lunedì 18 luglio 2011

Rimozioni degli impianti pubblicitari abusivi: ora non ci sono più scuse per il comune

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 164 del 16 luglio 2011 è stata pubblicata la legge n. 111 del 15 luglio 2011 con cui è stato convertito in legge, ma con modificazioni, il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 recante “disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”.
Nel maxi emendamento, poi approvato con la fiducia dal Parlamento, dopo il comma 10 dell’art. 37 è stato aggiunto il seguente comma : “10-bis. Il comma 12 dell'articolo 23 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, é sostituito dal seguente:
12. Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni previste dal presente articolo é soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.376,55 a euro 13.765,50 in via solidale con il soggetto pubblicizzato
”.
Con tale nuova norma, che modifica il Codice della Strada e che é già entrata in vigore dalla scorsa domenica, la sanzione minima che era di ridicoli 155 euro é stata aumentata a 1.376,55 euro, mentre la sanzione massima da 624 euro é stata innalzata a 13.765,50 euro.
Ma la novità maggiore della norma é la possibilità di riuscire ad ottenere comunque il pagamento della sanzione amministrativa, pretendendola in via solidale dal soggetto pubblicizzato, per cui il Comune di Roma non può più accampare scuse per motivare l’enorme ritardo che si registra nelle rimozioni degli impianti pubblicitari accertati come abusivi.
In uno dei suoi diversi pareri contrari espressi nei confronti della proposta di delibera di iniziativa popolare, il Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità, dott. Francesco Paciello, con riguardo proprio ai tempi senza limiti certi delle rimozioni degli impianti abusivi autodenunciati, ha affermato che “i tempi dell’istruttoria e dell’attuazione dei conseguenti provvedimenti sono direttamente proporzionati al numero degli impianti installati sul territorio ed alla sua vastità nonché indirettamente proporzionati alle risorse economiche e di personale a disposizione”.
D’ora in poi il Comune di Roma non potrà più dire che non si possono fare le rimozioni per mancanza di fondi e di personale, specie se si considera che alle somme suddette, incamerabili in modo certo dal Servizio Affissioni e Pubblicità pretendendole se non altro dagli inserzionisti che si sono serviti di impianti pubblicitari abusivi, si debbono sommare anche gli importi delle rispettive “indennità” pari al CIP: con questi fondi si deve aprire una vera e propria “partita di giro” dove le “entrate” (della sanzioni amministrative) non potranno mai essere superate dalle “uscite” (costituite dalle spese delle rimozioni).
A tal riguardo si fa presente che secondo l’intervista rilasciata dall’allora Assessore Daniela Valentini (poi pubblicata sulla cronaca di Roma de “Il Messaggero” di giovedì 24 luglio 2003) i costi per un intervento di rimozione di un impianto pubblicitario abusivo erano a quell’epoca di 600 euro: pur con i dovuti aggiornamenti dei prezzi, il costo di una rimozione da parte di una ditta può oscillare  oggi tra i 600 e gli 800 euro, che è una cifra ben più bassa dei 1.376,55 euro della nuova sanzione amministrativa minima che è scattata dallo scorso 17 luglio.
Con quasi più del doppio di quanto incassava fino all’altro ieri, il Servizio Affissioni del Comune di Roma si può pagare ora non solo la ditta incaricata della rimozione, ma anche lo straordinario o comunque l’ulteriore prestazione che è dovuta per il “personale a disposizione” del Comune che deve ogni volta presenziare alle rimozioni eseguite dalle ditte specializzate prescelte.
Ne deriva che il Comune non può più dilazionare sine die la rimozione degli impianti abusivi che è dovuta per legge. 

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

9 commenti:

  1. VEDIAMO SE ANCHE ADESSO- CON LA PAPPA FATTA , MASTICATA E DEIGERITA E POI SERVITA SU UN PIATTO D'ARGENTO- LORSIGNORI CHE SIEDONO AL COMUNE ACCAMPERANNO PRETESTI INVEROSIMILI E SCUSE RIDICOLE PER NON MUOVERE UN DITO CONTRO LO SCEMPIO CHE HANNO PRODOTTO!

    Mc Daemon

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  2. purtroppo questi professionisti dell'insabbiamento hanno sempre scuse pronte per non intervenire agevolando così i loro amici cartellonari. continueranno a raccontarci che a causa dei ricorsi è difficile recuperare i soldi delle multe e quindi loro hanno sempre problemi di fondi per fare le rimozioni. comunque meglio che questa legge c'è, già è qualcosa

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  3. Vediamo se Alemanno, complice a tutti gli effetti dello scempio, avrà ancora il coraggio di lavarsene le mani pubblicamente!

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  4. Ma se non riuscivano a farsi dare 155 euro... figuriamoci ora quasi 1400...

