martedì 31 maggio 2011

Vogliamo 1000 Luciano

Ammirate lo splendido lavoro del nostro lettore Luciano, questo è l'esempio perfetto di ciò che tutti quanti noi dobbiamo fare. Allora che aspettate? Alzatevi da davanti al computer prendere il telefonino o la macchina fotografica ed andate a fotografare l'invasione cartellonara e poi soprattutto mandate tutto a vas.roma@alice.it e cartellopoli@gmail.com
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Buongiorno,

Come da indicazioni, vi segnalo i seguenti cartelloni abusivi nelle due zone viarie di cui allego fotografie:
(gli impianti abusivi sono cerchiati in rosso)

1) un impianto 3x2 in via dei Laterani, zona S.Giovanni, installato circa due settimane fa, in posizione pericolosa per la visibilità segnaletica in quanto posto in posizione frontale di un incrocio, proprio davanti all'impianto semaforico (vedi foto allegate denominate laterani-1.jpg, laterani-2.jpg)

2) diversi impianti in Piazza Pio XI, zona Aurelio, installati nelle ultime settimane, di dimensioni e posizioni diverse, tutti insistenti sull'aiuola centrale della piazza e su quelle laterali, in zone limitrofe o immediatamente attaccate agli impianti semaforici, senza rispettare le distanze tra impianto e impianto e tra questi e la segnaletica.
In particolare due maxicartelloni senza sigla, due più piccoli affiancati, un maxicartellone targato 0048/BE792/P (nella foto pioxi-4.jpg , è affianco al camion-pubblicità), e un altro piccolo vicino al semaforo 0068/BM326/P (nella foto pioxi-4.jpg e pioxi-5.jpg )
(Vedi foto allegate pioxi-1.jpg, pioxi-2.jpg, pioxi-3.jpg)
Nella foto pioxi-totale-aiuola.jpg si vede bene tutto quanto.

Segnalo anche la situazione di altri due cartelloni posti nelle scorse settimane nella zona laterale della stessa piazza, mostrati nella foto pioxi-laterale.jpg per eventuali provvedimenti.

Resto in attesa di cortese riscontro.

Grazie,
Luciano 

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Segnalazione inviata il 28 maggio 2011 a: polmunicipaleseg01@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; bruno.cignini@comune.roma.it; pierluigi.patane@comune.roma.it; sbap-rm@beniculturali.it; orlando.corsetti@comune.roma.it; procura.roma@giustizia.it; dr-laz@beniculturali.it

In data 26 maggio 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto che si rimettono in allegato: riguarda un impianto pubblicitario monofacciale di mt. 4 x 3 (vedi foto allegata "laterani-2.jpg”) installato in via dei Laterani.

La segnalazione fa presente che l’impianto é stato installato circa due settimane fa, ma non fa sapere se abbia una targhetta con il numero di codice identificativo né il nome della ditta  che appare sulla cornice in alto a sinistra e che sembra essere ad ogni modo la “PES” che nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 20.5.2011) risulta registrata al codice 0006 come “P.E.S. S.R.L. PUBBLICITA' ESTERNA SPECIALE”: si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti registrato tale impianto con l’assegnazione di un numero di codice identificativo che - in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 –  identifichi la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione nell’ambito della procedura di riordino e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo, dal momento che sembra essere stato collocato in violazione dei divieti tassativi di affissione imposti dalla normativa vigente in materia.

A tal ultimo riguardo la stessa segnalazione evidenzia che l’impianto risulta collocato in posizione pericolosa per la visibilità segnaletica in quanto posto in posizione frontale dell’incrocio con via della Ferratella in Laterano, proprio davanti all'impianto semaforico, come attesta la foto allegata come “laterani-1.jpg“.
Ai sensi della lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495 del 16 dicembre 1992, «entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima degli impianti semaforici e delle intersezioni lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere»: il 5° comma dell'art. 4 del Regolamento delle Affissioni (approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009) dispone che «le distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, entro il centro abitato, limitatamente alle strade E), strade urbane di quartiere, ed F), strade locali, per i cartelli di dimensioni non superiori a mt. 1,20 x 1,80 sono così derogate: - distanza minima .... dagli impianti semaforici e dalle intersezioni: strade urbane di quartiere: mt. 25 prima .... degli impianti semaforici e delle intersezioni».    

