sabato 28 maggio 2011

Bosi-segnala: distruzione o deturpamento di bellezze naturali

 
 

Segnalazione inviata il 18 aprile 2011 a: francesco.paciello@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; polmunicipaleseg20@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; bruno.cignini@comune.roma.it; pierluigi.patane@comune.roma.it; sbap-rm@beniculturali.it; dr-laz@beniculturali.it; procura.roma@giustizia.it

Si segnala che in via Flaminia Vecchia all’altezza dello svincolo con viale di Tor di Quinto, a ridosso della collina su cui domina il casale e la torre medievale omonima, risulta installato un impianto pubblicitario di mt. 8 x 3, che reca in alto al centro il nome della ditta “MPK” ed il numero 221 sulla cornice in alto a destra di una facciata (vedi foto allegata come “100_3522.JPG”, scattata il 9.3.2011) ed il n. 225 sulla cornice in alto a sinistra dell’altra facciata (vedi foto allegata come “100_3520.JPG”, scattata il 9.3.2011).

Si fa presente che l’impianto risulta collocato su un’area che ricade all'interno dei confini del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del D. Lgs. n. 42/2004 “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” «é  vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari».

La tutela del vincolo è ad ogni modo assicurata dal Piano Territoriale Paesistico (PTP) n. 15/7 “Veio-Cesano”, approvato con legge regionale n. 24/1998, e dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) adottato dalla Giunta Regionale con deliberazioni n. 556 del 25 luglio 2007 e n. 1025 del 21 dicembre 2007.

Il PTP n. 15/7 destina l’area a sottozona di tutela orientata TOa/8 (elaborato serie E73 7/m) per la quale la lettera a5  dell’art. 57 delle norme prescrive che «è infine vietata l’installazione di ogni genere di cartello pubblicitario, fatta eccezione per la segnaletica di pubblica utilità».

Il PTPR destina invece l’area  a Paesaggio delle ville, parchi  e giardini storici, entro i cui confini il paragrafo 5.5 della Tabella C dell’art. 30 delle norme stabilisce come norma regolamentare che i cartelloni pubblicitari sono «non consentiti fatto salvo segnaletica di tipo didattico».

Per collocare ad ogni modo cartelli pubblicitari nell'ambito e in prossimità dei beni paesaggistici (soggetti cioè a vincolo paesistico imposto ex lege 1497/1939 oppure ope legis 431/1985 oppure ancora con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio, come in questo caso) prima ancora del materiale rilascio della autorizzazione da parte del Comune, occorre avere il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica” che spetta al Dipartimento X° del Comune di Roma, ora Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport (nell’esercizio del potere di subdelega conferito ai sensi della legge regionale n. 59/1995) e che a sua volta deve avere il previo parere favorevole vincolante della Soprintendenza competente per territorio ai sensi del 1° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004, che spetta in tal caso alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

Non risulta che per l’impianto in questione sia stata preventivamente rilasciata l’autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore del Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport, dott. Bruno Cignini, né che sia stato espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici, anche perché il rispetto delle prescrizioni cogenti del divieto di affissione avrebbe comportato il rigetto della domanda di rilascio della autorizzazione paesaggistica così come l’espressione di un parere totalmente negativo.

Si fa presente che l’impianto ha affissa sul fianco in basso (che prospetta verso via Flaminia Vecchia) una targhetta adesiva che riporta i numeri di codice identificativo 0129/BO986/P e 0129/BO989/P e la scritta “VIA FLAMINIA SC. ALT TOR DI QUINTO” (vedi foto allegata come “100_3521.JPG”, scattata il 9.3.2011).

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 15.2.2011) al codice 0129 corrisponde la denominazione della ditta “MEDIA POSTER KOMPANY SRL”: si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che i progressivi impianto BO 986 e BO 989 identifichino effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo.

