giovedì 14 luglio 2011

UNA AUDIZIONE INUTILMENTE FORMALE

La IX Commissione Consiliare Permanente del Comune di Roma per il Commercio è composta da 13 componenti (di cui 6 del PDL, 2 del PD, 2 dell’U.D.C., 1 di Alleanza per l’Italia, 1 per La Destra ed 1 consigliere aggiunto).
Alla seduta che nella tarda mattinata di ieri è stata dedicata ad un approfondimento della proposta di delibera di iniziativa popolare hanno partecipato soltanto un terzo dei membri della Commissione e precisamente il Presidente Ugo Cassone (PDL) ed i consiglieri Giuseppe Ciardi (PDL), Salvatore Vigna (Alleanza per l’Italia-Moderati con Rutelli) e Rocco Belfronte (Casini-Unione di Centro), oltre al Direttore del Dipartimento VIII Marcello Menichini.
Erano assenti i 2 consiglieri del PD MirKo Coratti e Gianfranco Zambelli benché alle ore 11 la Commissione Commercio abbia dedicato la sua seduta di ieri anche alla proposta di deliberazione dei consiglieri del PD De Luca, Marroni, Valeriani, Cirinnà e Vigna n. 139/2010, che è stata illustrata dal solo cons. Athos De Luca, dal momento che anche gli altri 4 consiglieri firmatari della proposta (così come pure gli altri 7 dei 14 consiglieri del PD) non hanno ritenuto nemmeno di presenziare a tale seduta.
Se le gravi assenze dei consiglieri del Partito Democratico la dicono lunga sul grado di menefreghismo a cui è arrivata quella che io chiamo la “politica” con la “p” minuscola, ben più gravi risultano non solo le assenze di ben 9 membri della IX Commissione Commercio su un totale di 13, ma anche dell’Assessore al Commercio On. Davide Bordoni e del Direttore del Servizio Affissioni dott. Francesco Paciello, perché hanno “snobbato” del tutto la seduta di ieri, lasciando capire da subito che il suo “valore” era esclusivamente “formale” e che quindi si teneva solo e soltanto perché c’era l’obbligo di doverla fare prima o poi.
Sotto tale aspetto era perfettamente la stessa cosa se la seduta non si fosse tenuta affatto e sono andate totalmente deluse le aspettative di tutti quei cittadini che speravano in chissà quale risultato e che per tali ragioni hanno partecipato alla seduta.
A completare il quadro non certo positivo della giornata è stata consegnata al Comitato Promotore ed al sottoscritto copia della nota del con cui il 19  ottobre 2010 il dott. Francesco Paciello ha espresso parere contrario alla proposta di delibera,  che il Comitato Promotore aveva invece dato per favorevole ma che  non ha però influenzato i Consigli dei Municipi I, II, V, VI, IX, XI, XII, XV, XVI, XVII, XIX e XX, che hanno espresso parere incondizionatamente favorevole, mentre il Consiglio del Municipio X ha espresso parere favorevole con osservazioni.   
Per causa del prolungamento della seduta sulla proposta del PD, è iniziata alle 12,20 quella successiva che era dedicata all’approfondimento della proposta di delibera di iniziativa popolare illustrata dal Presidente del Comitato Promotore Fabio Depino, che ha esordito facendo l’excursus della delibera, dalla raccolta delle firme scaturita da un sentimento essenzialmente di indignazione dei cittadini che hanno sottoscritto la proposta.
Depino ha citato la “Indagine sul settore affissioni e pubblicità a Roma”, che è stata presentata lo scorso 27 gennaio dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, per evidenziare il caos a cui si è arrivati e che è stato riconosciuto dalla stessa “indagine”.
Ha ricordato che il caos di oggi è stato determinato anche dai provvedimenti presi man mano dai precedenti consigli Comunali, i quali hanno peggiorato una situazione che è però precipitata proprio con la delibera n. 37/2009 approvata dall’attuale Consiglio Comunale.      
