tal riguardo la segnalazione fa sapere di avere denunciato fin dal 9 maggio scorso la presunta natura irregolare dell’impianto anche all’Ente Parco dell’Appia Antica, la cui Direttrice – Dott.ssa Alma Rossi – dopo aver fatto effettuare una verifica dal Responsabile del Servizio Guardiaparco, sig. Guido Cubeddu, ha poi comunicato che "il cartello pubblicitario è situato al di fuori dal perimetro del Parco Regionale dell'Appia Antica".

Il Parco suburbano dell’Appia Antica, all’interno del quale vige il tassativo divieto di affissione di cartelli pubblicitari, fa parte delle aree tutelate per legge ai sensi della lettera f) del 1° comma del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, emanato con D.Lgs. n. 42/2004, e costituisce quindi ope legis un “bene paesaggistico”: il successivo art. 153 dispone che “nell’ambito ed in prossimità dei beni paesaggistici … é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell’amministrazione competente, che provvede su parere vincolante, …, del soprintendente”.

Ne deriva che il suddetto impianto pubblicitario ricade comunque “in prossimità” di un bene paesaggistico.   

Per collocare ad ogni modo cartelli pubblicitari nell'ambito e in prossimità dei beni paesaggistici (soggetti cioè a vincolo paesistico imposto ex lege 1497/1939 oppure ope legis 431/1985 oppure ancora con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio) prima ancora del materiale rilascio della autorizzazione da parte del Comune, occorre avere il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica” che spetta al Dipartimento X° del Comune di Roma, ora Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport (nell’esercizio del potere di subdelega conferito ai sensi della legge regionale n. 59/1995) il quale a sua volta deve avere il previo parere favorevole vincolante della Soprintendenza competente per territorio ai sensi del 1° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004, che spetta in tal caso alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

Si mette in evidenza che non risulta che per l’impianto in questione sia stata preventivamente rilasciata l’autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore del Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport, dott. Bruno Cignini, né che sia stato espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici.

A conferma indiretta si rimette in allegato la nota prot. n. 3053 del 28.2.2011 con cui l’Arch. Maria Costanza Pierdominici, con riferimento a ben 33 impianti installati sul lato opposto di via Cassia che fa parimenti da confine ad un vincolo paesaggistico, ha ribadito il divieto di "rilascio dell’autorizzazione alla posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari in assenza del parere vincolante del Soprintendente" ed ha chiesto "una puntuale verifica del rispetto della normativa per i cartelli segnalati", che non sembra essere stata a tutt’oggi effettuata.

Per un opportuno confronto, si mette in ancor maggiore evidenza che alla suddetta nota dell’arch. Maria Costanza Pierdominici ha dato seguito in data 30 marzo 2001 lo stesso Direttore del Servizio Affissioni, dott. Francesco Paciello, che ha intimato alle ditte proprietarie la rimozione entro l'11 aprile 2011, a pena della perdita del diritto alla delocalizzazione, dei 33 impianti pubblicitari installati in via Cassia "in prossimità" del Parco di Veio : si chiede al dott. Francesco Paciello di fare altrettanto con la ditta proprietaria dell’impianto di cui all’oggetto.

Si chiede di voler accertare comunque la natura illegale del suddetto impianto, provvedendo in caso di constatata violazione a far sì - ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze - che venga immediatamente rimosso.


Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - 

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Nota dell'arch. Pierdominici sul vincolo di prossimità della via Cassia:


La nota fa seguito alla segnalazione di VAS avente per oggetto “Impianti pubblicitari installati nel tratto La Giustiniana-La Storta della via Cassia”, trasmessa a segnalazioniafissioni@comune.romaa.it, polmunicipaleseg20@comune.roma.it, francesco.paciello@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, sbap-rm@beniculturali.it, gazzani@parcodiveio.it, direttore@parcodiveio.it, mlongo@regione.lazio.it,  pcolletta@regione.lazio.it e direzionecommerciale@rfi.it nonché per conoscenza a dr-laz@beniculturali.it , alle ore12,00 del 10 ottobre 2010, con allegata la nota dell’Ente Parco di Veio relativa ai 33 impianti collocati sul lato opposto del confine del parco.

1 commento:

  1. Bosi eroe !

    Mafie e corruzioni dietro i cartelloni

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