A tal riguardo si mette in evidenza che ai sensi della lettera b) del comma 2 dell’art. 4 del vigente Regolamento (approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009) «sono vietati: … b) gli impianti ed i mezzi la cui superficie espositiva facciale superi i 12 metri quadrati».

Come si può ben vedere dalle foto allegate, l’impianto supera la superficie massima consentita anche perché risulta costituito da 2 impianti di mt. 4 x 3 fra di loro attaccati, in violazione totale della distanza minima consentita dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari nei centri abitati che ai sensi della lettera c) del comma 4 dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 (Regolamento di esecuzione e attuazione del Codice della Strada) è fissata in 25 metri: a tal riguardo  si fa presente che ai sensi del 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento tale distanza minima viene derogata ed abbassata a 15 metri, che sono però consentiti solo per cartelli di dimensione non superiore a mt. 1,20 x 1,80.

Dal momento che tutte le suddette violazioni sembrano denotare la natura totalmente abusiva dell’impianto, che non può quindi essere stato “autorizzato” dal Servizio Affissioni e Pubblicità a conclusione di una regolare istruttoria, ma ciò nonostante l’impianto risulta registrato in Banca Dati con l’assegnazione addirittura di un doppio numero di codice identificativo, se ne deve dedurre che tale registrazione debba essere conseguente ad un procedimento di “autodenuncia” ai sensi del D.P.R. n. 445/2000 (diverso comunque da quello acconsentito nell’ambito del “riordino” e di cui si chiede ad ogni modo conferma) da parte delle ditta “MPK”, previo pagamento di una indennità pari al Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP).

Si mette in grande evidenza che la stessa ditta ha installato nell’area privata con accesso dal civico 175 di Viale di Tor di Quinto un impianto di dimensioni ancora maggiori, di cui questa associazione ha segnalato la natura totalmente abusiva e chiesto l’immediata rimozione con un messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore  11,37 del 4 giugno 2010 all’indirizzo segnalazioniaffissioni@comune.roma.it: ciò nonostante, a distanza di 10 mesi l’impianto non risulta essere stato ancora rimosso, ma per esso é stato sicuramente rinnovato il pagamento della indennità pari al CIP alla sua scadenza annuale, al pari presumibilmente di questo di cui trattasi, nei cui confronti non é dato di sapere se sia stata avviata nessuna procedura di rimozione contestualmente alla “autodenuncia” del cartellone.


Si mette in ancor maggiore evidenza che il comma 14 dell’art. 31 del vigente Regolamento dispone testualmente: «Nel caso di installazione di impianti privi di autorizzazione, all’ordine di rimozione d’Ufficio conseguono la decadenza dall’autorizzazione all’effettuazione della pubblicità per conto terzi ed all’uso degli impianti pubblicitari nonché, in caso di istallazione di impianti sul suolo o su beni comunali, la decadenza automatica del contratto di locazione. In particolare la prima violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 5 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell’ambito del medesimo Municipio; la seconda violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 20 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell’ambito del medesimo Municipio; la terza violazione darà luogo alla pronuncia di 47 decadenza per il 50 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell’ambito del medesimo Municipio; l’ulteriore violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza delle restanti autorizzazioni. La ditta pubblicitaria che ha ricevuto nell’ultimo biennio due diffide a rimuovere la pubblicità di cui all’art. 4 comma 1, lett. i) è esclusa dall’uso del medesimo mezzo pubblicitario per il periodo di un anno».

Non risulta che, a fronte di quanto meno 2 violazioni commesse dalla ditta “MPK”,  il Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità, dott. Francesco Paciello, abbia emanato un provvedimento di pronuncia della decadenza del 20% delle autorizzazioni rilasciate alla suddetta ditta: se ne chiede ad ogni modo conferma, precisando le eventuali ragioni ostative ad un provvedimento del genere che è comunque dovuto nel rispetto di quanto prescrive il Regolamento.
Ai sensi del comma 4 dell’art. 31 del vigente Regolamento «i competenti Uffici comunali, previa diffida al trasgressore e al soggetto pubblicizzato, se conosciuti, dispongono altresì la rimozione forzata in danno dei mezzi pubblicitari privi di autorizzazione o installati in difformità della stessa o di quelli che non siano di proprietà comunale e per i quali non sia stato pagato il relativo canone o risultino non in regola con il presente regolamento o con le vigenti leggi in materia».

