martedì 6 settembre 2011

I tempi sbagliati

In allegato la nota trasmessa via fax alla sede nazionale di VAS, con cui si comunica che i 3 impianti installati in via Gioacchino Ventura sono stati sanzionati il 27 ottobre 2010 e risultano essere stati rimossi alla data del 27 luglio 2011.

Metto in evidenza che la nota allegata fa riferimento alla sottostante segnalazione del 20 luglio scorso, ma i 3 impianti erano stati da me già segnalati con questo messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore  8,52 del 31 maggio 2010: ciò significa che ci sono voluti 5 mesi per sanzionarli ad opera del 19° Gruppo di Polizia Municipale ed altri 9 mesi circa per essere rimossi.

Va per di più ricordato che i  2 rimossi (apparentemente della “MG”) sono stati reinstallati in via della Pineta Sacchetti.

Rodolfo Bosi

3 impianti pubblicitari sanzionati in via Gioacchino Ventura.doc

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Si premette che l’art. 9 della legge n. 241/1990 dà facoltà ai portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni, come quindi anche a “Verdi Ambiente e Società” (VAS), cui possa derivare un pregiudizio anche da provvedimenti del Comune di Roma, di intervenire nel procedimento, presentando – ai sensi della lettera b) del successivo art. 10 – “memorie scritte e documenti, che l’amministrazione ha l’obbligo di valutare ove siano pertinenti all’oggetto del procedimento”

Avvalendosi del suddetto combinato disposto, si trasmette il seguente documento per posta elettronica.
In data 27 aprile 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione (corredata dalle foto allegate, scattate il 26.4.2011), che fa presente un impianto pubblicitario monofacciale di mt. 4 x 3, provvisto di due fari per l’illuminazione notturna, che in alto a destra porta affissa una targhetta con il nome della ditta “PES” ed a fianco il n. 29
(vedi foto allegata come “Impianto PES all’ingresso della riserva di Monte Mario.jpg”) e che risulta installato
alla destra del cancello di ingresso alla riserva naturale di Monte Mario
(vedi foto allegata come “Cancello d’ingresso riserva Monte Mario.jpg” e come “Ingresso riserva naturale Monte Mario.jpg”).

La segnalazione allega la foto “Targhetta impianto PES all’ingresso della riserva di Monte Mario.jpg” che lascia vedere una targhetta affissa sul fianco sinistro dell’impianto che riporta il numero di codice identificativo 0070/AS066/P e la scritta “VIA GOMENIZZA 100 MT. CIV 81”.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data del 20.5.2011) al codice 0070 corrisponde come denominazione la ditta “PUBBLIEMME PUBBLICITA’ SRL” e non la ditta “PES” che figura invece sulla targhetta affissa sull’impianto, che è registrata al codice 0006 come “P.E.S. S.R.L. PUBBLICITA' ESTERNA SPECIALE” e che risulta comunque legata alla “PUBBLIEMME PUBBLICITA’ SRL”: il legame fra le due società non giustifica né può legittimare
uno scambio di nominativo da una ditta all’altra se in Banca Dati sono registrate come ben distinte l’una dall’altra.

Si chiede ad ogni modo di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto AS 066 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone apparentemente del Comune e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per  esso, specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell'impianto, dal momento che non risulta collocato nel rispetto della normativa vigente in materia.

La suddetta richiesta é rivolta in particolare alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.it “nell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

La richiesta é ancor più motivata dalla considerazione che nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”: a tal ultimo riguardo si mette in risalto che l’impianto della ditta “PES/PUBBLIEMME PUBBLICITA’” risulta totalmente abusivo e come tale é stato segnalato anch’esso fra gli impianti elencati nella nota di questa associazione prot. n. 17 del 14 maggio 2010, che é stata indirizzata agli allora Presidente  e Direttore dell’Ente Roma Natura, nonché ai membri del Consiglio Direttivo, e che si rimette in allegato per opportuna conoscenza.

