giovedì 22 settembre 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: Piazzale Clodio

 
 
 
Segnalazione inviata il 19 settembre 2011 a: francesco.paciello@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; polmunicipaleseg17@comune.roma.it; picsdecoro@libero.it; procura.roma@giustizia.it

In data 25 agosto 2001 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate, che fa presente un impianto pubblicitario bifacciale di mt. 2 x 3 (vedi foto allegate come “Piazzale Clodio.IMG_8876.jpg” e come “Piazzale Clodio.IMG_8881.jpg”) installato in piazzale Clodio all’altezza dell’incrocio tra Circonvallazione Clodia, via Dardanelli e via Teulada (vedi sottostante foto satellitare tratta da Google Maps).

La sottostante foto tratta da Street View di Google Maps mostra come nel 2008 nello stesso posto non risultasse installato nessun impianto pubblicitario.
Le foto allegate come “Piazzale Clodio.IMG_8876.jpg” e come “Piazzale Clodio.IMG_8881.jpg” mostrano entrambe le facciate dell’impianto che sul montante hanno i numeri 430 e 431 e la scritta “Nuovi Spazi”.

La segnalazione allega la foto “Piazzale Clodio. IMG_8877” che mostra una targhetta affissa sul fianco del montante con il numero di codice identificativo 0066/BF234/P e la scritta “C.NE CLODIA, 111”

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) al codice 0066 corrisponde come denominazione la ditta “NUOVI SPAZI SRL”: a tal riguardo si mette in grande evidenza che nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni fino all’aggiornamento del 19 settembre 2010 al codice 0066 ha figurato la scritta “NEVADA PUBBLICITA' (in corso procedimento di voltura a NUOVI SPAZI SRL) S.r.l.”, mentre nel successivo aggiornamento del 19 aprile 2011 allo stesso codice 0066 corrispondeva  come denominazione ancora la ditta “NEVADA PUBBLICITA' S.r.l.”, ma con la precisazione posta fra parentesi di un “procedimento di voltura a NUOVI SPAZI SRL rigettato con DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE NUM. 3552 DEL 17/11/2010”.

Senza dare alcuna spiegazione al riguardo, il successivo aggiornamento del 20 maggio 2011 (di appena un mese dopo) dell’elenco delle ditte pubblicitarie al codice 0066 riportava solo la ditta “NUOVI SPAZI SRL”, dando quindi come avvenuta la voltura di cui era stata invece rigettata la richiesta: si chiede pertanto al Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità, Dott. Francesco Paciello, che dovrebbe avere adottato la Determinazione Dirigenziale n. 3552 del 17 novembre 2010 di rigetto del procedimento di voltura, di voler fornire le motivazioni che dovrebbero aver portato ad annullare di fatto il provvedimento da lui adottato ed aver determinato il ribaltamento della situazione, chiarendo in particolare se ci sia stato un ricorso vincente al TAR del Lazio da parte della S.r.l. “Nuovi Spazi”.

Si fa presente che la ditta “Nuovi Spazi” si é resa responsabile della installazione di molti impianti pubblicitari abusivi, per lo più segnalati  da questa associazione e rimossi in numero sicuramente maggiore di 3 violazioni, che avrebbe dovuto comportare l’applicazione del comma 14 dell’art. 31 del vigente Regolamento comunale (approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009) ai sensi del quale l’ulteriore violazione oltre la terza deve dar luogo alla pronuncia di decadenza di tutte le “autorizzazioni” rilasciate alla “Nuovi Spazi” S.r.l. ed al conseguente annullamento dal mercato di tale società tramite apposita Determinazione Dirigenziale che non risulta essere stata invece emanata.

Si chiede comunque di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il  progressivo impianto BF 234 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o “spostamento” o "accorpamento" o “rinnovo” di autorizzazione e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione di tale impianto su viale delle Scienze, in considerazione anche del fatto che in base alla targhetta sarebbe posizionato su via dei Marrucini, oltre che delle stesse violazioni già rilevate nel sottostante messaggio del 27 giugno.

Le suddette richieste sono rivolte anche e soprattutto alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroam.it “nell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”. Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

Le foto allegate come “Piazzale Clodio.IMG_8875.jpg” e come “Piazzale Clodio.IMG_8880.jpg” mostrano che l’impianto risulta installato su uno spartitraffico che regola ben 2 attraversamenti pedonali ed é stato posizionato a ridosso dell’incrocio tra Circonvallazione Clodia, via Dardanelli e via Teulada.

Per quanto riguarda l’incrocio con 2 attraversamenti pedonali, provvisto di impianto semaforico, la lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con il D.P.R. n. 495/1992, stabilisce che “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima degli impianti semaforici e delle intersezioni e degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere”.

Come lasciano ben vedere sempre le foto allegate come “Piazzale Clodio.IMG_8875.jpg” e come “Piazzale Clodio.IMG_8880.jpg”, l’impianto risulta installato ad una distanza ben inferiore ai 50 metri prescritti prima degli impianti semaforici e delle intersezioni e degli attraversamenti pedonali.

Va per di più messo in grande evidenza che entrambe le facciate sono utilizzata dalla campagna pubblicitaria del Comune di Roma contro l’abbandono dei cani: a tal riguardo con un messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 16,46 dello scorso 26 luglio l’Assessore all’Ambiente On. Marco Visconti ha fatto sapere che “la campagna di affissione è stata assegnata a seguito di gara, alla ditta Special Comunication srl che si è impegnata ad affiggere i manifesti negli spazi consentiti dal regolamento affissioni e pubblicità di Roma Capitale” ed ha tenuto a precisare che “il Dipartimento ambiente non ha mai avuto rapporti diretti con la citata Nevada” e che ha “chiesto al corpo dei Pics-decoro della Polizia Roma Capitale di svolgere un monitoraggio puntuale per verificare la regolarità della campagna, applicando senza sconti - ove necessario – tutte le sanzioni amministrative previste in caso di infrazione”.

Con messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 14,12 dell’8 agosto 2011 questa associazione ha chiesto chiarimenti che a tutt’oggi l’Assessore all’Ambiente non ha fornito.

Si mette in grande risalto che ai sensi del 1° comma dell’art. 31 del vigente regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009 “nei casi di installazione di mezzi non autorizzati è applicata ...
l’indennità pari al canone ed una sanzione amministrativa pecuniaria di importo non inferiore a quello dell’indennità, né superiore al doppio della medesima” con la precisazione che “in caso di mezzi non autorizzati sono soggetti passivi ...(anche)  il soggetto richiedente la pubblicità”, vale a dire il Comune di Roma che in caso di accertata natura abusiva dell’impianto dovrebbe paradossalmente multare se stesso !

Si chiede ad ogni modo di voler accertare la regolarità dell’impianto di cui all’oggetto, provvedendo alla sua immediata rimozione in caso di constatata violazione della normativa sopra richiamata.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

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