venerdì 17 giugno 2011

Il comune intende affidare a degli sponsor privati la manutenzione delle aree verdi di arredo stradale consentendo in cambio di farvi installare dei propri cartelli pubblicitari

Il Dott. Arch. Rodolfo Bosi ci invita a leggere questo interessante articolo scritto da lui che si rialaccia al precedente post pubblicato ieri. E' un pò lunghino ma molto ma molto interessante...

Con il comma 1 dell’art. 43 della legge n. 449 del 23.12.1997, concernente le “Disposizioni in materia di entrata”, è stato stabilito che “al fine di favorire l'innovazione dell'organizzazione amministrativa e di realizzare maggiori economie, nonché una migliore qualità dei servizi prestati, le pubbliche amministrazioni possono stipulare contratti di sponsorizzazione ed accordi di collaborazione con soggetti privati ed associazioni, senza fini di lucro, costituite con atto notarile”: il successivo 2° comma ha disposto che “le iniziative di cui al comma 1 devono essere dirette al perseguimento di interessi pubblici, devono escludere forme di conflitto di interesse tra l'attività pubblica e quella privata e devono comportare risparmi di spesa rispetto agli stanziamenti disposti”.
Il 4° comma dell’art. 43 ha stabilito che “con uno o più regolamenti, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le pubbliche amministrazioni individuano le prestazioni, non rientranti tra i servizi pubblici essenziali o non espletate a garanzia di diritti fondamentali, per le quali richiedere un contributo da parte dell'utente, e l'ammontare del contributo richiesto”.
Con deliberazione n. 214 del 14.11.2004 il Consiglio Comunale ha approvato il “Regolamento per la disciplina e la gestione delle sponsorizzazioni” ai fini del quale si intende per “sponsorizzazione” “ogni corrispettivo in denaro, ovvero ogni prestazione (in beni materiali e/o in servizi) diretta o indiretta, proveniente da terzi allo scopo di promuovere il proprio nome, marchio, attività, o i propri prodotti, servizi e simili ovvero conseguire una proiezione positiva di ritorno e quindi un beneficio d’immagine”, per “sponsorsi intende “il soggetto privato (persona fisica o giuridica), l’associazione senza fini di lucro o il soggetto pubblico che intenda stipulare un contratto di sponsorizzazione con il Comune”, per “sponseesi intende il soggetto sponsorizzato, cioè l’Amministrazione Comunale” e per “spazio pubblicitario” si intende  infine “lo spazio fisico o il supporto di veicolazione delle informazioni di volta in volta messe a disposizione dal Comune per la pubblicità dello sponsor.
Nel frattempo, in applicazione dell'articolo 43 della legge 449/97, l’art. 119 del D.Lgs. n. 267 del 18.8.2000, con cui è stato emanato il Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali (in sigla T.U.E.L.), ha disposto che “al fine di favorire una migliore qualità dei servizi prestati, i comuni, le province e gli altri enti locali indicati nel presente testo unico, possono stipulare contratti di sponsorizzazione ed accordi di collaborazione, nonché convenzioni con soggetti pubblici o privati diretti a fornire consulenze o servizi aggiuntivi”.
In data 29.12.2005 il XIII Municipio del Comune di Roma ha indetto un bando per l’affidamento a privati della manutenzione ordinaria di aree attrezzate verdi di proprietà comunale non superiori a 20.000 mq.: il bando disponeva che “l’affidatario dell’area potrà apporre nella stessa un cartello informativo per ogni 1.500 mq contenente esclusivamente le indicazioni concernenti i termini, le modalità, la natura e la titolarità degli assuntori dell’onere della manutenzione, escludendosi le installazioni di cartellonistica pubblicitaria all’interno delle aree affidate”.
Non è dato di sapere che seguito abbia avuto quel bando, a cui ha fatto seguito il XV Municipio con un bando finalizzato alla “Sponsorizzazione di interventi di riqualificazione e manutenzione di aree a verde pubblico comunali situate all’interno di rotatorie stradale e aree spartitraffico del Municipio XV”, che dettava come condizioni la possibilità di installare cartelli di sponsorizzazione di dimensioni massime di cm. 60 x 80 ad una altezza di cm. 80 dal suolo, comprensiva della struttura di sostegno.
Fors’anche per mettere ordine alla libera iniziativa dei Municipi, con deliberazione n. 229 del 21.7.2010 la Giunta Comunale ha approvato le linee di indirizzo relative al “Programma di valorizzazione e manutenzione di aree verdi cittadine mediante accordi di sponsorizzazione con soggetti privati”.
Nelle premesse della delibera è specificato far l’altro che “il contratto di sponsorizzazione è quel contratto in forza del quale un soggetto (“sponsee”) si obbliga a consentire ad un altro soggetto (“sponsor”) l’uso della propria immagine pubblica e del proprio nome, per promuovere un marchio o un prodotto, dietro corrispettivo (che può sostanziarsi in una somma di denaro, in beni o servizi o in entrambi, da erogarsi da parte dello sponsor)”, che “l’Amministrazione Comunale intende infatti ricercare sponsorizzazioni al fine di affidare a soggetti privati la sistemazione e/o manutenzione di aree verdi, di aree gioco e di aree cani, di proprietà comunale” e che “per tutta la durata del contratto l’Amministrazione Comunale consentirà allo sponsor di pubblicizzare la sua collaborazione mediante vari mezzi di comunicazione (ad es.: installazione di cartelli sull’area, rigorosamente riguardanti la propria sponsorizzazione e non pubblicità a terzi, l’indicazione del nome/marchio/logo dello sponsor nelle comunicazioni ufficiali relative, nel materiale illustrativo e nelle pagine web del Comune di Roma che informano dell’iniziativa, etc.)”.
