venerdì 9 settembre 2011

Lo scandalo è questo cartellone. Non il contenuto di questo cartellone (ovvero: Alemanno c'ha fregato nuovamente)


Eccolo, è l'ennesimo inqualificabile scandalo firmato Alemanno Giovanni da Bari che se la prende col contenuto (contenuto!) di alcuni cartelloni, che a suo avviso svilirebbero il ruolo della donna, e non coi cartelloni stessi! Che la strategia di marketing di un'azienda sia discutibile è probabile (vedremo che non è così), ma che Roma sia stata regalata dalla sua Giunta alle mafie cartellonare che l'hanno sfigurata, è invece indiscutibile. Accanendosi contro la pagliuzza e trascurando la trave il sindaco considera imbecilli tutti i suoi cittadini?
Roma è sfregiata da centinaia di migliaia di impianti abusivi, sovente nelle mani di ditte in odore di criminalità. E il primo cittadino si permette il lusso di sindacare sui contenuti di una campagna pubblicitaria? Peraltro neppure necessariamente sbagliata?
Ma ciò che ci sorprende non è la capacità di Alemanno di cavarsi d'impaccio rigirando frittate a più non posso e cavalcando gli istinti terra terra del popolino. Ciò che ci sorprende è che a dare il destro al Sindaco ci abbia pensato il Comitato Promotore della Delibera d'iniziativa popolare. I "cugini" del Comitato non stanno facendo altro da giorni, lo testimoniano i post sul blog Basta Cartelloni, linkato qui a destra. Dalla battaglia allo scandalo cartellonaro si è purtroppo passati ultimamente alla polemica contro inserzionisti, creatività dei pubblicitari e bike-sharing (con addirittura la minaccia di impugnare al Tar un bando che ancora però manco è stato scritto; ma se il Comitato ha la forza -anche economica- di adire il Tar, perché non lo ha fatto contro la micidiale delibera 39, ad esempio?). Un attacco agli impianti pubblicitari non per il loro essere orribili, inopportuni, dannosi, schifosi, gestiti da ditte in odor di malaffare, no, soltanto per il loro contenuto. Nel blog Basta Cartelloni, in un articolo (correttissimo nel suo blog personale, ma atroce in un blog che si batte per quello che dovrebbe battersi) Fabio Depino specifica e sottolinea, rispetto ad un impianto pubblicitario inqualificabile a Cinecittà che ciò che lo infastidisce "non sono le dimensioni dell'impianto, ma il contenuto". Trasecoliamo. Trasecoliamo nel vedere come si possa, anche solo per un istante (ma qui son giorni che la storia va avanti), deviare l'attenzione dallo scandalo cartelloni al presunto scandalo "contenuto dei cartelloni". Trasecoliamo nel leggere come si possa parlare di un impianto insistendo soltanto sul messaggio che questo veicola, trascurando il fatto che quell'impianto proprio non ci dovrebbe essere. Trasecoliamo nel vedere che si ha a disposizione una intera pagina di un quotidiano (Repubblica, che ha rilanciato la cosa quest'oggi) e non si sfrutta questa clamorosa occasione per fare non diciamo tanto, ma almeno uno, almeno mezzo riferimento alla situazione dei cartelloni in città. Alla Delibera da approvare. Al Prip in sospeso. Nulla, tutto passa in secondo piano.

Il risultato di questo nuovo errore strategico? L'aver dato modo ad Alemanno di farsi bello nel settore dei cartelloni. Una chance all'inqualificabile sindaco di Roma che il sindaco non si è davvero meritata. Ora chi non sa come stanno veramente le cose, penserà, ad uno sguardo superficiale della questione, che il Sindaco di Roma -che ha ordinato l'oscuramento degli "scandalosi" impianti in questione - sia un paladino del decoro, della sobrietà. E per noi, per tutti noi, sarà ancor più difficile combatterlo e metterlo di fronte alle sue oscene responsabilità. Ora Alemanno, nel settore cartellonistica, è più forte, autorevole, credibile. Gli si è consentito, stendendogli un tappeto d'argendo, aprendogli uno spiraglio in cui si è agevolmente e astutamente infilato, di ben figurare in un comparto ove egli a fatto disastri. Non sarebbe il caso di piantarla di offrire scialuppe di salvataggio a questa amministrazione? Non sarebbe il caso, quando si ha modo di parlare con la stampa, di lasciar perdere le proprie deduzioni etiche e di buttare, sempre, il discorso sui temi concreti (Prip, Delibera, situazione immonda della cartellonistica a Roma)? Il marziano di flaianesca memoria che oggi fosse sbarcato a Roma se ne sarebbe tornato sul suo pianeta convinto che il problema della città fosse la volgarità delle inserzioni e non lo tsunami di 200mila impianti illecitamente installati.

