sabato 17 settembre 2011

E sui manifesti osè (ma osè de che???) siamo stati facili profeti

Quello che era ovvio e prevedibile si è verificato. Il TAR del Lazio non poteva fare altrimenti e ha immediatamente sospeso la rimozione della campagna pubblicitaria della ditta Francomina colpevole esclusivamente di aver proposto -come fanno dozzine di ditte ogni anno- una comunicazione volutamente provocatoria, orchestrata facendo leva su tematiche sociali di stringentissima attualità. Non certo per umiliare il ruolo della donna (non si capisce, anche commercialmente, cosa avrebbe giovato alla ditta stessa), ma mettendo in evidenza un problema che ad oggi vale per quasi tutte le giovani&belle (esclusa la Manuelona Arcuri, a quanto pare!).

Poi le campagne pubblicitarie ciascuno le legge come vuole. C'è chi ci vede offesa verso qualcuno, chi se ne frega allegramente, e chi ci vede anzi uno sprone sociale per puntare il faro su alcune storture attualissime.

Da qui a ordinar rimozioni ce ne corre. E si capisce che le rimozioni vengono ordinate solo perché ci si trova in un settore -quello delle affissioni- dove qualcuno ha la coscienza non sporca, ma lercia e dove occorre cercare di salvare la faccia in qualche modo. Come spiegammo diffusamente giorni fa: Alemanno astutamente colse l'occasione. Facendo i conti però senza l'oste che in questo caso prende le sembianze di Luigi Tosti, presidente della seconda sezione del TAR.

E ora oltre alla figura di merda -e questo ci fa enormemente piacere- arrivano i danni economici per il Comune perché la ditta, come è normale a questo punto, quantificherà i danni d'immagine che ha avuto e li andrà a richiedere a tutti quelli che l'hanno infangata. Le minacce di querela di questi giorni si trasformeranno prestissimo in carta bollata.

L'unica cosa che ci sentiamo di aggiungere, visto che probabilmente le teste d'uovo di Francomina ci leggono, è la richiesta da parte nostra di astenersi in ritorsioni verso i comitati di cittadini. In particolare verso il Comitato Promotore della Delibera di Iniziativa Popolare che ha rimbalzato su Roma uno scandalo nato a Napoli travisando completamente il messaggio della campagna pubblicitaria. Chiediamo a Francomina di evitare ritorsioni di alcun tipo contro i 'cugini' del Comitato Promotore e del blog Basta Cartelloni. Sovente si lasciano andare ad errori strategici, sono abituati, quando compiono errori, a non fare mai mea culpa per partito preso, ma si tratta di cittadini in totale buona fede che si occupano del degrado che la città sta subendo dai cartelloni pubblicitari, non tanto dal loro contenuto. L'azienda di abbigliamento non si faccia un autogol accanendosi contro di loro e se la pigli, piuttosto, contro i Giovanardi e gli Alemanno che considerano ancora Roma capitale dello Stato della Chiesa, se non peggio...

1 commento:

  1. Se i dirigenti di Fracomina si accaniranno contro di noi, noi ci rifiuteremo di comprare i loro prodotti !!!

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