Ha fatto presente che a suo giudizio non è esatto il numero degli impianti censiti che secondo la nuova Banca Dati sarebbero stati installati a Roma, perché sarebbero quanto meno in più di un 10%.
Ha evidenziato che nelle pubbliche affissioni (su impianti comunali SPQR) il Comune spende di più di quanto incassa, mentre nelle affissioni dirette ha oggettivamente incassato di più.
Rispetto al caos che di fatto viene comunque alla ribalta la proposta di delibera popolare chiede:
-    la verifica di tutti gli impianti;
-    la cancellazione di tutte le deroghe;
-    la possibilità al cittadino di verificare se ogni impianto installato sia autorizzato oppure abusivo (modifica della targhetta con il numero di codice identificativo);
-    l’oscuramento immediato e la rimozione altrettanto sollecita come obbligo e non più soltanto come possibilità;
-    la pubblicazione con cadenza mensile degli impianti sanzionati;
-    la sospensione fino alla approvazione del PRIP di ogni nuova autorizzazione;
-    la semplificazione delle tipologie degli impianti pubblicitari;
-    l’abrogazione delle autorizzazioni temporanee;
-    l’abrogazione dei piani ferroviari specifici.
A conclusione della sua illustrazione Fabio Depino ha tenuto a sottolineare che il Comitato Promotore si muove senza alcun pregiudizio politico, ma nell’interesse esclusivo della città.
Il cons.  Salvatore Vigna ha chiesto di poter parlare subito perché doveva andar via: ha ringraziato i cittadini per l’iniziativa presa ed ha tenuto a far presente, con particolare riferimento all’abusivismo, che le leggi vanno rispettate fino al punto di escludere dal mercato le ditte pubblicitarie che si rendano responsabili di ripetuti illeciti.
Gli ho ribattuto che tale disposizione esiste già nel vigente “Regolamento” che non viene però applicata.
A questo punto il Presidente della IX Commissione mi ha permesso di intervenire a mia volta per leggere un mio personale documento da consegnare agli atti con cui spiegavo la necessità di apportare alla delibera n. 37/2009 ulteriori modifiche ed integrazioni oltre quelle da me predisposte nel testo della delibera di iniziativa popolare.
Prima ancora, con riferimento ai numeri di codice identificativo riportati nelle targhette affisse agli impianti pubblicitari, avevo già avuto modo di mettere in risalto al Presidente Ugo Cassone l’eccesso di potere in cui incorre il dott. Paciello nel non rendere pubblica e non far conoscere comunque la Banca Dati, portando come motivazione il rispetto di una “privacy” che non può esistere nella maniera più assoluta per ditte iscritte alla Camera di Commercio per le quali non si rilevano né “dati sensibili” né “dati giudiziari” dal momento che sono inseriti in un albo-elenco  professionale prescritto dallo stesso “Regolamento” comunale.
Prima di leggere il documento ho dovuto fare alcune precisazioni riguardo anche alla precedente seduta tenuta con il cons. Athos De Luca, che si è intrattenuto a sentire anche l’approfondimento sulla delibera di iniziativa popolare, benché sia membro solo della Commissione Ambiente e non di quella al Commercio.
Al Presidente Ugo Cassone, che aveva dichiarato che come elemento positivo del PRIP (costato 200.000 euro) c’è quello di aver “cominciato” ad individuare le zone dove c’è divieto di affissione, ho dovuto far presente che ora come ora, anche senza vigenza del PRIP, il divieto di affissione è prescritto da norme e leggi che sono sovraordinate e cogenti per il Comune, che ha quindi l’obbligo di rispettarle senza doversi avvalere dello strumento del Piano Regolatore.