L’impianto di cui all’oggetto non sembra rispettare nemmeno la suddetta distanza minima in deroga dal semaforo e dall’incrocio: per di più, come attesta la foto allegata come “laterani-2.jpg”, copre parzialmente la segnaletica stradale posta alla sua sinistra e risulta quindi in violazione del 1° comma dell’art. 23 del D. Lgs. n. 285/1992 con cui é stato emanato il Codice della Strada, ai sensi del quale «lungo le strade ... è vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, ...., visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione».

L’impianto ricade inoltre all’interno del territorio del I° Municipio di Roma: a tal riguardo si fa presente che dal 1980 l’UNESCO ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale (“World Heritage List”) il Centro Storico di Roma (che coincide con il territorio del I Municipio), nonché le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e S. Paolo fuori le Mura, includendo nel 1990 anche le Mura di Urbano VIII – Gianicolensi.

Il Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR), adottato  dalla Giunta Regionale con deliberazioni n. 556 del 25 luglio 2007 e n. 1025 del 21 dicembre 2007, sottopone il Centro Storico a vincolo paesaggistico che é stato riconosciuto anche dal Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) adottato lo scorso 2 febbraio 2011 dalla Giunta Comunale: alla Tavola A2.b del PRIP relativa alla “Sintesi del Piano Territoriale Paesistico Regionale – Beni paesaggistici” il centro storico viene identificato fra i “vincoli ricognitivi di piano”, mentre alla Tavola A1.b relativa alla “Sintesi del Piano Territoriale Paesistico Regionale – Sistemi ed ambiti del paesaggio” il centro storico é identificato come “paesaggio dei centri e nuclei storici”.

Il PTPR destina nelle Tavole A (con valore prescrittivo) l’area su cui é stato installato l’impianto a “Paesaggio dei Nuclei e Centri Storici con relativa fascia di rispetto di 150 metri”, che è disciplinato dall’art. 29 delle norme del PTPR, che al paragrafo 5.5 della Tabella C stabilisce come norma regolamentare che i cartelloni pubblicitari sono «non consentiti fatto salvo segnaletica di tipo didattico».

Per collocare ad ogni modo cartelli pubblicitari nell'ambito e in prossimità dei beni paesaggistici, prima ancora del materiale rilascio della autorizzazione da parte del Comune, occorre avere il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica” che spetta al Dipartimento X° del Comune di Roma, ora Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport (nell’esercizio del potere di subdelega conferito ai sensi della legge regionale n. 59/1995) e che a sua volta deve avere il previo parere favorevole vincolante della Soprintendenza competente per territorio ai sensi del 1° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004, che spetta in tal caso alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

Ai sensi del comma 4 dell’art. 146 del D.Lgs. n. 42/2004 «l'autorizzazione  paesaggistica  costituisce  atto  autonomo  e presupposto  rispetto  al  permesso  di costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio».

Ne deriva che in mancanza di quest’atto preventivo ed obbligatorio l’installazione di un impianto é viziata di legittimità: non risulta che per l’impianto in questione sia stata preventivamente rilasciata l’autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore del Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport, dott. Bruno Cignini, né che sia stato espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici, anche perché il rispetto delle prescrizioni cogenti del divieto di affissione avrebbe comportato il rigetto della domanda di rilascio della autorizzazione paesaggistica così come l’espressione di un parere totalmente negativo.

In occasione della presentazione alla stampa del PRIP l’Assessore alle Attività Produttive On. Davide Bordoni ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Ad ogni modo, fin d'ora, l'approvazione della Giunta, spiega Bordoni, "consente di intervenire nelle aree tutelate"» (dal sito www.ilcorrierelaziale.it di mercoledì 2 febbraio 2011).

Si chiede all’On. Davide Bordoni di essere pienamente coerente con quanto da lui dichiarato e di voler far disporre l’immediata rimozione a cura del Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità non solo dell’impianto di cui all’oggetto, ma di tutti gli altri che risultano installati lungo la via Salaria nell’intero tratto che va dall’incrocio con via del Foro Italico all’incrocio con il Grande Raccordo Anulare.