    Qualcuno è in grado di fornire il dato percentuale delle multe andate " a buon fine" negli ultimi tre anni?
    Sarebbe bello poterne disporre per farci un'idea del grado di efficienza del sistema repressivo messo in atto dal comune.
    Sai che risate....ci vorrebbe un amico a Roma Entrate

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  5. C'è qualcuno che abita in zona Viale Mazzini che può fare foto e inviare per la pubblicazione al sito per favore?
    L'altro giorno sono passato davanti alla sede della RAI ed ho visto un cartello piazzato sul marciapiede a pochi metri dall'ingresso della RAI appunto, con una targhetta identificativa che secondo me si potrebbe catalogare tra l'allucinante ed il tragicomico.
    Purtroppo non avevo macchina fotografica, comuqnue su google maps quel cartello non c'è per cui è stato installato di recente.
    Ebbene la targhetta recita così: "Viale Mazzini a 15 metri dal civico 14 altezza RAI".
    Ma secondo voi si potrà mai autorizzare una targhetta che come riferimento dà il nome di una azienda?
    Ma chi se le inventa ste targhette? E' un genio dell'idiozia!
    Tra un pò ne metteranno qualcuna con scritto "all'artezza de 'a macelleria de Augustarello er trippone"

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  6. SI', E' ASSURDO CHE NESSUNA AUTORITA' FINO AD OGGI ABBIA ALZATO UN DITO CONTRO LO SCEMPIO IGNOBILE AI DANNI DELLA CAPITALE (LA CAPITALE, PORCAPUTTANA, NON UNA FRAZIONE SPERDUTA...)CHE VA AVANTI DA ANNI!!!

    E' INCONCEPIBILE, SIAMO SOLO UN PAESE INCIVILE

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  7. Secondo me le ditte cartellonare ora offriranno assistenza legale agli inserzionisti così chè questi non debbano temere di pagare sanzioni e i vigili faranno sempre meno verbali visto che i ricorsi vengono fatti contro i singoli VAV e chi lo redige (o il comandante del gruppo) risponde in prima persona del fatto che il vav "disturbi" le ditte per perdite di tempo e di denaro. L'aumento delle sanzioni porterà ad una diminuzione dei verbali o a un aumento del contenzioso.

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  8. Se le segnalazioni continuano i vigili non possono rifiutarsi di fare i verbali, altrimenti sono passibili di denuncia.

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  9. scusate se riparto dal io modestissimo parere che a quanto riportato dalla banca dati del comune è una minima parte degli impianti pubblicitari (TUTTI con targhetta identificativa del "delinquenziale" servizio affissioni del comune) presenti a roma.....proprio sul sito leggevo che secondo l'arch. o qualcun altro gli impianti che deturpano roma sono circa il 10% in più di quelli che sono registrati al comune, ma è un grandissimo errore!!!! perchè sarebbe già un sogno se a roma gli impianti che il comune dice di aver contato nella sua banca dati siano il 10% del totale realmente presenti in ogni angolo di roma!!!!! il comune dice 33.000, sarebbe un sogno se quelli reali fossero 330.000!!!! ma ormai dopo la "cura" rutelli, quella veltroni ed ora quella alemanno probabilmente a roma vi sono + di 1 milione di impianti (piccolissimi, piccoli, medi e grandi).....ho una idea: ognuno conta gli impianti di tutte le dimensioni presenti in varie vie di roma, li riportiamo tutti in una apposizione sezione di questo blog e traiamo le conclusioni.....e vedrete che roma possiede + impainti pubblicitari di tutte le altre centinaia città civili del mondo messe insieme !!!!!! ma veniamo alle multe agli inserzionisti.....ottima iniziativa ma incredibilmente impossibile da realizzare perchè i delinquenti del servizio affissioni tengono nascosto 8come peraltro sempre fatto anche dalle giunte rutelli e veltroni!!!!!) l'elenco degli impianti regolari, regolarizzati e regolarizzabile: quindi come fa un inserzionista a sapere se un impianto è regolare e non abusivo...tutti, ripeto TUTTI gli impainti hanno la maledetta targhetta del comune ma l'elenco di quelle vere è top secret...quindi l'inserzionista compra lo spazio in buona fede (o almeno dichiara così e nessuno può privare il contrario) e mai pagherà la multa perchè non ha violato nessuna norma avendo utilizzato impianti con regolare targhetta rilasciata dal comune di roma!!!!! svegliatevi uomini, la battaglia numero 1 da fare è ottenere a suon di proteste la trasparenza dell'elenco degli impianti regolari dal comune!!!!! il comune non vuole per un semplice motivo: si scoprirebbe che fin dai tempi di rutelli gli impianti regolari regolarizzati e regolarizzabili non va contato a migliaia o a decine di migliaia, ma a centinaia di migliaia o addirittura a milioni!!!!!!!!!!! QUALCUNO CONDIVIDE? SE SI scrivetemi a manusardi@tiscali.it !!!! ciao a tutti voi

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