mercoledì 7 settembre 2011

Il bike sharing e i 1500mq di cartelloni. Ancora inesattezze da correggere


Torniamo sulla querelle tra il bike-sharing e la cartellopoli romana per due motivi. Il primo è segnalare un articolo sul bike-sharing e cartelloni (con intervista a Massimiliano Tonelli) uscito su RomaToday, da leggere. Il secondo motivo è una riflessione sul blog Basta Cartelloni con alcuni spunti interessanti sulla questione ma con però un errore marchiano. Basta Cartelloni dice che se al bando vincerà una ditta esperta in bike-sharing "si deduce" che questa ditta non avrà esperienza in cartellonistica pubblicitaria e che per ciò dovrà affidarsi ad un cartellonaro romano. L'errore è clamoroso poiché tutte (tutte!) le ditte che si occupano di bike-sharing (Decaux, Cemusa, Clear Channel) si occupano anche di pubblicità esterna. E' un postulato che vale per tutte le città europee dove un importante schema di bike-sharing è attivato.

D'altra parte l'articolo di Basta Cartelloni è invece assai interessante quando ci mette la pulce nell'orecchio: i 1500mq di impianti "dedicati" al bike-sharing sono nell'ambito del nuovo Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari oppure sono in deroga a questo? Di persona e a voce Marco Visconti, assessore all'ambiente, ci aveva rassicurato sulla prima ipotesi, ma qui si ventila il dubbio che l'ipotesia sia la seconda. Cosa che sarebbe assai grave!
Altra cosa grave, di cui nessuno parla, è l'ulteriore ampliamento del servizio: 70 postazioni si bike-sharing sono assolutamente insufficienti. Occorre che il numero moltiplichi nel breve termine per 10. Questo significa, come è capitato a Milano, che bisognerà provvedere a destinare nuovi mq pubblicitari. In che modo lo si farà? Entro il Prip o fuori? Con che modalità. Questo è un ulteriore contributo che ci sentiamo di aggiungere.

Riguardo all'errore di cui sopra, abbiamo provato in tutte le maniere -i commenti sotto quella notizia lo controprovano- a far correggere l'errore, ma senza risultato. Il consueto atteggiamento di chiusura e di impermeabilità alle critiche del Comitato Promotore non ha consentito deroghe e l'errore -forse proprio perché segnalato da noi- rimarrà lì, a disinformare chi legga superficialmente. Abbiamo iniziato segnalando un errore e chiedendone la modifica, siamo finiti insultati e dileggiati, scherniti e trattati con sufficienza. Sufficienza che, ogni volta che ci capitano fatti simili, ci fa chiedere -ferma restando la buona fede del Comitato Promotore che non è in discussione- "questi signori a che gioco stanno giocando"?

L'aver completamente sbagliato la strategia di lotta civica anti-cartellonara (un collateralismo inutile con Bordoni&Paciello che è stato poi dal Comitato stesso sconfessato -pur senza, anche qui, dire mai "abbiamo sbagliato", solo facendolo intuire-, ma che è costato a tutto il movimento un anno di battaglia perso e buttato alle ortiche) rende evidentemente il Comitato Promotore assai suscettibile e nervoso, ma questo non giova. Ne profittiamo per consigliare al Comitato Promotore di cambiare completamente atteggiamento davvero su molti punti. Quali? Questi.

.Quando c'è una qualche forma di attrito fanno notare che il blog del comitato è "casa nostra" (Roberto Tomassi, nel commentario), facendo finta di non sapere che i blog civici e anti-degrado, per definizione, sono casa di tutti e tutte le voci devono essere bene accette.

.Quando si fa riferimento a Cartellopoli ci fanno notare di "non leggere il blog" (Roberto Tomassi, via email) dimostrando così non certo un presunto e altezzoso distacco, ma autoaccusandosi di non essere de bravi cittadini antidegrado, poiché un bravo cittadino antidegrado legge e si informa su tutte le piattaforme sul tema, anche quelle che non condivide. E' come se un bravo politico di centrodestra si vantasse di non leggere Repubblica, farebbe la figura del fesso cercando di fare quella del figo.

