sabato 14 maggio 2011

La vertenza dei balneari e il parallelo con la mafia dei cartelloni. Più semplice di così...


La infinita vertenza sulle concessioni balneari che permetteranno di mettere ordine nello sfruttamento degli arenili italiani deve far riflettere molto, anzi moltissimo, sia la 'ndrangheta cartellonara, sia gli assessori e i dirigenti che la tutelano al di là del bene e nel mare, sia - soprattutto!!! - comitati, associazioni e privati cittadini dotati di buona volontà ma non di capacità di discernere che si sono fatti intrappolare nello sport, per esempio, di spaccare il capello in quattro su un tema necessario -per carità- ma assolutamente non sufficiente come il PRIP o altre tematiche simili.

Nelle polemiche che stanno attraversando le spiagge italiane e la volontà del governo, legittimamente, di darle in concessione ai privati c'è di tutto. C'è un governo connivente, per motivi di squallido consenso elettorale, con chi depreda il suolo pubblico; ci sono gli organi di controllo che intervengono (in primis l'Europa, de gratia, in secundis la Presidenza della Repubblica); c'è la filosofia che si deve applicare quando si consegna ad un privato la gestione di un bene pubblico.

Vediamo cosa è successo. E mentre lo vediamo ciascuno di noi faccia i suoi debiti raffronti e i suoi immancabili paralleli con il mondo della cartellonistica a Roma. E' successo che su pressione degli operatori che più o meno abusivamente avevano negli anni, in cambio di qualche spicciolo, gestito arenili che consentono a chi li sfrutta di lavorare, per quanti soldi si fanno, solo quattro mesi l'anno, il governo ha risposto alle osservazioni dell'Europa regalando (senza gara!!!) per 90 anni le spiagge a chi le gestisce già.

La misura sarebbe stata rigettata da Bruxelles, ma il rifiuto è stato anticipato dal presidente Napolitano (personaggio da beatificare, post mortem, con tempi ancor più conteniti del Papa Polacco) il quale ha imposto al provvedimento dei cambiamenti. Cambiamenti che ci interessano enormemente. Alla scadenza delle attuali concessioni, ovvero nel 2016, tutte le spiagge verranno messe all'asta. Chi offrirà di più e chi presenterà progetti interessanti di riqualficazione otterrà la possibilità di gestire gli spazi pubblici per venti anni (non novanta), dopo i quali gli arenili verranno nuovamente messi all'asta.

Chi ci guadagna? Tutti. Ci guadagna lo stato che incassa un sacco di soldi; ci guadagnano i cittadini che avranno arenili di qualità, decorosi, regolari, a norma, possibilmente anche architettonicamente belli (dio sa quanto c'è da fare in questo senso), ci guadagna anche l'ambiente ovviamente. Chi ci perde? Ci perdono gli attuali operatori che, abituati a pagare tre lire all'anno per una concessione che gli frutta miliardi, potrebbero avere qualche remora ad offrire cifre decenti per mantenere la loro gestione e dunque potrebbero perdere le aste.

I paralleli montano anche nelle patetiche e ignobili proteste degli operatori: "arriveranno gli stranieri", "si darà campo libero alla finanza intenazionale", "ci sarà il monopolio". Terrorizzati, evidentemente, che qualcuno, sia mai, faccia uno scontrino o una dichiarazione dei redditi degna di questo nome, come sarebbero obbligate a fare società serie (non, anche qui, intestate e teste di legno e prestanome) che prendessero in gestione gli arenili.


Insomma ecco i modelli che iniziano ad affacciarsi -grazie alle pressioni dell'Europa- anche nel medioriente del nostro impianto legislativo. Su questo bisognerebbe lavorare. Su questi grandi ordini di idee. Su queste grandi visioni del mondo che altrove (dappertutto) sono la normalità: il suolo pubblico non deve restare imbalsamato, può essere gestito, può e deve essere messo a reddito, può generare economia e posti di lavoro in grande misura, può contribuire alla crescita economica del paese, può stimolare la nascita di nuove aziende e l'arrivo del capitale estero nel paese. Ma deve essere gestito con regole precise, per un tempo prefissato e ben definito (commisurato al recupero dell'investimento), da società serie, trasparenti, che corrispondano due tipi di pagamenti al pubblico: uno per pagarsi (profumatamente!) la concessione, uno per pagare le tasse vendendo beni e servizi.


