lunedì 1 agosto 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: Piazzale Maresciallo Giardino

Segnalazione inviata il 19 luglio 2011 a: francesco.paciello@comune.roma.it, segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, polmunicipaleseggssu@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, info@aequaroma.it, polmunicipaleseg17@comune.roma.it, bruno.cignini@comune.roma.it, pierluigi.patane@comune.roma.it, sbap-rm@beniculturali.it, dr-laz@beniculturali.it
  
In data 27 aprile 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione (corredata dalle foto allegate, scattate il 26.4.2011), che fa presente l’installazione di un impianto pubblicitario bifacciale di mt. 2 x 2 nel parcheggio di piazzale Maresciallo Giardino
(vedi foto allegata come “Impianto in piazza Maresciallo Giardino.jpg”).

La segnalazione allega la foto “Targhetta impianto in via Piazza Maresciallo Giardino .jpg” che lascia vedere una targhetta affissa sulla destra in basso dell’impianto che riporta il numero di codice identificativo 0079/AP831/P.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 20.5.2011) al codice 0079 corrisponde come denominazione la ditta “GRUPPO ODP PUBBLICITA' S.r.l.”: si chiede di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto AV 831 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone apparentemente del Comune e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per  esso, specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell'impianto, dal momento che non risulta collocato nel rispetto della normativa vigente in materia.

La suddetta richiesta é rivolta in particolare alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.it “nell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”. Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

La S.p.A. “Aequa Roma” é stata anche incaricata di redigere il Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP), che nella Tavola di analisi A2 .a relativa alla “Sintesi del Piano Territoriale Paesistico Regionale – Beni paesaggistici” individua le aree soggette ai diversi tipi di vincolo paesaggistico, e non può quindi ignorare che fra i vincoli dichiarativi, relativi a beni individuati con dichiarazioni di “notevole interesse pubblico” (pag. 18 della relazione al PRIP), c’è il vincolo denominato “Valle del Tevere” emanato con deliberazione della Giunta Regionale n. 10591 del 5 dicembre 1989, ai sensi della legge n. 1497/1939.

Come attesta il sottostante particolare estratto proprio dalla Tav. A2.a, l’intero piazzale Maresciallo Giardino ricade dentro i confini del vincolo paesaggistico della “Valle del Tevere”: ai sensi dell'art. 153 del D. Lgs. n. 42/2004 (con cui é stato emanato il "Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio") all’interno dei vincoli paesaggistici “é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell'amministrazione competente, che provvede su parere vincolante, ., del soprintendente”.



Pe collocare ad ogni modo cartelli pubblicitari nell'ambito e in prossimità dei beni paesaggistici (soggetti cioè a vincolo paesistico imposto ex lege 1497/1939 oppure ope legis 431/1985 oppure ancora con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio) prima ancora del materiale rilascio della autorizzazione da parte del Comune, occorre avere il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica” che spetta al Dipartimento X° del Comune di Roma, ora Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport (nell’esercizio del potere di subdelega conferito ai sensi della legge regionale n. 59/1995), il quale a sua volta deve avere il previo parere favorevole vincolante della Soprintendenza competente per territorio ai sensi del 1° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004, che spetta in tal caso alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

Si mette in evidenza che non risulta che per l’impianto in questione sia stata preventivamente rilasciata l’autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore del Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport, dott. Bruno Cignini, né che sia stato espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici: se ne chiede ad ogni modo conferma tanto Arch. Maria Costanza Pierdominici ed all’arch. Bruno Cignini quanto alla S.p.A. “Aequa Roma” che dovrebbe avere avere eseguito la “istruttoria” riguardante questo specifico impianto.

A tal riguardo si mette in ancor maggiore evidenza che con messaggio di posta elettronica trasmesso da questa associazione a segnalazioniaffisisoni@comune.roma.it alle ore 10,45 del 23 maggio 2010 é stata rimessa in allegato la planimetria dei confini del vincolo paesaggistico della “Valle del Tevere” entro cui vige il divieto di affissione ed é stata chiesta l’immediata rimozione di tutti gli impianti pubblicitari ricadenti tanto sulle vie di confine quanto su tutte quelle che vi risultano ricomprese.  


L’impianto risulta collocato per di più su un’area verde di arredo stradale in violazione della lettera h) del 1° comma dell’art. 18 del vigente Regolamento comunale, approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009, ai sensi del quale “é vietata la collocazione di impianti e mezzi pubblicitari nei seguenti siti: ... h) aree in consegna al Servizio Giardini già attrezzate a verde”.

Si chiede pertanto di voler accertare la regolarità del suddetto impianto, provvedendo - in caso di constatata violazione – alla sua immediata rimozione.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

7 commenti:

  1. bè solo a piazzale Giardino ce ne saranno almeno 50 di cartelloni pubblicitari.
    e a proposito dell'estate e di ferragosto?
    siete pronti con le macchine fotografiche e le email per le denunce?
    si avvicina il weekend lungo di ferragosto, per cui si prospetta la solita nuova ondata di installazioni abusive.
    ce la ricordiamo bene quella agostana e senza vergogna dell'altro anno.
    quest' anno sarà uguale.
    AUGURI!

