martedì 30 agosto 2011

Il nuovo bike-sharing a Roma e una riflessione sula gestione degli impianti. Minisaggio da leggere con cura

Lo avrete letto tutti, il Comune, nella persona di Marco Visconti, unico assessore degno di questo nome in questo dato momento storico della nostra martoriata città (vabeh, città...), sta cercando di rilanciare il servizio di bike-sharing.

Ehi ehi, niente paura. Mai e poi mai arriveremo a livelli europei (o banalmente milanesei), ma pare tuttavia che il modello instradato sia quello corretto (sebbene porterà a sole 70 micragnosissime stazioni, di cui alcune -temiamo- sparse inutilmente sul litorale). Cosa significa modello corretto: significa spazi pubblicitari messi a bando, assegnati ad una ditta che ci lucra sopra e col ricavato dà in cambio, all'amministrazione, la gestione e la manutenzione del servizio che, dimensionato come abbiamo detto, costa circa 2 milioni all'anno.

Due milioni all'anno.

Dunque la ditta che vincerà il bando per gestire i 1500 mq (1500 mq, ricordate) di impiantistica sottratta (ma come ha fatto?) da Visconti alle grinfie dell'inaggettivabile assessorato al commercio (ma la paura che Bordoni si riprenda tutto facendo saltare il bike-sharing non manca) dovrà, con questi mq, guadagnare per se, sostenere il proprio business -a quanto pare il design degli impianti sarà di qualità, ben diverso dalla immondizia cartellonara che ottunde la città- e in più dovrà far "avanzare" due milioncini per la gestione del bike-sharing.

1500mq, dunque, generano extraprofitti (non profitti, extraprofitti) per 2 milioni. Okkay?

Ma quanti sono 1500mq di pubblicità? Beh, prendendo come punto di partenza il tanto caro, tanto bello, tanto diffuso cartello 4x3, calcoliamo facilmente che ciascuno di questi ignobili impianti misura 4 x 3 = 12mq di superficie a facciata. Ora, visto che purtroppo le facciate di questi luridi impianti sono due, la cifra complessiva, per ogni 4x3, fa 24mq.

Dividendo i 1500mq che Visconti è riuscito a poter sfruttare per dare alla città un abbozzo di bike-sharing, per i 24mq di ogni 4x3 capiamo che avere un servizio così importante e così costoso "vale" qualcosa come 60 cartelloni. Correggeteci se sbagliamo. Sessanta cartelloni 4x3, praticamente quelli che stanno in mezzo chilometro di Colombo. Una miniminiminiminiminifrazione di tutti gli impianti che stanno nella città.

Cosa sono, oggi, a Roma, 60 4x3? Neppure una goccia nel mare, ma una molecola invisibile di h2o nell'Oceano Indiano.

Impressionante.

Questo ci dà la misura di che cosa potrebbe essere la città se solo le affissioni venissero utilizzate come vengono utilizzate in tutta Europa: come una risorsa. Se con 60 cartelli si ottiene un bike-sharing, cosa si potrebbe fare se tutta la città fosse gestita così, con un bando preciso, che definisca le superfici, il design degli impianti e che suddivida rigorosamente gli introiti: tot al gestore, il resto alla città sottoforma di manutenzione urbana, pulizia, illuminazione pubblica, urban design, arredi, panchine, cestini, segnaletica turistica, toilette pubbliche.

Non è fantascienza, è quello che succede in tutta Europa. Da Parigi a Istanbul. E succede anche da noi, ma troppo poco (ad esempio succede per le fermate dei bus, gestite da Clear Channel).

E' questa la battaglia che bisogna fare, due anni fa lo dicevamo solo noi. Oggi in molti l'hanno capito. E poi ci sono gli altri, imperdonabili, che l'hanno capito perfettamente ma che questa battaglia non la combattono, perché significherebbe darla vinta a Cartellopoli. Non hanno capito che semplicemente significherebbe darla vinta alla città. Allineandola con quello che si fa in tutte le città del mondo. Ma può essere mai così difficile?

34 commenti:

  1. Chissà quali sono i veri motivi per cui vi ostinate ad attaccare il Comitato promotore.
    I lettori dovrebbero essere informati correttamente e portati a conoscenza del fatto che tra gli "EMENDAMENTI" proposti sia da VAS che dal Comitato promotore alla bozza del PRIP è stata inserita la proposta di assegnare tramite le bando le future concessioni (e contestando la possibilità che siano le stesse ditte cartellonare ad autogestirsi i piani di localizzazione).
    Basta documentarsi un pò per non insistere con questa accusa infondata.
    La proposta delle assegnazioni tramite bando fu fatta effettivamente per primo dal vostro blogmaster e successivamente, dopo qualche discussione, fu accettata da tutti.

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  2. per documentarsi leggere il punto 7 delle "proposte di modifica al PRIP" sull'homepage di bastacartelloni.
    Ribadisco la domanda, senza intenzione polemica: perchè continuate ad attaccare il Comitato Promotore?