Al consigliere Athos De Luca, così come al Presidente Ugo Cassone, che si sono dilungati nel constatare presunte difficoltà riguardo al PRIP che dovrebbe da un lato azzerare ogni autorizzazione ed ai cartelloni che dall’altro lato fanno parte della cosiddetta “procedura del riordino”, su cui le ditte pubblicitarie accampano presunti “diritti acquisiti”, ho fatto presente che il problema non esiste, perché alla scadenza al 31 dicembre 2009 del 1° quinquennio delle “concessioni” dei circa 30-35.000 impianti che fanno parte del “riordino” sono state rinnovate per un altro quinquennio, cioè fino al 31.12.2014, solo 3.189 “concessioni”, per cui vanno rimossi tutti i rimanenti impianti non rinnovati (in quanto senza più titolo autorizzativo e quindi abusivi) a cura e spese delle ditte che ne sono proprietarie: oltre ai 3.189 impianti di cui è stata rinnovata la “concessione”, che avrebbero il diritto a rimanere installati sul territorio, se non sono in violazione di norme sovraordinate, rimarrebbero i circa 200 impianti che sono stati in tutto regolarmente “autorizzati” dalla Giunta Alemanno in poi, cioè dal 2009 ad oggi.
Con riferimento alle deroghe, specialmente del Codice della Strada, ho fatto presente da un lato che sono quelle per lo più concesse proprio ai cartelloni del “riordino”, per cui in pratica si ridurrebbero al massimo ai 3.189 impianti, se tutti “autorizzati” in deroga, e dall’altro lato ho messo in risalto che di esse non si occupa comunque il PRIP, dal momento che a questo livello di dettaglio della pianificazione arriveranno i Piani di Localizzazione.
Con espresso riferimento al procedimento di “autodenuncia”, consentito in forza della “dichiarazione sostitutiva di certificazione” introdotta dal D.Lgs. n. 445/2000,  ho messo in grande evidenza a tutti i consiglieri presenti che è fin qui sfuggito che all’accertamento con tanto di pagamento della “indennità” pari al CIP e di conseguente assegnazione e registrazione in Banca dati di un numero di codice identificativo dovrebbe fare seguito sempre e comunque un contestuale avvio della procedura di repressione e rimozione dell’impianto, che invece per lo più non avviene, facendo registrare una vera e propria omissione di atti dovuti d’ufficio che dovrebbe essere denunciata non solo dai cittadini, ma anche e soprattutto dalla parte politica nel rispetto di quanto prescrive la normativa vigente al riguardo.
Ho quindi iniziato a leggere il mio documento, ma quando sono arrivato a metà di esso sono stato interrotto dal cons. Athos De Luca che ha preteso che non finissi di leggerlo con la motivazione che lui doveva andar via e che comunque lo consegnavo agli atti della Commissione che se lo poteva leggere con comodo dopo.
Ho replicato seccamente ad Athos De Luca che era molto scorretto quanto mi stava chiedendo per giunta senza nemmeno essere membro della Commissione Commercio, su cui veniva ad interferire senza averne il diritto, perché prevaricava da un alto la stessa volontà del Presidente Ugo Cassone che mi aveva di fatto concesso l’intervento come “invitato” ufficiale e vanificava del tutto dall’altro lato la finalità stessa di una seduta che doveva essere basata proprio sul confronto ed il dibattito sulle proposte presentate: a tal ultimo riguardo ho messo in evidenza al cons. De Luca che non aveva alcun senso aver partecipato ad una seduta solo per consegnare agli atti un documento che avrei potuto benissimo trasmettere per posta elettronica (constatazione che vale anche e soprattutto per il Comitato Promotore) !
Metto in risalto che a quel momento eravamo intorno alle ore 13-13,10, vale a dire a 40-50 minuti di durata fin lì della seduta, rispetto ai 100 minuti della precedente seduta concessi al cons. De Luca: ciò nonostante, a nulla sono valse le mie rimostranze riguardo alla poca considerazione con cui si stavano valutando le proposte dei cittadini.

