domenica 31 luglio 2011

Riflettiamo sulla terribile storia della campagna comunale contro gli abbandoni di animali


Una cosa innanzitutto: andate immediatamente, e tutti, a commentare questo articolo uscito su Repubblica. E' importante che si percepisca, in ogni dove, la collera della cittadinanza schifata per vedere il proprio territorio e il proprio panorama svenduto in una maniera che non ha eguali al mondo.

Ma poi veniamo ai fatti. La denuncia, ancora una volta, parte da Cartellopoli qualche giorno fa. Il post in questione va un po' in giro, alcuni cittadini lo spediscono agli amministratori e viene ripreso da Repubblica dove la sveglia Valeria Forgnone interroga sui fatti un altrettanto sveglio Roberto Crea (Cittadinanzattiva) che rilascia una intervista lucida che ci aiuta a formulare una serie di domande su questa questione. Domande che fomuliamo avendo anche dalla nostra una risposta, su questo brutto episodio, data direttamente da Marco Visconti, il bravo assessore all'ambiente della città che è il committente della campagna pubblicitaria oggetto dello scandalo.
Cosa dice Visconti? Visconti dice che il Comune doveva fare questa campagna pubblicitaria, che ha effettuato una regolare gara e che questa gara è stata vinta dalla ditta Special Communication srl la quale ha garantito di piazzare i contenuti della campagna su impianti regolarmente autorizzati dal Comune di Roma.

A questo punto sorgono tutta una serie di domande a cui Marco Visconti, per la serietà e l'impegno contro il degrado che gli riconosciamo, deve dare risposta:

1. Perché avendo a disposizione il circuito degli impianti comunali, ha investito il budget della campagna su impianti privati?

2. La Special Communication srl è una delle ditte cartellonare romane. Protagonista di installazioni come questa e questa che i lettori potranno giudicare da soli. In virtù di cosa ha vinto? Come era strutturato il bando?

3. Perché Special Communication srl non ha piazzato le inserzioni sui suoi impianti, bensì su quelli di un'altra ditta, potenzialmente concorrente, come la Nevada Pubblicità srl?

4. Come ha potuto la Special Communication srl dirottare gli investimenti comunali su una ditta che con il Comune è stata in causa come Cartellopoli ha scritto qualche giorno fa?

5. Possibile che in Comune nessuno si sia accorto che cercando "Nevada Pubblicità" su internet il primo risultato sia questo?


*Curiosità a proposito dell'ultimo link. Avete letto il nome del legale implicato in quel caso (sarà stato sicuramente prosciolto, per carità...). Ebbene è lo stesso avvocato che ha assistito la ditta che ha fatto chiudere Cartellopoli qualche mese fa. Insomma nel 2004 il loro nemico era il Comune e giù querele strumentali "di disturbo". Oggi che il Comune si è trasformato in alleato, i nemici sono gli onesti cittadini. E purtroppo la battaglia legale ha ancora pesantissimi strascichi che vi racconteremo presto.

Nella sua mail inviata ad alcuni cittadini esasperati Visconti rassicura: "in aggiunta al personale di controllo dell’Ufficio affissioni e pubblicità, ho chiesto al corpo dei Pics-decoro della Polizia Roma Capitale di svolgere un monitoraggio puntuale per verificare la regolarità della campagna, applicando senza sconti - ove necessario – tutte le sanzioni amministrative previste in caso di infrazione". Bene, benissimo. Anche se di qui in avanti dalle sanzioni amministrative si dovrebbe passare alle sanzioni penali e non solo per i cartellonari, ma anche per chi li ha coperti. Ma questo è un'altro discorso. Tornando a noi, invece, ci viene da chiederci chissà se i Pics, almeno loro visto che sono così efficaci, riusciranno a darsi una risposta ad una semplice domanda: come mai molti impianti che vengono verbalizzati da quelle poche unità della Polizia Municipale che i comitati costringono a lavorare non vengono poi rimossi. E, di più: perché dopo tre sanzioni -come recita il Regolamento Comunale per le affissioni- le ditte non vengono soppresse? Ad esempio, quanti verbali ha avuto in questi ultimi due anni la Nevada? Più o meno di tre?

