martedì 3 maggio 2011

Bosi segnala e la Municipale sanziona. Ma chi oscura?


 
 
 
 
Segnalazione del 22 febbraio 2011

In data 17 febbraio 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate (scattate il 16.2.2011), che fa presente 3  impianti pubblicitari bifacciali di mt. 3 x 4 installati in Viale del Pattinaggio di fronte all’Hotel Sheraton, al di sotto del viadotto della Magliana (vedi planimetria della foto allegata "Viale del Pattinaggio_ Fronte Sheraton_pianta.jpg").

La segnalazione evidenzia che i 3 impianti sono stati installati negli ultimi anni e dimostra ad ogni modo come sullo stesso luogo nella primavera del 2008 non esistesse alcun impianto  (vedi "Viale del Pattinaggio_ Fronte Sheraton_Primavera2008.jpg").

La segnalazione e la foto allegata come "Viale del Pattinaggio Fronte Sheraton_16Febbraio2011.jpg" evidenziano che i 3 impianti hanno una cimasa in alto al centro che riporta il nome della ditta "ESOTAS".

Le foto allegate come "Viale del Pattinaggio_ Fronte Sheraton_Etichetta_01.jpg" , come "Viale del Pattinaggio_ Fronte Sheraton_Etichetta_02.jpg" e come "Viale del Pattinaggio_ Fronte Sheraton_Etichetta_03.jpg" mostrano che sul fianco di ognuno dei 3 impianti sono affisse delle targhe che hanno rispettivamente i numeri di codice identificativo 0048/AJ280/P, 0048/AJ296/P e 0048/AJ276/P.

Benché nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 2.12.2010)  al codice 0048 corrisponda effettivamente come denominazione la ditta “ESOTAS S.r.l. ”, si chiede di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che i progressivi impianto AJ280, AJ296 ed AJ276 identifichino effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questi specifici cartelloni e corrispondano al titolo autorizzativo rilasciato per essi,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione degli impianti in quel luogo.

Il 4° comma dell'art. 5 del vigente Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Conssiglio Comunale n. 37/2009, consente "di avvalersi, in deroga ...., della facoltà di autorizzare gli impianti pubblicitari sulle pertinenze di esercizio con larghezze superiori a metri 4, comprese fra carreggiate contigue. In tali situazioni, gli impianti andranno collocati in posizione parallela all’asse stradale con distanza dal limite della carreggiata non inferiore a metri 1,80".



Come lasciano chiaramente vedere le foto allegate come "Viale del Pattinaggio_ Fronte Sheraton_01-02.jpg" e come "Viale del Pattinaggio_ Fronte Sheraton_03.jpg", i  tre impianti risultano collocati parallelamente a Viale del Pattinaggio, su una pertinenza stradale compresa fra carreggiate contigue con larghezza inferiore ai 4 metri, e ad una distanza inferiore a metri 1,80 dal limite di entrambe le carreggiate.

Si chiede pertanto di voler accertare se sia regolare la collocazione dei tre impianti , provvedendo - in caso di constatata violazione – alla loro immediata rimozione.


Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.



Distinti saluti.



Dott. Arch. Rodolfo Bosi

- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -


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La Segreteria della U.O. XII Gruppo di P.M. risponde in data 12/04/2011:


Gentile Signore,

in merito a quanto in oggetto personale dello scrivente comando accertava, a seguito di sopralluogo, la presenza degli impianti segnalati, che seppur  provvisti di cimasa e targhetta NBD, erano collocati ad una altezza inferiore a quella minima prevista dal Regolamento; pertanto, gli stessi venivano contravvenzionati ai sensi dell’art. 31 della Delibera 37/09.

Cordiali saluti

La Segreteria della U.O. XII Gruppo di P.M.


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Ad oggi impianti ancora funzionanati che continuano a sostituire la campagna pubblicitaria.

11 commenti:

  1. ORMAI E' PIU' CHE EVIDENTE CHE TUTTO SI ARENA ALL'VIII DIPARTIMENTO.

    E' LI' DENTRO CHE IL PESCE PUZZA!!
    (Nel A qualcuno ancora non fosse chiaro)!