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  3. Massimiliano Tonelli30 agosto 2011 16:13

    Percival, solleciti ben due volte una risposta e dunque mi obblighi a darla. Risposta a che, però? Comitato Promotore? Dove leggi attacchi al Comitato Promotore? Gli attacchi sono generici e sono a tutti gli attori di questa lotta che intraprendiamo tutti insieme, ma rispetto alla quale non abbiamo le idee chiare. Mettere a gara le concessioni è l’unica strada per riformare questo settore (viceversa puoi fare le leggi più severe e azzeccate del mondo: serviranno a poco o a niente con un mercato dove dovrebbero esserci tre o quattro operatori e invece ce ne sono quattrocento) ecco che la battaglia verso il bando dovrebbe essere LA battaglia, di tutti, ogni giorno. Dunque le critiche e le polemiche sono per tutti, non certo verso il Comitato Promotore che non è neppure citato.

    Rileva tuttavia il fatto, ma lo dico perché sei tu a tirarlo in ballo, che il Comitato Promotore oltre ad eliminare tutti i link a Cartellopoli (tu credi che questa azione giovi alla battaglia ed al risultato finale cui tutti aspiriamo) –mentre Cartellopoli mantiene e aumenta i link verso il blog Basta Cartelloni-, ha eliminato anche il link al piccolo saggio, da me scritto, sulla possibilità del Bando. Ehggià perché non basta dire “bando”, bisogna anche spiegare, dettagliare, suggestionare. Basta Cartelloni ha mantenuto questo link per mesi, poi d’un tratto l’ha tolto. Come mai? Non era più d’accordo, qualche componente del Comitato Promotore non poteva soffrire il fatto di tenere sulla homepage un lavoro fatto da me (la loro bestia nera, sappilo, sono io, o magari Bosi, non certo i cartelloni o i cartellonari a quanto pare)? Ne consegue che nulla –a parte fare come hai fatto te a spulciare tra articoli e commi- sulla homepage di Basta Cartelloni parla di “bando”. Con grande gioia della camorra cartellonara.

    Siamo al punto in cui per antipatie personali si danneggia tutto il movimento e il risultato finale che tutti vogliamo perseguire. Questo è di una gravità senza pari. Anche io considero alcuni componenti del Comitato Promotore dei poveri inetti, questo non mi impedisce tuttavia di considerare Basta Cartelloni una piattaforma utile per i lettori di Cartellopoli. E non mi impedisce di coinvolgere il Comitato Promotore sempre, in ogni circostanza soprattutto mediatica. L’ultimo esempio? Di oggi! Un grosso TG nazionale (autunno caldo, autunno caldo!) mi ha chiamato lo scorso sabato con l’intenzione di girare un servizio sulla nostra battaglia e sullo scandalo romano. La prima cosa che ho fatto è stato passare la palla anche al Comitato Promotore che, giusto stamattina, ha girato mezza Roma con la troupe per confezionare il servizio. E questo perché credo che se in questo servizio apparirà per una parte il Comitato Promotore e in un’altra parte (peraltro ben più contenuta in termini di minutaggio) Cartellopoli, questo servizio avrà doppia efficacia e farà molta più paura ai disonesti che tutti combattiamo.

    C’è chi crea queste aperture e chi censura i link sulla homepage. E poi ci sei tu che chiedi “perché attaccate…?”

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  4. Percival, stai buono e non indurre Tonelli in tentazione: dovresti sapere, ormai, che e` bravissimo a rigirare la frittata

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  5. Finalmente un TG, porca puttana!

    Alleluja!

    Mc Daemon

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  6. se si provasse poi ad abbassare i toni e non chiamare inetti i componenti del Comitato, magari sarebbe un punto di partenza

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  7. Signor Tonelli
    non ho la sua preparazione nè quella dell'immenso Bosi,ma da quando seguo i blog anti-cartelloni non ho mai letto considerazioni negative o veri e propri insulti nei suoi confronti sul blog del Comitato promotore.
    Le ragioni della rottura non le conosco ma non mi sembra molto diplomatico definire "inetti" alcuni membri del Comitato Promotore.
    Ma per quale motivo lei deve sempre usare toni così offensivi o sprezzanti verso cittadini impegnati in una battaglia comune salvo poi chiederne la collaborazione? Non le pare una contraddizione stridente?
    Sicuramente non sono al corrente di molti retroscena ma se vuole creare consenso forse dovrebbe smetterla di insultare chi non la pensa come lei.
    Comunque complimenti per la battaglia che conducete, TUTTI.

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  8. Percival sbagli prospettiva. Non leggi insulti? Non so, non mi importa. Non sono permaloso. Preferisco essare insultato tutti i giorni, ma che su Basta Cartelloni vi siano tutti i link che fanno paura e danno fastidio alle camorre cartellonare, piuttosto che non essere insultato e vedere quel sito che si auto-impoverisce sperando di far dispetto a me.
    Ti è chiaro come ragiono? Non sto qui per motivi personali. Mi piglio gli insulti e non mi interessa nulla. Non dobbiamo andare a cena tra noi, dobbiamo fare attivismo civico e combattere potenti lobby che attaccano la nostra città. Quello che succede dietro le quinte non deve indebolire questa forza comune.

