lunedì 8 agosto 2011

E ovviamente il risultato è che i cittadini ci mandano mail tipo queste

Vista la inazione del comune di Roma, mi chiedevo se si potesse organizzare un gruppo di persone (volontari) tra i frequentatori del blog che rimuovano i cartelloni autonomamente. E' legale? Io penso di si. Equivale a strappare un cartellone od un adesivo appiccicato ad un muro, cosi come fanno i ragazzi di "riprendiamoci roma"...

Che ne pensate, si puo' fare? C'è qualche avvocato che frequenta il blog che magari puo' dare un consiglio. Si fa una colletta si affitta un camion e si comprano 2 o 3 frullini ed una volte al mese si ripulisce una piazza od una via.

Sono semplicemente frustrato ed incazzato, ed è necessario fare qualcosa. Agire.
Grazie a tutti voi

Fabrizio P.


*La cosa che più ci fa rabbia, da persone impegnate per il bene della città, è dovere oscurare i cognomi di cittadini meravigliosamente inviperiti come questo. Perché fare un ragionamento come questo qui sopra, che non fa una grinza e merita solo un applauso, rischia di farti vedere indagato, imputato e magari condannato per "istigazione a delinquere". E' come se i cittadini impegnati a combattere la mafia venissero condannati per diffamazione dopo aver dato del "mafioso" a Toto Riina... E' assurdo, sì, ma questa è l'impostazione della Procura di Roma... Perché?

17 commenti:

  1. *La cosa che più ci fa rabbia, da persone impegnate per il bene della città, è dovere oscurare i cognomi di cittadini meravigliosamente inviperiti come questo. Perché fare un ragionamento come questo qui sopra, che non fa una grinza e merita solo un applauso, rischia di farti vedere indagato, imputato e magari condannato per "istigazione a delinquere". E' come se i cittadini impegnati a combattere la mafia venissero condannati per diffamazione dopo aver dato del "mafioso" a Toto Riina... E' assurdo, sì, ma questa è l'impostazione della Procura di Roma... Perché?"

    Invece di dire queste sciocchezze (riina ...bah) spiegati meglio. Sei stato rinviato a giudizio ? hai paura che possa succedere ?

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  2. E' pressoché certo il mio rinvio a giudizio per istigazione a delinquere. Secondo i PM della Procura di Roma Cartellopoli è una organizzazione criminale (testuali parole). Ci sono state, dunque, per mesi, persone che hanno indagadato su questo sito, concludendo che trattasi di associazione a delinquere volta al danneggiamento di “cartellonistica stradale” (cartellonistica stradale???). Mi auguro almeno che altrettante persone abbiano contemporaneamente indagato sui cartellonari…!!!
    La cosa da una parte mi fa girare le scatole, dall’altra l’ufficializzazione del rinvio a giudizio permetterà a tutto il movimento di tornare con forza sulla stampa vista l’assurdità della cosa. Dando nuova linfa alla battaglia contro la mafia dei cartelloni. Dunque bene così, alla fin fine…

    Il dato, tuttavia , è che la Procura di Roma considera CRIMINALE il comportamento di un gruppo di cittadini che si moboilitano -peraltro su precisa indicazione del sindaco- contro il crimine.
    MT

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  3. Magari si rischiasse solo quello! Vi racconto una storia:
    Sul bordo di un'aiuola che un cartellone troppo basso, qualcuno ci passa sotto e sbatte la testa,
    allora quel qualcuno chiama i vigili per "denunciare" l'abuso....la sera stessa qulcuno gli ha rotto le finestre di casa (che affacciavano nel parco).

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  4. mi dispiace. Puoi pure non credermi ma sono sincero (piùttosto le persone che "godono" potrebbero essere altre, ma forse lo sai già ).

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  5. Il Sindaco Gianni Alemanno spalleggia le organizzazioni criminali che installano i cartelloni abusivi.

    NON DARE IL VOTO E NON FAR VOTARE LA GIUNTA DEL SINDACO GIANNI ALEMANNO!!!

