sabato 27 agosto 2011

Le lettere che ci danno la forza di andare avanti. Ogni tanto ne pubblichiamo qualcuna

Ho scoperto solo oggi la vostra iniziativa, sono stata davvero felice di sapere che ci sono romani incazzati come me per lo schifo che dilaga in questa città.
Ci si lamenta tanto dei "taggari" ma ciò che è peggio secondo me sono le affissioni "regolari", i cartelloni selvaggi che in realtà sono una delle derive del nostro paese, in confronto al quale anche la Russia appare oggi molto più avanzata.
Basta varcare la frontiera svizzera per accorgersi della differenza, ma ovviamente da Roma in giù battiamo ogni record!
E il fatto che si tratta della nostra capitale, considerata tra l'altro una delle mete più ambite del turismo mondiale, dovrebbe produrre un certo scandalo, ma troppo spesso sembra che gli italiani (e i romani, così menefreghisti) siano diventati insensibili ad ogni scempio. Sembrano pensare: tanto vengono lo stesso gli stranieri e a me sai che me ne importa.
Mi è capitato di andare spesso in Germania in questi anni e ovviamente sembra di entrare in un altro mondo, eppure è un mondo possibile e non molto lontano da qui. Non dico di fare come in Norvegia, dove hanno abolito totalmente la cartellonistica (un atto di amore verso la natura quasi estremo per i nostri standard), ma almeno di guardare un po' aldilà delle alpi e vedere quali scelte sono state fatte per rendere le città luoghi dove vivere dignitosamente. Il risultato è che anche città non belle appaiono deliziose, vivibili, pulite in tutti i sensi, non solo per la spazzatura ma anche per gli occhi. Questo è ciò che culturalmente manca dalle nostre parti: l'idea che la bellezza di una città e di un paesaggio in generale non sia solo legata alla presenza di un bel monumento o di un bel panorama, ma che quella vista si possa godere realmente solo mantenendo un ordine "estetico".
Il cosiddetto decoro urbano è molto lontano dal concretizzarsi, e il problema è che Roma in questo senso è mal governata da almeno 50 anni.
Abbiamo senz'altro molti pregi ma siamo disordinati e irrazionali: la vita civile non ci guadagna, e le città in cui viviamo, che sulla carta dovrebbero essere i posti più belli del mondo, sono in realtà dei mondezzai più vicini al terzo mondo che all'Europa. E non penso affatto di esagerare. Aggiungerei un elemento alla questione decoro: il pessimo gusto dei nostri negozianti e gestori di bar che soprattutto in centro non hanno mai subito alcun genere di controllo, permettendosi qualunque bruttura, tanto i romani non vedono e i turisti devono solo tirare fuori il portafogli.
Spero che la vostra iniziativa riesca a sensibilizzare qualcuno, diciamo che la strada è lunga e tutto questo ha a che vedere con l'educazione al buon senso e la lungimiranza.
Se posso collaborare in qualche modo sono a disposizione!
Saluti

Elisa P.

4 commenti:

  1. Ciao Elisa, condivido in pieno la tua lettera.

    Due annotazioni:

    1) secondo me la situazione non è colpa della nostra irrazionalità, ma del fatto che parte della nostra classe politica non esita ad allearsi col piccolo crimine se questo può servirle. Lo stesso Alemanno in merito alla situazione dei cartelloni ha parlato di "settore in mano al racket". Peccato che è stato proprio lui con la sua delibera 37 del 2009 a spianare la strada a questo racket sospendendo tutte le regole sui cartelloni.

    2) La gente dovrebbe voler migliorare la propria città non per i turisti, ma per noi che ci abitiamo. E non serve andare in Germania per vedere una città ordinata dal punto di vista del decoro. Ti consiglio Firenze o Bari tra quelle più inaspettate. Vedrai che certi standard possono essere tranquillamente raggiunti anche da noi.

    RispondiElimina
  2. Tornato oggi da Milano e una domanda mi pervade insistente (ormai da mesi, ma oggi mi è esplosa fragorosamente nella testa): COME CAZZO E' POSSIBILE CHE BORDONI E ALEMANNO CIRCOLINO ANCORA APIEDE LIBERO ??!!!!!

    ...SOLO DA NOI A BARBARILANDIA!!

    RispondiElimina
  3. Tornato pochi giorni fa da Londra. ZERO cartelloni sul suolo pubblico, grandi o piccoli che siano, ZERO affissioni. Solo pubblicità discreta sulle pensiline delle fermate degli autobus. Lo schifo romano è unico al mondo.

    RispondiElimina
  4. Vista l'evidente incapacità di chi governa la città di regolare il fenomeno, considerando che le bellezze di Roma non sono di minor importanza della natura norvegese, proporrei una legge di iniziativa popolare fatta di un solo semplice articolo: nel comune di Roma è vietata qualunque forma di affissione pubblicitaria. Fine dei giochi.

    RispondiElimina