    Il vizio del Comitato Promotore di censurare e oscurare qualsiasi personaggi non stia a loro simpatico (Bosi, Tonelli) è una cosa che forse fa togliere qualche soddisfazione a qualche inetto (non capisco cosa vi sia di male a tacciare un inetto di inettitudine, me lo dovete spiegare), ma che danneggia la battaglia comune. Che è l'unica cosa che ci interessa.

    Un esempio? Discuto e litigo sovente con il buon Bosi, ma mai e poi mai mi sognerei di impedirgli di veicolare tramite Cartellopoli le sue formidabili denunzie.

    Ad ogni modo penso che il quadro ora ti sia più chiaro. Quello che sbagli, Perceval, è la prospettiva: io non voglio affatto "creare consenso", come tu scrivi. Io voglio solo disturbare il più possibile -fino a spingere l'amministrazione ad una radicale riforma- gli interessi incrostati sul settore delle affissioni abusive o abusivamente legalizzate. Del consenso non me ne importa nulla. E spero non importi nulla a nessuno, francamente.

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  9. E dai fate la pace...al limite un pò di federalismo non guasta !

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  10. Percival, effettivamente Tonelli non cita il Comitato nel suo articolo (ma nessuno ci crede che non volesse farlo). Lui ha buttato l'amo e qualcuno ha abboccato (se non eri tu forse l'avrebbe fatto qualcun altro), permettendogli di fare un intervento che sembra a caso ma non lo è.
    Per completezza di informazione sarebbe bello fare la stessa domanda (invertita) a quelli del Comitato: Perchè credete che Tonelli ce l'abbia con voi? E voi ce l'avete con lui o con il suo blog? Cosa vi ha fatto Tonelli per meritare tutto questo?
    Chissà cosa risponderebbero.....
    Ma non credo che questo sia il momento per fare queste domande. Forse fra un mesetto.Ora c'è troppa carne al fuoco ed il fronte anticartellonaro non deve dare l'impressione di essere litigioso (ma Tonelli questo non lo capisce).

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  11. L'unica cosa che Tonelli non capisce è perché un visitatore, un cittadino, un curioso, un cazzo di cartellonaro che vada su Basta Cartelloni non trovi link a Cartellopoli. Questo lo trovo gravissimo, proprio ora che c'è carne al fuoco.

    Non esiste un solo buon motivo per questo.


    Comunque siamo arrivati al punto che faccio articoli e aspetto il commento giusto per poter dire sul serio quello che avrei voluto dire ma non ho detto nell'articolo? Caspita, ma così intelligente mi fai caro... Anonimo?

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  12. il problema dell'umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.
    Bertrand Russell

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  13. E sugli Anonimi (qua a presentarsi con nome e cognome, da due anni, continuiamo a essere solo io e Bosi), sugli Anonimi, dicevo, Russell cosa dice?

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  14. Percival, il tuo commento ha innescato una discussione che ha permesso a questo blog di avere oltre 13 commenti su un post; questa cosa non si vedeva più da tempo.
    Grazie a nome di tutti.

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  15. Anche perché chiamato in causa più volte, mi vedo costretto a fare le seguenti puntualizzazioni.
    1 - VAS ed il sottoscritto che ne é Responsabile costituiscono un 3° soggetto ben distinto tanto dal blog www.cartellopoli.net (che mi ospita e con cui collaboro non solo per cercare di tenere alto il livello di cultura e di informazione, ma anche e soprattutto un certo grado di condivisione delle possibili migliori soluzioni)quanto dal blog www.bastacartelloni.blogspot.com (diretto dal Comitato Promotore che ha dapprinma cancellato dal sito ben due miei documenti, dopo averli pubblicati, e che ha poi rifiutato di sottoscrivere un mio dettagliatissimo programma d'azione congiunta).
    2 - Le differenze fra questi 3 soggetti sono rimaste e le divergenze non sono fatte solo di sfumature o di dettagli di minore importanza: non risponde ad esempio completamente al vero quanto sostiene Percival, secondo cui la proposta delle assegnazioni tramite bando sia stata poi accettata da tutti, perché cambia proprio il modo di attuarlo.
    3 - Il contenuto del punto 7 delle "proposte di modifica al PRIP" formulato dal Comitato Promotore é cosa ben diversa da quanto da me proposto per primo a nome di VAS nelle "osservazioni" che ho per tempo presentato, che a sua volta é cosa diversa anche da quanto ha sempre proposto e propone tuttora Tonelli con un "bando che metta a gara il Servizio Affissioni" (pubblicato su questo sito)
    4 - Non si tratta esattamente di operare a monte facendo in modo di "mettere a gara le concessioni" né tanto di ridurre a 3 o 4 (da 400 che sono oggi) le ditte pubblicitarie, specie se si lascia intendere che a quelle che comunque rimangono é delegato pur sempre il compito di scegliere numero e luoghi degli impianti da installare a loro piacimento.
    Il problema é esattamente inverso, perché si tratta di stabilire a monte (dapprima con il PRIP e poi con i Piani di Localizzazione) quanti in eterno debbano essere in tutto gli impianti e dove vanno definitivamente installati per forme e dimensioni: solo successivamente, ai fini della gestione del numero ben preciso degli impianti da installare, si debbono fare delle gare per assegnare a chi le vince il diritto di installare gli impianti assegnati e di sfruttarli per 10 anni, alla scadenza dei quali gli stessi impianti debbono essere rimossi per dare la possibilità di installarne lo stesso numero da sfruttare per altri 10 anni a chi avrà vinto il successivo bando di gara e così via di seguito.
    Con questo "meccanismo" da me proposto, una volta fissati quali e quanti impianti debbano essere installati in tutto sul territorio di Roma, é molto meno importante che a gestirli siano 3-4 ditte o 100 e più ditte, dal momento che sarà ad esse negata comunque la possibilità di installare un numero di impianti superiore a quelli assegnati per gara.

