lunedì 2 maggio 2011

Goffo tentativo di Cartellopoli di dare un senso ai vasi-con-pubblicità apparsi in tutta Roma




Abbiamo una nostra teoria, tutta nostra e assolutamente nostra, su questo ennesimo scempio che interessa tutto il centro città, ma su su fino a Ponte Milvio. E la teoria è la seguente: la Clear Channel, multinazionale 'seria' dei cartelloni, mica l'ultima ditta mafiosa come decine ce ne sono a Roma, non gliela fa più a fare la ditta seria. Perché quando c'è la guerra civile, se rispetti le regole ti fanno fuori. E a Roma, nel comparto dei cartelloni, c'è molto più della guerra civile, c'è la guerra fratricida.
A causa di questa situazione. A causa del fatto che il Comune, mettendola nel deretano a chi ha sempre pagato le tasse e a chi, bene o male, si è sempre comportando seguendo le regole, ha dato spazio a 400 ditte una peggio dell'altra, Clear Channel si è molto lamentata. Ha fatto pressioni. Ha fatto capire che il Comune, per sue corruzioni interne e per suo tornaconto di consenso non poteva danneggiare aziende serie e multinazionali. Ha ventilato di far uscire la questione sui media (ve la immaginate una bella intervista, che ne so, al Sole24Ore con l'amministratore delegato di Clear Channel che urla: "non ce la facciamo più, ci ritiriamo dal mercato Romano perché non è un mercato, è un suq dove vincono solo i fuorilegge e dove imperano 'Ndrangheta e Camorra").
Ecco, dunque, per farli star buoni, per farli star calmi, le teste d'uovo del Comune hanno autorizzato questi impianti, di grande valore, temporanei (quanto temporanei) per sedare, temporaneamente, la legittima ira di chi, a causa di corruzioni, connivenze con la mala e squallide questioni di consenso elettorale (tipo: riempio Ostia di cartelloni così tra due anni quando me devo da ricandidà c'ho millemila metriquadri), la legittima ira di chi, dicevamo, viene econonomicamente danneggiato in maniera allucinante dalla situazione.
Clear Channel, infatti, per quanto ne sappiamo, è una ditta che ha un bilancio, che ha dei dipendenti regolarmente assunti, che ha dei revisori, un collegio sindacale. Insomma non è una ditta fasulla intestata a qualche badante russa o a qualche barbone. Avete capito la differenza? E avete capito perché, obtorto collo, Cartellopoli è ed è sempre stato a favore delle grandi aziende in questo settore?

Tutto il contenuto di questo post è da considerarsi come ricostruzione totalmente fantasiosa per cercare di spiegare e di spiegarci l'invasione dei vasi de cemento con cartellone incorporato, sia chiaro.

16 commenti:

  1. Certo se una multinazionale si fa comprare con due vasetti di tale squallore stiamo messi sempre peggio.

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  2. Fra un po' qualcuno inventerà i cartelloni ad L rovesciata così pure quando guardi in cielo vedrai pubblicità

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  3. Anche a Via Veneto... tutto il centro è INVASO!!!

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  4. Faccio presente che con un messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 16,23 dello scorso 23 aprile ho segnalato la natura del tutto irregolare dei diversi vasi con pubblicità installati in piazza di Spagna.
    La segnalazione é stata trasmessa anche alla Procura della Repubblica perché alla irregolarità delle targhette con i numeri di codice identificativo scritti in pennarello (anziché in caratteri indelebili come prescritto) si é aggiunta la ancor più grave irregolarità che nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 19.4.2011) non risulta affatto il numero di codice 0149.
    A tal riguardo ho messo in risalto che fin dall’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni aggiornato alla data del 4.2.2010 non risultano registrati né il codice 0149 né il codice 0150: ho messo in ancor maggiore risalto che fin dall’elenco aggiornato alla data del 15.2.2011 figura al codice n. 0025 la ”CLEAR CHANNEL AFFITALIA S.R.L. (in corso procedimento di voltura da PUBBLI A S.P.A)”.
    Sembra che anche tutti gli altri vasi con pubblicità installati in tutta Roma abbiano targhette con il numero di codice 0149 che non corriponde affatto alla Clear Channel, il cui nome figura però stampato in tutte le striscette rosse che avvolgono ogni vaso con pubblicità.