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  2. Bosi segnala...., la Municipale sanziona...., ma qualcuno pagerà le sanzioni? le ditte cartellonare hanno fior di avvocati che hanno il ricorso ciclostilato per il giudice di pace, dove PUNTUALMENTE vincono i ricorsi per mancata presentazione della parte civile (il Comune).
    Gli oscuramenti? costano quanto una rimozione e il comune non ha i soldi, a meno che non vogliano fare rimozioni - farsa per la campagna elettorale. Una nota associazione sostenitrice di 10.000 cittadini firmatari di una delibera di iniziativa popolare si è offerta di fare oscuramenti GRATUITI di impianti già sanzionati dall'VIII dipartimento, ma gli è stata di fatto impedita tale opportunità.
    Scusate se non faccio nomi e non mi firmo, ma capirete il perchè.

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  3. Dunque riopetiamolo insieme tutti in coro: "IL PESCE PUZZA ALL'VIII DIPARTIMENTO"

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  4. IL PESCE PUZZA DALL'VIII DIPARTIMENTO!

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  5. La magistratura DORME?? Ancora non si fa una indagine con i fiocchi all'interno dell'ufficio affissioni???

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  6. FUORI DA ROMA LA BANDA DI ZOZZONI!

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  7. Legione Monteverde4 maggio 2011 11:05

    Anche da Monteverde stesse risposte.. VIII DIPARTIMENTO COLLUSO CON ORGANIZZAZIONI CRIMINALI.

    INTERVENGA LA GUARDIA DI FINANZA!!!!

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  8. All'anonimo delle ore 22,38 di ieri faccio presente che l'oscuramento dei cartelloni messo in atto in passato dall'allora assessore al Commercio Daniela Valentini consisteva in una striscia di carta incollata in diagonale sulla facciata dell'impianto con stampata sopra la scritta del Comune della natura abusiva del manifesto pubblicitario.
    Quand'anche si volesse oscurare l'intera superficie dellì'impianto, la stampa non può mai venire a costare quanto la spesa occorrente per la rimozione, che sembra oscillare intorno ai 400 euro.
    Quanto al Comune che non ha i soldi, nella riunione del Tavolo Tecnico del 29 luglio 2010 ho avuto uno scontro diretto con il Direttore del Servizio Affissioni Francesco Paciello perché non riteneva fattibile la mia proposta di "partita di giro" per effettuare oscuramenti a costo zero per la collettività, vale a dire pagando la stampa dei manifesti oscuranti con le sanzioni incassate dagli impianti abusivi (comminate sia alla ditta proprietaria dell'impianto che a chi se ne é servito per farvi la propria pubblicità).
    Quel giorno Paciello ha rispsto con un "aut aut", cioé o si fanno le rimozioni o si faanno gli oscuramenti, senza spiegare perché non sia possibile oscurare preventivamente gli impianti accertati come abusivi in attesa che la macchina burocratica del Comune arrivi alla loro materiale rimozione.
    Per quanto riguarda l'escamotage del giudice di pace a cui ricorrono spesso (ma non puntuaalmente) le ditte, mi riservo di farne oggetto di un apposito post che ne spieghi il meccanismo e come porvi rimedio e che chiederò di pubblicare su questo blog.

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  9. In risposta all'Arch. Bosi
    Il costo di un oscuramento non è solo quello della striscia di carta:
    Quando si fa un oscuramento è perchè a monte c'è stato almeno un vigile che è andato sul posto (in genere si muovono in due), ha redatto un VAV, gli uffici hanno combinato la sanzione a chi di dovere, e così via. Quando dopo molto tempo si giunge alla decisione di oscurare (o rimuovere), la macchina burocratica si rimette in moto: serve nuovamente almeno un vigile e due operai che si recano sul posto con automezzi adatti e operano l'oscuramento (o la rimozione). A questo punto la striscia di carta non è neanche la millesima parte della spesa. Penso invece al costo delle ore di lavoro di ciascuna persona coinvolta. Provi a farsi due conti e vedrà che fra istruttoria dei vigili prima, amministrativi prima e dopo l'oscuramento, operai e vigili per l'oscuramento, si hanno almeno cinque o sei persone coinvolte per due o tre ore ciascuno. Totale 15 - 18 ore di lavoro. Più spese automezzi (macchina, camion ecc).
    Un oscuramento costa alla fine quanto una rimozione, e personalmente preferirei che i miei soldi vengano spesi per misure definitive contro i cartelloni.

