venerdì 20 maggio 2011

Bosi-segnala: per un motivo o per un altro da lì deve sparire. Magari prima del 2035...

Prima segnalazione del 31 gennaio 2011

In data 14.1.2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto che si rimettono in allegato: riguarda un impianto pubblicitario installato su proprietà privata tra via della Magliana ed il Viadotto della Magliana, all'altezza dell'incrocio con Lungotevere della Magliana (vedi foto allegata "Via-della_Magliana_altezza_ciclabile_punto.jpg").

La foto dell'impianto (allegata come "Via-della_Magliana_altezza_ciclabile.jpg") non lascia capire il nome della ditta indicato forse sulla cimasa in alto a sinistra né la targhetta con il presumibile numero di codice identificativo assegnato dal Servizio Affissioni del Comune di Roma: la foto evidenzia però in modo chiaro come il cartellone costituisca praticamente la continuazione del cartello d'indicazione stradale.

Ai sensi del 1° comma dell'art. 23 del D.Lgs. n. 285/1992, con cui é stato emanato il Codice della Strada, "lungo le strade o in vista di esse è vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, segni orizzontali reclamistici, sorgenti luminose, visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione".

L'impianto pubblicitario di cui all'oggetto risulta installato in evidente violazione del suddetto disposto normativo.

Si chiede pertanto di volerne accertare la natura illegale, verificando anche la regolarità delle dimensioni dell'impianto che non possono essere comunque superiori a mt. 3 x 4 ai sensi della lettera b) del 2° comma dell'art. 4 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009, provvedendo - in caso di constatata violazione - alla immediata rimozione del medesimo impianto.


Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.



Distinti saluti.



Dott. Arch. Rodolfo Bosi

- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - 


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Risposta del 22 febbraio 2011

In merito alla segnalazione pervenuta a questo comando di gruppo, si fa
presente che da sopralluogo effettuato, si è accertata la presenza di un
impianto pubblicitario tipo poster , dalle dimensioni  mt 4,00 X 3,00,
appartenente alla società MG ADVERTISING regolarmente iscritto  nella
nuova procedura “ NUOVA BANCA DATI”.

Si precisa che, da visura del sistema informatico SIAP AA.PP. , viene
accertata anche la posizione attuale di detto impianto, è riconducibile
anche a vecchia concessione valida prima della procedura attuale.

Per quanto riguarda la problematica inerente la segnalazione, si  fa
presente che questo Comando di Gruppo, ha segnalato al Dipartimento
competente la situazione, richiedendo lo spostamento  dell’impianto
pubblicitario in questione in quanto installato al fianco di un cartello
stradale.

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Seconda segnalazione del 22 febbraio 2011

Si ringrazia anzitutto questo Comando per aver voluto dare seguito alla
segnalazione trasmessa da questa associazione con messaggio di posta
elettronica inviato alle ore 12,10 del 31 gennaio 2011.

Si prende atto con soddisfazione che anche questo Comando ha ravvisato la
violazione del 1° comma dell'art. 23 del D.Lgs. n. 285/2991, con cui é stato
emanato il Codice della Strada, ed ha richiesto "lo spostamento  dell’impianto
pubblicitario in questione in quanto installato al fianco di un cartello
stradale".

Si prende altresì atto che l'impianto é stato installato dalla ditta "MG
ADVERTISING" e risulta non solo "regolarmente iscritto  nella nuova
procedura “ NUOVA BANCA DATI”", ma che "la posizione attuale di detto
impianto, è riconducibile anche a vecchia concessione valida prima della
procedura attuale".

Dalla suddetta circostanza si evince che l’impianto fa parte del cosiddetto
“procedimento di riordino”, nell’ambito del quale é stata a suo tempo
approntata una modulistica particolare mediante la quale i soggetti dovevano
dichiarare la propria posizione, utilizzando i Modelli R  per la indicazione
degli impianti di proprietà privata assistiti da titolo autorizzatorio, per
i quali si chiedeva il rinnovo: da ciò deriva con certezza che al tempo
della presentazione della istanza di riordino l’impianto della "MG
ADVERTISING" é stato regolarmente autorizzato in precedenza, ma non anche
che oggi debba necessariamente ritenersi assistito ancora da titolo
autorizzativo.

Riguardo al “rinnovo” si fa presente anzitutto che all’epoca del
procedimento di riordino per gli impianti installati in proprietà privata,
come risulta essere l'impianto di cui all'oggetto, veniva rilasciata una
“autorizzazione” (e non una "concessione") di durata triennale eventualmente
rinnovabile per una sola volta.

Si mette in risalto in secondo luogo che il Consiglio Comunale ha approvato
la deliberazione n. 426 del 2.7.2004 con cui ha integrato il punto 1 dell’art.
14 della delibera n. 1689/97 portando al 31 dicembre 2007 il termine del
primo triennio, eventualmente rinnovabile, per tutte le “autorizzazioni”
degli impianti installati su suolo privato: ne deriva che la
 “autorizzazione” originariamente rilasciata per l’impianto di cui trattasi,
, anche ammettendo che sia stata automaticamente rinnovata per un altro
triennio, é scaduta definitivamente al 31 dicembre 2010, senza nessuna
possibilità di ulteriori rinnovi.

La circostanza é direttamente confermata anche dalla “Indagine sul settore
affissioni e pubblicità a Roma” presentata lo scorso 27 gennaio dalla
Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune
di Roma, che alla pag. 16 riporta la seguente testuale dichiarazione: "In
particolare la procedura straordinaria serviva a ottenere il rilascio delle
concessioni su suolo pubblico per cinque anni, e delle autorizzazioni su
suolo privato per tre anni. Il titolo che assisteva ciascun impianto poteva
essere rinnovato per un eguale periodo, previa regolarizzazione del
pagamento delle relative imposte e canoni dovuti fino alla data dei
rinnovi".

Questa sopravvenuta constatazione appare del tutto prioritaria e
sovraordinata e comunque indipendente dall’accertamento della legittimità
dell’impianto rispetto alla violazione del 1° comma dell'art. 23 del Codice
della Strada.

Anche non considerando la violazione del Codice della Strada, si chiede in
conclusione anche a chi legge per conoscenza di voler far verificare,
ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze, se sia effettivamente
scaduta e non ulteriormente rinnovabile l’autorizzazione a suo tempo
rilasciata per tale impianto, provvedendo in caso affermativo a farlo
rimuovere a cura e spese della stessa ditta titolare del medesimo impianto.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via
telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n.
241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi
Ambiente e Società (VAS) -

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