Nelle premesse della delibera è altresì specificato che “per ciò che concerne la disciplina relativa alle autorizzazioni ed imposte pubblicitarie (sia nelle ipotesi di sponsorizzazione che in quelle di collaborazione) si rileva, così come da parere reso dal competente Dipartimento VIII – U.O. AAPP con nota protocollo n. 8414/2006 “I cartelli di che trattasi non paiono configurabili come pubblicità commerciale; il cartello proposto tenuto conto della provenienza dall’Amministrazione Comunale e del contenuto informativo, appare configurarsi come una comunicazione istituzionale da parte del Comune”.
Per tali ragioni la delibera autorizza il Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde del Comune a porre in essere ogni necessario adempimento al fine di dare avvio alla procedura ad evidenza pubblica di ricerca di “sponsor”, con le modalità previste nelle premesse ed in conformità alle norme regolatrici della materia vigenti.
Il 3 agosto del 2010 l’allora Assessore all’Ambiente Fabio De Lillo ha annunciato che la sperimentazione sarebbe partita a settembre dal centro storico e che in autunno si sarebbe estesa ai Municipi II, III, IV e X per un totale di 394.275 mq. di verde di arredo stradale curato da privati e associazioni che in cambio avrebbero potuto “sponsorizzare il proprio nome grazie a cartelli regolamentari da apporre nel lotto che devono gestire”.
L'assessore comunale all'ambiente Fabio De Lillo ha sottolineato che “le adozioni hanno durata annuale e non potranno riguardare Ville storiche o giardini di pregio” e che “le targhe che sponsorizzano chi adotta il lotto dovranno avere caratteristiche e soprattutto grandezze ben stabilite, avranno uno sfondo giallo, il logo del comune di Roma e la scritta 'questa area verde è curata da’  seguito dal nome del soggetto affidatario": ha anche precisato che le aste di sostegno non dovranno superare i 50 cm. di altezza.
Il Sindaco Alemanno ha spiegato che “in questo modo si mette in moto un meccanismo di partecipazione virtuoso, il principio di sussidiarietà, perché la democrazia è fatta anche di questo tipo di condivisione".
Ma solo ad aprile-maggio di quest’anno è stato indetto l’annunciato bando che sul sito ufficiale del Comune è stato presentato quale procedura ad evidenza pubblica per ditte individuali, società commerciali, società cooperative, raggruppamenti temporanei d’impresa, associazioni riconosciute, associazioni di commercianti che intendano proporsi come Sponsor per le attività di riqualificazione e manutenzione delle aree verdi comunali di arredo stradale (franchi lateraliscarpateaiuole etc.) della città di Roma Capitale, in esecuzione della Deliberazione Consiglio Comunale n. 214 del 2004 e della Deliberazione Giunta Comunale n°229 del 21 luglio 2010.
In allegato al bando sono state pubblicate le planimetrie dei lotti suddivisi Municipi. 
L’art. 1 del Capitolato Speciale dello stesso bando aggiunge aree verdi in più perché parla di “attività di riqualificazione e manutenzione delle aree verdi comunali di arredo stradale (spartitraffico - incrocirotatorie – franchi laterali – scarpate – aiuole etc.) di Roma Capitale”.
L’art. 2 del Capitolato Speciale precisa che l’appalto è suddiviso in 24 lotti, suddivisi a loro volta nei Municipi I, II, III, IV, V e XVII, per complessivi 439.649 mq.: il successivo art. 5 stabilisce che “lo Sponsee concederà uno spazio nell’area stessa per l’apposizione di cartelli e/o targhe che pubblicizzano l’attività dello Sponsor”, che in base al successivo art. 6 potrà avere la durata di 3 anni.
A tal ultimo riguardo il bando in corso pone un problema di interpretazione riguardo alla lettera h) dell’art. 18 del vigente Regolamento comunale (approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009), perché prescrive il divieto di collocare impianti e mezzi pubblicitari nelle aree in consegna al Servizio Giardini già attrezzate a verde e fa quindi sorgere spontanea la domanda: vale ugualmente il divieto per quelle aree già attrezzate a verde, che erano  in consegna al Servizio Giardini e che dopo il bando verranno date in manutenzione a degli Sponsor ?   