La nota faceva presente che l’Ente Roma Natura si poteva e si doveva avvalere di quanto é stato disposto dalla deliberazione n. 45 del 17 marzo 2008 con cui l'allora Commissario Straordinario M. Morcone ha deciso di “consentire la permanenza degli impianti in attesa dell'esatta individuazione delle zone sottoposte a vincoli, procedendo nell'immediato alle rimozioni, con eventuale ricollocazione solo su specifiche richieste degli Enti tutori del vincolo” e si aspettava
che, in applicazione delle delibera del Commissario Morcone, l’Ente si attivasse per far predisporre il più sollecitamente possibile la richiesta  al  Servizio Affissioni del Comune di Roma di rimuovere immediatamente quanto meno i 10 cartelloni segnalati con la presente e quindi già di fatto “accertati”.

La nota metteva altresì in evidenza, testualmente, i seguenti aspetti: nelle more della materiale rimozione di tutti i suddetti impianti, che talora avviene anche dopo un anno, l’Ente Roma Natura può e deve richiedere contestualmente di  provvedere “alla copertura immediata della pubblicità irregolare” ed al “sequestro cautelare” di tutti gli impianti abusivamente utilizzati, così come prescrive il 6° comma dell’art. 31 del Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009. In tal modo si impedirà alle Ditte di continuare a guadagnare illecitamente i proventi della pubblicità ricavati dai propri impianti abusivi per tutto il tempo necessario a provvedere alla loro materiale rimozione: l’immediato e sistematico oscuramento di tutti gli impianti accertati come abusivi servirà anche e soprattutto da disincentivo a continuare ad installare abusivamente impianti dappertutto. A fare ancor più da disincentivo viene anche la sanzione amministrativa che ai sensi del 1° comma dell’art. 38 della legge regionale n. 29/997 l’Ente “Roma Natura” ha il diritto di applicare nella misura minima di da 259,00 euro e massima di 2.590,00 euro. 

Alla istanza di VAS ha dato seguito il Direttore dell’Ente Roma Natura che a conclusione di un rilevamento fatto effettuare dai Guardiaparco in tutte le aree naturali protette gestite dall’Ente Roma Natura ha inviato
al Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità Dott. Francesco Paciello
la nota prot. 4546 del 14 settembre 2010, che si rimette in allegato per opportuna conoscenza, con cui “si trasmettono in allegato le 492 schede anagrafiche degli impianti di cui si richiede la rimozione”.

Risulta a questa associazione che a quella richiesta abbiano fatto seguito soltanto una serie di Conferenze dei Servizi indette dal Servizio Affissioni e Pubblicità, che non sembrano aver prodotto però,  a distanza di ormai di più di un anno dalla denuncia di questa associazione e di 10 mesi dalla nota dell’Ente Roma Natura,  nessuna o quasi delle rimozioni richieste e che avrebbero dovuto essere forzose, a seguito della inottemperanza tanto alle lettere-diffida notificate dal Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma quanto alle ordinanze di rimozione emanate dall’Ente Roma Natura: a tal ultimo riguardo si fa presente sia al Commissario Straordinario, Livio Proietti, che al Direttore Facente Funzioni, avv. Mauro Bianconi,  l’obbligo che ha l’Ente Roma Natura di far rimuovere gli impianti accertati come abusivi anche tramite proprie ditte specializzate, provvedendo nelle more anche al loro oscuramento, come già fatto ad esempio in proprio dall’Ente Parco di Veio sia in un senso che nell’altro.

Si fa presente inoltre che la riserva naturale di Monte Mario così come le altre aree naturali protette gestite dall’Ente Roma Natura, all’interno ed al confine delle quali vige il tassativo divieto di affissione di cartelli pubblicitari prescritto dalla lettera o) del 3° comma dell’art. 8 della legge regionale n. 29/1997, fa parte delle aree tutelate per legge ai sensi della lettera f) del 1° comma del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, emanato con D.Lgs. n. 42/2004, e costituisce quindi ope legis un “bene paesaggistico”: il successivo art. 153 dispone che “nell’ambito ed in prossimità dei beni paesaggistici … é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell’amministrazione competente, che provvede su parere vincolante, …, del soprintendente”.