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  5. ma i comitati di questi rispettabili quartieri? tutti a giocare a bridge?

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  6. Dopo questo ennesimo scempio dei cartelloni invasati è chiara la volontà dell'amministrazione di porre rimedio allo schifo dei cartelloni a Roma.
    Eppoi si mettono a parlare di PRIP che a questo punto si dovrebbe chiamare PRPC (PResa Per Culo).
    Avevamo bisogno di un segnale nuovo. Eccolo.

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  7. GRAZIE A BOSI PERCHE' INVIA LE SACROSANTE SEGNALAZIONI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA. GRAZIE DAVVERO.

    Alla fine avranno un dossier più grosso della bibbia!...forse si muoverà qualcosa...

    Mc Daemon

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  8. Concordo con Ale 77
    inutile sperare in un cambio di rotta da parte dell'8 dipartimento (vero dott. Paciello?).
    Il messaggio per i cartellonari è: fate carne di porco di Roma.
    A questo punto ogni cosa diventa lecita per difendere la nostra città..e se ne accorgeranno.

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  9. Roma sta diventando una fogna.

    Pubblicità ovunque. E menomale che Alemanno sbraitava di recuperare le sane tradizioni di una volta... Ma ve la immaginate la Roma di Bernini infarcita di pubblicità?

    Grazie sindaco per quanto in basso ci fai arrivare.

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  10. Scommettiamo che le "nuove" bandiere sui pali della luce affisse in occasione della beatificazione di Giovanni Paolo II diventeranno presto veicolo di nefandezze di ogni sorta????? Chi offre di più?

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  11. Ma se uno gli da l'acqua crescono?
    No perchè sennò sarebbe il caso di dargli una bella concimata...

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  12. A Pasquino delle ore 13,39 mi permetto di obiettare che la reazione agli impianti illeciti non può essere effettuata con atti altrettanto illeciti, che ti fanno passare per giunta dalla ragione al torto.
    In un sistema democratico di cui occorre rispettare le regole che si é dato la "risposta" al momento più immediata ed incisiva può e deve essere una azione politica per sensibilizzare tutti i consiglieri comunali attraverso il dialaogo ed il confrronto capillare con ognuno di loro.
    Ci si deve battere affinché il PRIP venga alla fine approvato dal Consiglio Comunale con la correzione di tutti gli errori materiali che contiene e che ho rilevato e soprattutto con quelle modifiche e quelle integrazioni che diano una soluzione definitiva tanto per l’immediato quanto soprattutto per il futuro allo stato dell'impiantistica di Roma: per ottenere questo occorre convincere tutta l'opposizione ed in particolare il PD comunale a smetterla di tirarsi indietro per seguire solo delle sterili strategie politiche che fanno comodo solo ai loro prossimi interessi elettorali , ma non di certo a quelli della città, ed é comunque necessario convincere soprattutto la maggioranza dei consiglieri del PdL della bontà delle modifiche ed integrazioni di cui ha bisogno il PRIP per diventare un vero ed un buon piano regolatore.

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  13. Al dott. Rodolfo Bosi
    implacabile spina nel fianco dei cartellonari E DEI LORO SPONSOR, esprimo tutta la mia stima e gli assicuro che farò la mia parte per collaborare a realizzare la strategia che indica nel post delle ore 19.00.
    Ma sono comunque convinto che in questo disgraziato Paese dove bande di comitati d'affari si spartiscono ferocemente i brandelli di una ricchezza truffaldina accumulata con la complicità dei loro referenti politici I CITTADINI ABBIANO IL SACROSANTO DIRITTO DI METTERE IN ATTO AZIONI NON VIOLENTE DI DISUBBIDIENZA CIVILE.

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  14. E questi "vasi" dovrebbero essere più tollerabili in quanto costituerebbero nelle menti di quelli del Comune una sorta di "arredo urbano" per abbellire le vie?
    Fanno cagare.
    Non sono altro che dei cartelloni con un pò di terra sotto. Manco un fiore... e non cambierebbe comunque il mio giusizio.
    Complimenti alle teste d'uovo della clear channel per la squisita pensata.
    Ce l'hanno così anche a Parigi e a Londra?
    Lì certe schifezze gliele spaccherebbero in testa dopo 10 minuti.

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  15. Sono appunto vasi...da notte

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  16. Sai che bello incappucciarli tutti.....

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