Si mette in evidenza che in tutti i casi di installazione di impianti pubblicitari su suolo sia pubblico che privato si incorre nel reato di cui all’art. 633 del Codice Penale che é relativo alla “Invasione di terreni o edifici” e che testualmente dispone: «Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032».

Si mette altresì in evidenza che nei casi invece di installazione di impianti pubblicitari su aree soggette a vincolo paesaggistico, si incorre nel reato di cui all’art. 734 del Codice Penale che é relativo alla “Distruzione o deturpamento di bellezze naturali” e che testualmente dispone: «Chiunque, mediante costruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, distrugge o altera le bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell'autorità, è punito con l'ammenda da euro 1.032 a euro 6.197».

Dal momento i Vigili ricoprono anche la qualifica di Corpo di Polizia Giudiziaria, si chiede al Comandante del I° Gruppo di voler verificare la natura abusiva dell’impianto di cui all’oggetto e di voler presentare, contestualmente alla redazione del Verbale di Accertata Violazione (VAV), un apposto esposto alla Procura della Repubblica per chiedere di accertare se sussistano gli estremi dei suddetti reati a carico del rappresentante legale della medesima S.r.l. “P.E.S. S.R.L. PUBBLICITA' ESTERNA SPECIALE”.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -  


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Segnalazione inviata il 28 maggio a: polmunicipaleseg18@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it
In data 26 maggio 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto che si rimettono in allegato: riguarda una serie di impianti pubblicitari di diverse dimensioni installati tutti in piazza Pio XI da diverse ditte pubblicitarie (vedi foto d’insieme allegate come “pioxi-totale-aiuola.jpg” e come “pioxi-laterale.jpg”).

La segnalazione fa presente che tutti gli impianti sono stati installati nelle ultime settimane sullo spartitraffico centrale tra via Anastasio II e via Gregorio VII tanto nella parte attrezzata a verde (vedi foto allegate come “pioxi-1.jpg”, come pioxi-2.jpg”,  e come “pioxi-3.jpg”) quanto sul suo proseguimento  (vedi foto allegate come “pioxi-4.jpg” e come “pioxi-5.jpg”).

L’impianto di mt. 4 x 3 installato sul raccordo a senso unico che da via Gregorio VII permette di immettersi su via Anastasio II (vedi foto allegate come “pioxi-1.jpg” e come “pioxi-2.jpg”) sembra essere della  ditta “PES” che nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 20.5.2011) risulta registrata al codice 0006 come “P.E.S. S.R.L. PUBBLICITA' ESTERNA SPECIALE”: si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti registrato tale impianto con l’assegnazione di un numero di codice identificativo che - in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 –  identifichi la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione nell’ambito della procedura di riordino e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo, dal momento che sembra essere stato collocato in violazione dei divieti tassativi di affissione imposti dalla normativa vigente in materia.

Ai sensi della lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495 del 16 dicembre 1992, «entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima degli impianti semaforici e delle intersezioni lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere»: il 5° comma dell'art. 4 del Regolamento delle Affissioni (approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009) dispone che «le distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, entro il centro abitato, limitatamente alle strade E), strade urbane di quartiere, ed F), strade locali, per i cartelli di dimensioni non superiori a mt. 1,20 x 1,80 sono così derogate: - distanza minima .... dagli impianti semaforici e dalle intersezioni: strade urbane di quartiere: mt. 25 prima .... degli impianti semaforici e delle intersezioni».    

L’impianto della ditta “PES” non sembra rispettare nemmeno la suddetta distanza minima in deroga dal semaforo e dall’incrocio.

La foto allegata come “pioxi-3.jpg” mostra l’impianto di mt. 4 x 3 che é stato installato a ridosso dell’aiuola spartitraffico sul senso di marcia proveniente da via Gregorio VII e che in alto a sinistra porta il nome della ditta “Gregor” ed il n. 291: anch’esso, come gli impianti vicini di minori dimensioni, risulta collocato in violazione delle distanze minime prescritte dagli impianti semaforici e dalle intersezioni.