Ho consegnato il mio documento nelle mani del Presidente Ugo Cassone che mi ha permesso soltanto di spiegare in termini di “metodo”, specialmente al cons. De Luca che mi stava contestando pure il “diritto” a presentare ulteriori modifiche ed integrazioni alla delibera n. 37/2009, le ragioni che motivavano ampiamente l’opportunità se non la necessità di fare questo, alla luce proprio di quanto è successo nel frattempo nell’ultimo anno, dopo la presentazione della delibera di iniziativa popolare.
Ho fatto presente che al momento attuale a chiedere di modificare ed integrare il “Regolamento” così come approvato dall’attuale Consiglio Comunale con la delibera n. 37/2009 ci sono contemporaneamente:
-    il PRIP che così come adottato in difformità dei criteri stabiliti dal Regolamento costringe a modificare gli articoli 19 e 20 che li hanno dettati;
-    la proposta dello stesso dott. Paciello di affidare alle ditte private la rimozione degli impianti abusivi, sul modello del bando di Napoli, che costringe a modificare ed integrare quanto meno l’art. 7;
-    la proposta n. 139/2010 di Athos De Luca & C. che chiede pur essa integrazioni e modifiche della delibera n. 37/2009;
-    la proposta di delibera di iniziativa popolare che è stata presentata dal Comitato Promotore.
Se si tratta quindi di contestualizzare tutte queste proposte di modifiche ed integrazioni prima che venga approvato il PRIP, le ulteriori modifiche ed integrazioni che mi sono permesso di ufficializzare oggi non costituiscono altro che un aggiornamento della situazione che si è venuta a determinare e che sono finalizzate a dare una soluzione definitiva all’intero settore della pubblicità prima ancora del PRIP.
Per giustificare ancor più e meglio questa necessità per me inderogabile, ho fatto presente che il PRIP così come adottato con uno “schema normativo” e non con vere e proprie Norme Tecniche di Attuazione non farebbe scattare un bel niente, ma - quand’anche venisse approvato come un vero piano – per produrre effetti significativi sul territorio occorre aspettare anche la successiva approvazione dei Piani di Localizzazione: ho messo in risalto che i tempi “burocratici” e soprattutto “politici” per arrivare a regime dapprima con un vero e proprio PRIP e poi con i Piani di Localizzazione non sono determinabili in un arco di tempo certo e comunque breve, per cui si rende opportuno e necessario fissare fin d’ora tutti i “paletti” nelle modifiche ed integrazioni da apportare direttamente al “Regolamento” comunale.
Ho così spiegato che in termini di “metodo” ho traslato di fatto le osservazioni da me già presentate al PRIP ed ho proposto di integrare l’art. 7 del “Regolamento” per dettare la disciplina dei bandi di gara con cui assegnare la gestione per 10 anni degli impianti individuati dai Piani di Localizzazione, l’art. 20 per dettare la disciplina del PRIP rispetto allo stato dell’impiantistica esistente e l’art. 32 per dettare ulteriori misure di contrasto all’abusivismo anche con l’aiuto delle ditte che vinceranno i singoli bandi di gara.            A conclusione della seduta mi sono sentito come un marziano che aveva parlato a dei sordi, in testa ai quali c’era proprio il cons. Athos De Luca a cui prima dell’inizio della seduta dedicata a lui avevo rinfacciato di non aver risposto alla mia richiesta di confronto sulle osservazioni da me presentate al PRIP, che gli ho rinnovato sempre senza averne risposta, alla faccia dell’attributo di cui si fregia il suo partito !
Uscendo dalla sede di via dei Cerchi mi sono imbattuto nuovamente con Athos De Luca che a membri e soci del Comitato Promotore faceva presente di non vedere affatto una volontà “politica” di far approvare quanto si desidera: gli ho ribattuto al volo che stava tutto sommato scoprendo l’uovo di Colombo e che si tratta per il futuro di essere capaci di attivare il confronto ed il dialogo con tutti i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione, nessuno escluso, proprio per ribaltare questa situazione iniziale avversa e far sì che la maggioranza di essi si convinca della bontà delle nostre proposte.
Ma per ottenere questo, con o senza il sig. De Luca, con o senza i 14 consiglieri del PD, occorre prima di tutto che si arrivi a condividere tutti assieme, senza “se” e senza “ma”, un programma su cui credere veramente, senza secondi fini se non quello dell’interesse della città, per poi andarlo a spiegare  sia collegialmente che individualmente ad ognuno dei consiglieri comunali.      
In allegato al presente post c’è il documento che ho consegnato ieri agli atti della IX Commissione, che considero un punto di partenza assieme ovviamente alla proposta di delibera di iniziativa popolare (di cui costituisce di fatto una integrazione) per arrivare ad un programma condiviso di cui il blog ww.cartellopoli.net deve farsi promotore e cassa di risonanza per creare quanto meno una task force, se non un vero e proprio comitato, che si faccia carico di andarlo a far digerire a tutti i politici.       
          