Cosa ha fatto infatti il sindaco furbo come una faina? Subito dopo aver visto l'articolo, consigliato dai suoi, ha organizzato una risposta coi fiocchi: consapevole di avere gravi danni di popolarità dovuta ai cartelloni, ha preso la palla al balzo e addirittura -contravvenendo a qualsiasi prassi e pigliandosela con una campagna pubblicitaria inopportuna solo per Giovanardi o chi per lui, come vedremo- ha annunziato una delibera (una delibera!!! Ma quelle che stiamo aspettando da anni, come mai se le è dimenticate?) per eliminare le pubblicità scandalose. E' chiaro che quando qualcuno alza la palla, è facile trovare chi la schiacci e faccia punto. Ma fare assist al sindaco è il ruolo dei comitati che lottano contro l'invasione dei cartelloni in città?

Repubblica dice che "i comitati sono in rivolta". Vero, ma non certo contro il contenuto dei cartelloni, semmai contro i cartelloni stessi! E già che ci siamo spiace che anche Repubblica non abbia colto l'occasione per sottolineare che quando si parla di Roma e di cartelloni, forse parlare del contenuto delle inserzioni è davvero l'ultimo dei problemi.

Il problema dei cartelloni esiste indipendentemente dal loro contenuto. Anche con un contenuto innocuo quel cartellone andrebbe tolto e con lui le centinaia di migliaia con i quali l'amministrazione ha sfigurato la città. E' un peccato e un insulto a tutti i movimenti di protesta che non si sia palesato questo concetto. Di concetti se ne sono purtroppo palesati altri, comprese le critiche da bar contro il governo e le dichiarazioni di qualche ultrabacchettone Pdl tipo Giovanardi. Da Giovanardi o da Rosi Bindi, politici dell'altro secolo, ci saremmo aspettati proposte simili. Non da Comitati fatti da cittadini competenti che devono pensare a togliere i cartelloni di mezzo, indipendentemente da quello che questi veicolino.

A Napoli (qui è divampata per prima la polemica), dove il problema cartelloni è stato brillantemente affrontato e in larga parte risolto, possono forse permettersi il lusso di guardare cosa c'è o cosa non c'è nel contenuto delle inserzioni, ma da noi la situazione davvero non lo consente. E chi bisogna prendere di mira con "segnalazioni a autorità e ministeri", come dichiara il peresidente del Comitato Promotore Fabio Depino a Repubblica, sono i gestori degli impianti e chi li ha autorizzati, non gli inserzionisti. I quali semmai debbono pagar pegno per aver affisso su impianti abusivi, non per aver offeso la pruderie di qualche perbenista che ignora i codici di comunicazione del marketing contemporaneo travisandoli. Se non si apprezzava la provocazione del brand Francomina, allora bisognava proprio evitare di cascarci dentro. Oggi quel marchio, grazie alle polemiche, è molto più celebre di quanto potesse sperare, ha raggiunto il proprio risultato ed ha guadagnato contatti. D'altronde la loro vis provocatoria era notissima fin da quando, sempre per sollecitare sul tema, misero un annuncio per ricercare modelle per una sfilata "possibilmente vergini".

Insomma ci hanno guadagnato tutti: Francomina che ora è più famosa e il Sindaco che ha recuperato un po' di popolarità nel settore-cartelloni. Chi invece cerca di eliminare da Roma la selva di cartelloni non ha fatto neppure un passetto in avanti. Anzi, ha dichiarato ai giornali che per fatti tipo questi si possono "interessare le autorità", mentre per i 200mila impianti che umiliano la città si può aspettare. Anche perché, quello che sorprende non sono le dimensioni degli impianti, bensì il contenuto.

A noi, invece, sorprendono proprio le dimensioni e sorprende il fatto che in giro per la città ci possano essere centinaia di impianti abusivi con questa réclame. Perché le campagne pubblicitarie provocatorie si fanno in tutto il pianeta, 200mila impianti pubblicitari abusivi stanno solo a Roma. Questo non sarebbe stato male se Repubblica l'avesse aggiunto.

Possiamo sperare che si tratti dell'ultimo aiutino, seppur fortuito e involontario, ad una amministrazione che di aiutini non ha davvero bisogno?

33 commenti:

  1. I miei complimenti e non e' la prima volta che ve li faccio sulla vs. capacita' di analisi e di lettura delle cose. non lo hanno fatto apposta, ma hanno dato un bell'aiuto al sindaco.... mah

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  2. Così facendo pregiudicano il lavoro e l'impegno di tutti per il semplice gusto di andare sui giornali..... leggete cosa scrivono nel commentario su basta cartelloni: Repubblica ci da' spazio (sottotitolo: ce lo prendiamo pure se non sappiamo usarlo)

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  3. Haber, da quando in qua gli articoli li scrivono i cittadini al posto dei giornalisti?
    Ormai la vostra malafede è più grossa di quel cartellone. Pur di dare addosso al Comitato promotore, che sta lavorando duramente su vari fronti, non sapete più cosa inventarvi.
    Tu cosa fai Haber, diccelo, hai visto mai ne azzeccassimo una.