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  10. All'anonimo che mi ha replicato alle ore 18,27, dimostrando di essere più addentrato di molti, faccio presenti le seguenti considerazioni.
    1 - La copertura immediata della pubblicità irregolare é prevista dal 6° comma dell'art. 31 del vigente Regolamento comunale, ma sotto la forma della "possibilità" e non di un preciso "obbligo": anche per tali motivi l'attuale Direttore del Servizio Affissioni non ha fin qui operato in tal senso, a differenza della direttrice che l'ha preceduto.
    2 - Se il facile guadagno é la molla che spinge sempre ad installare cartelloni abusivi, sapendo benissimo di poter lucrare comunque sui tempi elefantiaci che impiega la macchina comunale per arrivare alla materiale rimozione, il migliore disincentivo a questo fenomeno é proprio l'immediato oscuramento dell'impianto perché blocca immediatamente la speculazione e comporta per la ditta che ne é titolare addirittura una perdita economica, specie se la sanzione economica applicata é maggiore dell'incasso illecito della pubblicità fin lì ottenuto.
    Non volere l'oscuramento immediato degli impianti in attesa e per tutto il tempo necessario alla loro rimozione fa di fatto gioco alle ditte abusive perché possono continuare a lucrare guadagni illeciti non dichiarati al fisco.
    3 - Non sta scritto da nessuna parte che le operazioni di oscuramento debbano essere pagate con i soldi dei cittadini romani contribuenti: l'anonimo ha ignorato che ho parlato di "partita di giro", dove i soldi sia in entrata che uscita debbono essere sempre e soltanto quelli che hanno dovuto sborsare tanto le ditte proprietarie degli impianti installati abusivamente quanto tutti quelli che se ne sono serviti per farsi la propria pubblicità, con cui il Servizio Affissioni si deve spesare i costi dell'oscuramento.
    Ricordo ad ogni modo che tutti i soldi eventuaalmente anticipati dalla casse del Comune debbono essere rimborsati dai trasgressori.
    4 - L'altro disincentivo alla installazione di impianti abusivi può e deve essere la decandenza percentuale delle altre "autorizzazioni" rilasciate regolarmente alla ditta che si é resa responsabile di una o più violazioni, fino anche alla totalità così come prescrive il comma 14 sempre dell'art. 31 del Regolamento.
    5 - Le misure definitive contro i cartelloni abusivi non possono essere ad ogni modo solo queste, che costituiscono nell'immediato un tampone, ma debbono scaturire dalla approvazzione del PRIP e dei Piani di Localizzazione andando a regime come ho proposto nelle osservazioni e fatto proprio nel maxiemendamento approvato come "parere" del Consiglio del II Municipio.

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  11. Sono d'accordissimo con lei che la motivazione che dovrebbe spingere l'amministrazione comunale ad oscurare i cartelloni dovrebbe essere quella di disincentivare l'abusivismo.
    Ma il 29 Luglio il dr. Paciello ha escluso la possibilità della "partita a giro" con i soldi degli introiti delle multe, credo proprio perchè di queste multe i risultati siano scarsissimi. I tempi per decretare una rimozione sono quasi gli stessi di quelli per decretare un oscuramento, quindi non è il tempo che ci vuole per l'uno o per l'altro che può far cambiare l'ago della bilancia. L'unico vero disincentivo, secondo me, è l'applicazione del comma 14 dell'art. 31 del regolamento delle affissioni.

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