    RispondiElimina
  2. la domanda è una sola: come mai continuano a installare cartelloni mentre ce ne sono MIGLIAIA VUOTI (spazio disponibile)?

    RispondiElimina
  3. e tanto che je ne frega?
    non pagano nulla e quindi più ce ne sono e meglio è per loro.
    qualche fesso commerciante che pensa di migliorare i suoi affari mettendo un cartellone in mezzo a un giardino pubblico si trova sempre.

    RispondiElimina
  4. anonimo delle 9.30
    le cose non stanno come dici tu. Ci sono tantissimi impianti VUOTI un anno (soprattutto 1x1) e anche più..quindi tutti questi fessi evidentemente non si trovano.

    RispondiElimina
  5. Ragazzi e soprattutto Sig. Bosi...si sta tutti perdendo tempo!!!! si scrivono migliaia di lunghissime mail con lunghisisme descrizioni per ogni singolo impianto pubblicitario chiedendo anche se vi è o no l'autorizzazione anche se è in violazione del codice della strada!!!! basta perdere tempo, il codice della strada è una legge dello stato e nessuno può autorizzare la sua violazione!!!! quindi cambiamo tecnica cari signori!!!! per esempio si organizzino pattuglioni muniti di macchina fotografica, si va strada per strada, specie quelle con le più eclatanti violazioni del codice della strada, si contano numericamente TUTTI gli impianti presenti in quella strada (almeno si inizia anche un vero censimento degli impianti presenti a roma, che probabilmente superano il MILIONE!!!!!!), si contano gli impianti che comunque violano le norme del codice della strada, dei regolamenti comunali e i vincoli ambientali, paesaggistici e culturali, si prepara una brevissima mail da inviare al servizio affissioni, al comando vigili urbani e al sindaco di roma denunciano che in quella via vi sono numero XXX impianti in violazione di norme inderogabili correndando la denuncia di una foto per ogni impianto e si scrive a LETTERE MAIUSCOLE CHE TALI IMPIANTI, PER I QUALI IL COMUNE HA RILASCIATO LA RELATIVA TARGHETTA, SONO DA RIMUOVERE IMMEDIATAMENTE IN QUANTO POTENZIALMENTE PERICOLOSI PER LA CIRCOLAZIONE STRADALE RITENENDO I RESPONSABILI DI ASSESSORATO AL COMMERCIO/SERVIZIO AFFISSIONI, I DIRIGENTI DEI VV.UU. E IL SINDACO CO-RESPONSABILI IN CASO DI INCIDENTI PROVOCATI DAGLI IMPIANTI NON RIMOSSI. Il tutto ovviamente da inviare anche alla procura della repubblica in quanto vi è reale pericolo per la pubblica incolumità. In poche mail si segnalerrebero decine di migliaia di impianti illegali e si renderebbero i vari assessori/sindaco/vigili urbani corresponsabili in caso di danni a cose e persone che potrebbero derivare dal loro mancato intervento. Ad esempio, tutto viale marconi ha decine e decine di impianti pubblicitari collocati sullo spartitraffico centrale: che serve un pagina di parole per ogni impianto, basta un elenco di fotografie e 2 righe per scrivere che sono TUTTI indistintamente in violazione del codice della strada e costituiscono un pericolo per la pubblica sicurezza......che ne dite di organizzare una simile iniziativa? manusardi@tiscali.it

    RispondiElimina
  6. una piccola aggiunta al mio precedente commento: perchè le mail corredate da centinaia di foto oltre che a chi ho scritto sopra, non le mandiamo anche a tutti i giornali italiani e stranieri, francesi, tedeschi, americani, inglesi, spagnoli....... prima o poi forse qualcuno all'estero apre un "caso roma" e sputtana la capitale ma soprattutto i suoi amministratori e magari nasce finalmente un vero scandalo a livello mondiale su come è stata massacrata l'antica città di roma....ROMA POTREBBE AVERE IL RECORD DEL MONDO DEGLI IMPIANTI PUBBLICITARI DELL'INTERO PIANETA TERRA, MA NON PER IL NUMERO IN ASSOLUTO DEI SUOI IMPANTI (DI SICURO IL PIù ALTO DELLA TERRA) MA PERCHè A ROMA PROBABIMENTE VI SONO PIù IMPIANTI PUBBLICITARI DI TUTTE LE PRIME 100 CITTà CIVILI DELLA TERRA MESSE INSIEME!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! SI SI MANDIAMO TUTTO ANCHE AL RESTO DEL MONDO..SPUTTANIAMO I NOSTRI AMMINISTRATORI......che ne dite?

    RispondiElimina
  7. anonimo delle 11.41 si è vero quello che dici. moltissimi impianti sono vuoti e ne godo enormemente.
    ciò non toglie che questi continuano a installare in quei pochi metri di Roma che sono ancora rimasti liberi.
    questo mi fa giungere alla conclusione che questi signori cartellonari devono essere dei malati di mente persi nel loro delirio di installare ovunque a qualsiasi costo.
    anche l'altro anno sembrava impossibile che venissero fatte altre inutili installazioni eppure le hanno fatte.
    ne riparleremo dopo il week end di ferragosto

    RispondiElimina