martedì 26 luglio 2011

Praga ingannata da Roma sui cartelloni. Facciamo qualcosa subito

Prima di tutto leggete l'articolo che segue. Poi le nostre riflessioni in calce.

Impianti pubblicitari, Praga si ispira al piano regolatore di Roma

Il piano regolatore dell’impiantistica pubblicitaria di Roma sbarca a Praga. Nella capitale della Repubblica Ceca, infatti, si è svolto il convegno “Vizuvir 2011, che fare con lo smog visivo?”, cui è stata invitata Aequa Roma per illustrare la propria esperienza nella definizione del piano regolatore degli impianti pubblicitari, redatto per Roma Capitale. Organizzato in collaborazione con la locale Sovrintendenza dei beni culturali, il convegno aveva l'obiettivo di approfondire le modalità di utilizzo dello spazio pubblico praghese, specialmente in relazione all’affollamento visivo causato da impianti pubblicitari, sia nel centro città che nei dintorni.

L’evento aveva lo scopo di individuare soluzioni per la situazione attuale della capitale ceca, in grado di mostrare alternative che possano contemperare le esigenze del mercato pubblicitario e la salvaguardia del patrimonio archeologico, architettonico e naturalistico della città, anche attraverso l’esame della legislazione in vigore e il confronto con esempi concreti seguiti in altre città europee.

Ad illustrare le caratteristiche del piano regolatore “romano” sono stati invitati, in qualità di relatori, il dirigente dell’unità organizzativa Affissioni e pubblicità di Roma Capitale, Francesco Paciello, e il direttore dell’area Fiscalità Generale di Aequa Roma, Gianluca Giattino. I quali, nei loro interventi, hanno spiegato come attraverso lo strumento di pianificazione l’amministrazione capitolina abbia provato a coniugare esigenze economiche e di tutela, su un territorio complesso come quello di Roma Capitale.

“Tutti hanno apprezzato il lavoro svolto a Roma – afferma Giattino -, e molteplici sono state le domande tendenti ad avere un chiarimento o un approfondimento sull’argomento della pianificazione in materia di impianti pubblicitari. Il lavoro sinergico tra Roma Capitale ed Aequa Roma, lavoro da cui è nato il primo piano regolatore dell’impiantistica pubblicitaria sul territorio romano, è stato quindi non solo apprezzato fuori dai confini nazionali, ma addirittura è stato oggetto di approfondimento e di raffronto, come un possibile strumento di soluzione delle problematiche riguardanti l’impiantistica pubblicitaria anche in altre realtà, come ad esempio a Praga”

Tra gli altri relatori presenti all'evento: Michael Zachar, direttore del National Heritage Institute; Jan Aulík, membro della Architect academy e professore d’architettura presso la Czech technical University di Praga; Filip Blažek e Stepan Holic, fondatori della Union of the graphic design della città ceca.

Per quanto riguarda l'iter del piano di Roma Capitale, invece, l'amministrazione capitolina ha ricevuto le deduzioni da parte dei Municipi e degli enti interessati. Ora il testo dovrà ripassare in Giunta (dove è stato approvato il 2 febbraio 2011) e poi potrà approdare in Consiglio, che dovrà adottarlo.

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Nossignori. Non siamo al Bagaglino ne su Scherzi a Parte. E' tutto vero e tutto è pubblicato qui sul sito di Aequaroma. L'articolo è recentissimo e risale alla settimana scorsa. Fate due bei respironi perché questo è davvero niente, c'è da incazzarsi ancor di più seguendo il nostro ragionamento. Dopo aver letto questo articolo, infatti, ci eravamo fatti convinti di una cosa: okkay, Roma non è l'unica città distrutta dagli impianti pubblicitari. Esiste in Europa un'altra capitale nelle stesse condizioni. Ma come, ci siamo detti, sono anni che ripetiamo che siamo gli unici, che non ci può essere niente di simile al mondo, che la situazione che i romani sopportano non sarebbe tollerata neppure dagli ultimi bifolchi del Katanga, e invece...
Ci è venuto in aiuto il mitologico Google Street View. Abbiamo girato Praga in lungo e in largo. Fatelo anche voi. Centro, periferia, quartieri anonimi, casermoni, stradone di accesso all'area urbana (avete presente come è messa la nostra Salaria, no?), stradine acciottolate del centro e di Mala Strana. Impianti non ce ne sono, o meglio ce ne sono pochissimi, impercettibili. Per il resto solo ordine, pulizia, niente graffiti, niente sporcizia, niente sosta selvaggia. Manca completamente il dato dell'inquinamento visivo.
Ma allora dove sta la truffa? Perché questo articolo? Di cosa si sta parlando?

Abbiamo preparato una lettera, in inglese, da inviare a tutti i relatori del convegno di parte ceca. Con foto, documentazioni e con la storia di quanto sta avvenendo a Roma da una trentina d'anni a questa parte e con quello che è successo dal 2009 a oggi. Nella lettera li preghiamo non solo di stare alla larga dall'imitare una città che gestisce le affissioni in un modo che non è neppure definibile con un aggettivo esistente, ma li invitiamo a venire, a farsi accompagnare in città, anzi di girarla da soli, perché a Roma non serve di certo una visita guidata per trovare lo scempio cartellonaro, basta girare a caso. Abbiamo solo bisogno di un volontario che traduca la lettera in ceco, perché vogliamo fare le cose per bene. Riusciamo a trovarlo?

10 commenti:

  1. Esportiamo il nostro schifo!!!!

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  2. Traduciamo la lettera in Inglese.

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  3. Un piano regolatore che non esiste - dato che è infognato da mesi in non si sa quale sottocommissione - raccontando una città, la nostra, con dei modelli di decoro e vivibilità puramente imnmaginari. I signori in questione o sono dei geni o rappresentano una versione postmoderna di Totò e Peppino.

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  4. Ma questi signori non se lo sono fatto un giretto x Roma?

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  5. Rifletto e mi chiedo, ma a Praga hanno veramente bisogna di noi??? Non riesco a credere che da soli non riescano a fare un progetto!!!

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  6. A differenza di Roma Praga è in Europa e se scriviamo un testo in inglese lo capiscono benissimo, tra l'altro basta inviare qualche foto la situazione è talmente grave che non c'è bisogno di molte spiegazioni

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  7. Ma veramente da questo articolo esce fuori un'immagine disastrosa non solo degli italiani ma pure dei praghesi (non vorrei fare la battuta che sono cechi) che non si rendono conto con chi hanno a che fare o forse vogliono mentire ai loro concittadini?

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  8. Penso proprio che l'inganno ai Praghesi nasce dal fatto che i cari dirigenti capitolini, hanno colto con la scusa del piano degli impianti ( tanto lo sappiamo tutti che è un disastro urbanistico ambientale, per fare una bella gita a Praga e magari farsi spupazzare da qualche avvenente e disponibile ceca, visto che loro non sono proprio degli adoni. Il tutto, ma su questo non posso giurare, magari a spese dell'Amministrazione pubblica.
    Buonasera da Anonimo Pentito.

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  9. Se la lettera per i partecipanti al convegno praghese è scritta in inglese sicuramente tutti i partecipanti la capiranno, ma in ogni caso conosco una ragazza praghese bravissima in inglese...mandatemi il testo e ve lo faccio tradurre: manusardi@tiscali.it
    saluti a tutti

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