mercoledì 7 settembre 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: Piazza dell’Alberone

 

Segnalazione inviata il 6 settembre 2011 a: polmunicipaleseg09@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; picsdecoro@libero.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, procura.roma@giustizia.it

In data 5 settembre 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione (corredata dalle foto allegate), che fa presente l’installazione di un impianto pubblicitario bifacciale di mt. 1 x 1 (vedi foto allegata come “Piazza dell’Alberone.P1110074.JPG”) sullo spartitraffico di Piazza dell’Alberone, proprio davanti all’albero che dà il nome alla piazza, anche se non è più quello originario: l’impianto é al momento utilizzato per la pubblicità dei centri clinico-diagnostici della “Artemisia”.

La segnalazione fa presente che lo spartitraffico é stato oggetto in passato di altre installazioni abusive poi rimosse, come testimoniano i rattoppi dei buchi lasciati sulla superficie dell'asfalto (vedi foto allegate come “Piazza dell’Alberone.P1110071.JPG”, come “Piazza dell’Alberone.P1110072.JPG” e come “Piazza dell’Alberone.P1110073.JPG”).

La notizia é confermata dalla sottostante foto tratta da Street View di Google Maps che lascia vedere come nel 2008 sullo stesso spartitraffico di piazza dell’Alberone risultassero installati due diversi impianti pubblicitari, che sono stati nel frattempo rimossi.
La natura abusiva tanto degli impianti rimossi quanto di quello di cui all’oggetto deriva dal fatto che si tratta di cartelloni pubblicitari posizionati su uno spartitraffico centrale, a ridosso di due cartelli di indicazione stradale di divieto di sosta e di direzione obbligatoria ed in prossimità di un impianto semaforico e del relativo attraversamento pedonale, in violazione rispettivamente:

- del 1° comma del D.Lgs. n. 285/1992 con cui é stato emanato il Codice della Strada, ai sensi del quale “lungo le strade ... è vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, ...., visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione”;

- del 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009, ai sensi del quale le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) ed alle strade locali (F) debbono essere, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80, di 25 metri prima degli impianti semaforici e delle intersezioni lungo le strade urbane di quartiere e di 15 metri prima degli attraversamenti pedonali sempre lungo le strade urbane di quartiere (l’impianto non sembra rispettare nemmeno nessuna delle due suddette deroghe).

La segnalazione allega la foto “Piazza dell’Alberone.P1110075.JPG” che lascia vedere una targhetta affissa sull’impianto che riporta il numero di codice identificativo 0112/BO286/P e la scritta “PIAZZA DELL’ALBERONE FRONTE CIV 21”: a tal ultimo riguardo la segnalazione sottolinea che la scritta “fronte civico 21” non vuol dire in mezzo alla piazza, ma di fronte al negozio di cui riporta la foto allegata come “Piazza dell’Alberone.P1110076.JPG”.
Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 20 maggio 2011) al codice 0112 corrispondeva come denominazione la ditta “STUDIO ZETA PUBBLICITA' S.R.L.”: in considerazione della natura sicuramente abusiva dell’impianto, si chiede di sapere se nella stessa Banca Dati risulti effettivamente che il progressivo impianto B0 286 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per  esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell'impianto, dal momento che non risulta collocato nel rispetto della normativa vigente in materia..

La suddetta richiesta é rivolta in particolare alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.it “nell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”. Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

La richiesta é giustificata a maggior ragione dalla constatazione che  nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni, che é stato successivamente aggiornato alla data dell’8 agosto 2011, al codice 0112 risulta che la “STUDIO ZETA PUBBLICITA' S.R.L.” é una “SOCIETA’ DECADUTA CON DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE NUM. 1999 DEL 12/07/2011”: conseguentemente dovrebbero essere decadute le rispettive “concessioni/autorizzazioni” anche di tutti i suoi impianti, compreso quello di cui all’oggetto.

Si fa infatti presente che questa associazione ha già dovuto segnalare in passato la natura abusiva dei seguenti impianti installati tutti dalla “STUDIO ZETA PUBBLICITA' S.R.L.”:
- impianto pubblicitario di mt. 1 x 1 sul lato opposto del ponte sopra il viale del Muro Torto (0112/BO296/P), segnalato assieme ad altri 7 impianti con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 10,18 del 9 giugno 2010;

- impianto pubblicitario di mt. 1 x 1 in Viale delle Terme di Caracalla (0112/BP286/P ), segnalato con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 14,18 del 12 aprile 2011;

- impianto pubblicitario di mt. 2 x 1, 50 sul Lungomare Paolo Toscanelli all'altezza di Piazza dei Ravennati (0112/BP434/P), segnalato con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 14,48 del 12 aprile 2011;

- impianto pubblicitario di mt. 1 x 1 in piazza di Porta Metronia (0112/BP311/P), segnalato con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 13,05 del 20 aprile 2011;

- impianto pubblicitario di mt. 1 x 1 sullo spartitraffico centrale di via Quirino Majorana (NBD 0112/BP447/P ), segnalato assieme ad altri 7 impianti con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 17,56 del 23 giugno 2011;

- impianto pubblicitario di mt. 1 x 1 in Viale Parioli (0112/BP489/P), segnalato assieme ad altri 7 impianti con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 13,50 del 16 luglio 2011.

A tal ultimo riguardo si fa presente che il comma 14 dell’art. 31 del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009 dispone che in caso di 4 o più  violazioni messe in atto da una stessa ditta pubblicitaria il Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità deve dar luogo alla pronuncia di decadenza di tutte le autorizzazioni di quella ditta: non é dato di sapere se la S.r.l. “STUDIO ZETA PUBBLICITA'” sia stata dichiarata decaduta per tali motivi.

Allo stesso riguardo il 3° comma dell’art. 7 del vigente Regolamento stabilisce che “costituiscono causa di decadenza di diritto dall’autorizzazione ....l’accertata difformità dell’impianto o del mezzo dalle norme tecniche”.

Si chiede pertanto di volere accertare comunque la regolarità del suddetto impianto, provvedendo in ogni caso alla immediata rimozione non solo dell’impianto di cui all’oggetto e degli altri 6 già segnalati da VAS, ma anche di tutti quelli installati sul territorio del Comune di Roma, se veramente la dichiarata decadenza della “STUDIO ZETA PUBBLICITA' S.R.L.” ha comportato la conseguente decadenza di tutte le “concessioni” o “autorizzazioni” rilasciate per gli impianti di proprietà della stessa ditta.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

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