lunedì 22 agosto 2011

Le ville storiche sulla Salaria non sono neppure più fotografabili


vi segnalo che in via Salaria, adiacente a Villa Ada si trova un edificio di ciò che resta della storica villa Lancellotti. Fotografai la villa un anno fa e c'era già un cartello pubblicitario che deturpava parte dell'angolo perimetrale del muro di cinta, ora i cartelli sono due e affiancati, impedendo così di poter fotografare l'insieme dell'edificio. Sarebbe il caso di far rimuovere questi cartelli incivili.
Bruno

*Come al solito, caro Bruno, il silenzio della Soprintendenza è quanto mai assordante. Si rendono conto della responsabilità che hanno facendo finta di non vedere quello che è successo alla città? I cittadini onesti di Roma se lo domandano ogni giorno.

12 commenti:

  1. senza contare che sull'angolo opposto ci sono 2 bei maxi cartelloni uno apa e uno sci che fanno veramente cagare

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  2. Di quelle due mostruosità parleremo nei prossimi giorni.

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  3. la soprintendenza è un'altro baraccone utile a piazzare le solite nomine clientelari di questi politici da strapazzo, quindi sono solo dei passacarte e non muoveranno mai un dito contro le decisioni dell'amministrazione, mettiamoci l'anima in pace finchè ci stanno questi al governo

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  4. All'anonimo delle ore 11,14 faccio presente che ogni Soprintendenza può e deve intervenire solo e soltanto dopo che é stata portata a conoscenza del caso ed invitata ad agire nell'ambito delle sue specifiche competenze.
    Se né la ditta pubblicitaria interessata né il dott. Bruno Cignini del Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport chiedono il suo parere vincolante ai fini del rilascio della autorizzazione paesaggistica, la Soprintendenza non può di certo sapere del caso per opera dello Spirito Santo.
    Il Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici, ogni volta che é stata da me chiamato in causa, ha dato seguito alle mie segnalazioni chiedendo se non altro chiarimenti al riguardo da parte del Servizio Affissioni e Pubblicità.

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  5. ottimo, così sono tutti formalmente adempienti e nessuno può contestare nulla.. insomma la tipica strategia bordoniana, mandiamo la letterina, diciamo quattro minchiate al giornalista di turno che ci intervista.... ma la sotanza è che tutto resta come prima, anzi peggio di prima.
    Ricordo che l'ineffabile BORDONI, dopo lo scandalo della pubblicità sull'abbandono degli animali ha mandato una lettera al consiglio comunale chiedendo di approvare il PRIP (che sarà solo un pezzo di carta che non verrà mai attuato), in questo m odo si è parato dal punto di vista formale.

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  6. La soprintendenza ai BB AA e PP è sempre inserita nelle denunzie di VAS?

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  7. vorrei chiedere a bosi e tonelli questo: bordoni dice sempre che il proliferare dei cartelloni dipende dalla mancata redazione e approvazione del piano regolatore previsto dalla legge da 20 anni: se ne deduce che tutte le città hanno un tale piano regolatore? oppure non tutte ce l'hanno ma riescono a regolare e controllare il settore con le normative vigenti?
    Ammesso e non concesso che ci sia un vuoto normativo, come mai questo è totalmente sbilanciato a favore di chi installa cartelloni? mi spiego: per rimuovere (anzi ricollocare visto che la rimozione non esiste) ci vuole una procedura lunga e farraginosa e inefficae, perché per installarlo c'è una procedura così semplice e veloce visto cha basta un'autodenuncia?
    ai posteri l'ardua sentenza.

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  8. Dott.Bosi è vero quello che afferma e cioè che le Soprintendenze devono essere informate per esprimere il parere vincolante,ma se non sbaglio il Soprintendente ha un termine di 30 giorni trascorso il quale, in mancanza di parere, vale la regola del silenzio assenso. Come sappiamo spesso in Italia è fin troppo facile aggirare la legge, mi dica se sbaglio

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  9. Tre anni fa non c'era nessun prip eppure i cartelloni erano 1/5 di quelli di oggi...

    La differenza è che Alemanno ha fatto la deregulation. E come in ogni settore che viene lasciato senza regole è il crimine che vince.

    Ci voleva poco a prevederlo.

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  10. Se non erro, la soprintendenza, in qualche caso particolarmente scandaloso (via Latina vecchia, per esempio) si è mossa, almeno per evitare di essere accomunata al comune. Credo stiano "perdendo mordente", a voler essere particolarmente politically correct.
    La situazione, correggetemi se sbaglio, è che se non c'è una super-denuncia con TUTTI i nomi per conoscenza e competenza da parte del singolo per OGNI cartellone, non avviene nulla. Nessuno vede, nessuno interviene di sua sponte. Vigili, sovrintendenti, ministeri, enti parco... devo continuare?

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  11. quindi è tutto a carico dei cittadini, che oltre a pagare le imposte, con cui il comune paga i propri dipendenti per agire, devono anche sostituirsi all'mministrazione nel controllo del territorio e nel rispetto della legalità, in conclusione il cittadino paga 2 volte, la prima con le imposte, la seconda facendo ciò che gli enti preposti non fanno.

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  12. Confermo a Tonelli di avere sempre esteso le segnalazioni di impianti installati in zona soggetta a vincolo paesaggistico non solo alla Soprintendenza ai BB AA e PP, ma anche e soprattutto al Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport del Comune di Roma, a cui spetta il rilascio della "autorizzazione paesaggistica" anche senza il parere vincolante della Soprintendneza, se non espresso entro 45 giorni dalla ricezione degli atti (comma 8 dell'art. 146 del D.Lgs. n. 42/2004).
    All'anonimo della 14,57 faccio presente che anche con il silenzio-assenso (scattato dopo 45 e non 30 giorni)spetta sempre e comunque al dott. Bruno Cignini il rilascio della "autorizzazione paesaggistica" che dovrebbe essergli però materialmente richiesta, oltre che dal Servizio Affissioni, direttamente dalla ditta pubblicitaria, che deve allegarla nelle asseverazioni dei propri tecnici relative tanto agli "spostamenti" o "ricollocazioni" di impianti già installati quanto alle richieste di installazione di nuovi impianti.
    Appare evidente che il dott. Cignini non può né rigettare né rilasciare "autorizzazioni" paesaggistiche, se non gli vengono espressamente richieste, come sembra che succeda per lo più (a confermarlo é stata la stessa "indagine" presentata lo scorso 27 gennaio dalla Apposita Agenzia incaricata dal Comune).
    Come ho già avuto modo di evidenziare in altro commento, il punto nodale che sembra ormai emergere sempre con maggiore chiarezza é l'inversione dei ruoli in base ai quali la ditta prima installa l'impianto dove più le piace (anche e soprattutto in zona vincolata) e poi ne fa oggetto di una semplice "comunicazione" asseverata (per lo più falsamante, perché ad esempeio ignora del tutto la presenza del vincolo paesaggistico) che non viene fatta oggetto di nessun successivo controllo "istruttorio" da parte dei funzionari tecnici, spaccati per decisioni prese dall'alto tra quelli del Servizio Affissioni e quelli della S.p.A. "Aequa Roma" a cui é stata decentrato il compito di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, fra cui la gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi, l’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati, nonché le attività di controllo svolte sul territorio ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario.
    Con questo tipo di organizzazione non si capisce più fin dove inizia esattamente la competenza di un funzionario e finisce quella di un altro e conseguentemente non si riesce a stabilire (per il momento) le eventuali precise responsabilità attribuibili ad ognuno.

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