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  16. Un giorno Bosi convergerà pure su questo, ma per ora è convinto che delle buone regole TEORICHE, facciano un buon mercato PRATICO. Non è così. Di galli in un pollaio è un problema quando ce ne sono due, tre o quattro. Figurarsi 100. Puoi mettere tutti i regolamenti che vuoi (che comunque ci vogliono), ma il pollaio sarà sempre preda dell'anarchia. Puoi mettere anche la pena di morte, ma troverai sempre quella percentuale di galli (il 5%? il 10%?) disposti a rischiare la forca pur di "provarci". E il cinque o il dieci per cento di 100, significa il caos e l'ingovernabilità.

    Per i cartelloni vala la buona regola che vale per tutti i servizi a rete. L'esempio più facile è quello degli impianti di pubblica illuminazione. Puoi mettere nero su bianco, per legge, che devono essere alti tot, che devono essere di tale tipologia di ghisa, che i lumen devono essere di quella entità, che la manutenzione deve garantire tot tempi di risposta, ma non avrai mai un servizio degno di questo nome se non imporrai, in sede di affidamento\concessione, la possibilità ad un unico gestore di operare. Anche in presenza di regole ferree, giocoforza avrai il caos affidando ogni palo dell'illuminazione pubblica ad un gestore. Sarebbe molto bello e molto democratico se funzionasse, tante microaziende che lavorano tutte all'unisono per il bene comune. Ma è utopia pura. Ed è anche insostenibile a livello economico, poiché ci sono costi (chessò, la tenuta di un numero verde e mille altre cose) che sono incomprimibili e che restano uguali sia se tu sei piccolo sia se tu sei grande. Ecco la necessità di economie di scala. Dunque i piccoli gestori, non ce la fanno con i pochi pali assegnati a ciascuno, cercano di sconfinare, si inventano qualcosa, provano a conquistare con nuovi pali (brutti, di plastica) i quartieri di nuova edificazione, ancor prima dei nuovi bandi... Insommma la metafora l'abbiamo capita.

    Ma funziona lo stesso per altri monopoli naturali come la distribuzione del gas, dell'acqua, della luce elettrica. Per le strade tariffate. Qui, ad esempio, non solo il legislatore deve superare il concetto utopistico di concorrenza imponendo che, per esempio, tra Roma e Firenze vi sia una sola Autostrada e non una per ogni imprenditore che voglia farla, ma, inoltre, quando ne assegna la gestione, deve preoccuparsi che la gestione stessa sia sostenibile (faccia utili, che possano essere in parte reinvestiti in manutenzione e investimenti) e che sia governabile. Ecco perché la Roma - Firenze è tutta gestita dallo stesso gruppo (i Benetton) e non, come piacerebbe ai nostri cartellonari, suddivisa a tratte: la Roma Fiano a uno, poi la Fiano Orte a un altro e via così. Avremmo su ogni tratta asfalti diversi, tariffazioni diverse, manutenzione diversa, cura del verde e delle piazzole diversa. E questo in barba al regolamento che un'ipotetica autority potrebbe scrivere, perché se dai in affidamento un bene pubblico e poi hai bisogno di 150mila ispettori che controllino i 150mila concessionari, allora il gioco non vale la candela per nessuno.

