mercoledì 3 agosto 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: Piazza Alessandria

Segnalazione inviata il 22 luglio 2011 a: francesco.paciello@comune.roma.it, segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, polmunicipaleseggssu@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, info@aequaroma.it, polmunicipaleseg02@comune.roma.it

In data 22 luglio 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione, che fa presente l’installazione di un impianto pubblicitario in piazza Alessandria all’altezza dell’incrocio con via Bergamo (vedi foto sottostante).
La foto lascia vedere che l’impianto ha una cimasa con il nome della ditta “APA”: la segnalazione non fa sapere se l’impianto sia provvisto di targhetta con il numero di codice identificativo assegnato dal Servizio Affissioni e Pubblicità.

Con la foto sottostante la segnalazione fa presente che nel 2008 sullo stesso luogo non esisteva alcun impianto
Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 20.5.2011) la ditta “A.P.A. AGENZIA PUBBLICITA' AFFISSIONI S.r.l.” risulta registrata al codice 0044: nell’ipotesi che ad ogni modo l’impianto sia provvisto di numero di codice identificativo, si chiede di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto così come assegnato all’impianto in oggetto identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per  esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione di tale impianto, dal momento che sembra presentare degli oggettivi vizi di legittimità per la sua posizione

La suddetta richiesta é rivolta in particolare alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.it “nell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”. Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

A tal ultimo riguardo la stessa segnalazione evidenzia che l’impianto risulta collocato all’altezza dell’incrocio con via Bergamo, come attesta la sottostante foto tratta da Street View di Google Maps.
Riguardo alla intersezione di piazza Alessandria con via Bergamo, si fa presente che ai sensi della lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495 del 16 dicembre 1992, “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima delle intersezioni lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere”: il 5° comma dell'art. 4 del Regolamento delle Affissioni (approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009) dispone in deroga che “le distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, entro il centro abitato, limitatamente alle strade E), strade urbane di quartiere, ed F), strade locali, per i cartelli di dimensioni non superiori a mt. 1,20 x 1,80 sono così derogate: - distanza minima .... dalle intersezioni: strade urbane di quartiere: mt. 25 prima .... delle intersezioni ”.

L’impianto é di dimensioni superiori a mt. 1,20 x 1,80 e non rispetta nemmeno la distanza minima in deroga.   

L’impianto risulta per di più posizionato a ridosso dei due cartelli stradali di senso obbligatorio e di senso vietato, in violazione anche del 1° comma dell’art. 23 del D. Lgs. n. 285/1992, con cui é stato emanato il nuovo Codice della Strada, ai sensi del quale “lungo le strade o in vista di esse è vietato collocare ...impianti di pubblicità o propaganda, ..., visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione”.

Si chiede pertanto di voler accertare la regolarità del suddetto impianto, provvedendo - in caso di constatata violazione – alla sua immediata rimozione.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -


Un anno e mezzo fa succedeva questo...

3 commenti:

  1. Bosi eroe ! Ma risponde qualcuno ?

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  2. Alle mie segnalazioni rispondono quasi sempre soltanto i Gruppi competenti di Polizia Municipale, per comunicare per lo più gli impianti che hanno contravvenzionato.
    Si tratta di messaggi di posta elettronica importanti, perché testimoniano la data certa da cui partire per calcolare il tempo che ci mette poi il Servizio Affissioni per provvedere alla rimozione degli impianti sanzionati e tutti i conseguenti ingiustificati ritardi, da far presenti eventualmente nelle sedi opportune.

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  3. Grazie per la risposta, perchè mi risulta che non tutti i gruppi tengono il medesimo comportamento: chi sanziona e chi no, chi risponde e chi no.

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