Ma può essere mai tanto difficile? Ma per tutelare la camorra dei cartelloni davvero si potrà continuare a lungo ad andare contro la logica? Quando arriveranno (quando saremo capaci di far arrivare) i rilievi della Commissione Europea di Bruxelles nel settore? Quanto manca? E quanto manca perché tutti noi la smettiamo di occuparci di questioni di rilevanza mediobassa buttate sul piatto solo per farci star buoni e non farci lavorare nella direzione dell'efficacia e della cogenza?
Massimiliano Tonelli

7 commenti:

  1. semplicemenete perfetto

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  2. Tonelli..se ti leggi con attenzione le proposte di modifica al PRIP formulate sia da VAS che dal Comitato promotore della delibera potrai notare che entrambe contengono la proposta di assegnare TRAMITE BANDI le concessioni anche per gli impianti pubblicitari privati.
    Adesso sta alla miseranda classe politica romana fare propria tale proposta.
    Certo se il buongiorno si vede dal mattino..vedi la vicenda dei vasoni NON AUTORIZZATI che la Clear Channel ha piazzato lo stesso ABUSIVAMENTE nelle piazze più pregiate stiamo proprio a posto..
    Il movimento contro il Grande Scempio ha fatto molto più del dovuto..non siamo noi a poter legiferare..purtroppo.

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  3. tonè con tutto il rispetto non mi sei simpatico...lo sai tu lo sanno tutti ma quando scrivi cazzate come questa !!!!!!!!!!!!

    "La misura sarebbe stata rigettata da Bruxelles, ma il rifiuto è stato anticipato dal presidente Napolitano (personaggio da beatificare, post mortem, con tempi ancor più conteniti del Papa Polacco) il quale ha imposto al provvedimento dei cambiamenti. Cambiamenti che ci interessano enormemente. Alla scadenza delle attuali concessioni, ovvero nel 2016, tutte le spiagge verranno messe all'asta"

    Ed io chiedo cheeeeeeeeeeeeeeèèèèèèèèèèèèèèèè ?
    Tu quindo credi che nel 2016 ci saranno le aste ? Ma sei fuori ???? Semmai nel 2036...semmai !
    Gli stabilimenti hanno lavorato di fino...l'unico giornale che ha fatto un'analisi puntuale è stata repubblica ! Gli stabilimenti hanno avuto il diritto di superficie per 20 anni ! Si 'è passati dalle concessioni al diritto di superficie ! Messa cosi ti comincia a puzzare ? Il diritto di superficie consiste nell'edificare su un fondo altrui ed in 20 anni si crea l'usucapione (tu guarda 20) ! L'usucapione è un modo di acquisto della proprietà !!
    Ora sono convinto che non hai capito nulla di quello che ho scritto, sono convinto che tu tra qualche anno aspetti le aste....io ti dico che tra breve comincerà una guerra all'ultimo sangue tra l'UE , la corte costituzionale e dall'altra parte il governo !
    ASTE CHE RIDERE....
    questo si crede più furbo di Papagni !

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  4. ti posto l'articolo di repubblica (Bonelli ritiene che era questo il vero scopo...). Comunque stai tranquillo non ci sarà nessun bando. Te ne accorgerai a breve.


    http://www.repubblica.it/economia/2011/05/13/news/spiagge_concessioni_per_20_anni-16180496/

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  5. poco male, da sempre le guerre hanno avuto come scenario le coste di un paese, questi 90 anni non li raggiungono

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  6. eh si effettivamente ! ti consiglio di cancellare tutto il post, se passa qualcuno che può pensare ?
    90 anni non li raggiungono ?
    tu pensa l'UE ci dice di fare i bandi di gara ogni 6 anni per liberalizzare e tu esulti perchè non fanno 90 anni ...contento tu !

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