martedì 27 settembre 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: Via Petrocelli‏

 
 
Segnalazione inviata il 20 settembre 2011 a: polmunicicpaleseg10@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; picsdecoro@libero.it; procura.roma@giustizia.it

In data 31 agosto 2001 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate, che fa presente 1 impianto pubblicitario bifacciale (vedi foto allegata come “Via Biagio Petrocelli. DSCN0454.jpg”) installato di recente sullo spartitraffico di via Biagio Petrocelli (vedi sottostante foto satellitare tratta da Google Maps).

La sottostante foto tratta da Street View di Google Maps mostra come nel 2008 sullo stesso spartitraffico non risultasse installato nessun impianto pubblicitario.
La segnalazione allega le foto “Via Biagio Petrocelli. DSCN0454.jpg” e  “Via Biagio Petrocelli. DSCN0457.jpg” per evidenziare il cemento ancora fresco che attesta la recente installazione dell’impianto con un lavoro di rifacimento del tutto approssimativo e sicuramente non in linea con l'ordinanza che il 22 febbraio 2010 l'On. Sindaco Gianni Alemanno ha emanato nella veste di Commissario delegato all’Emergenza traffico, perché per scavi paralleli al marciapiede richiede espressamente "demolizione e ripristino della pavimentazione di tutto il marciapiede con stesa di materiale analogo al preesistente estesa per metri 0,50 oltre le testate di inizio e fine scavo, o fino alle eventuali interruzioni (incroci o passi carrabili) preesistenti".

L’installazione appare anche in violazione del 2° comma dell’art. 12 del vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009, ai sensi del quale “Il soggetto autorizzato ha altresì l’obbligo di curare la tempestiva e perfetta manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto o del mezzo pubblicitario, compresa quella che si renda necessaria per porzioni di edifici e di suolo direttamente o indirettamente danneggiati dall’esposizione autorizzata”.

La recente installazione dell’impianto é attestata anche dalla assenza al momento di pubblicità, come mostra la foto allegata come “Via Biagio Petrocelli. DSCN0455.jpg”, che mostra anche che sul montante é riportato il numero 753 ed affissa una targa con il nome della ditta “Nuovi Spazi”.

La segnalazione allega anche la foto “Via Biagio Petrocelli. DSCN0453.jpg”, che mostra una targhetta affissa sul montante con il numero di codice identificativo 0066/BV819/p e la scritta “VIA B. PETROCELLI MT.8’ PR. CIV. 144”.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) al codice 0066 corrisponde effettivamente come denominazione la ditta “NUOVI SPAZI SRL”: ma a tal riguardo si mette in grande evidenza che nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni fino all’aggiornamento del 19 settembre 2010 al codice 0066 ha figurato la scritta “NEVADA PUBBLICITA' (in corso procedimento di voltura a NUOVI SPAZI SRL) S.r.l.”, mentre nel successivo aggiornamento del 19 aprile 2011 allo stesso codice 0066 corrispondeva  come denominazione ancora la ditta “NEVADA PUBBLICITA' S.r.l.”, ma con la precisazione posta fra parentesi di un “procedimento di voltura a NUOVI SPAZI SRL rigettato con DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE NUM. 3552 DEL 17/11/2010”.

Senza dare alcuna spiegazione al riguardo, il successivo aggiornamento del 20 maggio 2011 (di appena un mese dopo) dell’elenco delle ditte pubblicitarie al codice 0066 riportava solo la ditta “NUOVI SPAZI SRL”, dando quindi come avvenuta la voltura di cui era stata invece rigettata la richiesta: si chiede pertanto al Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità, Dott. Francesco Paciello, che dovrebbe avere adottato la Determinazione Dirigenziale n. 3552 del 17 novembre 2010 di rigetto del procedimento di voltura, di voler fornire le motivazioni che dovrebbero aver portato ad annullare di fatto il provvedimento da lui adottato ed aver determinato il ribaltamento della situazione, chiarendo in particolare se ci sia stato un ricorso vincente al TAR del Lazio da parte della S.r.l. “Nuovi Spazi”.

Si fa presente che la ditta “Nuovi Spazi” si é resa responsabile della installazione di molti impianti pubblicitari abusivi, per lo più segnalati  da questa associazione e rimossi in numero sicuramente maggiore di 3 violazioni, che avrebbe dovuto comportare l’applicazione del comma 14 dell’art. 31 del vigente Regolamento comunale (approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009) ai sensi del quale l’ulteriore violazione oltre la terza deve dar luogo alla pronuncia di decadenza di tutte le “autorizzazioni” rilasciate alla “Nuovi Spazi” S.r.l. ed al conseguente annullamento dal mercato di tale società tramite apposita Determinazione Dirigenziale che non risulta essere stata invece emanata.