.Quando, in perfetta buona fede e solo per rispetto ai lettori di tutti, facciamo notare degli errori ci invitano a tacere perché "anche voi fate errori e certo noi non li segnaliamo" (Lorenzo Santovincenzo, nel commentario), non accorgendosi che così si autoaccusano di combattere non per la causa (che è comune a tutti), ma per uno spirito di contrada, medievale, secondo cui le sorti di un gruppo sono disgiunte dalle sorti dell'altro. Se facciamo degli errori siamo ben felici di correggerli e per correggerli accettiamo di buon grado le osservazioni dei membri del Comitato Promotore, che sono invitati a segnalarci le nostre storture. E che possono considerare Cartellopoli non come un appartamento di qualcuno, ma come una piattaforma a disposizione di tutti i cittadini a patto che siano motivati a mettere i bastoni tra le ruote alla mafia cartellonara ed a chi le facilita la vita. Questo e solo questo è l'unico nemico.

.Addirittura nei commenti ci additano, così facendo, di "non fare un favore" (Lorenzo Santovincenzo, nei commenti) a questo o a quel politico. Ma questa è forse una proiezioni su di noi di qualche altro gruppo che nasconde la lobby politica a favore o a sfavore di tale politico con l'impegno civico. Il nostro, al contrario, ma quello di tutti, dovrebbe essere impegno civico puro, non motivato da scelte politiche e dalla necessità di fare favori a qualcuno. Esclusivamente dalla intenzione di ostacolare, mettere alla berlina, mettere in difficoltà, umiliare, mettere un faro su chi genera degrado in città. Cosa c'entrano i favori ai politici? Cosa c'entra accusarci se non li facciamo, come se fosse normale farli?

Insomma tutta una serie di modi di fare che davvero nulla hanno a che fare con l'impegno civico e molto hanno a che fare con la politica. Con gli stilemi della peggiore politica. Questo non significa che accusiamo il Comitato Promotore di fare politica -sappiamo bene che non è così- ma lo accusiamo di mutuare e di assumere e se gli stessi modi di fare della politica tra giochi di parte, meschinità, colpi bassi inutili alla causa (se non dannosi) e errori strategici rispetto ai quali si è pronti a negare l'evidenza per ore pur di pronunziare un banale 'mea culpa'.

Cambiare atteggiamento quanto prima per il bene di tutti perché non è così che si comporta un comitato civico. Il lavoro del Comitato Promotore è encomiabile, non lo si infanghi perdendo il capo e dimostrando lati poco edificanti nei rapporti con gli altri cittadini. Da par nostro continua un atteggiamento che magari ogni tanto sarà sbrigativo nelle parole (sugli errori nell'articolo sul bike-sharing si sono offesi a morte perché gli abbiamo scritto che avevano pubblicato una "sciocchezza", ma si può?), ma che nei fatti è orientato alla massima correttezza e collaborazione e condivisione di intenti.

Ci scrivono cittadini vogliosi di impegnarsi, li giriamo al Comitato Promotore per l'azione sulle cartoline.
Ci scrive un importante tg per intervistarci, giriamo il contatto al Comitato per far sì che anche loro possano presenziare.
Oggi stesso abbiamo approntato una nuovissima e divertentissima iniziativa e abbiamo considerato, nel computo del 'materiale' necessario, anche il Comitato Promotore al quale verrà consegnato uno speriamo molto gradito e divertente regalo a breve.

E loro, in tutta risposta, affermano che non ci scrivono una mail manco se vedono che pubblichiamo un errore. Ma stiamo lavorando per far fuori i cartelloni abusivi da sta città o cosa? Speriamo che tutto questo cambi e che la si faccia finita di mettere sullo stesso piano la pagliuzza di una mia (Massimiliano Tonelli) talvolta eccessiva veemenza verbale con la trave di un atteggiamento profondamente a-civico e sbagliato nei presupposti e improntato all'egoismo, alla prevaricazione, al menefreghismoa, al tanto peggio tanto meglio, all'averla vinta costi quel che costi, anche a danno dei lettori, della battaglia civica condivisa, di tutto!

20 commenti:

  1. Modo di fare privo di senso da parte loro speriamo cambino: mi sono letto tutta la polemica di la', abbastanza grave

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  2. "La volete piantare? I blog come qusto dovrebbero servire per fare chiarezza e delucidare i cittadini, non per gettare fumo negli occhi favorendo il malaffare"

    Tonelli, qui fai la vittima ma nel blog del comitato scrivi quanto sopra: dire che il comitato favorisce il malaffare e` un'offesa da codice penale.