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  4. Tonelli e` bravissimo a "rosicare": gli riesce solo questo

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  5. Credo che indirizzare un discorso nella direzione che si vuole, è molto facile. Ma non corretto. Riportare solo due righe del post di Depino, quando nelle precedenti quattro righe Depino spiega perchè non parla delle dimensioni dell'impianto, non è corretto.
    Di seguito è riportato tutto il concetto di quel passaggio, comprese le due righe incriminate in questo post:


    Non è mia intenzione entrare in questa sede nello specifico delle norme previste dal Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari in relazione a questo tipo di impianti. Su questo come Comitato abbiamo già presentato le nostre osservazioni.
    Ciò che colpisce maggiormente in questo caso non è tanto la dimensione dell'impianto quanto il messaggio pubblicitario in se stesso.

    Quindi il Comitato già si è espresso in merito alle dimensioni. Che doveva fare, una denuncia ogni volta che cambiava pubblicità il cartellone? Questa per me è una pubblicità indegna del rispetto della metà della popolazione, se è vero che questa si divide in uomini e donne. E bene avrebbe fatto chiunque avesse alzato "cagnara" in merito. Sia fosse stato il Comitato, sia il barista sotto casa sia Tonelli stesso. Ma la quasi totalità della popolazione neanche li vede più i cartelloni, tanto si è abituata allo scempio.
    Ci ha guadagnato l'inserzionista? A me non interessa, il mio scopo non è mandare fallito chi fa la pubblicità, ma dirgli "stai nelle regole, etiche morali e giuridiche, perchè se sgarri ti denuncio".
    Ci ha guadagnato Alemanno? Allora possiamo dire che ogni volta che fa rimuovere un cartellone è una vittoria per Alemanno? Non stanno prorio così le cose. Il messaggio che secondo me passa è che i cittadini si sostituiscono all'opera di verifica e controllo che dovrebbero fare gli uffici preposti, che non funzionano affatto. Non mi sembra che ci abbia fatto una bella figura chi ha autorizzato quella pubblicità.
    Le battaglie su questo fronte sono tante (delibera, PRIP ecc ecc.) Ma tutte insieme contribuiscono a vincere la guerra, senza tralasciarne nessuna.
    Ma da qualche tempoo sembra che la guerra abbia perso i suoi riferimeti: anzichè essere "popolo contro oppressori" si è trasformata in "popolo contro popolo e se ci scappa tempo anche contro gli usurpatori".
    E così ci guadagna solo l'usurpatore.

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  6. chi attacca il Comitato fa un piacere ai cartellonari

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  7. Assolutamente d'accordo con l'analisi fatta da questo post. Questi squali della politica sono bravissimi a catturare le minime discrasie di denuncia per farle proprie ribaltando, mediaticamente, quello che invece è il VERO problema.

    E, per favore, BASTA "COLLABORAZIONE" con questa gente alla giunta, casomai non lo aveste ancora capito, voi del comitato dell'altro blog. DENUNCIARE e finalmente dar vita alla delibera che firmai e feci firmare.

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  8. Anonimo delle 11.01
    prima di scrivere bisognerebbe informarsi.
    Abbiamo fatto centinaia di segnalazioni e denunce, anche alla procura della Repubblica.
    E proprio stamattina sono stati rimossi alcuni cartelloni da noi segnalati un mese fa.
    Tu ne hai fatte?
    Per "dar vita" alla Delibera serve il voto favorevole del Consiglio comunale e se vuoi saperlo DA MESI stiamo incontrando esponenti di tutti i partiti per sostenerla.
    Sappi che tra poco tempo verrà calendarizzata.
    Non dipenderà certo da noi l'esito del voto ma stiamo facendo di tutto affinché sia positivo, nell'interesse della vivibilità e bellezza di Roma e non per farci belli.

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  9. Caro Franco, come ti ho già spiegato tante e tante volte, se desideri scrivere sciocchezze e seminare inutili zizanie lo devi fare utilizzando il tuo nome e cognome. Se vuoi far credere che qualcuno "rosica", che qualcuno "si inventa" le cose, che qualcuno sta qui solo "per farsi bello", devi avere la onestà intellettuale di dirlo firmandoti con nome e cognome. Depino lo fa esponendosi con nome e cognome, altri idem, io idem, Bosi idem. Tu ti nascondi dietro ad un nick name e questo fa pedere autorevolezza alle tue affermazioni.

    Forse lo fai perché sei solo in grado di parlare per slogan a mai, dico mai, di rispondere sul merito?

    Se questo articolo, che abbiamo scritto dopo lunga riflessione, contiene inenzioni, perché non ce le citi? Ci hai scritto una mail ieri, in tutta risposta ti abbiamo fatto notare, con i fatti, quanto scorretto sia il tuo modo di fare, perché invece di continuare quello scambio e quel chiarimento sei tornato sui blog a scrivere scempiaggini sotto falso nome?