Per collocare ad ogni modo cartelli pubblicitari nell'ambito e in prossimità dei beni paesaggistici (soggetti cioè a vincolo paesistico imposto ex lege 1497/1939 oppure ope legis 431/1985 oppure ancora con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio) prima ancora del materiale rilascio della autorizzazione da parte del Comune, occorre avere il rilascio preventivo ed obbligatorio della “autorizzazione paesaggistica” che spetta al Dipartimento X° del Comune di Roma, ora Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport (nell’esercizio del potere di subdelega conferito ai sensi della legge regionale n. 59/1995) il quale a sua volta deve avere il previo parere favorevole vincolante della Soprintendenza competente per territorio ai sensi del 1° comma dell’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004, che spetta in tal caso alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma.

Si mette in evidenza che non risulta che per l’impianto in questione (così come per gli altri 491 censiti dall’Ente Roma Natura), sia stata preventivamente rilasciata l’autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore del Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport, dott. Bruno Cignini, né che sia stato espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici.

Per quanto riguarda la mancata repressione da parte del Comune di Roma, si mette in risalto che la S.p.A. “Aequa Roma” é stata anche incaricata di redigere il Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP), che nella Tavola di analisi A2 .a relativa alla “Sintesi del Piano Territoriale Paesistico Regionale – Beni paesaggistici” individua le aree soggette ai diversi tipi di vincolo paesaggistico, e non può quindi ignorare che fra i vincoli ricognitivi di legge (ex “Galasso”), relativi ai cosiddetti “beni diffusi” (pag. 18 della relazione al PRIP), sono ricompresi anche i parchi e le riserve nazionali o regionali  (ex 431/1985 “Galasso, art. 1, comma 1, lettera f) e quindi rientra la riserva naturale di Monte Mario (ex 431/1985 “Galasso, art. 1, comma 1, lettera f).     

Come attesta il sottostante particolare estratto proprio dalla Tav. A2.a, sono riportati in grassetto di colore verde i confini della riserva naturale di Monte Mario che si affacciano su via Gomenizza.
 
La S.p.A. “Aequa Roma” non può non sapere che nel PRIP da lei redatto ha destinato a zona “A”, con divieto tassativo cioè di affissione pubblicitaria,  l’area in cui é stato installato l’impianto della “PES/PUBBLIEMME PUBBLICITA’”, come attesta il sottostante particolare estratto Tav. 1.07 relativa alla “Zonizzazione e tipi stradali”, che – pur non avendo al momento nessuna valenza giuridica – é la dimostrazione però della conoscenza sia della situazione vincolistica che della relativa normativa cogente e dei conseguenti divieti tassativi di affissione prescritti.
Si chiede pertanto alla S.p.A. “Aequa Roma” di far sapere le ragioni per cui nell’ambito delle sue “attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario” non abbia a tutt’oggi provveduto a far rimuovere gli impianti di cui trattasi.

Per quanto riguarda infine l’attività di contrasto all’abusivismo sul territorio da parte anche della Polizia Municipale, si mette in risalto che con Circolare n. 93 prot. n. 53259 del 16 giugno 2009, sottoscritta dall’allora Vice Comandate della Polizia Municipale Donatella Scafati, é stata impartita a tutti i 19 Gruppi di Polizia Municipale la disposizione secondo cui, nell’ambito della loro attività di vigilanza, hanno il compito fra l’altro di “sanzionare gli impianti che sebbene riportanti il numero di codice identificativo siano in contrasto con il Codice della Strada, fatte salve le deroghe vigenti”: così come formulata, la Circolare non sembra obbligare a sanzionare anche gli impianti che benché registrati nella Nuova Banca Dati risultino in contrasto con la normativa relativa ai “beni paesaggistici”.

Si fa presente che l’originaria stesura del primo periodo del  comma 13-ter dell’art. 23 del D. Lgs, n. 285/1992, con cui é stato emanato il nuovo Codice della Strada, testualmente recitava: “Non è consentita la collocazione di cartelli, di insegne di esercizio o di altri mezzi pubblicitari nelle zone tutelate dalla legge 1° giugno 1939, n. 1089, e legge 29 giugno 1939, n. 1497, dal decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431, e dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394”, per cui sotto questa aspetto estendeva l’obbligo di sanzionare anche gli impianti installati nelle aree naturali protette.

Il suddetto periodo é stato abrogato dal D.Lgs. n. 42/2004 con cui é stato emanato il “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” che l’ha però recepito agli articoli 49 e 153: ne deriva che, in base al principio che la legge non ammette ignoranza da parte di nessuno, una Circolare interna di tipo meramente amministrativo non può scavalcare un previso divieto prescritto da una norma nazionale.

