mercoledì 13 luglio 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: via Portuense

Segnalazione inviata il 12 luglio 2011 a: polmunicipaleseg16@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; procura.roma@giustizia.it

In data 2 luglio 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate (scattate il 29 giugno 2011), che fa presente un impianto pubblicitario di mt. 2 x 1,50 (vedi foto allegata come “Impianto in via Portuense n. 442.jpg”) installato in via Portuense all’altezza del civico n. 442, poco distante dall’incrocio con il vicolo della Serpe (vedi sottostante planimetria tratta da Google Maps).
La sottostante foto risalente all’anno 2008, tratta da Street VieW di Google Maps, attesta che sullo stesso posto era installato un impianto di maggiori dimensioni all’altezza del civico n. 442 (visibile sulla destra dell’impianto).
Secondo la segnalazione alla data dello scorso 18 maggio 2011 non c’era più tanto il precedente impianto quanto il nuovo, che la stessa segnalazione dà per accertato invece a seguito di un sopralluogo effettuato in data 28 giugno 2011 con la targhetta in alto a sinistra che porta il nome dello “STUDIO T” ed il numero di codice identificativo 0113/BL820/P con la scritta “VIA PORTUENSE 525” (vedi foto allegata come “targhetta impianto in via Portuense 442.jpg”): al riguardo la segnalazione fa presente che  anche in Banca Dati viene confermato il civico 525 che in effetti corrisponde al marciapiede di fronte ma ad una decina di metri in direzione centro.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 20.5.2011) al codice 0113 corrisponde come denominazione la ditta “RUZZA MARIA REGINA” e non lo “STUDIO T” dichiarato sulla targhetta: si chiede ad ogni modo di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto BL 820 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per  esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell'impianto, dal momento che non risulta collocato nel rispetto della normativa vigente in materia.

La suddetta richiesta é rivolta in particolare alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroam.it “nell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”. Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

La richiesta é rivolta soprattutto ed a maggior ragione alla S.p.A. “Aequa Roma” perché la segnalazione pervenuta ha espressamente autorizzato questa associazione a comunicare i dati da lei riportati ed in particolare che
lo stesso impianto non è conosciuto con quel numero di codice identificativo in Banca Dati dove invece a conclusione di accurate ricerche l’aautore della segnalazione avrebbe scoperto che l'impianto risulta censito con il numero di codice 0430/BL820/P ed é quindi intestato ad altra ditta, ma trattasi dello stesso impianto con l'identificativo BL820: si fa peraltro presente che il codice 0430 non risulta ancora censito nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornata alla data del 20.5.2011), dal momento che l’elenco arriva solo al codice 0403, per cui non é dato di sapere a quale ditta pubblicitaria corrisponda tale codice (forse lo “STUDIO T”).

La segnalazione ha autorizzato questa associazione ad evidenziare anche che l’impianto non avrebbe un titolo autorizzativo, né proverrebbe da uno spostamento, per cui deriverebbe verosimilmente da una autodenuncia, dal momento che sarebbe stato registrato in Banca Dati il 14 giugno 2011: la segnalazione fa sapere che c
'è un impianto pubblicitario che sarebbe stato causa di diniego per l'installazione di una palina a due metri di quest'ultimo !

Si chiede alla S.p.A. “Aequa Roma” di far sapere se rispondano a verità tutti i suddetti dati forniti dalla segnalazione pervenuta a questa associazione, precisando in caso affermativo le ragioni per cui, dopo avere svolto la dichiarata gestione amministrativa anche sul titolo autorizzativo di tale impianto, non abbia finora effettuato la dovuta attività di controllo sul territorio, ai fini della repressione della natura abusiva di questo stesso impianto non solo per le ragioni sopra dette, ma anche per quelle ulteriori fatte presenti sempre dalla segnalazione.

La segnalazione mette infatti in risalto che secondo
voci che circolano non sarebbe la prima volta che la Ditta Ruzza arriva ad utilizzare impianti di altre ditte cambiando la targhetta col proprio codice 0113, e che altre volte sia stata sanzionata: anche a tale riguardo si chiede di sapere in particolare se la ditta “RUZZA MARIA REGINA” sia stata effettivamente sanzionata e specificatamente per la violazione su cui circolerebbero le voci.

Si fa presente allo stesso riguardo che con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 17,56 del 23 giugno 2011 questa associazione ha segnalato la installazione di 8 impianti pubblicitari sullo spartitraffico centrale di via Quirino Majorana, il secondo dei quali con targhetta che riporta il numero di codice identificativo 0113/BL830/P: si chiede in particolare di sapere se il progressivo impianto BL 830 corrisponda effettivamente all’impianto collocato in via Quirino Maiorana o faccia parte di un altro impianto installato da altra ditta in altra parte della città.

La segnalazione fa presente infine che l’impianto risulta installato in  totale difformità dal Codice della Strada e dal Regolamento comunale perché si trova a 20 metri dal semaforo all’altezza dell’incrocio di via Portuense con il vicolo della Serpe ed a 19,30 metri da un attraversamento pedonale, come lascia ben vedere la planimetria sopra riportata tratta da Google Maps.


Riguardo agli incroci stradali ed agli impianti semaforici il 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento, approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009, si é avvalso della deroga che consente che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) debbono essere, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80, di 25 metri prima degli impianti semaforici e delle intersezioni lungo le strade urbane di quartiere: per l’impianto in questione che é di dimensioni superiori a mt. 1,20 x 1,80 non é applicabile la deroga dei 25 metri dalle intersezioni che sarebbe comunque non rispettata.

Per esso vige la lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada (emanato con D.P.R. n. 495/1992), ai sensi del quale “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima degli impianti semaforici e delle intersezioni lungo ... le strade urbane di quartiere”.

Della stessa tale deroga si è avvalso il Consiglio Comunale che al 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 ha anche disposto che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) debbono essere, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80, di 15 metri prima degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di quartiere: l’impianto risulta collocato a metri 19,30, quando avrebbe dovuto essere posizionato – essendo di dimensioni di mt. 2 x 1,50, superiori quindi a mt. 1,20 x 1,80 -  a 50 metri prima di tale attraversamento pedonale.

Va fatto anche presente che l’impianto risulta inoltre posizionato ad una distanza minima dal ciglio della strada, in violazione del comma 10 dell’art. 51 del Regolamento di esecuzione ed attuazione del nuovo Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495/1992, che vieta "l'apposizione di messaggi pubblicitari sui bordi dei marciapiedi e dei cigli stradali".

Si chiede pertanto di voler accertare la regolarità del suddetto impianto, provvedendo - in caso di constatata violazione – alla sua immediata rimozione.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

3 commenti:

  1. BOSI , UN VERO EROE CONTEMPORANEO.
    ANCORA UNA VOLTA GRAZIE!

    P.s. cosa è successo oggi a Via deio Cerchi (purtroppo mi era impossibile partecipare)?
    Mc Daemon

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  2. Roberto Maroni13 luglio 2011 22:11

    Il comparto dei cartelloni abusivi muove ogni anno milioni di euro di evasione fiscale e riciclaggio di denaro sporco.

    INTERVENGA LA GUARDIA DI FINANZA

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  3. Bosi eroe !

    Finiremo tutti alla neuro.

    MAFIE E CORRUZIONI DIETRO I CARTELLONI

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