    La verità è che tutto è il nostro inetresse meno che quello di attaccare Comitato.

    Lo dimostrano i fatti. Cartellopoli è pieno di link verso il blog Basta Cartelloni; altri miei blog (in primis il seguitissimo Romafaschifo) riprota gli stessi link, tutto questo ha permesso a Basta Cartelloni di salire in alto nella classifica wikio sui più importanti urban blog, classifica che conteggia in base ai link a favore che si hanno.

    Veniamo contattati da un cartellonaro per un incontro riservato e contattiamo il Comitato Promotore per invitarlo all'incontro (senti Roberto Crea).

    Veniamo chiamati dalla tv per un importante servizio telegiornalistico e contattiamo il Comitato (senti Roberto Crea e Filippo Guardascione).

    Devo continuare?

    Devo continuare a sottolineare la immondizia intellettuale espressa da te -doppiamente grave perché coperto da anonimato- e da Santovincenzo ("se sbagliate non vi correggiamo") o da Tomassi ("io non leggo Cartellopoli" ... e si vede!)?

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  10. (segue)

    Purtroppo Fitz stiamo occupandoci del bene della città di Roma e non stiamo all'asilo. E al di là delle differenti vedute occorrerebbe avere un comportamento che, costi quel che costi, anche di mettere un link a chi non ti sta simpatico, ostacoli il più possibile la manovra delle mafie e di chi le spalleggia. Altro che minacce di querele verso Bosi o verso me, coi cartellonari che leggono e ballano la samba!

    Questo un giorno il Comitato lo capirà o continuerà a fare scelte che avvantaggiano di massacra Roma?

    Quando queste scelte vengono effettuate, come in questo caso, e veniamo al punto, non bisogna sorprendersi, anzi bisogna rallegrarsi, se qualcuno le fa notare.

    Fabio Depino ha tutto il diritto di fare battaglie sull'etica morale, bacchettona e ottusa alla Giovanardi. E' una sua visione delle cose e su quella non si discute. Ma si discute, e molto, se facendo queste battaglie utilizzando un blog del mondo della protesta cartellonara, si fanno uscire degli articoli indifendibili come quello su Repubblica. Dove si parla di tutto (compresi gli attacchi al Governo Berlusconi, che umilia la donna: discorsi da autobus nella migliore delle ipotesi) e del contrario di tutto, ma si perde clamorosamente l'occasione di incidere sui temi per cui questo movimento è nato.

    Tutto ciò significa fuorviare e portare l'attenzione altrove. E aprire spiragli dove la politica può infilarsi. In questo caso la politica si è infilata eccome e Alemanno non si è fatto sfuggire l'occasione.

    Il risultato finale è che, per il grande pubblico che non sta le questioni profonde, Alemanno è da ieri sera un paladino anticartellonaro. E mo sta bene per sei mesi, su questa cosa ci campa di rendita. E se qualche recondita tv o se qualche nostro disturbatore (ne abbiamo mandato uno anche oggi, all'inauguraizone di Villa Lazzaroni) gli urlerà dal pubblico "Sindaco, ma tutti sti cartelloniiii", lui avrà la chance di rispondere "è un tema su cui stiamo lavorando, abbiamo addirittura preparato in un w.e. la delbera per toglierne alcuni offensivi".

    Non si fanno assist del genere al sindaco. Io riconosco -a differenza tua che, lo puoi fare solo perché anonimo, senno ti vergogneresti di quello che fai e davvero io mi spiaccio tanto nel sapere quanto tu nel tuo privato puoi stare male nel digerire le cattiverie e le porcherie che riesci a dire- la buona fede, non dico che vi siano persone in cattiva fede, dico che vi siano persone imprudenti, incapaci di elaborare una strategia. Non è la prima volta che errori strategici clamorosi e ingenuità da scuola materna hanno messo in difficoltà il lavoro e la battaglia di tutti. Ci auguriamo che sia l'ultima!

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  11. Anonimo delle 9.55 che tra diversi comitati vi sia dialettica è normale e succede ovunque ma che in un settore un comitato compia continue leggerezze offrendo spazi a chi dovrebbe invece combattere non è affatto normale, la puntualizzazione di questo blog ci sta tutta. anzi e' doverosa.

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  12. Ma questo Fitzcarraldo con i tuoi intervento scomposti cosa è, l'avvocato delle cause perse? Gli si dice mele e risponde pere. si parla di un errore di valutazione del comitato e risponde che il comitato sta lavorando per la delibera, e chi ha mai sostenuto il contrario? si sta solo facendo notare un'altra questione..

    fizcarraldo è come se ti incontro per strada e ti dico: hai la patta dei pantaloni aperta, chiuditela. e tu replichi: non me la chiudo perchè ho la camicia firmata.

