lunedì 8 agosto 2011

Incredibile. Nonostante tutto Cartellopoli c'è. Ma il movimento deve avere un solo grande portale informativo e di archivio-materiali


Il sequestro, i lunghi mesi senza poter pubblicare i nostri aggiornamenti, la concorrenza inutile del blog del Comitato Promotore che invece di fare il blog del Comitato Promotore fa un blog di informazione, andando completamente fuori tema rispetto alla sua mission ma soprattutto disperdendo le energie su segnalazioni, foto e scoop che starebbero meglio su una piattaforma unica (se non vi piace Cartellopoli facciamone una terza, ma mettiamo tutto dentro ad un unico sito) a tutto vantaggio della capacità del movimento di fare opinione e di dare fastidio (Bastacartelloni nasce proprio perché, in quel momento storico, non si doveva dar fastidio a Bordoni ai fini della Delibera di Iniziativa Popolare, si è visto con quali risultati...), il furto del nostro dominio da una società mafiosa orientale, il trasferimento su .net.
Ebbene, nonostante tutto Cartellopoli c'è, gli accessi come vedete nel grafico fino a luglio, stanno raggiungendo quelli dei periodi d'oro. E ci raccomandiamo a tutti di appiccicarvi alla nostra pagina-gruppo su Facebook.
Concludiamo ancora una volta con un appello a costruire piattaforme informative web quanto più possibili potenti, non suddivise. Il nostro primo obbiettivo, prima di qualsiasi altra cosa, è quello di sensibilizzare i cittadini. E il web è una scorciatoia portentosa: sfruttiamola. I migliori blogger antidegrado, pensiamo a Malaroma, lo hanno capito perfettamente. Malaroma si guarda bene dal pubblicare contenuti "cartellonari", quando ne ha -e sovente ne ha di gran qualità- li gira in pubblicazione su Cartellopoli. Perché, riteniamo e ipotizziamo visto che il processo è stato naturale e spontaneo, non pianificato, ha capito la necessità di fare massa critica. La stessa cosa ha capito l'associazione VAS, non di rado in polemica dialettica con la direzione di Cartellopoli, ma ospite fissa e graditissima su questo che, ancora, vuole essere un hub informativo, un collettore di segnalazioni e informazioni che, in primis, informi i cittadini quanti più possibile e in secundis sia una spina nel fianco grossa come un Concorde conficcata nella schiena di mafiosi, amici dei mafiosi, corrotti dai mafiosi e via dicendo. Ebbene ad oggi Bastacartelloni neppure offre ai suoi lettori un link verso Cartellopoli, un nuovo lettore, un potenziale cittadino attivo contro il degrado che capiti lì, non arriverà a Cartellopoli.
Questo è un danno non per Cartellopoli, ma per tutto il movimento. E' un danno per tutti noi perché rende il nostro movimento poco credibile, ci fa fare la figura dei dilettanti, di quelli che non fan paura a nessuno. Ma qualcuno puo' pigliarsi il lusso di danneggiare il movimento di lotta contro i cartelloni abusivi? Sbagliare strategie può essere anche umano, perseverare però...

2 commenti:

  1. Ciao,
    esco dalla mia volontaria pausa estiva ma, dato che sono stato direttamente citato, e mi sembra corretto rispondere.
    Sì, è vero, quando ho qualche denuncia e\o segnalazione sul tema cartellonaro, preferisco sempre, come dici tu, fare “massa critica” sui blog specifici (tranne le rare volte che mi prendono i 5 minuti di anatema e, allora, per evidenti ragioni di “responsabilità oggettiva” di ciò che si scrive, pubblico su Malaroma).
    Vedrai però che ho usato il plurale (“sui blog specifici”) dato che invio le mie denunce sia a Cartellopoli che a Basta Cartelloni. Non ho il bilancino, e dunque non so con quale equilibrata distribuzione faccia ciò (sicuramente ci sono più segnalazioni su Cartellopoli, data la maggiore militanza del blog nella rete).
    Non credo che interessi a qualcuno, ma il principio che mi guida è essenzialmente il contenuto della denuncia e il linguaggio usato; ovvero, invio la segnalazione allo specifico blog che ha seguito con maggiore attenzione determinate battaglie e, quando mi spingo un poco troppo in là sui toni dell’invettiva, so che Bastacartelloni mi pubblicherebbe con un poco più di difficoltà, data la sua funzione di interfaccia con le istituzioni.
    Si tratta ovviamente di mie generiche linee guida, tanto personali quanto flessibili e opinabili.
    Debbo dire che ho sempre trovato da parte di tutti un ottimo appoggio e un notevole riscontro.
    Mi fermo qui, dato che poi entri in questioni specifiche alle quali sono assolutamente estraneo – tranne che esserne spettatore/lettore.
    Però una domanda vorrei fartela: credi che l’editore di Cartellopoli possa convivere su un’unica piattaforma con il Comitato Promotore condividendo contenuti, battaglie, linguaggio e linea editoriale?

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  2. Trovo insensato parlare di linea editoriale quando abbiamo una città irriconoscibile a causa dei cartelloni.
    La linea editoriale è solo una: togliere di mezzo i cartelloni e sensibilizzare la gente affinché percepisca la cosa come un problema.
    BastaCartelloni nasce perché a parere di alcuni c'era necessità di dialogare con le istituzioni. Dopo qualche mese sempre su BastaCartelloni si spiegava la impoissibilità di dialogo con le istituzioni, conniventi con la criminalità cartellonara.

    Ergo i motivi di una divisione informativa non ci sono più (non ci sono mai stati).

    Comprendo (non comprendo affatto!!!) perfettamente che la antipatia verso la mia persona -piuttosto che darmene una vinta ne darebbero di gran lunga vinte 100 ai cartellonari più mafiosi o ai politici più conniventi, questo è dimostrato dai fatti!- non consente a chi di dovere di compiere gli opportuni passi indietro ripristinando l'unicità di piattaforme informative sul settore e dunque non pretendo che tutto il composito movimento parli mediante Cartellopoli; tuttavia dico: facciamo un nuovo sito, terzo, scandalocartelloni.com, abbassocartelloni.com, nocartelloni.com (possibilmente non con la url di blogspot che ci fa passare come dilettanti allo sbaraglio!) e uploadiamo tutti quello. Affinché sia unico, super aggiornato, ricchissimo e che faccia paura ancor di più. E magari spendiamo tre lire per uno per metterlo in qualche paese dove non sia possibile oscurarlo.

    Io sono disponibile a giurare di non inserire neppure una mia riflessione nel nuovo ipotetico sito, se occorre. Visto che oltre ai cartellonari ed all'amministrazione do, inspiegabilmente, così tanto fastidio anche ad una parte del movimento di protesta. Questa la mia visione.
    MT

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