martedì 10 maggio 2011

Il PRIP predica bene ma razzola molto male

Nella relazione illustrativa al PRIP vengono spiegate le scelte di piano che sono state fatte e che si sono concretizzate soprattutto nelle 14 tavole in cui è stato suddiviso l’intero territorio comunale, dove è stata riportata sia la zonizzazione che i tipi stradali.
Ma il confronto tra quanto è stato teorizzato a monte sia nella relazione illustrativa al PRIP che nello schema normativo e la concreta applicazione a valle nelle tavole di zonizzazione e tipi stradali ha portato a rilevare una serie ripetuta di difformità o comunque di errori materiali, che non è dato di sapere quanto siano voluti, ma che non sono ammissibili specie se riguardano l’obbligo di rispetto dei divieti  di istallazione di impianti pubblicitari in aree vincolate, perché prescritti in modo sovraordinato e comunque cogente dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (in sigla PTPR).
Nelle osservazioni presentate dal dott. Arch. Rodolfo Bosi a nome di VAS è ricompresa una analisi puntuale delle 14 tavole, da cui é riassumibile la seguente casistica riscontrata, che fa quindi da campione esemplificativo.

1 – Alla pag. 20 della Relazione illustrativa al PRIP vengono elencate le aree su cui il PTPR dispone il divieto di affissione, fra le quali in particolare c’è  il “paesaggio dell’insediamento storico diffuso”, dove è consentita solo la segnalazione dei siti di interesse storico-archeologico, ma che in molte tavole è stato destinato a sottozona B2 con possibilità di installazione di impianti privati di vario tipo e dimensione.

2 – Alla pag. 20 della Relazione è dichiarato che anche “nelle “reti, infrastrutture e servizi” vi è il divieto di istallazione cartellonistica pubblicitaria nelle aree di margine alle infrastrutture viarie e ferroviarie salvo la segnaletica di pubblica utilità”: il divieto non è stato rispettato per molti tratti di strade a ridosso delle ferrovie

3 - Ai sensi del paragrafo 3.2 dello schema normativo del PRIP, relativo alla zona A, “il divieto è esteso anche alle aree di pertinenza delle strade, delle piazze e dei larghi che segnano il confine della predetta zona e che non sono classificate nei tipi stradali indicati al punto 2.1”.
Tale divieto non è stato rispettato per molti tratti stradali che fanno da confine alla zona A, dove viene consentita l’installazione di impianti privati.

4 - Alla pag. 47 della Relazione illustrativa viene dichiarato che “appartengono alla zona A  le seguenti categorie di aree: …l’agro romano individuato dal piano regolatore”: ma poi nelle tavole di zonizzazione molte di queste aree sono state destinate invece a sottozona B2 o B3, dove è comunque possibile la installazione di impianti privati di vario tipo e dimensione.

5 - Una ulteriore difformità è stata rilevata riguardo alla zonizzazione del vigente PRG del Comune di Roma, che è stata rispettata solo ai fini della classificazione della rete stradale in base agli indici di affollamento, mentre non lo è stata in sede di applicazione pratica tramite le tavole di zonizzazione e tipi stradali, perché invece delle 5 “aree omogenee” del PRG (città storica, città consolidata, città della ristrutturazione, città della trasformazione, territorio non urbanizzato) sono state individuate 3 sottozone, facendo coincidere la sottozona B1 soltanto con il “centro storico” di 1.400 ettari iscritto dall’UNESCO nel 1980 nella Lista del Patrimonio Mondiale (“World Heritage List”), i cui confini coincidono con quelli del I° Municipio di Roma, anziché con la “città storica” di 5.000 ettari individuata dal PRG, che arriva a ricomprendere gli interi Municipi I, II, III e XVII, porzioni continue dei Municipi IV, IX, XII, XVI e XVIII e porzioni distaccate dei Municipi V, VI, VII, X e XI.

Si invita tutti ad andare a vedere gli errori materiali rilevati dal dott. Arch. Rodolfo Bosi scaricando il file word dal link sottostante.

Errori materiali del PRIP.doc

9 commenti:

  1. NON TE FIDA', SO I SOLITI ZOZZI

    RispondiElimina
  2. Da questi-per come si sono comportati fino ad ora e PER COME CONTINUANO A COMPORTARSI- non c'è da aspettarsi nulla di positivo!

    Mc Daemon

    RispondiElimina
  3. Io la vedo così11 maggio 2011 01:07

    Tranne pochi lettori, direi meno delle dita di una mano, tutti gli altri non ne capiscono niente di quello che dice Bosi nè nei suoi commenti al PRIP nè nelle sue denunce particolareggiatissime.

    C'è un'ignoranza diffusa, che unita al solito latrare nei commenti e all'immobilismo di coloro che appunto abbaiano e basta, fanno il gioco dei cartellonari. Di questo bisogna rendersene conto e cambiare la strategia della lotta e della comunicazione. La battaglia va combattuta in Campidoglio e, se non bastasse, in tribunale. Ma per la seconda ipotesi ci vuole un'associazione potente, perchè i pre - potenti si difenderanno come iene ferite.

