mercoledì 11 maggio 2011

Bosi-segnala: impianto elettrico a regola d'arte

 
 
 

Segnalazione inviata il 19 aprile a: polmunicipaleseg05@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it

In data odierna 19 aprile 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate (scattate in data 8.4.2011), che fa presente un impianto pubblicitario bifacciale di mt. 4 x 3 (vedi foto allegata come “Via dei Monti Tiburtini altezza civico 481 lato opposto_03.jpg”) installato in Via dei Monti Tiburtini sul lato opposto all’altezza del civico n. 481 (vedi planimetria allegata come “Via dei Monti Tiburtini altezza civico 481 lato opposto_pianta.jpg”).



La segnalazione fa presente che l’impianto reca in alto il nome della ditta “RB” (vedi foto allegata come “Via dei Monti Tiburtini altezza civico 481 lato opposto_01.jpg”) ed é installato in alto con a ridosso un ponteggio metallico (vedi foto allegata come “Via dei Monti Tiburtini altezza civico 481 lato opposto_02.jpg”) che presumibilmente serve per arrivare ad affiggere i manifesti pubblicitari su entrambe le facciate: al ponteggio é appeso un cavo elettrico che finisce nelle fratte adiacenti (vedi foto allegata come “Via dei Monti Tiburtini altezza civico 481 lato opposto_04.jpg”) e che non sembra affatto a norma.



La segnalazione fa inoltre presente che l’impianto ha su un fianco una targhetta che porta un numero di codice identificativo che non é però leggibile a causa della altezza in cui é collocato l’impianto (vedi foto allegata come “Via dei Monti Tiburtini altezza civico 481 lato opposto_targhetta.jpg”), in aperta violazione dell’art. 55 del D.P.R. n. 495/1992 (Regolamento di esecuzione e attuazione del Codice della Strada) che prescrive che la targhetta metallica deve essere "posta in posizione facilmente accessibile".



Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 15.2.2011) al codice 0009 corrisponde effettivamente la denominazione della ditta “R.B. PUBBLICITA' SRL.”: si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo di questo impianto scritto nella targhetta identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato.

Dalla anzianità della struttura si presume che l’impianto faccia parte della cosiddetta “procedura di riordino”,
nell’ambito del quale é stata a suo tempo approntata una modulistica particolare mediante la quale i soggetti dovevano dichiarare la propria posizione, utilizzando per l’appunto i Modelli R  per la indicazione degli impianti di proprietà privata assistiti da titolo autorizzatorio, per i quali si chiedeva il rinnovo: se rientra effettivamente in tale procedura, da ciò deriva con certezza che al tempo della presentazione della istanza di riordino l’impianto era stato regolarmente autorizzato in precedenza, ma non anche che oggi debba necessariamente ritenersi assistito ancora da titolo autorizzativo per il semplice fatto di essere inserito in Banca Dati.



Riguardo al “rinnovo” si fa presente anzitutto che all’epoca del procedimento di riordino per gli impianti installati in proprietà privata, come sembra collocato quello di cui all’oggetto, veniva rilasciata una “autorizzazione” di durata triennale eventualmente rinnovabile per una sola volta.



Si mette in risalto in secondo luogo che il Consiglio Comunale ha approvato la deliberazione n. 426 del 2.7.2004 con cui ha integrato il punto 1 dell’art. 14 della delibera n. 1689/97 portando al 31 dicembre 2007 il termine del primo triennio, eventualmente rinnovabile, per tutte le “autorizzazioni” degli impianti installati su suolo privato: ne deriva che la “autorizzazione” originariamente rilasciata per l’impianto di cui trattasi, anche ammettendo che sia stata automaticamente rinnovata per un altro triennio, é scaduta definitivamente al 31 dicembre 2010, senza nessuna possibilità di ulteriori rinnovi.



La circostanza é direttamente confermata anche dalla “Indagine sul settore affissioni e pubblicità a Roma” presentata lo scorso 27 gennaio dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, che alla pag. 16 riporta la seguente testuale dichiarazione: "In particolare la procedura straordinaria serviva a ottenere il rilascio delle concessioni su suolo pubblico per cinque anni, e delle autorizzazioni su suolo privato per tre anni. Il titolo che assisteva ciascun impianto poteva essere rinnovato per un eguale periodo, previa regolarizzazione del pagamento delle relative imposte e canoni dovuti fino alla data dei rinnovi".



Questa sopravvenuta constatazione, se veramente l’impianto fa parte della procedura di riordino, appare del tutto prioritaria e sovraordinata e comunque indipendente dall’accertamento della legittimità o meno dell’impianto.



Si chiede in conclusione di voler verificare, ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze, se l’impianto rientra nella procedura di riordino e se sia effettivamente scaduta e non ulteriormente rinnovabile l’autorizzazione triennale a suo tempo rilasciata per tale cartellone, provvedendo in caso affermativo a farlo rimuovere a cura e spese della ditta che ne é titolare.




Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.



Distinti saluti.



Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

Nessun commento:

Posta un commento