    riprenditi

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  13. Mi vedo costretto a dover rimettere bocca per cercare di ridimensionare nuovamente una polemica che è male impostata, ma che stavolta ha però una certa parte di fondamento: mi spiego meglio.
    Come per la televonela innescata sul Bike Sharing ho dovuto far presente a Tonelli l’uso incoerente e comunque poco corretto del suo blog, perché è finalizzato esclusivamente a sensibilizzare l’opinione su come combattere il fenomeno di cartellopoli, per una questione di coerenza debbo fare ora garbatamente lo stesso rilievo al Comitato Promotore dal momento che anche il suo blog persegue la stessa finalità.
    La differenza tra ieri ed oggi sta ora nel fatto che si parla sempre e comunque di un megaimpianto pubblicitario, di cui però il Comitato Promotore sembra essersi maggiormente preoccupato del contenuto della momentanea pubblicità con cui è al momento utilizzato, più che invece della sua eventuale regolarità, come avrebbe invece dovuto fare preventivamente nel rispetto della sue finalità istitutive.
    Nel commento delle ore 21,59 del 9.9.2011 fatto da Roberto su www.bastacartelloni.blogspot.com si parla di una “inammissibilità dell’impianto” che sarebbe stato addirittura segnalato al Sindaco al suo indirizzo e-mail, mentre nel commento delle ore 9,47 del 10.9.2011 fatto da Francesco su www.cartellopoli.net il Comitato Promotore si sarebbe invece espresso sulle dimensioni del megaimpianto con le proprie osservazioni al PRIP, che non riguardano affatto la normativa vigente in materia, rispetto alla quale secondo il commento dell’anonimo delle ore 9,35 del 10.9.2001 fatto su www.bastacartelloni.blogspot.com “è tutto da dimostrare” che l’impianto – benché “invasivo” - sia anche “abusivo”, “essendo su area privata”: faccio presente a quest’ultimo che gli impianti pubblicitari “su beni privati ovvero di proprietà non comunale” sono disciplinati dall’art. 8 del vigente Regolamento, che prescrive il rilascio di regolari autorizzazioni, per ottenere le quali occorre presentare domanda “al competente Ufficio dell’Amministrazione Comunale, previa pubblicazione di apposito avviso contenente le quantità delle superfici autorizzabili ed eventuali prescrizioni”.
    Il punto 6) del 7° comma dell’art. 8 precisa che “nel caso di richiesta per impianti su terrazzi o pareti cieche, la documentazione tecnica di cui ai punti precedenti è integrata da un disegno, in scala 1:200, del prospetto del fabbricato, con lo studio unitario dell’impianto rapportato all’intera superficie sopra cui l’impianto medesimo sarà collocato, in modo da riprodurre la situazione strutturale esatta dell’esposizione pubblicitaria in relazione al fabbricato sottostante, corredata da deposito di denuncia al Genio Civile a norma degli artt. 65 e 93 del D.P.R. n. 380/2001 e ss.mm.ii..”
    Per il megaimpianto fatto oggetto del post sul blog del Comitato Promotore, inammissibile o regolare che sia, il problema da affrontare e risolvere era e rimane la sua sicura invasività ed il tentativo di farlo comunque rimuovere, prima ancora che la denuncia del contenuto della pubblicità che vi era affissa (o almeno contestualmente ad essa).
    Per esigenze di spazio il disocrso continua nel commento successivo.

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  14. Il comitatopromotore tornerà ad essere forse una struttura credibile solo quando ripristinerà i link ai contenuti di bosi e di cartellopoli sul suo sito. è da sottoscrivere quanto dice tonelli "non siamo all'asilo nido". togliere dei contenuti dal proprio sito, che prima erano presenti, solo perchè si è discusso con chi li ha redatti è un tale danno a tutto il movimento di protesta che dovrebbe consigliare ai capibastone del comitato promotore di ritirarsi di buon grado. non so che ne pensate, ma a mio avviso quella è una vergogna assoluta, ripristinate i link e la corretta circolazione delle informazioni

    PREDILIGO PIATTAFORME ANTIPATICHE E SCONTROSE MA CORRETTE E LEALI COME CARTELLOPOLI O VAS PIUTTOSTO CHE REALTA' "COMPOSTE", MA DANNOSE, EGOCENTRICHE E STRATEGICAMENTE INGENUOTTE.

    Non so se mi so spieato.

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  15. LE PAROLE SANTE DI BOSI!!!!

    Per il megaimpianto fatto oggetto del post sul blog del Comitato Promotore, inammissibile o regolare che sia, il problema da affrontare e risolvere era e rimane la sua sicura invasività ed il tentativo di farlo comunque rimuovere, prima ancora che la denuncia del contenuto della pubblicità che vi era affissa.


    GRANDE


    RIPRISTINARE SU BASTA CARTELLONI I CONTENUTI DI BOSI E DI CARTELLOPOLI. QUEL BLOG NON E' CASA VOSTRA, E' CASA DI TUTTI COLORO CHE HANNO FIRMATO LA DELIBERA. SIETE SICURI CHE 10MILA PERSONE SONO D'ACCORDO NEL CENSURARE SUL BLOG INTERI SETTORI DEL MOVIMENTO DI PROTESTA????

