martedì 14 giugno 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: Via Cerveteri

Segnalazione inviata il 6 giugno 2011 a: polmunicipaleseg09@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it

In data 5 giugno 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate, che fa presente l’installazione di un nuovo impianto bifacciale di mt. 1 x 1 in via Cerveteri all’altezza di piazza dei Re di Roma (vedi foto allegata come "P1100735.JPG").

A dimostrazione che l’impianto é stato installato di recente, la segnalazione allega la foto "P1100738.JPG", che lascia ben vedere non solo il cemento ancora fresco, ma anche i fori di altri impianti già rimossi: la foto mette ad ogni modo in evidenza che per l’installazione di questo impianto è stato completamente divelto un tratto di piazzola del marciapiede e che il lavoro di rifacimento è stato approssimativo e sicuramente non in linea con l'ordinanza che il 22 febbraio 2010 l'On. Sindaco Gianni Alemanno ha emanato nella veste di Commissario delegato all’Emergenza traffico, perché per scavi paralleli al marciapiede richiede espressamente "demolizione e ripristino della pavimentazione di tutto il marciapiede con stesa di materiale analogo al preesistente estesa per metri 0,50 oltre le testate di inizio e fine scavo, o fino alle eventuali interruzioni (incroci o passi carrabili) preesistenti".

La segnalazione allega anche la foto “P1100736.JPG” che mostra una targhetta affissa al centro che porta il nome della ditta "Mediacom" S.r.l. ed il numero di codice identificativo 0069/AU614/P con la scritta “Via Cerveteri ang. p.zza Re di Roma”

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 20.5.2011) al codice 0069 corrisponde effettivamente come denominazione la ditta “MEDIACOM” S.r.l., ma é precisato che é “in corso procedimento di voltura da CIEMME PUBBLICITA' SRL”: si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto AU 614 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo.

A tal ultimo riguardo si fa presente che l’impianto risulta installato in violazione di diverse diposizioni dettate dalla normativa vigente in materia.

Premesso da un lato che nella Tabella 1 relativa alla “classifica funzionale della viabilità principale”, così come  riportata nel Piano Generale del Traffico Urbano (in sigla PGTU), al numero di codice progressivo 142 risulta via Cerveteri classificata come “strada di quartiere” e dall’altro lato che fra i segnali orizzontali di “prescrizione” ci sono gli attraversamenti pedonali, ai sensi della lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada (emanato con D.P.R. n. 495/1992) “entro i centri abitati ... il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima dei segnali di prescrizione degli attraversamenti pedonali lungo le ...strade urbane di quartiere”: ma il suddetto 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 fa salva la possibilità di deroga concessa ai Comuni dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada.

Di tale deroga si è avvalso il Consiglio Comunale che al 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 ha disposto che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) debbono essere, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80, di 15 metri prima degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di quartiere: come lascia ben vedere la foto allegata come “P1100735.JPG”, l’impianto di cui all’oggetto non sembra affatto rispettare tale distanza minima concessa in deroga.

Allo stesso 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento il Consiglio Comunale si é avvalso anche di un’alta deroga che ha disposto che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) debbono essere, ma sempre e soltanto per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80, di 25 metri prima delle intersezioni lungo le strade urbane di quartiere: benché di dimensioni inferiori a mt. 1,20 x 1,80, l’impianto di cui all’oggetto
non sembra rispettare affatto nemmeno tale distanza minima, benché pur essa concessa in deroga.

Ai sensi del comma 10 sempre dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada “é vietata l'apposizione di messaggi pubblicitari sui bordi dei marciapiedi e dei cigli stradali”: ma all’interno dei centri abitati ai sensi del 4° comma del medesimo art. 51 “per le distanze dal limite della carreggiata si applicano le norme del regolamento comunale”.

Il vigente Regolamento comunale non stabilisce le distanze dal limite della carreggiata né per le strade urbane di quartiere né per le strade locali: ma il “Regolamento viario del Comune di Roma” al par. 20.1.3 pone ad ogni modo come divieto quello di posizionare i cartelli “sui bordi dei marciapiedi e cigli stradali” e dà come indicazione quella di  mantenere una luce libera sulla viabilità principale di 1,50 m., che non sembra essere stata rispettata dall’impianto di cui all’oggetto, come lascia ben vedere la foto allegata come “P1100738.JPG”.

La foto allegata come “P1100735.JPG” evidenzia infine che l’impianto é stato collocato a ridosso di un segnale stradale di divieto di sosta, in violazione del 1° comma dell’art. 23 del D.Lgs. n. 285/1992 con cui é stato emanato il Codice della Strada, ai sensi del quale “lungo le strade ... è vietato collocare ... impianti di pubblicità o propaganda, ..., visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione”.

Si chiede in conclusione di voler verificare, ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze, la legittimità dell’impianto di cui all’oggetto , provvedendo alla sua più sollecita rimozione in caso di accertata violazione dei diversi divieti sopra evidenziati.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) - 

Segnalazione inviata da Ale: imitatelo!

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