lunedì 16 maggio 2011

Bosi-segnala: ricordate l'impianto in Viale delle Terme di Caracalla all’altezza di piazzale Numa Pompilio?

 
Segnalazione inviata il 15 aprile 2011
A:     segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; polmunicipaleseg01@comune.roma.it; sindaco@comune.roma.it
Cc:     procura.roma@giustizia.it; orlando.corsetti@comune.roma.it


In data 13 aprile 2001 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate (scattate il 12.4.2011), che fa presente che nella notte dell’11 aprile scorso é stato installato un impianto pubblicitario bifacciale di mt. 1 x 1 (vedi foto allegata come “Piazzale Numa1.jpg”) in Viale delle Terme di Caracalla all’altezza di piazzale Numa Pompilio, nel cuore di una delle zone archeologiche più pregiate di Roma.

La segnalazione fa presente che l’impianto ha una targhetta che riporta il numero di codice identificativo 0112/BP286/P e la scritta “VIALE DELLE, TERME DI CARACALLA”.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 15.2.2011) al codice 0112 corrisponde la denominazione della ditta “STUDIO ZETA PUBBLICITA’ S.R.L.”: si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto BP 286 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo, in considerazione dei vincoli che vigono sul centro storico della capitale.

A tal riguardo si fa presente che dal 1980 l’UNESCO ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale (“World Heritage List”) il Centro Storico di Roma (che coincide con il territorio del I Municipio), nonché le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e S. Paolo fuori le Mura , includendo nel 1990 anche le Mura di Urbano VIII – Gianicolensi.

Il Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR), adottato  dalla Giunta Regionale con deliberazioni n. 556 del 25 luglio 2007 e n. 1025 del 21 dicembre 2007, sottopone il Centro Storico a vincolo paesaggistico che é stato riconosciuto anche dal Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) adottato lo scorso 2 febbraio 2011 dalla Giunta Comunale: alla Tavola 1.07 del PRIP relativa alla zonizzazione e tipi stradali l’intero Viale delle Terme di Caracalla é destinato a zona A dove secondo il paragrafo 3.2 dello schema normativo dello stesso PRIP "é vietata l’istallazione di di impianti pubblicitari pubblici o privati e degli impianti per pubbliche affissioni".

Nella ipotesi che l’impianto di cui trattasi sia del tutto abusivo, si fa presente che con il meccanismo della “autodenuncia” dapprima si installa un cartellone sprovvisto di qualunque targhetta, che si ottiene e si affigge soltanto dopo che per quell’impianto é stata presentata “autodenuncia” e sia stata pagata una indennità pari al Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP) che dà diritto alla assegnazione di un numero di codice identificativo da parte dello Sportello Unico del Servizio Affissioni e Pubblicità.

Ma dal momento che l’impianto sembra essere stato installato nella notte tra l’11 ed il 12 aprile direttamente con la targhetta che riporta il numero di codice identificativo, nella ipotesi che tale numero non sia del tutto falso ma risulti effettivamente nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni, si chiede di sapere come sia stato possibile una “autodenuncia” di questo tipo che non risulta prevista da nessuna delle norme vigenti in materia.

Nella ipotesi invece che  l’impianto di cui trattasi sia stato autorizzato a seguito di una qualche procedura di "ricollocazione" o "accorpamento" o “rinnovo” di qualche non meglio noto titolo autorizzativo, dal momento che qualunque di queste procedure comporta sempre e comunque una dovuta e preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo che non poteva non accorgersi del divieto di affissione, si chiede di sapere – nella eventualità di conferma di una delle suddette procedure – le motivazioni che hanno reso possibile “autorizzare” l’impianto.    


In occasione della presentazione alla stampa del PRIP l’Assessore alle Attività Produttive On. Davide Bordoni ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Ad ogni modo, fin d'ora, l'approvazione della Giunta, spiega Bordoni, "consente di intervenire nelle aree tutelate"" (dal sito www.ilcorrierelaziale.it di mercoledì 2 febbraio 2011).

Si chiede all’On. Davide Bordoni di essere pienamente coerente con quanto da lui dichiarato e di voler far disporre l’immediata rimozione dell’Impianto a cura del Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità.



Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.



Distinti saluti.



Dott. Arch. Rodolfo Bosi

- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -



************************************************************************************

Risposta ricevuta il 12 maggio 2011 dalla segreteria della P.M. del I° Municipio


In riferimento alla mail si inforam che personale di questo comando
ha provveduto a sanzionare quanto segnalato in data 19/04/2011 e lo stesso
impianto è sta rimosso da parte delDip.to VII servizio AA.PP
dISTINTI SALUTI

************************************************************************************

A parte l'ortografia un pò da rivedere veniamo a sapere che il Dipartimento VIII (non VII) – Servizio Affissioni e Pubblicità esiste! Ci sono!
Sarà che non sembrava vero neanche alla segreteria e per l'emozione si sono sbagliati a scrivere...

4 commenti:

  1. Salve, passando spesso in quella strada confermo che grazie alle denunce inoltrate l'impianto in questione è stato rimosso (non so ovviamente se ripiazzato altrove e dove).
    Quello che però mi chiedo, provocatoriamente, da sempre è il motivo per cui sia stato rimosso.
    L'impianto aveva la sua bella targhetta rilasciata dall'ufficio comunale competente.
    Quindi era in regola. O no?
    E' evidente che un funzionario aveva autorizzato tale installazione. O no?
    Allora dovrebbe essere rimosso, per iniziativa del Comune, anche il funzionario che ha rilasciato una simile autorizzazione.
    Come mai alcuni impianti non vengono subito rimossi dai vigili (con la motivazione: "eh ma c'è una regolare targhetta con l'autorizzazione") e quiandi passano magari anni prima della effettiva rimozione, ed invece alcuni impianti come quello presente a Caracalla viene rimosso immediatamente?
    Possibile che le autorità raggiungano un simile livello di contraddizione e imbarazzo?

    RispondiElimina
  2. P.S.

    nel caso di targhetta fasulla, come mai la ditta non viene IMMEDIATAMENTE sanzionata o meglio ancora chiusa?
    Tanti posti di lavoro non se ne perderebbero...
    Chissà con che "contratti" fanno "lavorare"...
    :)

    RispondiElimina
  3. Invito l'anonimo delle ore 21,20 del 16.5.2011 ad andarsi a leggere il precedente post,perché vi trova le risposte alle sue domande.
    Ribadisco ad ogni modo che in Banca Dati vengono registrati e censiti sia gli impianti per i quali é stata rilasciata regolare "autorizzazione" (dopo la dovuta istruttoria ed in pagamento del CIP) che gli impianti abusivi per i quali é stata presentata una "autodenuncia" e pagata una indennità pari al CIP(senza nessuna istruttoria).
    Gli impianti non vengono rimossi dai Vigili, a cui compete solo di "sanzionarli" redigendo il Verbale di Accertata violazione (in sigla VAV)che viene trasmesso all'Ufficio del Servizio Affissioni del Comune di Roma incaricato della materiale rimozione: quest'ultimo deve prima provvedere a trasmettere una lettera-diffida alla ditta responsabile dell'abuso a rimuovere l'impianto a proprie cure e spese entro e non oltre 10 giorni, trascorsi inutilmente i quali spetta al Comune la rimozione forzata dell'impianto a spese del trasgressore.
    Se si tiene conto che ogni lettera-diffida può essere contestata anche con ricorsi al T.A.R. o al Giudice di Pace,allora si può capire meglio il ritardo che si registra nella rimozione di molti impianti.
    Per il caso in questione é stata saltata la procedura suddetta, dal momento che VAS ha segnalato lo scorso 15 aprile l'impianto, che é stato sanzionato dai Vigili il succesivo 19 aprile e rimosso il giorno dopo.
    In appena 5 giorni é stato smantellato un impianto solo perché era troppo forte il clamore che aveva suscitato la sua collocazione nell'area acheologica più pregiata di Roma.

    RispondiElimina
  4. ecco appunto, l'impianto è stato rimosso perchè sennò sarebbe stato abbattuto a furor di popolo, come è stato per quello al Palatino, lì c'è ancora il mozzicone del palo segato

    RispondiElimina