    (sono sempre io)

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  16. Seguito del commento precedente)
    La polemica è esplosa sulla seguente dichiarazione rilasciata dal Presidente del Comitato Promotore Fabio Depino e pubblicata on line sulla pagina http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/09/09/news/alemanno_e_i_manifesti-21432375/: “Scriveremo all'autorità garante e faremo una segnalazione al ministero delle Pari opportunità. Togliete quei cartelloni perché offendono l'immagine della donna che già è distrutta dalla maggioranza in politica”.
    Quel che non appare chiaro (di qui a mio modesto giudizio la parte di fondamento della polemica) è perché non sia stato fatto alcun cenno quanto meno alla invasività del megaimpianto, di cui si doveva a maggior ragione far sapere della sua denuncia fatta al Sindaco per posta elettronica, se veramente c’è stata.
    Ora il forte equivoco che ad ogni modo rimane sta tutto nello stabilire se l’indubbia vittoria del Comitato Promotore consista nell’aver ottenuto soltanto la cancellazione della pubblicità presunta come immorale oppure anche la materiale rimozione del megaimpianto installato sul Condominio di Cinecittà, che giustificherebbe del tutto la “strategia” adottata dal Comitato Promotore spostando deliberatamente l’attenzione iniziale sul contenuto del cartellone, per ottenere alla fine lo smantellamento anche dell’altro megaimpianto installato su via Cristoforo Colombo.
    Ora secondo la nota diffusa dal Campidoglio “Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha emesso questa mattina un'ordinanza con la quale si dispone la rimozione o la copertura delle immagini di due manifesti pubblicitari”: NE DERIVA CHE LA “RIMOZIONE” O LA “COPERTURA” RIGUARDERANNO ESCLUSIVAMENTE I 2 MANIFESTI PUBBLICITARI E NON ANCHE GLI IMPIANTI SU CUI RISULTANO AFFISSI, CHE QUINDI RIMARRANNO A FAR BELLA MOSTRA QUANTO MENO DELLA LORO INVASIVITÀ TANTO A CINECITTÀ QUANTO SULLA VIA CRISTOFORO COLOMBO.
    Appare evidente a questo punto che quella ottenuta è una vittoria di Pirro.
    Mi permetto di consigliare nuovamente al Comitato Promotore quanto ho già avuto modo di dire a commento di una iniziativa di Roberto Crea, da cui mi sono del tutto dissociato: per il prossimo futuro sarebbe bene che il Comitato Promotore, oltre che a segnalare gli impianti pubblicitari ritenuti irregolari, cominci a coinvolgere anche gli inserzionisti che se ne sono serviti , a partire dai più prestigiosi e quindi di sicura serietà, per far presente ad essi di avere fatto una pubblicità irregolare non tanto per i suoi contenuti, quanto perché affissa su impianti abusivi, avvertendoli nel loro stesso interesse del rischio di essere pesantemente sanzionati anch’essi in via solidale ed invitandoli quindi a tutelarsi con una rivalsa nei confronti della ditta pubblicitaria che li ha ingannati e ha creato loro un danno di immagine.
    Costituirebbe una ulteriore quanto responsabile “strategia” per far combattere a livello privato il fenomeno di cartellopoli, scavalcando così a livello pubblico la recidiva inerzia del Comune nella repressione degli impianti accertati come abusivi.

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  17. Che dire... ogni tanto fa piacere essere in linea e in accordo con Bosi. Ma in questo caso la lettura dei fatti è abbastanza univoca e c'è poco da lasciare all'interpertazione.

    L'errore strategico è clamoroso (seppur involontario, per carità) e la vittoria non è di Pirro, come dice Bosi, ma proprio di Alemanno. Anzi un trionfo.

    Il nostro impegno dovrebbe essere quello di mettere in difficoltà il sindaco sugli impianti pubblicitari, non sulle campagne pubblicitarie.

    Sappiamo tutti, purtuttavia, che avere una ammissione ("ops, abbiamo sbagliato il tiro") dagli infallibili&intoccabili del Comitato Promotore sarà impossibile. Piuttosto si sputtana tutto il movimento, ma non si corregge il tiro e si tiene il punto. Avanti così.

    Rispondo anche a Marco: quello che fai notare è impeccabile. Aver tolto i link è una roba medievale che crea un danno incalcolabile al movimento. Ma qui, come avrai ben capito, quel che conta per il Comitato Promotore non è il successo della protesta, è il successo del Comitato Promotore. Mi auguro che i link all'ottimo materiale di Bosi, al link Cartellopoli ed alle deduzioni sul Bando vengano ripristinati subito, anche perché così il comportamento del Comitato è indifendibile.