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  3. Non mi riferivo certo al comitato! Mi riferivo ad alcuni lettori (credo cartellonari, d'altronde frequentano molto sia Cartellopoli che BastaCartelloni) che utilizzavano il blog per creare caos. Cosa ti fa pensare che quella affermazione fosse contro il Comitato, perdondami???

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  4. Perchè fare la vittima mi pare che ha raccontato i fatti e basta

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  5. comitato di salute pubblica7 settembre 2011 20:31

    Dopo quello che hanno combinato con Bordoni e paciello ora vogliono rovinare pure il discorso dei bikesharing, fermateli.

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  6. Vi siete dimenticati di citare il fatto che non vi danno reciprocità di link su bastacartelloni, cioe' voi li linkato loro no. questo mi sembra lo scandalo più assurdo.

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  7. Forse non hai capito Tonelli: stavolta la corda s'e' rotta, hai passato il segno, stavolta la querela te la becchi

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  8. Ah, e per aver commesso quale reato però? E soprattutto da parte di chi?

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  9. Per l'anonimo delle 20.52: abbiamo segnalato con forza l'anomalia. Ma anche qui il risultato è stato il solito muro di gomma. In effetti la non presenza di rimandi a Cartellopoli da parte del blog Basta Cartelloni e è uno scandalo.

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  10. Scusate ma chi è che parla di querela? MA SIAMO IMPAZZITI??? firmatevi.

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  11. Quello ci manca che ci facciamo le querele tra di noi. Anzi le azioni di tutela.
    Mamma mia che finaccia che abbiamo fatto...

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  12. Fabrizio Vienna7 settembre 2011 22:44

    Ma quale querela. In questo articolo non c'è niente di offensivo. Fatela finita tutti. Il nemico è uno e basta. Capito? si chiama degrado, mafia, corruzione, ignoranza. Basta co ste cazzate da scuola elementare.

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  13. Sante parole Fabrizio Vienna sante parole...

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  14. Ho messo un solo commento, mesi fa, è stato subito travisato, ed ho capito con che poracci avevo a che fare, quelli che, appunto, stiamo ancora ad aspettare la delibera.
    Ovviamente non ci ho scritto mai più, certa gente è la miglior alleata (involontaria, chiariamolo subito sennò lorsignori si offendono) dei cartellonari
    Marco1963

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  15. Fui il primo che disse che "la collaborazione" con Bordoni e questo paciello non avrebbe portato da alcuna parte. Anzi. E, infatti, i fatti mi hanno dato ragione. Solo recentemente il comitato, di là, si è dato una presunta "svegliata", ma... Ad majora... E la delibera che ho firmato e fatto firmare....

    Roma sta cambiando, sta cambiando la coscienza civica dei cittadini onesti e che veramente l'amano, che NON SOPPORTANO PIU' questi loschi affari sotterranei che portano solo degrado. Lo schifo che attanaglia la nostra città è sotto gli occhi di tutti: BASTA.

    Ben si fa a denunciare ogni sopruso e forma di degrado e mancanza di servizio che questa giunta registra ogni giorno sulle nostre strade.