La segnalazione fa presente che il megaimpianto installato sullo spartitraffico centrale (vedi foto allegata come “pioxi-4.jpg”) ha sul fianco una targhetta che porta il numero di codice identificativo 0048/BE792/P.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni al codice 0048 corrisponde come denominazione la ditta “ESOTAS S.r.l.”: si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto BE 792 identifichi effettivamente la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando  anche per esso - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione nell’ambito della procedura di riordino e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo, dal momento che sembra essere stato collocato in violazione dei divieti tassativi di affissione imposti dalla normativa vigente in materia.  
Ai sensi infatti della lettera b) del 2° comma dell’art. 4 del Regolamento comunale vigente (approvato con delibera n. 37/2009) «sono vietati: ...b) gli impianti e i mezzi la cui superficie superi i 12 metri quadrati, salvo quanto disposto dall’art. 20, comma 1, lett. F) in materia di impianti non soggetti a limiti di formato», che non sembrano riguardare questo caso, perché sono riferiti a insegne, targhe, tende e simili [lett. e) del 1° comma dell’art. 4], mezzi collocati su ponteggi e recinzioni di cantiere [lettera i) del 1° comma dell’art. 4], impianti su terrazzi e pareti cieche ove consentite [lett. q) del 1° comma dell’art. 4].

L’impianto della ditta “Esostas” sembra avere delle dimensioni superiori ai mt. 4 x 3 massimi consentiti e risulta per di più collocato in violazione delle distanze minime prescritte per il posizionamento di cartelloni pubblicitari sugli spartitraffico centrali delle strade.

Ai sensi infatti della lettera a) del 3° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495 del 16 dicembre 1992 «Fuori dai centri abitati e dai tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h è comunque vietato il posizionamento di cartelli pubblicitari sulle pertinenze di esercizio delle strade che risultano comprese tra carreggiate contigue, vale a dire anche sullo spartitraffico centrale»: il successivo 4° comma dispone che lo stesso divieto vale entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h.

Il suddetto 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 fa salva però la possibilità di deroga concessa ai Comuni dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada: il 4° comma dell'art. 4 del vigente Regolamento delle Affissioni del Comune di Roma approvato con la delibera n. 37/2009 si avvale della facoltà di deroga a quanto previsto dal richiamato art. 51, comma 3, lett. a).



Si avvale così, testualmente, della “facoltà di autorizzare gli impianti pubblicitari sulle pertinenze di esercizio con larghezze superiori a metri 4, comprese fra carreggiate contigue. In tali situazioni, gli impianti andranno collocati in posizione parallela all’asse stradale con distanza dal limite della carreggiata non inferiore a metri 1,80. Nel caso in cui le dimensioni dello spartitraffico lo consentano, l’impianto potrà essere collocato anche perpendicolarmente all’asse stradale, nel rispetto comunque della distanza sopra indicata dal limite della carreggiata.”

Ciò nonostante, l’impianto della ditta “Esotas” risulta collocato in posizione parallela al senso di marcia, su una pertinenza stradale compresa fra carreggiate contigue con larghezza inferiore ai 4 metri, e ad una distanza che appare sicuramente inferiore a metri 1,80 dal limite della carreggiata.

La stessa violazione é riscontrabile nel vicino impianto di mt. 1 x 1 circa (vedi foto allegata come “pioxi-4.jpg”) di cui la segnalazione fornisce anche la foto della targhetta affissa sul montante (vedi foto allegata come “pioxi-5.jpg”) che reca il numero di codice identificativo 0068/BM326/P.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni al codice 0068 corrisponde come denominazione la ditta “TRE C PUBBLICITA' S.r.l.”, ma é precisato che é “in corso procedimento di voltura da C.Z.)“: si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto BM 326 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando anche per tale impianto - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo.

L’impianto della ditta “CZ” risulta collocato in posizione perpendicolare agli assi stradali e benché di dimensioni inferiori a mt. 1,20 x 1,80 non sembra rispettare nemmeno le suddette distanze minime in deroga relative alla larghezza dello spartitraffico centrale (4 mt.) ed alla distanza dal limite della carreggiata (1,80 mt.).

Si chiede in conclusione di voler verificare la regolarità di tutti gli impianti che risultano installati in piazza Pio XI, provvedendo - in caso di constatata violazione – alla loro immediata rimozione.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

1 commento:

  1. Hanno coperto addirittura il segnale stradale dell'autostrada! Ma cosa aspettano i vigili a sradicare questi catafalchi?? Ma cosa viola di più il codice delal strada di un segnale stradale mezzo coperto??? Ma come si faaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa ma solo a Roma per Dio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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