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  17. L'ultimo commento di Tonelli é la dimostrazione tangibile delle divergenze che esistono tra me e lui e che a questo punto non so se potranno essere mai più colmate.
    Su questo blog il 25 aprile scorso è comparso un post dal titolo “Facciamo del PRIP un vero PRIP” che riporta le Norme Tecniche di Attuazione del PRIP che ho proposto nelle osservazioni trasmesse a nome di VAS e che sono state pubblicate così come fatte integralmente proprie dal Consiglio del 2° Municipio, su emendamento del cons. Alessandro Colorio: invito ad andarsi a leggere gli articoli 37, 38, 39, 40 e 41, perché fanno capire esattamente il tipo di diverso meccanismo che viene da me proposto e che è del tutto opposto a quello su cui si ostina invece ad impuntarsi Tonelli, perché propone che “la ditta vincitrice concorderà con soprintendenze, uffici comunali e municipi il posizionamento degli impianti”.
    Le mie N.T.A. stabiliscono che il posizionamento degli impianti debba essere invece deciso solo e soltanto dal PRIP e dai Piani di Localizzazione: le stesse N.T.A. fanno ovviamente parte del dettagliato programma che il Comitato Promotore ha rifiutato di sottoscrivere e che Tonelli mi ha dichiarato di condividere, senza però sottoscrivere a sua volta un bel niente, per riservarsi evidentemente delle presuntuose “autonomie” antitetiche di questo tipo.
    Mi rifiuto a questo punto di continuare uno sterile dibattito con chi scambia per “teoriche” le regole di un Piano Regolatore e considera un buon mercato PRATICO il mettersi d’accordo con le ditte che vincono il bando: come dire che le destinazioni urbanistiche del vigente Piano Regolatore Generale del Comune di Roma sono una pura teoria, per cui si può a piacere costruire (con un buon mercato pratico) dove magari è invece previsto un parco pubblico o si può fare un bel megacentro commerciale su un’area destinata invece solo a residenza privata.
    In perfetta analogia, a Tonelli non è ancora entrato in testa che se il PRIP venisse approvato definitivamente imponendo destinazioni di massima ben precise e inderogabili (facendo tabula rasa di tutta la cartellonistica oggi esistente) e conseguentemente la redazione di Piani di Localizzazione obbligati a stabilire ad esempio il numero esatto complessivo degli impianti da installare in un certo Municipio e dove andranno esattamente collocati e di che dimensioni dovranno essere installati, quand’anche si facessero dei bandi per la loro gestione che per assurdo consentissero di essere vinti da 100 ditte pubblicitarie (anziché dalle sole che preferisce Tonelli o dalle 4 che prevede il vigente Regolamento di Pubblicità), sempre gli stessi esatti cartelloni (e non uno di più) sarebbero sfruttati e volta per volta solo per un arco temporale di 10 anni.
    A questo punto mi sento di condividere in pieno il seguente commento che lo scorso 25 agosto ha fatto un “Molto Pratico ha detto ..:“Ma siamo veramente sicuri che sempre l'unione fa la forza? A volte certe unioni proprio non vanno e rendono tutti più deboli. Due povertà non fanno una ricchezza e due ricchezze vedono sempre uno dei due più povero di prima e comunque una identità passa sempre in secondo piano”.
    Preferisco lasciare ad entrambi i blog le chiacchiere ed i battibecchi che non servono a niente, se non che a farsi un cuore amaro, e riservarmi i fatti che peraltro ho fin qui raggiunto da solo, senza avere avuto finora bisogno del loro aiuto.
    Vorrà dire che dovrò continuare ancora da solo l’opera di convinzione della bontà delle soluzioni da me proposte riguardo al PRIP, non potendo fare affidamento sull’aiuto né del Comitato Promotore né di Tonelli, perché cercherebbero di convincere di tutt’altro ogni singolo consigliere comunale.

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  18. Abbiamo preso Bosi in serata storta. O semplicemente il classico Bosi: "o tutti la pensate come me o non siete meritevoli neppure che io vi rivolga la parola".

    Confermo l'importanza di un TEORICO prip (con le opportune osservazioni di Bosi, che da sempre peroriamo) assieme ad una PRATICA riforma del mercato delle affissioni. Bosi conferma che, secondo lui, è più che sufficiente il prip e che, a quel punto, la riforma del mercato è inutile o pleonastica.

    Su questo divergiamo e pazienza: non mi pare di fare ogni volta che ci scontriamo su questo punto queste scene nevrasteniche da signore in menopausa eh!

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  19. Non mi pare che il tonelli abbia mai considerato "chiacchiere" gli emendamenti di bosi, perche' bosi considera "chiacchiere" gli emendamenti di tonelli, a me pare chiaro che le due cose per far funzionare il settore devono stare insieme: regole e riforme. pensare che bastino le regole è utopia è vero.