In modo equivoco l’art. 2 del Capitolato Speciale del bando prevede testualmente:Il Dipartimento Tutela Ambientale e del Verbale- Protezione Civile, in raccordo con il Dipartimento Attività Economico-produttive, formazione e lavoro – U.O. Affissioni e Pubblicità, provvederà a rimuovere direttamente o tramite lo sponsor tutti quegli impianti pubblicitari posti sulle aree verdi messe a bando e che a seguito di opportuna verifica presso i competenti uffici, risultassero abusivi, nonché a provvedere al loro trasporto in discarica autorizzata. Il Dipartimento Attività economico-produttive, formazione e lavoro – U.O. Affissioni e Pubblicità, dovrà contestualmente reperire aree alternative per gli impianti che risultassero autorizzati, ma comunque in contrasto con l’art. 18 comma 1 punti c) e h) della Delibera C.C. n°37/2009, concernente il “divieto di collocazione di impianti pubblicitari”.
Se dunque viene da un lato ribadito il divieto di collocare impianti pubblicitari dentro parchi pubblici, ville storiche ed in particolare su aree in consegna al Servizio Giardini già attrezzate a verde, come é possibile che dall’altro lato su quest’ultime (anche se per ora quelle ricadenti nei Municipi I, II, III, IV, X e XVII) venga poi consentito agli Sponsor che vinceranno i rispettivi bandi di installarci dei propri cartelloni pubblicitari ?
La conferma del suddetto divieto e dell’obbligo di rimozione degli impianti abusivi, anche tramite lo Sponsor (a conferma del “bando” proposto da Massimiliano Tonelli sul modello di quello di Napoli) é comunque utilissima sia per VAS che per il Comitato Promotore della proposta di delibera di iniziativa popolare per supportare tutte le denunce di impianti pubblicitari installati su tali aree in generale ed in particolare sui 24 lotti dei Municipi I, II, III, IV, X e XVII di cui sono state pubblicate le planimetrie sul sito del Comune.
Ai sensi dell’art. 8 del Capitolato Speciale del bando gli Sponsor che si aggiudicheranno la gara potranno installare nelle aree verdi dei suddetti 6 Municipi i seguenti formati di impianti pubblicitari:
- 1 solo cartello di cm. 80 x 50 per aree fino a 400 mq.;
- 1 solo cartello di cm. 120 x 75 per aree fino da 401 mq. fino a 800 mq. oppure 2 soli cartelli di cm. 80 x 50;
- 1 solo cartello di cm. 160 x 100 per aree da 801 mq. fino a 1500 mq. oppure 3 soli cartelli di cm. 80 x 50 e/o 2 cartelli di cm. 120 x 75;
- 1 cartello supplementare di cm. 80 x 50 ogni 1000 mq. eccedenti nel caso di aree con dimensioni superiori a 1.500 mq. oppure proposte alternative presentate dallo stesso Sponsor;
- 1 solo cartello di cm. 80 x 50 ogni 50 metri lineari e comunque in corrispondenza ad ogni incrocio con distanza anche inferiore,  per aiuole con ampiezza fino a 5 metri;
-  per aiuole con ampiezza superiore ai 5 metri lineari e per le aree verdi di risulta valgono le norme di cui sopra. 
Va rilevato al riguardo che se le prime cifre dei formati dei cartelli si riferissero alle loro altezze, con un’asta di sostegno di 50 cm. di altezza (come annunciata dall’Assessore De Lillo) si arriverebbero ad istallare cartelli fino ad una altezza di mt. 2,10 (160 cm. + 50 cm. = 210 cm.)!
Quand’anche le altezze fossero fornite dalle seconde cifre, si arriverebbero comunque ad istallare cartelli fino ad una altezza di mt. 1,50 (100 cm. + 50 cm. = 150 cm.).
In modo altrettanto equivoco l’art. 8 del Capitolato Speciale dispone che “lo Sponsor dovrà provvedere alla collocazione di una specifica cartellonistica nell’area verde assegnata”, senza specificare esattamente in quale punto delle medesima area verde ed a quale altezza: il bando annunciato sul sito del Comune sostiene che “i cartelloni pubblicitari dovranno essere posizionati nel rispetto delle norme previste dall’art. 23 del Codice della strada – D.lgs.30 aprile 1992 N.285 e s.m..”, in modo anch’esso equivoco, dal momento che l’intero art. 23 richiamato non parla specificatamente di aree verdi.
Il bando così come impostato è stato emanato contestualmente o addirittura dopo la redazione del Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP), adottato dalla Giunta Capitolina lo scorso 2 febbraio: per causa del classico meccanismo della camere stagne non comunicanti del Comune, sembra che non ci si sia minimamente preoccupati di stabilire un minimo coordinamento fra i due strumenti.
Il bando fa così addirittura a cazzotti con il PRIP, dal momento che il paragrafo 1.8 del suo schema normativo dispone testualmente: “nelle aree attrezzate a verde pubblico o destinate a verde pubblico dai vigenti strumenti urbanistici, nonché lungo le strade che delimitano il perimetro di queste, è vitata la collocazione di impianti pubblicitari ad eccezione delle aree incluse nelle sottozone B2 e B3 …, nelle quali è ammessa esclusivamente l’istallazione di impianti di proprietà di Roma Capitale e destinate a comunicazioni di tipo istituzionale nella misura massima di 1 mq. di superficie espositiva ogni 1.000 mq. di superficie destinata a verde pubblico. Nelle sottozone B2 e B3, a esclusione delle aree soggette a vincoli di tutela dei beni culturali e paesaggistici e delle aree già attrezzate in consegna al servizio giardini, sono ammesse deroghe per progetti unitari finalizzati alla sistemazione e alla manutenzione della aree di verde pubblico in accordo con il Dipartimento tutela ambiente e del verde – promozione dello sport”.
