lunedì 30 maggio 2011

Piogge acide

Non imitateli.

20 commenti:

  1. QUESTA E' LA FORMA PIU' BELLA ....BOMBE DI VERNICE GIALLA O ROSSA DEVASTANO PER SEMPRE IL CARTELLONE.
    LE SCRITTE ABUSIVO LE CANCELLANO QUESTE RIMANGONO DI PIU' PERCHE' LA VERNICE COLA ANCHE SUL MARCIAPIEDE.

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  2. britti imbecilli così fate ammazzare qualche motociclista!

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  3. Delinquente chi ha ridotto così questo magnifico esemplare di cartellone abusivo!
    Filippo

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  4. Resistenza Attiva30 maggio 2011 15:05

    Per l'anonimo delle 10:50
    Ti riferisci forse al palo del cartellone messo dove non si può?? (Cioè su spartitraffico inferiore ai 4 metri e comunque a meno di 1,80mt dalla careggiata)?
    Sembra che questo dettaglio non abbia mai scandalizzato nessuno, a partire dai vigili del XVI gruppo che avrebbero dovuto elevare verbali verso tutti i cartelloni posti sullo spartitraffico di via Leone XIII (villa Pamphili) dove si trova pure questo nella foto e l'VIII dipartimento che avrebbe dovuto RIMUOVERLI!!!!!

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  5. ma cosa significa, allora se sbattono su albero (che sta sullo spartitraffico) a causa della vernice va tutto bene?? open your mind ottusetto!

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  6. Il problema per i motociclisti a roma è proprio quella vernice. Mamma mia come stiamo messi male...

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  7. c'è sempre qualcuno che deve fare il romano a tutti i costi, m'avete rotto il cazzo, dovete diventà svizzeri!!

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  8. Legio Aurelia Invicta30 maggio 2011 16:40

    Anonimo

    E' inutile e ridicolo che t'attacchi al fumo della pippa e t'inventi cazzate.
    Se guardi bene non c'è vernice sulla sede stradale.
    Quindi nessun motociclista rischia..
    Invece ci sono migliaia di cartelloni installati su spartitraffico minuscoli nel disprezzo assoluto di ogni norma e diritto..ma quelli non fanno fiatare i maestrini del cazzo come l'anonimo delle 10.50, vero?
    Dovresti sapere che il motociclista che morì a Via Veneto un anno fa sbattè la testa proprio su uno di questi catafalchi.
    FATELA FINITA DE SCRIVE CAZZATE E APRITE L'OCCHI FODERATI DE PROCIUTTO!
    Se Roma è ridotta così è anche grazie alla vostra ignavia.

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  9. meno male che c'è Legio Aurelia.....buahhhhhhhhh

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  10. Scusate, ma dovevo intervenire anche io, Legio per dover di cronaca, il povero motociclista morto a Via Veneto ha sbattuto la testa alla base di cemento di un palo della luce, non che i cartelloni siano così sicuri ma era giusto dire la verità altrimenti non siamo più credibili...!

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  11. Resistenza Attiva30 maggio 2011 17:36

    Sono daccordo che la vernice sulla sede stradale può essere pericolosa quando piove, ma vi invito a pensare anche che su quel tratto di strada ci sono 12 pali di cartelloni che non dovrebbero esserci.
    Se anche ci fossero 24 alberi sullo spartitraffico (e non ci sono)la possibilità di sfracellarmi la capoccia è aumentata del 50%

    I motociclisti traggano le loro conclusioni e non pensino che andare fuori strada capita solo agli altri o a quelli che scivolano sulle strisce bagnate quando piove.

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  12. bhe, forse allora non conosci quella maledetta strada, ce ne sono più di 100 di alberi che stanno distruggendo quei ridicolo marciapiedi e il manto stradale, ogni albero ha i suoi fiori di persone purtroppo sfortunati che ci si sono schiantati!

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  13. Resistenza Attiva30 maggio 2011 18:03

    Ho scritto SPARTITRAFFICO .....

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  14. Su quella bellissima strada si corre troppo..è questa la causa degli incidenti.
    Che vogliamo fare..abbattere tutti gli alberi?

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  15. appunto, spartitraffico!!! gli alberi stanno li....!!! ora ho la conferma, non conosci quella strada.

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  16. Resistenza Attiva30 maggio 2011 19:59

    Amico... frequento la zona da oltre 50 anni.. gli alberi stanno sia ai lati che sullo spartitraffico. Quando io ci facevo le corse con la Lambretta, il CIAO ancora non l'avevano inventato. E domani ti darò risposte più precise sugli alberi.