Solo un appunto vogliamo fare al bell'articolo della Forgnone. Non è vero, come si lascia intendere, che la questione si risolverebbe approvando un Piano Regolatore. Non generiamo illusioni. Il Piano Regolatore è importante e necessario, ma assolutamente non sufficiente alla risoluzione di una problematica che scaturisce dalla particolare conformazione di questo mercato a Roma: 400 società titolate a impiantare cartelloni laddove in tutte le altre metropoli occidentali queste società sono 4 o 5. Hai voglia a fare Piani Regolatori, ne puoi fare pure quindici, ma il mercato continuerà ad essere un moloch ingovernabile. L'esempio che fa capire la questione è sempre quello dei pali dell'illuminazione pubblica: immaginate se invece di esserci una sola società -da noi l'Acea- a gestirli, vi fossero 400 società. Una con 100 pali alla Balduina, una con 30 paletti al centro nella zona del rione Parione. Un'altra coi pali sul Raccordo, ma non tutto, solo un quarto. E così via fino ad arrivare a 400 società diverse. Ebbene secondo voi sarebbe possibile, pur approvando regole certe per tutti, garantire che tutti questi pali siano uguali come forma, come altezza, come manutenzione. Sarebbe possibile garantire lo stesso livello di lumen? Lo stesso calore e colore della luce? E' del tutto evidente che sarebbe totalmente impossibile. E lo sarebbe ancor di più se quelle 400 società, invece di essere società magari microscopiche e familiari ma serie, fossero ditte innervate dalla malavita, grondanti criminalità, affidate a prestanome, badanti russe, vecchi barboni nullatenenti, fallite, riesumate, rifallite.
Lo ripetiamo soprattutto per evitare che si creino illusioni: il Piano Regolatore è lo specchietto per le allodole. E' importante, ma rappresenta meno del 10% del "bottino" che occorrerà portare a casa per risolvere questo problema. Il restanta 90% si ottiene diversamente.
Come?

.Un commissariamente del settore.
.Una legge speciale nazionale.
.Il decadimento di tutti i titoli (Bosi insegna...) e la riassegnazione degli stessi tramite bando a cui far partecipare (come si fa sempre in questi casi nel mondo civile) solo ditte con un fatturato superiore a tot così da eliminare alla base il sottobosco.

10 commenti:

  1. .E una clamorosa sveglia alla procura di roma, che ancora una volta si conferma il porto delle nebbie, visto che hanno gli occhi cosi annebbiati da non vedere la decuplicazione dei cartelloni a roma, eppure diamine anche loro escono la mattina e vanno a piazzale clodio, o per caso ci arrivano in elicotteto stile polverini ??
    Marco1963

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  2. Il comune dovrebbe fare una campagna contro l'abbandono di Roma, cioè contro sè stesso.

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  3. Ovviamente la SpecialCommunication, quella che non si sà perchè abbia vinto l'appalto, visto che non è assolutamente attrezzata per supportare una campagna con mezzi propri autorizzati,si sarà dovuta rivolgere a qualche ditta che assicurasse una certa copertura su Roma e guarda caso è cascata proprio nelle mani di Nevada.
    Ingenuo l'assessore o compiacente la ditta appaltatrice? Comunque i fatti dicono che i politici sono sempre sprovveduti, incompetenti e pasticcioni.
    Anonimo pentito.

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  4. Sarebbe interessante sentire l'opinione di Carlo Conti a riguardo, visto che ci mette la sua faccia... potete messaggiarlo su www.carloconti.net

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  5. Le società pubblicitarie che operano nell'illegalità hanno avuto il permesso di fare scempio del territorio di Roma con la delibera 37/09, e ora ricevono ANCHE le committenze dal Comune per la pubblicità, nonostante il Comune possa usare i suoi impianti!!!

    - Quanto hanno guadagnato questi criminali (così definiti dallo stesso sindaco che evidentemente si vergogna di sè stesso) grazie al Comune di Roma?

    - Quanto dobbiamo ancora tollerare che l'assessorato al commercio (ma quale commercio?) sia tenuto sotto scacco da questo racket??

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  6. Anche se come scrive Anonimo Pentito a 'pensar male si indovina', in questo caso non getterei la croce addosso all'assessore Visconti, che sembra l'unico in grado di capire e muoversi correttamente nel disastro della giunta Alemanno. Io mi immagino la scena: Visconti vuole fare una campagna giusta contro l'abbandono degli animali. Pensa alle plance del Comune, ad internet, ai giornali. Ma QUALCUNO lo blocca: "A Viscò...che te sei impazzito? Dovemo fà lavorà l'amici, sennò Bordoni si incazza". E così il povero assessore che vorrebbe essere onesto, è costretto a dare l'appalto alla Special Comunication e alla Nevada.
    Non si chiama mafia questa?
    Ogni riferimento alla realtà è decisamente voluto!

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  7. Risposta per Anonimo delle 12,19.
    Come dici Tu,mica era obbligato a eseguire la campagna su quei mezzi!
    Quindi o non è competente o è tirato per la giacca. in tutti e due i casi è responsabile.
    Grazie .
    Pentito

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  8. non se ne può più1 agosto 2011 13:31

    ma questa procura che non si muove da 10 anni non vi fa venire qualche sospetto? nell'articolo del corriere (2004) è scritto chiaramente a quale livello di collusione siano arrivati questi criminali: guardia di finanza, procuratori, avvocati, politici. chi dovrebbe fare luce su questa cupola? vi ricordo che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono stati assassinati dallo stato e dopo non se n'è vista traccia di giudici di tale livello, a Roma ci vuole la guerra.

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  9. Ehggià, peccato che il PM che si stava occupando dellqa questione sia stato... promosso! Oggi è procuratore capo, sì, ma a Sanremo, in Liguria.
    Anche da lì ha denunciato la presa dei clan su tutta la Regione, ma sulle questioni romane non ha più competenza. Oggi ci sono i PM che indagano sui blog, al posto suo.

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  10. Interessante... quindi ora della questione, a Roma, chi se ne occupa (almeno formalmente?)

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