Si mette in evidenza che la misura espositiva massima consentita dal PRIP è equivalente ad un millesimo della superficie destinata a verde, che non è stato invece rispettato in questa stessa misura per i diversi formati di impianti pubblicitari autorizzati invece dal bando, ad eccezione del cartello minimo di cm. 80 x 50 (= 0,40 mq. per ogni 400 mq.): tutti gli altri formati costituiscono un “regalo” di superficie espositiva che si poteva e si doveva evitare.
I cartelloni di cm 120 x 75 = 0,90 mq. per ogni 800 mq. potevano benissimo (se non dovevano) essere quanto meno di cm. 120 x 70 = 0,84 mq., così come i cartelloni di cm. 160 x 100 = 1,60 mq. per ogni 1.500 mq. potevano benissimo (se non dovevano anch’essi) essere quanto meno di cm. 150 x 100 = 1,50 mq.: per le stesse ragioni di coordinamento e rispetto della misura di 1 mq. di superficie espositiva ogni 1.000 mq. di superficie destinata a verde pubblico, stabilita dal PRIP, non si possono alternativamente collocare 2 cartelli di cm. 120 x 75 (pari a 1,80 mq. complessivi) su aree di mq. 1.500.     
Non si capisce il mancato coordinamento con il PRIP ed il regalo di una maggiore superficie espositiva a maggior ragione se si considera che ogni cartello informativo dovrebbe contenere esclusivamente le indicazioni concernenti i termini, le modalità, la natura e la titolarità degli “Sponsor” che si sono assunti l’onere della manutenzione, escludendosi le installazioni di cartellonistica pubblicitaria all’interno delle aree affidate.
Il mancato coordinamento con il PRIP è maggiormente evidenziato dalla ulteriore seguente considerazione che alcuni dei lotti messi a bando, come ad esempio la via Olimpica- svincolo via Salaria o le aree del Palazzetto della Sport al Villaggio Olimpico del II Municipio, oltre ad essere soggetti a vincolo paesaggistico, sono destinati dal PRIP a zona “A”dove il paragrafo 3.2 dello schema normativo vieta “l’istallazione di impianti pubblicitari pubblici o privati e degli impianti per pubbliche affissioni”: il divieto quindi dovrebbe permanere anche a voler configurare i cartelli pubblicitari degli “Sponsor” come una “comunicazione istituzionale” da parte del Comune.
La deroga concessa dal par. 1.8 dello schema normativo del PRIP non è possibile nelle aree già attrezzate e in consegna al Servizio Giardini non solo per il I Municipio (perché destinato dal PRIP interamente a sottozona B1 che non è prevista nemmeno nella deroga suddetta), ma anche per tutti i rimanenti Municipi destinati dal PRIP a sottozone B2 e B3.
La conclusione che si trae da questa lunga disamina è che, se da un lato non si può non convenire con l’opportunità per il Comune di Roma di affidarsi ad uno “Sponsor” per la manutenzione delle aree verdi di arredo stradale, peraltro prevista dalla stessa normativa statale vigente in materia, dall’altro lato non si può e non si deve dare in cambio come corrispettivo l’installazione di cartelli pubblicitari che sono di sicuro impatto ambientale ed arrecano danno al decorso della città di Roma addirittura dentro il suo centro storico.
La normativa dispone che i contratti di sponsorizzazione “devono escludere forme di conflitto di interesse tra l'attività pubblica e quella privata”: l’interesse della attività pubblica non può e non deve limitarsi a realizzare maggiori economie e risparmi di spesa, ma deve anche curare il decoro della città dalla invasione dei cartelloni pubblicitari.
Del bando in questione, le cui domande di partecipazione dovevano purtroppo pervenire entro e non oltre le ore 12 del giorno 6 del corrente mese di giugno, dovrebbe essere pertanto rivisto il Capitolato Speciale, correggendo non solo le dimensioni dei diversi formati di impianti pubblicitari in modo coordinato con quanto prescrive il PRIP, ma subordinandoli alla doppia condizione di collocare tutti gli impianti ai bordi delle aree verdi (e non certo al loro interno) ad una altezza massima di un metro circa, che è quella consentita per i parapedonali.
Le schede tecniche 1.E e 2.A allegate allo schema normativo del PRIP e relative rispettivamente al parapedonale SPQR ed ai parapedonali privati prevedono per entrambi una dimensione verticale del pannello espositivo pari a 70 cm. ed una dimensione verticale del supporto espositivo (aste di sostegno) pari a 30 cm., per un totale per l’appunto di un metro di altezza.     
Le stesse schede tecniche prevedono una dimensione orizzontale del pannello espositivo non superiore a 100 cm.: ne deriva che, se si vorrà coordinare il bando con il PRIP, dovranno essere aboliti i cartelli pubblicitari di cm. 120 x 75 e di c. 160 x 100 per essere sostituti da dimensioni massime esclusivamente di cm. 100 x 70.
A nome della associazione VAS mi riprometto di chiedere al Comune di Roma di rivedere in tal senso il Capitolato Speciale del bando, consentendo un cartello informativo per ogni 1.500 mq che contenga esclusivamente le indicazioni concernenti i termini, le modalità, la natura e la titolarità dello Sponsor che si è assunto l’onere della manutenzione, escludendo tassativamente  installazioni di cartellonistica pubblicitaria all’interno delle aree affidate.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