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  18. vorrei fare alcune precisazioni: parlare di creatività dei pubblicitari nel caso in esame è un'esagerazione, evidentemente non si conosce il mondo delle agenzie di pubblicità, quelle vere. Se un ragazzino uscito dalla scuola di grafica si presenta in un'agenzia con un'idea del genere viene preso a calci in culo e rispedito alla scuola. Non solo viene ripetuto uno stereotipo banale e desueto, robba da fine anni 80, ma viene usato un codice pecoreccio e maschilista degno del degrado (morale, culturale, antropologico..chiamalo come vuoi) degno dei nostri tempi e padre del degrado in cui affoghiamo quotidianamente. Dire che si sta facendo "il moralista" è fuorviante, nel caso vista la presunta preparazione dell'autore, anche con dolo.
    Stavolta più che mai l'attacco al Comitato Promotore mi sembra fuori luogo, nessuno si è mai immaginato di vestire i panni del moralista solo per rimediare un articolo sul giornale (non ne abbiamo bisogno) nemmeno si è voluto soprassedere alle dimensioni dell'impianto, (Francesco è stato esauriente nel suo commento) la segnalazione fa parte di una posizione chiara e precisa che è quella di combattere il degrado, qualsiasi degrado anche quello culturale, se e quando è possibile, come in questo caso.

    Scusami ma affermare che ci sono problemi ben più importanti ripete il populismo becero, che spesso e giustamente critichi, di chi cerca di giustificarsi minimizzando, sarebbe come se nell'orda della sosta selvaggia (per esempio) si perdonasse a chi si concede "un minutino per vedere la vetrina" solo perchè poco rilevante rispetto all'entità del problema in tutta la città, tante volte si è accennato alla teoria delle finestre rotte anche da questi blog con giusta causa, ora però non vale più...

    Non parliamo poi dei "codici di comunicazione del marketing contemporaneo" anche qui questo tipo di codici sono sfruttati da incompetenti disonesti e colpiscono purtroppo solo la parte di popolazione più debole e ignorante proprio con l'intenzione di accrescerne l'ignoranza e di conseguenza la debolezza, nei paesi civili che ben conosci le regole del marketing sono sfruttate con più alta sapienza e nel rispetto della dignità delle persone, favorendo spesso la cultura e la creatività.


    In quanto al presunto favoreggiamento ad Alemanno credo che ogni lettore possa farsi un'idea propria, personalmente credo che al sindaco serva ben altro per rifarsi una reputazione che non ha più, soprattutto per quanto riguarda il degrado e i cartelloni, e non sarà grazie ad un'azione del genere che l'opinione dei cittadini possa cambiare in modo così radicale, quindi anche in questo caso l'accusa di favorire l'amministrazione mi sembra esagerata

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  19. Cristiano tu non ritieni che sia meglio discutere e confrontarsi senza dare continuamente addosso alla controparte accusandola di "dolo" o di "cattiva fede"? Non vorrai mica iscriverti al partito dei Fitzcarraldo che non avendo argomenti contro il prossimo, ma volendo comunque trovare il modo per infangarlo, se li inventa di sana pianta!?

    Ebbene il testo sopra parla chiaro. Mai parlato di fiancheggiamento. Semplicemenente abbiamo invitato, non attaccato, il Comitato a piantarla di offrire "FORTUITAMENTE E INVOLONTARIAMENTE" armi nelle mani del sindaco che di armi contro i cittaidini ne ha schierate fin troppe.

    Fortuitamente e involontariamente. E, aggiungo, in maniera clamorosamente ingenua.

    L'analisi sul valore "artistico" della campagna non è questa la sede dove intraprenderla. Qui ci occupiamo di togliere i cartelloni e basta, indipendentemente da quello che riportano al loro interno. E ad ogni modo è stato Vittorio Sgarbi, non Cartellopoli, a sdoganare il progetto creativo della Francomina. Anche Vittorio Sgarbi è un insidioso nemico del Comitato Promotore? Spiegami...

    La realtà è un'altra ed è incontrovertibile (a quanto ho capito, sottoscritta pure da Bosi, il che è tutto dire visto che mi concede il suo assenso alle mie riflessioni circa una volta ogni quattro mesi!): nessun impianto contro la dignità femminile, neppure ci fosse mai stato scritto sopra "NOI SIAMO FAVOREVOLI ALLO STUPRO DI MINORI" avrebbe giustificato una sconfinata intervista ad un quotidiano dove di tutto si parla -comprese le critiche a Berlusconi, ripeto: discorsi da supermaerket. E lo dico da antiberlusconiano convinto- fuorché del problema cartelloni.

    Io, nel mio piccolo (non sono certo un infallibile&intoccabile come i Santovincenzo, i Depino e i Tomassi) quando ho le rare occasioni di parlare con i media non manco MAI l'occasione di portare l'argomento sui cartelloni. Mi invitano a parlare di bike-sharing (leggi l'ultima mia intervista su RomaToday) e, pur in parte censurato perché avevo esagerato, la butto SEMPRE sui cartelloni abusivi e sulle colpe dell'amministrazione.