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  20. Tonelli ha curiosamente "sentenziato" su di me allo stesso modo di come mi ha "giudicato" ed ogni volta "liquidato" il Comitato Promotore quando non é stato capace di continuare a sostenere un confronto obiettivo: Tonelli ha però l'aggravante di mentire, sapendo di mentire.
    Gli ricordo infatti anzitutto le accese discussioni che ci sono state in passato attraverso i commenti pubblicati sul vecchio sito proprio alla sua proposta di "bando" e l'impegno che mi aveva chiesto e che avevo assunto nei suoi confronti di cercare di rendere pienamente fattibile in termini tecnici e giuridici quanto da lui troppo vagamente proposto.
    Gli rammento poi la telefonata di quasi un'ora con cui ho voluto anticipargli le N.T.A. da me proposte, proprio per spiegargli le differenze con quanto proponeva genericamente lui e gli "aggiustamenti" che avevo dovuto apportare per rendere "giuridicamente" valida la fattibilità della strada da percorrere: se fosse stato contrario, mi avrebbe contestato non solo allora, ma anche quando gli ho chiesto di recente di sottoscrivere il programma congiunto da me proposto soprattutto con quella "soluzione" che per posta eletronica mi ha scrito di condividere.
    La pubblicazione sul sito delle N.T.A. é stata fatta non tanto per "dimostrare" che quella da me proposta fosse il "Verbo" assoluto, quanto per aprirvi un confronto trasparente e costruttivo con tutti i lettori del blog che avvessero voluto farlo.
    Tacciarmi ora per uno che dice "o tutti la pensate come me o non siete meritevoli neppure che io vi rivolga la parola", oltre che una grave mancanza di rispetto della dignità della mia persona (in considerazione anche e soprattutto dei precedenti sopra ricordati), é la dimostrazione che non c'é peggior sordo di chi non vuol sentire e soprattutto capire, malgrado avessi usato un linguaggio chiaro che non si può prestare ad essere equivocato.
    Repicarmi in questo modo, senza entrare minimamente nel merito delle questioni critiche da me sollevate riguardo alle differenze sostanziali, non è "confronto", ma "scantonamento" o comunque aggiramento degli argomenti da me trattati.
    La mia é una battaglia non solo di civiltà, ma soprattutto di legalità, basata sulle "norme" vigenti e su quelle che vorrei che lo diventassero per il PRIP, perché é su queste basi che si fonda il nostro Stato di diritto e la nostra democrazia: non possono essere quindi scambiate o peggio che mai "bollate" per teoria, avallando peraltro il classico detto secondo cui fatta la legge trovato l'inganno.
    Per contro, Tonelli e con lui anche l'anonimo delle ore 22,18 predicano "una PRATICA riforma del mercato delle affissioni" che - detta così - appare un mero enunciato o se vogliamo un gran bello slogan, che dovrebbbero spiegare bene come funzioni, "traducendola" in una chiara disposizione normativa da aggiungere come integrazione delle N.T.A. o comunque di qualche altra cosa che ne garantisca l'applicazione (su cui aprire un confronto altrettanto trasparente e costruttivo) e non la faccia rimanere una chiacchiera da salotto.
    Differentemente posso anch'io accusare entrambi di pretendere che tutti la pensino come voi e che tutti gli altri (io compreso) non siano meritevoli neppure che voi rivolgiate ad essi la parola.
    Io porto rispetto nella misura in cui sono anch'io rispettato.
    Siccome so per esperienza fatta ai miei stessi danni che a Tonelli piace replicare all'infinito, per dire sempre lui l'ultima parola, vorrei invitarlo quanto meno ad abbassare i "toni" o comunque a rispettare un pò di più il mio operato, specie nei suoi confronti, con il pieno dititto di criticarmi liberamente, ma sempre e soltanto quando é in grado di dimostare che non sono stato coerente né con quanto predico né con quanto ho poi finora messo in atto.

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  21. Il dispositivo per consentire una riforma del mercato è molto semplice ed è lo stesso dispositivo che permette il funzionamento di decine di altri bandi in decine di altri settori: porre un limite di fatturato piuttosto alto per le società cui viene consentito di partecipare. Questo elimina non solo i calibri medi o medio piccoli, non adatti a confrontarsi con un contesto simile (come se una piccola ditta di autotrasporto vincesse l'appalto per gestire alcune linee Atac: da evitare!), ma elimina chi evade e vive nell'illegalità. Infatti chi, pur lavorando molto, non fattura (e dunque non paga le imposte) non riuscirà mai a far risultare un fatturato che gli permetta di partecipare.

    Allo stesso modo -sempre cose che si fanno in tutti i bandi seri- si pongono dei limiti alla quantità di addetti. Voglio dire: il Comune di Roma non può permettersi di assegnare concessioni a entità che non siano solvibili, che non abbiano dimensioni rassicuranti (assegnare una concessione ad una ditta che fallisce dopo quattro mesi non è solo una figura di merda per chi l'ha fatta vincere, è anche un costo pazzesco. Per tacere dei disservizi). Ergo nei bandi si mette anche un limite minimo di dipendenti. Mettiamo che la città venga divisa in quattro quadranti, può concorrere a gestire un quadrante una società che abbia almeno 45 milioni di fatturato e almeno 250 dipendenti (faccio esempi). Questo taglia completamente la possibilità di partecipare alle società che, pur avendo tanti dipendenti, li tengono in nero o nell'illegalità. E nel settore cartellonaro ne sappiamo qualcosa.

    In questo modo dovrebbero rimanere le aziende serie che fanno questo lavoro con professionalità. Le stesse che, guardacaso, lavorano in tutte le grandi capitali del mondo. Saranno in tutto meno di una decina.

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  22. letti i post sopra si comprende perche` il Comitato della delibera popolare si tiene lontano sia da Bosi che da Tonelli.....