Ne deriva ancor più, in particolare per il 17° ed il 19° Gruppo di Polizia Municipale cui spetta l’attività di vigilanza e di contrasto all’abusivismo per quanto riguarda rispettivamente i 7 impianti pubblicitari installati in via Gomenizza all’ingresso della riserva naturale di Monte Mario ed i 3 impianti pubblicitari installati sul confine del parco urbano del Pineto in via Gioacchino Ventura (all’angolo con via della Pineta sacchetti), tutti segnalati con la nota prot. n. 17 del 14.5.2010 rimessa in allegato, che c’é l’obbligo di sanzionare con l’apposito Verbale di Accertata Violazione (in sigla VAV) anche i suddetti 10 impianti ancorché provvisti di numero di codice identificativo.

L’installazione di un impianto pubblicitario abusivo all’interno di un’area naturale protetta dopo la sua istituzione va perseguita non solo con la sanzione amministrativa, dovuta da parte del Comune di Roma ai sensi del 1° comma dell’art. 31 del Regolamento sulle affissioni e da parte dell’Ente Roma Natura ai sensi dell’art. 38 della legge regionale n. 29/1997, ma costituisce anche un estremo di rilevanza penale, per i seguenti motivi.

- In tutti i casi di installazione di impianti pubblicitari su suolo sia pubblico che privato si incorre nel reato di cui all’art. 633 del Codice Penale che é relativo alla “Invasione di terreni o edifici” e che testualmente dispone: “Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 103 a euro 1.032”.

– Nei casi invece di installazione di impianti pubblicitari su aree soggette a vincolo paesaggistico, si incorre nel reato di cui all’art. 734 del Codice Penale che é relativo alla “Distruzione o deturpamento di bellezze naturali” e che testualmente dispone: “Chiunque, mediante costruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, distrugge o altera le bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell'autorità, è punito con l'ammenda da euro 1.032 a euro 6.197”.

Si fa presente che anche le aree naturali protette gestite dall’Ente Roma Natura sono soggette a vincolo paesaggistico e tutelate per legge ai sensi della lettera  f) del 1° comma dell’art. 42 del D.Lgs. n. 42/2004.

– Nei casi infine di installazione di impianti pubblicitari all’interno o al confine di un’area naturale protetta, come ad esempio nel nostro caso il parco urbano del Pineto e la riserva naturale di Monte Mario, si incorre nei reati penali di cui al combinato disposto dei commi 1 ed 8 dell’art. 30 della legge n. 394/1991, per violazione tanto delle “misure di salvaguardia” (art. 6 della legge n. 394/1991 ed art. 8 e 28 della legge regionale n. 29/1997) quanto del Regolamento (art. 11 della legge n. 394/1991 ed art. 27 della legge regionale n. 29/1997).

Il 1° comma dell’art. 30 della legge  quadro sulle aree protette n. 394 del 6.12.1991, che é relativo alle “Sanzioni”, dispone testualmente: “Chiunque viola le disposizioni di cui agli articoli 6 e 13 è punito con l'arresto fino a dodici mesi e con l'ammenda da lire duecentomila a lire cinquantamilioni. Chiunque viola le disposizioni di cui agli articoli 11, comma 3, e 19, comma 3, è punito con l'arresto fino a 6 mesi o con l'ammenda da lire duecentomila a lire venticinquemilioni. Le pene sono raddoppiate in caso di recidiva”.

L’art. 6 della legge n. 394/1991  riguarda le “misure di salvaguardia” di un’area naturale protetta nazionale (parco o riserva) ed il 4° comma stabilisce che “dall'istituzione della singola area protetta sino all'approvazione del relativo regolamento operano i divieti e le procedure per eventuali deroghe di cui all'articolo 11”, che é riferito per l’appunto al “Regolamento del parco”: ai sensi della lettera  d) del 3° comma dell’art. 11 nei parchi é vietato “lo svolgimento di attività pubblicitarie al di fuori dei centri urbani, non autorizzate dall'Ente parco”.

L’art. 13 della legge n. 394/1991  riguarda invece il rilascio del nulla osta da parte dell’Ente Parco.