Il successivo comma 5 stabilisce che «con la diffida di cui al comma precedente, a valere anche come comunicazione di avvio del procedimento, il trasgressore è invitato a rimuovere l’impianto abusivo o difforme entro dieci giorni dalla notificazione, nonché a far pervenire ai suddetti uffici, entro il medesimo termine, le proprie osservazioni» e precisa che «decorso inutilmente tale termine e valutate, se pervenute, tali osservazioni, con determinazione dirigenziale viene disposta la eventuale rimozione forzata d’Ufficio, a spese del trasgressore».

Ai sensi del successivo comma 6 «in tutti i casi i competenti Uffici comunali possono provvedere altresì alla copertura immediata della pubblicità irregolare e possono disporre, ai sensi dell’art. 13, comma 2, della legge 24 novembre 1981, n. 689, il sequestro cautelare degli impianti abusivamente utilizzati che non siano di proprietà comunale, anche prima della loro materiale rimozione».

Si chiede di sapere se alla ditta MPK sia stata trasmessa la formale diffida, a cui non avrebbe comunque ottemperato, e di far conoscere le ragioni per cui i competenti uffici comunali non abbiano disposto la dovuta rimozione forzata di entrambi gli impianti della ditta MPK, né abbiano provveduto alla copertura immediata della loro pubblicità irregolare con cui la ditta “MPK” continua a fare guadagni illeciti.


Si mette in evidenza che in tutti i casi di installazione di impianti pubblicitari su suolo sia pubblico che privato si incorre nel reato di cui all’art. 633 del Codice Penale che é relativo alla “Invasione di terreni o edifici” e che testualmente dispone: «Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032».

Si mette altresì in evidenza che nei casi invece di installazione di impianti pubblicitari su aree soggette a vincolo paesaggistico, si incorre nel reato di cui all’art. 734 del Codice Penale che é relativo alla “Distruzione o deturpamento di bellezze naturali” e che testualmente dispone: «Chiunque, mediante costruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, distrugge o altera le bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell'autorità, è punito con l'ammenda da euro 1.032 a euro 6.197».

Dal momento i Vigili ricoprono la qualifica di Corpo di Polizia Municipale, si chiede al Comandante del XX° Gruppo dott. Giuseppe Bracci di voler verificare la natura abusiva di entrambi gli impianti della “MPK” e di voler presentare, contestualmente alla redazione del Verbale di Accertata Violazione (VAV), un apposto esposto alla Procura della Repubblica  per chiedere di accertare se sussistano gli estremi dei suddetti reati a carico del rappresentante legare della S.r.l. ““MEDIA POSTER KOMPANY ”.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi


- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

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Con messaggio di posta elettronica trasmesso il 22.4.2011 la U.O. del XX Gruppo di Polizia Municipale ha comunicato che «in riferimento alla sua segnalazione inviata il 18 c.m. , acquisita con prot. 27044 circa la presenza di impianto  pubblicitario installato su viale di Tor di Quinto,la informiamo che la stessa è stata assegnata al competente Reparto A.A.P.P. di questa U.O. al quale, eclusivamente,sarà possibile rivolgersi per ulteriori eventuali chiarimenti e/o informazioni».

1 commento:

  1. OMISSIONI DI ATTI DI UFFICIO COME SE PIOVESSE, ANZI DILUVIASSE...ORMAI E' UN VOLUME DELLA TRECCANI...

    CONTINUA COSI', CHE VAI ALA GRANDE FRANCE'...!!!

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