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  23. si comprende benissimo , in effetti.
    Basti pensare che il "Comitato" da quanto ne so è formato da una pluralità di persone che evidentemente, in qualche modo, riescono a fare squadra e ad organizzare iniziative pubbliche valide (per cui non comprendo l'accusa di inettitudine)
    Certo nessuno di loro mi sembra possedere la competenza di Bosi o l'indiscutibile penna al vetriolo di Tonelli ma da soli è difficile ottenere risultati significativi.
    La politica è comunque fatta di compromessi che non sempre significano svendita delle proprie idee.
    L'approvazione del PRIP, con le opportune modifiche proposte da Bosi e dal Comitato, sarebbe un fatto storico per questa città e l'opposizione non dovrebbe limitarsi ad affossarlo, perchè in questo modo Roma resta preda dell'anarchia.

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  24. Massimiliano Tonelli1 settembre 2011 10:12

    Perceval i compromessi sono all'ordine del giorno. Al di là dei diversi approcci. Se chiama un grande TG nazionale, noi coinvolgiamo immediatamente il Comitato promotore; il Comitato promotore ha il primo link in alto a destra sulla colonna di questo sito; con Bosi non siamo d'accordo su alcune cose ma qui ha tutto lo spazio che vuole e anche molti spazi fissi con suo materiale, le sue istruzioni, le sue indicazioni. Cartellopoli non è uno strumento per la visibilità di qualcuno, ma una piattaforma a disposizione di tutti. L'unica cosa chiara è chi siano i nemici. A fronte di tutti questi compromessi, che giustamente tu auspichi e che aiutano decisamente, abbiamo un Comitato Promotore che se viene attaccato si impermalisce e toglie i link a Cartellopoli facendo intendere ai propri lettori che il nostro sito non esiste. E che ogni volta che i giornali osano interpellarci, interviene intimando loro di non darci ascolto. E' successo più di una volta e ne conservo prova.
    Una situazione amara, spiacevole, imbarazzante che ci auguriamo i tuoi commenti contribuiscano a interrompere. Mi auguro che i componenti del Comitato Promotore vengano su Cartellopoli a inserire commenti contro i cartellonari, non anonimi contro Cartellopoli... Tu che dici, non sarebbe meglio per tutti?

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  25. Nel dubbio che sia veramente all'oscuro dei rapporti intercorsi tra il sottoscritto ed il Comitato Promotore, replico all'anonimo delle ore 9,04,che sono stato chiamato a redigere il testo sia della proposta di delibera di iniziativa popolare che la sua relazione illustrativa e tutti i membri del Comitato non si sono affatto tenuti lontani da me,almeno fino a quando alcuni di essi hanno deciso di "collaborare" a loro modo con il Comune e non più secondo le condizioni inderogabili che ponevo io e che erano state messe peraltro per iscritto su un documento sempre da me predisposto e consegnato ufficialmente nella 1° riunione del Tavolo Tecnico voluto dall'Assessore Bordoni.
    L'inevitabile strappo si é determinato nel mese di agosto dell'anno scorso ed é stato tentato di ricucirlo nella primavera di quest'anno da parte di alcuni membri del Comitato Promotore, che si sosno voluti confrotare con me e che hanno perorato il dettagliato programma congiunto che avevo predisposto e chiesto di sottoscrivere proprio per garantire ambo le parti di tutelarsi rispetto al passato da comportamenti incoerenti e di rispettare gli impegni che si assumevano, senza nuovi "tradimenti".
    Non ritengo pertanto in piena coscienza di dovermi rimproverare nulla, se non altro sul piano della coerenza e della correttezza dei rapporti di "squadra".
    L'anonimo delle ore 9,04 dovrebbe piuttosto interrogarsi sulle ragioni per cui la dirigenza del Comitato Promotore non abbia voluto sottoscrivere il programma congiunto, pur avendomi messo per iscritto di condividerlo.

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  26. Debbo fare presente a Percival che, quale che sarà la "soluzione" che verrà data al settore dell'impiantistica pubblicitaria a Roma, a deciderla sarà sempre e comunque la "politica" che si esprimerà tramite il voto del Consiglio Comunale il quale non potrà di certo essere all'ultimo momento miracolato sulla strada di Damasco, se nessuno di noi proverà a fargli cambiare idea rinnegando la delibera n. 37/2009 che a maggioranza ha votato ed a convincerlo della bontà delle modifiche ed integrazioni che occorre apportare al PRIP per farlo diventare un vero e proprio piano regolatore.
    Per riuscire al meglio in questo, se non altro per aumentare le forze in campo e dividere le fatiche, occorrerebbe una "squadra" che sia unita soprattutto su quel che c'é da andare a dire ad ogni consigliere comunale, ma che così purtroppo non é.
    In tal modo si corre il forte rischio di apparire come tanti galli a cantare la propria canzone nello stesso pollaio e di dare conseguentemente alla maggioranza del Consiglio Comunale il pretesto di rigettare in blocco tutte le proposte di modifiche ed integrazioni al PRIP, proprio perché fanno a cazzotti tra di loro.
    Ciò nonostante, continuo testardamente a credere nella "democrazia partecipata" e ad andare avanti quindi da solo nella mia opera di confronto con tutti i consiglieri comunali, nella speranza di convincerli comunque a scegliere quella che riterranno la "soluzione" migliore, anche se scaturisse da un compromesso politico accettabile.
    Faccio presente a Percival che é stata decisa a casa mia proprio un anno fa la nascita del blog del Comitato Promotore, di cui va riconosciuto il merito di riuscire a far bene "squadra" nell'organizzare inziative pubbliche valide, che servono per sensibilizzare non solo l'opinione pubblica, ma per stimolare la parte politica a porre un serio rimedio alla grave situazione che si é venuta a determinare e predisporla quindi quanto meno ad ascoltare le diverse campane di proposte.
    In questa divisione di compiti e di ruoli, che coinvolgerebbe anche Tonelli e questo blog, si potrebbe ravvisare (se non proprio ritrovare) un certo gioco di "squadra".