4 commenti:

  1. AL COMUNE RIESCONO A FARE DEI CASINI EPOCALI...

    Povera Città...tocca aspettare il 2013, se qualcosa di Roma si salverà!

    Mc Daemon

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  2. Legione Monteverde17 giugno 2011 15:42

    Sono solo degli inetti e degli incapaci, prima piantano 100.000 cartelli abusivi ora per condonare e giustificare il danno arrecato mascherano lo scempio con contratti capestro in modo che poi i cartelli abusivi non possano essere tolti.

    MAI PIU' IL MIO VOTO A CHI A DETURPATO ROMA
    ALEMANNO UNICO RESPONSABILE !!!

    MAFIA E CORRUZIONE INTERVENGA LA MAGISTRATURA !!!

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  3. IO NON MI SAREI MAI SOGNATO DI VOTARE ALEMANNO, PROVENIENTE DAL VUOTO PNEUMATICO CHE ERA AN PER ROMA, MAI UNA PROPOSTA, MAI UN'IDEA CONCRETA, SOLO NO AI PROGETTI DEL CS, DI CUI QUALCUNO -per nostra fortuna- STA ORA DIVENENDO REALTA' E BATTEZZATO PROPRIO DA CHI LI OSTACOLAVA PER PRINCIPIO...Cmq è un'altra storia...
    Caio Sempronio

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  4. Questa cricca criminale va fermata.

    Il suolo di Roma messo all'asta come un vaso cinese.

    ALEMANNO PEGGIO DI ATTILA

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