Il successivo comma 8 del medesimo art. 30 della legge n. 394/1991 stabilisce testualmente che “le sanzioni penali previste dal comma 1 si applicano anche in relazione alla violazione delle disposizioni di leggi regionali che prevedono misure di salvaguardia in vista della istituzione di aree protette e con riguardo alla trasgressione di regolamenti di parchi naturali regionali”.

Le “misure di salvaguardia in vista della istituzione delle aree protette” regionali (parchi e riserve naturali), non ancora dotate di Piano di Assetto definitivamente approvato (in tal caso valgono le sue Norme tecniche di Attuazione), sono dettate dall’art. 8 della legge regionale n. 29 del 6 ottobre 1997: ai sensi della lettera o) del 3° comma dell’art. 8 all’interno dei parchi regionali é vietata “l'apposizione di cartelli e manufatti pubblicitari di qualunque natura e per qualsiasi scopo, fatta eccezione per la segnaletica stradale di cui alla normativa vigente e per la segnaletica informativa del parco”.

Con il successivo art. 44 della legge regionale n. 29/1997 sono state contestualmente istituite una serie di aree naturali protette, tra cui anche il Parco di Veio: ai sensi del comma 11 dell’art. 44 “fino all'adozione da parte degli organi competenti di specifiche norme di salvaguardia, alle aree protette istituite con il presente articolo si applicano le norme di cui all'articolo 8” e quindi il divieto imposto dalla lettera o) del 3° comma, sopra richiamato.

L’art. 28 della legge regionale n. 29/1997 riguarda il rilascio preventivo ed obbligatorio del “Nulla osta” anche per “impianti” di tipo pubblicitario, in assenza del quale (o in difformità dal Regolamento) il 3° comma prescrive  che “il legale rappresentante dell'ente di gestione dispone la sospensione dell'attività medesima ed ordina la riduzione in pristino”, vale a dire la rimozione dell’impianto.

Ne deriva che chi installa un cartellone abusivo all’interno o al confine delle aree naturali protette gestite dall’Ente Roma Natura, senza per di più il preventivo ed obbligatorio rilascio del nulla osta, viola le sue misure di salvaguardia (art. 44, comma 11, ed art. 8, comma 3, lettera o) ed il nulla osta (art. 28), per cui incorre nella pena che prevede l'arresto fino a dodici mesi e l'ammenda da lire duecentomila a lire cinquantamilioni delle vecchie lire.

L’art. 27 della legge regionale n. 29/1997 riguarda il “Regolamento dell’area naturale protetta”: il 2° comma dispone che “in particolare è vietato quanto previsto dall'articolo 11, comma 3, della l. 394/1991” e quindi anche il divieto di svolgimento di attività pubblicitaria prescritto dalla lettera d) proprio del 3° comma.

Ne deriva che chi installa un cartellone abusivo all’interno o al confine delle aree naturali protette gestite dall’Ente Roma Natura viola il Regolamento per cui incorre nella pena che prevede l'arresto fino a 6 mesi o l'ammenda da lire duecentomila a lire venticinquemilioni delle vecchie lire.

Ai sensi dell’art. 25 della legge regionale n. 29/1997 al personale guardiaparco è attribuita la qualifica di polizia giudiziaria: la stessa qualifica è ricoperta anche dai Vigili del 17° e 19° ° Gruppo del Corpo di Polizia Municipale.

Ne deriva che sia gli uni che gli altri dovrebbero ogni volta segnalare alla Procura della Repubblica tutti i soggetti che a vario titolo si sono resi responsabili della installazione di un impianto pubblicitario abusivo per chiedere di voler accertare se sussistano a loro carico gli estremi dei reati suddetti.

Si chiede di sapere quali saranno i provvedimenti che le SS.LL. riterranno di assumere, ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -  


Denucia impianti abusivi a Roma Natura.doc
Risposta Direttore Ente Parco Roma Natura.doc

1 commento:

  1. E' evidente che o la Aequa Roma attende ordini dalla Direzione del Servizio Affissioni prima di prendere provvedimenti circa gli abusi perpetrati sul territorio o non compie in modo puntuale i compiti a lei assegnati nell'incarico e quindi deve esserle tolto il mandato.
    Delle due l'una.
    Anonimo pentito.

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