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

Documento consegnato da Bosi alla IX Commissione Commercio

5 commenti:

  1. Dott. Bosi
    mi sembra di ricordare che la Proposta di Delibera Popolare, come tutte le proposte di iniziativa popolare, non siano emendabili una volta presentate ufficialmente per la loro approvazione, neanche dai municipi ai quale pure è chiesto un parere in merito. In pratica o la si accetta così com'è o non la si accetta.
    Ora, mi chiedo, con quale escabotage burocratico-amministrativa lei ritiene che possano venire aggiunte e valutate le sue osservazioni riportate nel documento da lei presentato ieri?

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  2. Mi stupisce la domanda che si pone il sig. Davide delle ore 15,21, anzitutto perché lascia capire che Le é sfuggito o non ha soppesato a sufficienza il seguente passo che ho scritto: "Ho fatto presente che al momento attuale a chiedere di modificare ed integrare il “Regolamento” così come approvato dall’attuale Consiglio Comunale con la delibera n. 37/2009 ci sono contemporaneamente:
    - il PRIP che così come adottato in difformità dei criteri stabiliti dal Regolamento costringe a modificare gli articoli 19 e 20 che li hanno dettati;
    - la proposta dello stesso dott. Paciello di affidare alle ditte private la rimozione degli impianti abusivi, sul modello del bando di Napoli, che costringe a modificare ed integrare quanto meno l’art. 7;
    - la proposta n. 139/2010 di Athos De Luca & C. che chiede pur essa integrazioni e modifiche della delibera n. 37/2009;
    - la proposta di delibera di iniziativa popolare che è stata presentata dal Comitato Promotore.
    Se si tratta quindi di contestualizzare tutte queste proposte di modifiche ed integrazioni prima che venga approvato il PRIP, le ulteriori modifiche ed integrazioni che mi sono permesso di ufficializzare oggi non costituiscono altro che un aggiornamento della situazione che si è venuta a determinare e che sono finalizzate a dare una soluzione definitiva all’intero settore della pubblicità prima ancora del PRIP."
    Ieri io non ho chiesto di emendare la proposta di delibera di iniziativa popolare, di cui sono il redattore del testo e che continuo quindi a sostenere, ma ho proposto - come VAS e non come Comitato Promotore - ulteriori modifiche ed integrazioni nell'ambito di una inevitabile contestualizzazione di tutte le proposte di modifica della delibera n. 37/2009, fra le quali possono trovar posto anche le mie, solo se la "Politica" (stavolta cona la "P" mauiscola)lo volesse veramente, perchè in tale caso non ci sarebbe da adottare nessun escamotage burocratico-amministrativo.

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  3. Ringrazio della risposta e confermo allora di aver confuso le sue integrazioni con dei veri e propri emendamenti.
    Tuttavia questa strada (integrazioni), presuppone ancor di più, non essendo una strada "ufficiale" ma direi più "collaborativa", un impegno e tanta buona volontà di fare politica con la P maiuscola da parte delle controparti istituzionali che non mi sembra ci sia. Comunque in bocca al lupo a tutti.

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  4. tagliamoli tutti col frullino.... e buonanotte

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  5. ORMAI HANNO UFFICIALIZZATO CHE COPRONO IL MALAFFARE E A ROMA SI E' ISTAURATA L'AUTARCHIA.

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