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  6. Colgo l'occasione per far sapere che il prossimo 5 ottobre il sottoscritto deve affrontare la 3° udienza del processo penale in cui é imputato per diffamazione aggravata per aver scritto un articolo dal titolo "contraffatta da opera d'arte la deturpazione del castello della Crescenza", che ho dimostrato attraverso la serie di atti pubblici che hanno accertato i numerosi abusi edilizi commessi in tutto il complesso monumentale vincolato.
    Malgrado il diritto di cronaca e di critica sancito dall'art. 21 della nostra Costituzione, che ritengo di avere correttamente esercitato, il P.M. ha ritenuto di accogliere come fondata la denuncia-querela presentata contro di me dai proprietari del castello, con tanto di risarcimento danni richiesto in misura non inferiore a 200.000 euro.
    Ho tenuto a ricordare questo mio personale caso per mettere in risalto che quanto mi é successo non mi ha fatto perdere di certo la fiducia nel nostro Stato di diritto né per le stesse ragioni mi fa sentire autorizzato ad emettere giudizi se non addirittura "sentenze" sull'operato del P.M. che mi ha rinviato direttamente a giudizio, malgrado le prove da me esibite ed un interrogatorio a cui mi sono sottoposto volontariamente: sarà il Giudice monocratico a stabilire la verità processuale con una sentenza che spetta soltanto a lui.
    In termini di "metodo" mi dissocio quindi dal "giudizio" che il sig. Tonelli ha continuato a dare dei P.M. della Procura di Roma (assolvendosi di riflesso anzitempo da solo), se non altro perché non sembra aver considerato che c'é l'obbligo di procedere penalmente anche in caso di denunce-querele del tutto strumentali.
    Per il caso in questione queste denunce sembrano aver trovato uno spunto che in termini di "merito" é stato preso magari proprio da certe affermazioni pubblicate tanto nei post quanto nei commenti che hanno provocato, inducendo ad ipotizzare addirittura l'istigazione a delinquere.
    (per esigenze di spazio continua nel commento successivo)

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  7. (Seguito del commento precedente)
    Per il totale rispetto della legalità, che ho sempre predicato e ritengo di avere fin qui coerentemente applicato, non posso che dissociarmi anche e soprattutto da tutti coloro che anche se in perfetta buona fede e per troppo amore del decoro della città di Roma si spingono a scrivere articoli e commenti senza peli sulla lingua, non accorgendosi che proprio così facendo vi fanno ravvisare gli estremmi della istigazione a delinquere.
    Non é così che si vince la battaglia e non condivido comunque questi mezzi per cercare di vincerla: ho già avuto modo di scrivere privatamente a Tonelli che la critica non va risparmiata a nessuno di coloro che se la meritano, ma non ha bisogno degli insulti a tutto e tutti per fare più effetto ed anzi colpisce maggiormente proprio quando si mantiene sui corretti binari sanciti dall’art. 21 della nostra Costituzione che consente il pieno diritto di cronaca e di critica, sempre fondata sui fatti concreti ed oggettivi e non su "giudizi" discrezionali.
    Riguardo alla proposta di Fabrizio, faccio presente che d'intesa con l'Assesore all'Ambiente del Comune di Roma, On. Marco Visconti, ed i Vigili del PICS (Pronto Intervento del Centro Storico) é possibile programmare una campagna di rimoziozni autorizzate di tutti i manifesti di carta attaccati ai pali della luce, sui muri, sui cassonetti ecc.
    Per gli impianti pubblicitari é invece possibile mettere in atto una azione di disobbedienza civile affiggendo sui montanti degli impianti sanzionati dai Gruppi di Polizia Municipale (senza quindi danneggiarli e senza coprire la pubblicità) dei cartelli che denunciano la mancata rimozione da parte del Servizio Affissioni.
    Quanto da me sopra precisato non toglie la mia piena disponibilità ad aiutare Tonelli nel procedimento penale in cui risulta al momento solo indagato, anche e soprattutto dalla ipotesi accusatoria che possa essere considerato criminale il comportamento di un gruppo di cittadini che si mobilitano contro evidenti irregolarità: a tal riguardo, per ottenere l'archiviazione dell'inchiesta penale in corso, basterà dimostrare oggettivamente che non c'é stata finora nessuna istigazione a delinquere se non altro per il semplice fatto che non si é mai concretizzata in fatti criminosi o comunque penalmente perseguibili.

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  8. Nelle mie parole non c'è nessun giudizio a favore o contro i PM. Ho solo riportato gli asciutti dati di fatto.

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  9. quella di Bosi mi pare un'analisi corretta, giusti anche i consigli a ritornare sui binari dell'art.21.

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  10. Massimiliano, anche ammesso che tu abbia veramente riportato gli asciutti dati di fatto, non ti accorgi non solo che non spetta a te giudicarlo, ma che devi assolutamente evitare che chiunque lo legge vi tragga invece delle conclusioni esattamente opposte alle tue.
    Mi riferisco in particolare anche e soprattutto ai "giudizi-sentenza" che non spettano di certo a te, ma che senza troppi peli sulla lingua hai ugualmente dato anche di recente riguardo alla riconferma dell'Assesore Bordoni ed alle ditte pubblicitarie che, anche se da te non specificatmente indicate, potrebbero intentarti una causa per loro presunta diffamazione proprio con la motivazione di non voler essere incluse nel mucchio.
    Ti rinnovo il consiglio a ritornare sui binari dell'art. 21 (che condivide anche l'anonimo delle ore 19,26) se vuoi veramente che il Blog abbia non solo lunga vita, ma acquisti una funzione da utilità sociale ed una credibilità ed importanza sempre maggiori.

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  11. VIVA CARTELLOPOLI!
    non posso credere che un pm della repubblica italiana possa aver dato un giudizio del genere sul blog.
    ma chi era? per caso il fratello di bordoni è un pm?