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  16. Mi vedo costretto a metter bocca anch’io per ridimensionare la portata di un dibattito innescato in modo del tutto inopportuno su un aspetto che è per giunta del tutto fuor di luogo rispetto alle finalità di questo blog, a cui a mio giudizio sta facendo perdere quella credibilità che si era faticosamente costruito dopo la sua riapertura.
    Dopo le polemiche innescate dal post che lo scorso 30 agosto è stato voluto dedicare al nuovo Bike Sharing, il sig. Tonelli ha voluto prendersela con i membri del Comitato Promotore per il post sullo stesso argomento da loro pubblicato lo scorso 3 settembre, pretendendo – sul presupposto che le più grandi ditte mondiali che gestiscono servizi di Bike Sharing sono le stesse ditte che gestiscono la pubblicità esterna - che correggessero la seguente frase: è pure logico dedurre che siffatte imprese non apparterranno al settore della pubblicità ed affissioni e quindi dovranno “rivendere” a terzi, con una trattativa privata, lo sfruttamento degli impianti pubblicitari a ditte operanti in questo settore, senza che l’amministrazione comunale possa intervenire.
    Non avendo avuto soddisfazione dopo ben 94 roventi commenti, il sig. Tonelli ha voluto pubblicare un nuovo post su questo sito, facendone un uso a mio giudizio poco corretto, perché comunque estraneo alle sue specifiche finalità.
    A scanso di equivoci mi spiego meglio.
    Il Bike Sharing, di cui è fuor di discussione l’indubbia utilità sociale, in sé e per sé non ha niente a che vedere con i cartelloni pubblicitari, con la cui problematica viene però a cozzare ed in modo violento nel preciso momento che se ne intende dare la gestione al privato, concedendogli di installare su 70 postazioni pannelli pubblicitari di mt. 1,20 x 1,80 per complessivi 1.500 mq.
    Se si calcola che ogni pannello monofacciale occuperebbe una superficie di 2,16 mq. (pari a ben 694 impianti se distribuiti su 1.5000 mq.), che diventa di 5,32 mq. se gli impianti fossero tutti bifacciali (pari in tal caso comunque a ben 347 impianti se distribuiti sempre su 1.500 mq.) posizionati sulle 70 postazioni (ipotizzabili con 2 testate ciascuna, su cui installare quindi una doppia coppia di pannelli), si arriverebbe alla conclusione che alla fine dovrebbero essere collocati quasi 5 pannelli per ogni postazione!
    Vedremo più avanti che così non sarà, ma che si verrà a determinare comunque un forte impatto ambientale, di cui Tonelli non so è preoccupato più di tanto, perché - facendo parte anche del Comitato Bike Sharing Roma – si è sbilanciato del tutto a favore dell’iniziativa, rilasciando una intervista a Roma Today in cui sostiene che 1.500 mq. di pubblicità a Roma non valgono nulla e propugna che le postazioni debbano diventare 300 dopo 3 mesi e 600 o 700 dopo un anno, per cui nel post sopra pubblicato porta come suo personale contributo addirittura quello di dover provvedere in qualche modo a destinare comunque nuovi mq. pubblicitari dentro o fuori del PRIP.
    Già i commenti infuocati che ci sono stati sul post dello scorso 30 agosto avevano evidenziato l’ormai insanabile divergenza che c’è tra il sottoscritto, che ritiene di dover sempre rispettare le regole volta per volta vigenti, ed il sig. Tonelli che le scambia invece per “teoria” e si sente autorizzato a non rispettarle in nome ieri di una “pratica” riforma del mercato delle affissioni ed ora di una “pratica” assegnazione della pubblicità esterna alle stesse ditte che gestiscono i servizi di Bike Sharing, basando entrambe sulle condizioni di un bando, che è a valle di tutto il procedimento e non ha nulla che vedere con i veri problemi che scaturiscono dai luoghi in cui verranno distribuiti i 1.5000 mq. di ulteriore pubblicità che si vogliono assegnare.
    Per problemi di spazio espongo nel commento successivo i motivi di contrarietà al bando per la gestione del nuovo Bike Sharing.