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  27. Bosi, se tu e Tonelli continuate a insultarli Bordoni e gli altri, come pensate che i loro consiglieri si convincano ad appoggiarvi???

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  28. Intanto ringrazio Bosi per il riconoscimento che mi ha voluto dare in uno dei post precedenti.
    Volevo poi dire all'anonimo delle 12:48 che ad insultare quelli che lui nomina si fa sempre bene. Chi non li ha insultati in passato (leggasi Comitato), è stato ricambiato con un bel bicchiere d'aceto.
    Certo che insultare come si fa da queste pagine è poco produttivo e sembra un mezzo per acquisire consensi (consensi dei quali Tonelli non cerca e che non saprebbe cosa farsene, come ripetute dichiarazioni sue). La cosa rimane quindi poco comprensibile.
    Ricordo però che si può insultare anche in altri modi: con un bell'esposto alla Procura, o alla Corte dei Conti o con una Class Action. Tutte cose che credo siano alla portata solo di Bosi e forse del Comitato Promotore.
    C'è chi sceglie i fogli di internet e chi quelli di carta bollata.

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  29. A quali insulti fai riferimento di preciso?

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  30. All'anonimo delle ore 12,48 faccio presente di avere sempre esercitato il mio diritto di cronaca e di critica nel pieno rispetto dell'art. 21 della Costituzione e di non avere quindi mai insultato né Bordoni né Paciello né nessun altro, dissociandomi anzi da certi Post di Tonelli, ogni volta che uscivano dal seminato: l'ho ultimamente consigliato caldamente di mantenere il nuovo livello di cultura e di informazione che si é dato da quando ha riaperto il blog, astenendosi quindi da un linguaggio volgare che é molto poco produttivo, come dice anche il "Molto pratico" delle ore 13,30.
    Colgo l''occasione per far presente un errore in cui sono incorso nella mia proposta di N.T.A. del PRIP, nella convinzione sbagliata che il bando già previto nel vigente Regolamento di Pubblicità riguardasse solo gli impianti SPQR di proprietà comunale e non anche i cartelloni di proprità privata da installare su suolo pubblico: ne deriva per Tonelli che il "Bando" da lui all'epoca proposto non solo era già previsto dal Consiglio Comunale, ma doveva svolgersi come "gara pubblica" per soli 4 lotti territoriali (quindi per solo 4 ditte vincitrici).
    Gli faccio altresì presente che la sua "pratica riforma del mercato delle affissioni" é completamente a valle del procedimento di assegnazione e gestione degli impianti previsti da PRIP e Piani di Localizzazione e va caso mai inserita nelle condizioni di ogni futuro bando, se non siano di già previste.

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  31. Il Comitato della delibera fa bene a non fidarsi di voi: fino a qualche tempo fa insulti e sputi al Comune, ora uno dice che non lo ha mai fatto e l'altro lecca il culo a Visconti.....

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  32. Non permetto all'anonimo delle ore 14,53 di accomunarmi nella schiera di chi fino a qualche tempo fa avrebbe sparato insulti e sputi al Comune: o mi dimostra quando l'avrei fatto oppure é lui che getta fango su di me, coprendosi per giunta dietro la comoda maschera dell'anonimato, per arrivare addirittura a dichiarare che sarebbe il Comitato Promotore a far bene a non fidarsi di me.
    Dai miei commenti precedenti pensavo che fosse stato più che chiaro che a non fidarsi più del comportamento tenuto dal Comitato Promotore sono stato io, pretendendo che venisse sottoscritto il programma congiunto proposto da tutti coloro che lo condividevano, proprio per tutelarmi da ulteriori futuri loro voltafaccia.
    Ma che per caso dietro l'anonimo si nasconde uno del Comitato Promotore, che non ha il coraggio di confrontarsi allo scoperto ?
    Comunque sia gli faccio notare che da qualche tempo, comunque dopo il comportamento che gli é stato riservato per contraccambiare la "collaborazione" voluta con il Comune, é ora anche il Comitato Promotore ad insultare ed a sputare al Comune.
    Metto in grande evidenza che mi rifiuto di proseguire lo scambio di opinioni scendendo a questi livelli che fanno abbassare la qualità del confronto, facendolo scadere su sterili ed improduttive ripicche di tipo personalistico, utili solo a far salotto ed a far perdere tempo.

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  33. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  34. Commento del 01 settembre 2011 15:57 rimosso perchè contenente insulti.

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