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  12. Quanto scrive Bosi è corretto dal punto di vista dell'etica: ciascuno di noi deve restare nell'ambito del diritto di critica e di cronaca. Ma molte volte, ripeto molte volte è capitato che i PM archiviassero denunce per diffamazione o istigazione (come in questo caso) perchè manifestamente infondate. In questo caso l'ipotetico rinvio a giudizio di Tonelli suona male. Infine, molto giusto quello che afferma Bosi relativamente alle azioni criminose: ci sono state realmente? No! E dunque manca il nesso di causalità. E Tonelli e Cartellopoli possono stare tranquilli

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  13. occhio a dire di stare tranquilli in questi casi, in Italia capita che la giustizia non sempre sta dalla parte dei giusti, è un atteggiamento che si può pagare molto caro

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  14. appunto! ma di quali danneggiamenti parlano sti cartellonari?
    si inventano le cose per fare le vittime.
    ma magari ci fossero stati migliaia di danneggiamenti ai loro danni, e invece purtroppo nulla.
    ma sti cartellonari invece non se la prendono con le associazioni di estrema destra e del pdl che appiccicano manifesti ovunque e spesso anche sui loro cartelloni oscurando le pubblicità dei loro inserzionisti?
    non è un danneggiamento anche quello?

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  15. Salve sono Fabrizio, quello che ha scritto la mail. Ringrazio per aver visto la mia lettera pubblicata sul blog.
    La mia non era una provocazione anzi voleva essere una proposta concreta.
    In particolare nel momento in cui il comune conferma che un dato cartellone è abusivo, magari a seguito delle splendide segnalazioni che questo blog fa, Posso andare a segare via il cartellone?
    Perchè secondo me è qui il problema, chi mette un cartellone abusivo deve avere la certezza matematica che quel cartellone non sopravvive per piu' di x giorni. Poi con comodo il comune puo' fare tutte le denunce del caso.
    Magari sto sognando, ma potrebbe esserci una formula con cui il comune autorizza un gruppo di persone che ci vogliono mettere la faccia e i soldi (io ce li metterei entrambi) a "supportare" il personale del comune per rimuovere in cartelloni tempestivamente. So bene che questo equivale ad entrare in un campo minato per il fatto, che il comune di fatto ammetterebbe di non essere in grado (non avere le risorse), e chiaramente di essere esposti ad eventuali ritorsioni da parte di chi quei cartelloni abusivi li mette.

    Io la butto li. vorrei sentire l'opinione di chi conosce la giungla dei regolamenti e leggi meglio di me.

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  16. La "giungla dei regolamenti" prevede che in caso di impianti pubblicitari accertati come abusivi il Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità trasmetta ai titolari delle ditte proprietarie degli impianti una diffida a rimuoverli entro 10 giorni dalla notificazione, trascorsi inutilmente i quali con determinazione dirigenziale deve essere disposta la rimozione forzata d'ufficio a spese del trasgressore (5° comma dell'art. 31 del vigente Regolamento comunale).
    In tutti i casi i competenti Uffici comunali possono provvedere altresì alla copertura
    immediata della pubblicità irregolare e possono disporre il sequestro cautelare degli impianti
    abusivamente utilizzati che non siano di proprietà comunale, anche prima della loro
    materiale rimozione (6° comma dell'art. 31 del vigente Regolamento comunale).
    Prima ancora di tutto questo (preventivo oscuramento della pubblicità irregolere e rimozione spontanesa o forzata degli impianti installalti abusivamente) deve essere comunque applicata una sanzione amministrativa che é stata aumentata con l'approvazione della legge finanziaria n. 111 dello scorso 15 luglio. Con tale nuova norma, che modifica il Codice della Strada, la sanzione minima che era di ridicoli 155 euro é stata aumentata a 1.376,55 euro, mentre la sanzione massima da 624 euro é stata innalzata a 13.765,50 euro.
    Con quasi più del doppio di quanto incassava fino all’altro ieri, il Servizio Affissioni del Comune di Roma si può pagare ora non solo la ditta incaricata della rimozione, che oscilla ad ogni modo intorno ai 300 euro, ma anche lo straordinario o comunque l’ulteriore prestazione che è dovuta per il “personale a disposizione” del Comune che deve ogni volta presenziare alle rimozioni eseguite dalle ditte specializzate prescelte.
    Ne deriva che il Comune non può più dilazionare sine die la rimozione degli impianti abusivi che è dovuta per legge: la conclusione che ne deve trarre anche Fabrizio é che si deve pretendere che il Comune di Roma rispetti con le buone o, se necessario, con le cattive le "regole" che si é dato da solo, oltre alle norme che gli impone lo Stato.

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  17. Purtroppo (ma non credo sia un caso) la cancellazione della figura del difensore civico, che avrebbe potuto costringere il comune a fare il suo dovere, anche se non con tempi immediati, non ci aiuta...

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