Si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il  progressivo impianto BV 819 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o “spostamento” o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione di tale impianto.

Le suddette richieste sono rivolte anche e soprattutto alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroam.it “nell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

Le foto allegate  mostrano che l’impianto risulta installato su uno spartitraffico,
ad una distanza minima dal ciglio della strada, in violazione del comma 10 dell’art. 51 del Regolamento di esecuzione ed attuazione del nuovo Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495/1992, che vieta “
l'apposizione di messaggi pubblicitari sui bordi dei marciapiedi e dei cigli stradali”.

Per quanto riguarda lo spartitraffico, il 4° comma dell'art. 4 del vigente Regolamento delle Affissioni del Comune di Roma approvato con la delibera n. 37/2009 si avvale della facoltà di deroga a quanto previsto dal richiamato art. 51, comma 3, lett. a), del D.P.R. n. 495/1992: si avvale così, testualmente, della “facoltà di autorizzare gli impianti pubblicitari sulle pertinenze di esercizio con larghezze superiori a metri 4, comprese fra carreggiate contigue. In tali situazioni, gli impianti andranno collocati in posizione parallela all’asse stradale con distanza dal limite della carreggiata non inferiore a metri 1,80. Nel caso in cui le dimensioni dello spartitraffico lo consentano, l’impianto potrà essere collocato anche perpendicolarmente all’asse stradale, nel rispetto comunque della distanza sopra indicata dal limite della carreggiata.”

Come lasciano ben vedere le foto allegate, l’impianto risulta installato su uno spartitraffico che é a ridosso di una pista ciclabile e che di per sé é di larghezza molto inferiore a mt. 4, per giunta ad una distanza dal limite della carreggiata che appare pur essa inferiore a mt. 1,80.

Si chiede in conclusione di voler accertare la regolarità del suddetto impianto, provvedendo alla sua immediata rimozione in caso di constatata violazione della normativa sopra richiamata.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

4 commenti:

  1. A giudicare dal numero progressivo sul palo (753) e dal ben noto metodo di posizionamento dei suoi cartelloni orripilanti, la Nuovi Spazi si è resa responsabile di centinaia di violazioni dei regolamenti comunali sulle affissioni e del codice della strada.
    E' questo sufficiente a far tintinnare le manette? A mio personalissimo avviso, si (si ravvisa in reato di associazione a delinquere). E spero che qualche tutore della Legge se ne accorga.

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  2. Tra l'altro (correggetemi se sbaglio) comunque delle rimozioni ce ne sono state, a Roma... che voi sappiate, qualche cartellone della nuovispaziexnevadaexnuovispazi è mai stato rimosso...? Io non ho mai visto nessuno di quei mostri gialloneri (segnalati) sparire... come mai??

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  3. Qualcuno è stato rimosso.
    Emblematico è questo caso

    http://bastacartelloni.blogspot.com/2010/12/riceviamo-e-pubblichiamo-piazzale.html

    dove avevano bonificato la piazza di tutti i cartelloni (su spartitraffico inferiore a 4 metri) tra cui due 3x2 gialloneri.
    Dopo pochissimi giorni sono spuntati di nuovo due cartelloni 3x2 gialloneri.
    Era talmente scandaloso che dopo due giorni sono stati rimossi un'altra volta.
    Praticamente solo in questo caso sono 4 rimozioni, due la prima volta e due la seconda.
    In una sola parola: radiazione.
    Poi bisognerebbe capire che ditta andrebbe radiata considerato che ogni mese cambia nome...

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  4. Soltanto dentro il parco di Veio negli anni intorno al 2000 ho fatto rimuovere diversi impianti di mt. 6 x 3 installati dalla ditta "NEVADA".

    Dopo l'avvento della delibera n. 37/2009 sempre dentro il Parco di Veio le mie segnalazioni hanno portato a far rimuovere dall'Ente Parco di Veio 4 impianti installati dalla ditta "NUOVI SPAZI" in via di Grottarossa e via di Quarto Peperino (come si può andare a vedere nel mio resoconto allegato su questo stesso blog in alto a destra).

    Mi risulta un altro sicuro impianto di mt. 3 x 2 fatto rimuovere in piazza della Repubblica dal Presidente del I Municipio.

    Ci sono sicuramente altri impianti della "Nuovi Spazi" che ho segnalato e che sono stati rimossi, che non ho avuto tempo di andare a ritrovare nel mio archivio.

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