    RispondiElimina
  4. Legione Monteverde11 maggio 2011 10:44

    Class Action

    RispondiElimina
  5. pienamente d'accordo

    RispondiElimina
  6. Class Action (lo dico da tempo immemorabile)

    Mc Daemon

    RispondiElimina
  7. Ad “io la vedo così ha detto” mi sento di obiettare che confonde ruoli e compiti anche e soprattutto per quanto riguarda la strategia della lotta e della comunicazione.
    Il compito di questo blog è anzitutto quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno “cartellopoli”, attraverso non solo la pubblicazione dei cartelloni abusivi, ma anche il confronto e lo scambio di idee che si registra nei commenti a vari post: proprio per evitare di “latrare” ed “abbaiare” soltanto senza mai mordere veramente, l’altro compito del blog è e deve essere quello di innalzare progressivamente il livello di conoscenza dei vari aspetti del fenomeno di degrado e con essi il livello di cultura.
    In questo modo si evita (rispetto al passato) non solo di fare sempre meno “salotto” (sparlando di ciò che non si conosce nemmeno veramente, con il rischio di un nuovo sequestro penale, stavolta magari per diffamazione delle ditte o offesa alla pubblica amministrazione), ma si viene ad assumere man mano un ruolo sociale ben definito, perché si viene di fatto a svolgere di più quella stessa “politica del territorio” che ha sempre fatto VAS.
    Si può e si deve cercare di abbassare il grado di ignoranza diffusa da lei lamentato (intesa nel senso non offensivo di chi non sa) nell’unico modo possibile che spetta peraltro ad ogni blog e che è quello della informazione, anche e soprattutto degli aspetti “tecnici”.
    Ai molti che secondo lei non capiscono niente dei miei commenti al PRIP consiglio di andarsi a leggere gli errori materiali da me rilevati, soffermandosi esclusivamente sulle scritte in grassetto nero con cui ho chiesto la cancellazione delle destinazioni sbagliate e la dovuta correzione d’ufficio di strade ed aree dove vige il divieto assoluto di affissioni pubblicitarie e da classificare quindi tutte come zona A: penso (senza offesa per nessuno) che anche un analfabeta capisca che sui tratti rilevati di via Cassia, via Trionfale, via Flaminia Nuova, viale di Tor di Quinto, via del Foro Italico, via Salaria, via Prenestina, via Casilina, via Cristoforo Colombo,via di Bocea ecc. ecc. non ci deve comunque stare nessun impianto fin da adesso, quindi anche sena PRIP.
    Mi riprometto a breve di cercare di far conoscere quali siano le distanze minime prescritte dal Codice della Strada e dal vigente Regolamento comunale (che vanno rispettate senza “se” e senza “ma”) attraverso post specifici di tipo divulgativo che permettano poi ai lettori di guardare con occhi diversi il territorio e “capire” immediatamente quali siano gli impianti di natura illecita da segnalare a questo blog ed a VAS.
    (seguita nel commento sucessivo)

    RispondiElimina
  8. (seguito del commento precedente)
    La battaglia che secondo lei va giustamente fatta in Campidoglio non spetta a questo blog, che può però ed anzi deve contribuire a far bene questa battaglia “politica” proprio con l’innalzamento del grado di conoscenza sempre maggiore soprattutto di quali possano essere le soluzioni migliori da dare al problema: a chi legge e “capisce” di dover uscire dall’immobilismo da lei lamentato spetta il compito quanto meno del “passaparola” attraverso il dialogo ed il confronto con tutti, finalizzato a convincere della bontà delle soluzioni prospettate specialmente ogni singolo consigliere comunale, senza distinzione di partito, dal momento che in democrazia occorre almeno il 51% dei voti a favore delle giuste modifiche ed integrazioni da apportare al PRIP.
    Se non bastasse, come dice lei, o peggio ancora si perdesse questa battaglia politica, il ricorso al “tribunale” può e deve far parte sempre di quella “politica del territorio” che come estremo rimedio si concretizza con la denuncia penale o con l’azione amministrativa.
    L’azione penale non serve a più di tanto, perché si può arrivare magari a mandare in galera qualcuno dopo chissà quanti anni di processo, ma senza aver visto rimuovere contestualmente un solo impianto: per la seconda, che è la Class Action, occorre dimostrare l’inerzia del Comune con un monitoraggio incontestabile di tutte le rimozioni che avrebbe dovuto fare e che non ha invece fatto oggettivamente.
    Il sottoscritto si sta costruendo queste “prove” a supporto della Class Action proprio con la puntuale segnalazione degli impianti ritenuti abusivi, di cui occorre quindi aspettare i tempi necessari per la rimozione che diventa dovuta in genere dopo l’avvenuto accertamento dei Vigili dei diversi Gruppi di Polizia Municipale e che va comunque continuata proprio per aumentare il peso dei casi denunciati a cui non sia poi stato dato seguito con la dovuta rimozione.
    Rinnovo quindi l’invito già fatto dal blog a “collaborare” ad aumentare il grado di sensibilizzazione, trasmettendo segnalazioni sia al blog che a vas.roma@alice.it.

    RispondiElimina