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  17. L’Assessore Visconti avrebbe rassicurato Tonelli che i 1.500 mq. sono dentro il PRIP e non in deroga ad esso: la risposta certa al problema che sono vere in modo equivoco entrambe le ipotesi, perché da un lato il PRIP prevede in tutta Roma 162.500 mq. di superficie espositiva in tutto, di cui i 1.500 mq. sono sicuramente in più, ma si potrebbero considerare in deroga ammessa dallo schema normativo dal momento che alla lettera d) del paragrafo 1.2 esclude dall’ambito di applicazione del PRIP “i mezzi collocati su paline e pensiline del servizio di trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano”: appare evidente che questa “deroga” si basa sulla interpretazione forzata di considerare il nuovo Bike Sharing come “servizio di trasporto pubblico locale urbano”.
    La stessa interpretazione forzata viene data dalla delibera n. 284 dello scorso 3 agosto con cui la Giunta Capitolina ha affidato alla S.r.l. “Agenzia Roma Servizi per la Mobilità” la gestione e lo sviluppo del Servizio di Bike Sharing, perché considera il ricorso a tale contropartita economica già previsto al comma 1 bis dell’art. 6 del vigente Regolamento approvato con delibera n. 37/2009, che in effetti dispone che in deroga ai limiti stabiliti per la superficie complessiva massima dei mezzi pubblicitari “è autorizzata l’esposizione pubblicitaria su manufatti costituenti elementi di arredo urbano, funzionali a servizi di mobilità alternativa, collocati nell’ambito della Città Storica, come definita in sede di pianificazione del territorio”.
    Nella delibera viene dichiarato che con il termine “funzionali” si intendono anche quegli impianti pubblicitari collocati disgiuntamente dalle postazioni, il cui posizionamento è di fatto funzionale al servizio di Bike Sharing in quanto garantisce il raggiungimento di una superficie pubblicitaria totale ritenuta congrua come corrispettivo per l’erogazione del servizio: la “traduzione” pratica è che i pannelli pubblicitari potranno essere collocati a piacere, perché del tutto disgiunti dalle 70 postazioni e lascio a chi legge di valutare in che misura degli impianti pubblicitari a sé stanti possano essere equiparati a “manufatti costituenti elementi di arredo urbano”.
    Le 70 postazioni saranno collocate in prevalenza nel I° Municipio (centro storico), dove però non potranno essere assolutamente installati i pannelli pubblicitari per i seguenti motivi.
    In base alle schede tecniche allegate allo schema normativo del PRIP saranno infatti ammessi anche impianti del formato di mt. 1,20 x 1,80 soltanto dei seguenti 3 tipi:
    - 3A (cartello);
    - 3B (cassonetto, plancia, vetrina);
    - 4 a (tabelle).
    Ma tutti e 3 i suddetti tipi non sono ammessi nel centro storico che il PRIP destina a sottozona B1 e che é stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità e che é comunque soggetto a vincolo paesaggistico con divieto di affissione pubblicitaria, eccezion fatta per quella di tipo istituzionale.
    Intendo far presente tutto questo con una diffida al Comune, per invitarlo ad astenersi dall'autorizzare impianti nel centro storico di cui sarei costretto a denunciare a nome di VAS i sicuri vizi di legittimità, fra i quali va ricompresa anche la gestione per 12 anni di pannelli pubblicitari la cui autorizzazione non può superare invece i 10 anni.

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  18. L'impatto ambientale non è la mia prima provocazione perché questi impianti non sono IN PIU', ma sono ENTRO i mq delineati dal Prip. Dunque nessun impatto ambientale in più. Ad ogni modo mi vedrò con Visconti il 16 pv per parlarne e farmi chiarire la cosa. Visto che siamo entrambi invitati a Parlare al I Forum sulla Ciclabilità indetto dalla Provincia di Roma.

    Riguardo al bando, ne parleremo appena verrà pubblicato. E anche io condividerò tutte le perplessità che dorranno esserci.

    Ricordo che non era mia intenzione parlare del bando, delle perplessità o del bike-sharing, argomenti sui quali condivido l'analisi di Bosi o del Comitato, ma semplicemente di chiedere la correzione di un passaggio errato. Sbagliato per mera ignoranza sul particolare mercato in questione che io negli ultimi anni ho approfondito e studiato. Tutto qui. Ma l'errore, sta ancora lì, pubblicato quando tutti hanno capito che di errore si tratta.

    Bugie pazzesche, accuse e incontinenze, sono solo folklore ormai tipico degli amici di Basta Cartelloni. Folklore di cui Bosi dovrebbe sapere qualcosa tanto quanto me purtroppo per noi e per le sorti di questo movimento di protesta.


    PS. per la scelta degli spazi da destinatere rimando Bosi al caso di studio di Milano e del suo bike-sharing, credo lì ci possa essere del materiale utile.

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  19. A dimostrazione indiretta che i 1.500 mq. pubblicitari sono in più e non dentro i 162.500 complessivamente previsti dal PRIP, faccio presente a Tonelli che la deroga consentita dal comma 1 bis dell'art. 6 del Regolamento vigente é stata approvata il 30 marzo 2009, ma di essa non parla specificatamente il PRIP che é stato adottato lo scorso 2 febbraio, quando non poteva sapere quindi del nuovo Bike Sharing, così come deciso dalla Giunta lo scorso 3 agosto, che poteva benissimo citare il PRIP qundo invece non c'é cenno alcuno di come la pubblicità connessa al nuovo Bike Sharing si correli con il PRIP.

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  20. Vedremo dopo aver letto il bando. Non siamo precipitosi.

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