mercoledì 20 luglio 2011

Continua la bonifica del Parco di Veio: e siamo a 124 impianti rimossi e ad una ventina oscurati!

Questo Blog si è contraddistinto in passato per mettere a confronto le foto del posto di “prima” (senza cioè cartelloni) con le foto dello stesso posto del “dopo” (con l’immancabile cartellone illecitamente installato).
Alla azione di puntuale segnalazione che ne è seguita di tutti gli impianti pubblicitari riscontrati come abusivi hanno iniziato a far seguito, anche se molto lentamente, ma comunque positivamente, una serie di rimozioni che è stata documentata sempre su questo Blog con un confronto invertito delle foto del posto di “prima” (con cioè i cartelloni installati) con le foto dello stesso posto del “dopo” (senza più un cartellone).
Si è cominciato con il Parco di Veio, dove a distanza di un anno circa dalle prime segnalazioni (trasmesse il 16 febbraio 2010) risultano essere stati rimossi ben 102 impianti e bonificate del tutto o quasi una serie di strade sia dentro che ai bordi dell’area naturale protetta (come via Vilfredo Pareto, via Cassia Antica, via Cassia Nuova, via Oriolo Romano e via dei Due Ponti).
Grazie soprattutto all’azione di diffida e di rimozione messa in atto senza mai interruzione dall’Ente Parco di Veio (e non certo dal Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma) è continuata l’opera di bonifica che ha portato a rimuovere in questo frattempo altri 22 impianti pubblicitari.
Sono così spariti 5 impianti che risultavano installati in via dei Due Ponti all’altezza dell’incrocio con via Bomarzo, altri 5 degli 11 impianti installati all’incrocio di viale di Tor di Quinto con via dei Due Ponti ed 1 impianto che ancora resisteva in via Cassia Antica sul lato opposto del confine del parco.
Alla fine del mese di giugno un funzionario dell’Ente Parco di Veio ci ha orgogliosamente comunicato che il 17 giugno in esecuzione di un'ordinanza di rimozione emessa dal parco il 3 maggio 2011 la società “Sales Sud” srl, proprietaria di uno dei due tratti stradali di accesso all'omonimo comprensorio denominato "viadotto dell'Olgiata", ha provveduto con propri operai e mezzi alla rimozione spontanea di 6 impianti pubblicitari del formato 2 m. x 1,50 installati da varie ditte pubblicitarie in spregio alle norme di salvaguardia del parco di Veio e ad altri vincoli presenti sull'area (di tipo sia paesaggistico che archeologico).
Altri 5 impianti del medesimo formato erano stati rimossi spontaneamente nei giorni precedenti dalle ditte proprietarie: con questa operazione uno degli ultimi brevi tratti stradali che ancora registrava la presenza di 11 impianti pubblicitari nel parco di Veio è stato anch’esso completamente bonificato.
Nel corso dello stesso mese di giugno i guardiaparco hanno oscurato una ventina di impianti di mt. 2 x 1,50 in via di Valle Muricana - S.Provinciale Prima Porta Sacrofano: la pubblicità irregolare è stata oscurata con i manifesti adesivi ordinati dall’Ente Parco di Veio alla ditta da lui incaricata delle rimozioni.
Via di Valle Muricana era l'ultimo lungo percorso di attraversamento del Parco ancora caratterizzato da questa presenza: per circa metà del percorso e per l'80% del totale i cartelli rientrano nel Comune di Roma, probabilmente transitando da una vecchia gestione della Provincia.
La domanda che ci si pone spontanea al termine di questo parziale monitoraggio è questa: quand’è che il Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma prenderà esempio dall’Ente Parco di Veio?

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

Ulteriori impianti fatti rimuovere dall'Ente Parco di Veio.pdf

2 commenti:

  1. Con riferimento all'aumento della sanzioni amministrative nei confronti dei cartelloni pubblicitari abusivi (vedi post di lunedì 18 luglio) proprio oggi un funzionario dell’Ente Parco di Veio, che si é avvalso fino a poco tempèo fa di una propria ditta per la rimozione forzosa degli impianti a seguito della inottemperanza all’ordinanza di rimozione ad opera delle ditte titolari dei medesimi impianti, mi ha detto che il costo della rimozione di un impianto abusivo di dimensione massima di mt.4 x 3 non supera i 300 euro.
    La cifra di 600 euro (il doppio !) che ha pagato adddirittura 8 anni fa il Comune di Roma, pur se rapportata alla rimozione di impianti all'epoca di dimensioni massime di mt. 6 x 3, appare sicuramente eccessiva e non giustifica comunque oggi le motivazioni che adduce il Comune per "giustificare" la sua più totale inerzia nella rimozione dovuta degli impianti accertati come abusivi.

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  2. Grazie architetto,
    intanto la cronaca di roma de la repubblica oggi - 21 luglio - finalmente ha scritto dello scandalo cartellopoli.
    carlo

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