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  17. Ma chi è questo..il nuovo Scrotino?
    Amico caro, amico bello..conosciamo ogni metro,ogni albero e ogni cartello..
    co la moto o cor furgone
    odio sempre er cartellone
    Chiedo poco in verità
    solo n'pò de legalità

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  18. CHE CAZZATE! allora leviamo tutte le auto in sosta (regolare) perchè se uno col motorino scivola ci va a sbattere contro, togliamo i semafori i pali della luce, i muri dei palazzi e facciamo le piste di MOTOGP perchè ci sono i coatti che devono smanettare in città, CHE CAZZO DI DISCORSI, se un coglione sbanda a 120 Kmh e urta contro un albero che sta li da diversi DECENNI non è la stessa cosa se sbatte contro un CARTELLONE ABUSIVO che sta li contro la legge solo per far GUADAGNARE LA CAMORRA CARTELLONARA!!

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  19. Caro Anonimo delle 13.54
    purtroppo è già successo tempo fa a Trevignano.
    Dopo un incidente mortale in cui perse la vita un giovane in moto i suoi amici nottetempo abbatterono decine di alberi secolari "colpevoli" secondo loro della morte del loro amico e che in seguito furono protetti dall'omertà dei paesani.
    Con gente del genere ha ancora senso la democrazia? Me lo chiedo davvero..
    Questa è una società malata, composta in gran parte da persone che hanno perso o non hanno mai conosciuto il senso del "BENE COMUNE".
    Per loro è normale vedere migliaia di cartelloni su spartitraffico minuscoli e inveire contro gli alberi!
    Lo so che è folle..ma ha senso controbattere a pitecantropi del genere?

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  20. Ai sensi del 6° comma dell’art. 26 del D.P.R. n. 495/1992 "la distanza dal confine stradale, fuori dai centri abitati, da rispettare per impiantare alberi lateralmente alla strada, non può essere inferiore alla massima altezza raggiungibile per ciascun tipo di essenza a completamento del ciclo vegetativo e comunque non inferiore a 6 m.".
    In un primo tempo il divieto imposto dall’articolo 26 del Regolamento (che dà attuazione al Codice della Strada entrato in vigore il primo gennaio del 1993) sembrava che non fosse retroattivo, ovvero che non fosse riferito agli alberi preesistenti, ma solo a quelli piantati da quel momento in poi: ci son voluti 18 anni affinché la Cassazione Penale dirimesse questo equivoco, decidendo una volta per tutte che il divieto vale per tutto il patrimonio arboreo che orla le strade extraurbane, sia quello precedente al 1993, sia quello successivo.
    Nove anni fa, lungo la Statale Centrale Umbra vicino Foligno, la giovane Michela Crucianelli uscì di strada con la sua auto e, centrando in pieno uno degli alberi secolari a lato della carreggiata, morì sul colpo.
    Lo scorso 8 febbraio, al termine di un lungo processo, la Corte di Cassazione penale ha condannato il capo cantoniere dell'ANAS, Bruno Bruni, a un anno e mezzo di reclusione per non aver fatto collocare, sul tratto di strada dove avvenne l'incidente, adeguati guard-rail protettivi.
    Molto spesso, in campagna, si incontrano quelle piacevoli strade, delimitate da caratteristici filari di alberi, che tanto ci ricordano quella poesia del Carducci imparata a scuola. Strade pittoresche da un lato ma con il difetto dall’altro alto di essere pericolose per chi le percorre.
    Per il caso affrontato dalla Corte di Cassazione, se ci fossero stati i guard-rail, le conseguenze dell'incidente potevano essere evitate: con questa sentenza, destinata inevitabilmente a far discutere, la Cassazione ha riavviato il dibattito sulla pericolosità non solo degli alberi, ma anche dei pali della luce e dei cartelloni pubblicitari posti al margine della carreggiata.
    Stabilendo la responsabilità oggettiva per quell'incidente si è ribaltato, in pratica, un principio cardine con cui, fin dalla sua emanazione (1993) ad oggi, è stato interpretato il Codice della Strada. L'art. 26 del Regolamento d'attuazione del Codice prevede, infatti, che gli alberi debbano trovarsi ad almeno sei metri dal ciglio di una strada: per diciotto anni si è quindi ritenuto che tale divieto valesse solo per le nuove alberature, e per le strade di nuova costruzione.
    La Cassazione, invece, fisserebbe oggi un'interpretazione retroattiva, per la quale anche le vecchie strade dovranno, pertanto, "mettersi in regola".
    Il che, tradotto in termini pratici, vista l'impossibilità di eliminare gli alberi laterali (spesso funzionali alla stabilità del territorio e, quasi sempre, rigorosamente tutelati da norme ambientali o urbanistiche, come nel nostro caso), significherà installare adeguate protezioni laterali, vale a dire guard rail, ma solo laddove possibile.
    Ne deriva per conseguenza che adesso migliaia di alberi rischiano di essere abbattuti ogni volta che non sia possibile far sì che siano "ricoperti" da un guard-rail, se ottusamente non si prende come soluzione alternativa quella di limitare la velovità in quel tratto di strada.

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