    Questo dovrebbe fare ogni componente della lotta contro l'immonda cartellonia. Se non lo fa, si becca le critiche degli altri componenti. Con la massima serenità.

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  20. Parlare di moralismo viene abbastanza automatico allorquando si fanno battaglie fianco a fianco con Carlo Giovanardi. Ci rendiamo conto? Carlo Giovanardi Se c'è da scegliere su chi abbia ragione tra Giovanardi e Sgarbi mi viene abbastanza facile esprimere il mio parere!!!!!

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  21. Zac, pam pam pam, piuuuuu
    Arriva ancora il superuomo che non ne sbaglia mai una
    piuuuuuu pam!
    accoppa il cartellonaro
    bim bum bam
    assesta un destro al Fitzcarraldo dalla patta sbottonata
    papoom
    Arrotella Bosi Depino e tutti gli altri mollacciosi
    fiuuuu fiuuuu
    Va Tonelli che sei il nostro Uomo,
    il nostro Superuomo che salverà la città, solo contro tutti!
    pam pam pam
    Tu solo sai come fare!

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  22. massimiliano ma non hai capito che hai dato una notizia di reato a tuo danno chiedendo pubblicamente notizie riservate?
    Chiedi al blog del comitato di cancellare il tuo post e spera che non rispondono alla richiesta di notizie, se no bella frittata!!

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  23. La vedo dura che io abbia dato notizie di reato sul mio conto non avendo io mai compiuto reato alcuno. Spiegami meglio.

    Riguardo alle notizie riservate, essendo palesi invenzioni di chi, non si sa perché, si diverte a diffamare questo blog, semplicemente non esistono. Non esistono ne le notizie, ne la loro riservatezza.

    Insomma, a che ti riferisci?

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  24. e li stai minacciando di querela se non ti rispondono! per carita` massilimiano fermati! stai andando contro un treno!

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  25. Ad ogni modo la frittata penso che venga fatta se NON rispondo, non se rispondono. Perché le continue diffamazione e denigrazioni sia sul mio conto sia sul conto di Cartellopoli alla lunga andranno prima o poi provate e dettagliate. Altrimenti diffamazioni e denigrazioni restano. E, quelle si, sono reato!

    Oh, poi se era tutta una bugia, come ritengo, basta chiedere scusa e per me finisce lì, sia chiaro.

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  26. A parte che non sto minacciando nessuno e di querele, causatemi dalla mia attività civica, ne devo gestire fin troppe credimi. Ma anche se fosse tu, diffamato e denigrato sulla base di totali invenzioni, cosa fai porgi l'altra guancia o quereli? Nel primo caso dimmelo, ti proporrò al Cardinal Bertone come prossimo Beato. Beato Anonimo invece di Beato Angelico.

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  27. se a loro il giudice ha detto che non potevano parlare e non potevano divulgare nulla, se tu vai a chiedere a loro notizie stai tentando di violare il segreto istruttorio e questo e reato! se li minacci per avere notizie commetti un altro reato! per il bene di cartellopoli fermati!

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  28. chiedilo a quello avvocato del blog ma fermati!

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  29. Quanto tu dici sarebbe corretto se ci fosse fatto presente che un giudice con un provvedimento numero di codice tal dei tali aveva diffidato Basta Cartelloni a pubblicare link a Cartellopoli. A quel punto, se il provvedimento risultasse coperto da riservatezza, non avremmo potuto insistere per chiedere informazioni a chi lo aveva dovuto subire, ma avremmo dovuto rivolgerci direttamente al tribunale. Ma questa è una tua supposizione basata sul nulla: non si è parlato infatti di giudici, di provvedimenti della magistratura o di segreto istruttorio. Ne può esistere un giudice che emette un provvedimento simile e, perdipiù, lo secreta.

    Beato Anonimo, fammi il piacere di convenire con me che è solo un altro ENNESIMO bieco tentativo di infangare il buon nome di Cartellopoli. Attendiamo le scuse via e-mail (siamo alla seconda missiva). O il numero del procedimento giudiziale che ha obbligato il Comitato a censurare Cartellopoli (e giù risate).

    Ma davvero Beato Anonimo tu non credi che occorrerebbe farla finita di denigrare e diffamare il nostro lavoro? E davvero non ravvisi in questo gli estremi, gravi, di reato? Non che noi si voglia querelare nessuno, ma se la cosa, dopo numerosi richiami, non finisce che altro possiamo fare?

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  30. Tonelli ma hai pure un bella faccia tosta. Passi le tue giornate a sputtanare il lavoro altrui, a dire come sono stronzate-quelle-che fanno-gli-altri-e-quanto-sono-fighe-le-cose-che-fai-tu e poi fai pure la vittima. Sei pregato di mostrare almeno uno (no, zero non vale) post in cui il comitato ti abbia non dico diffamato, ma proprio preso in considerazione.

    Perché poi alla fine ti devi decidere: o ti lamenti perché il comitato non ti si fila (Poverino Tonelli, quei cattivoni non gli mettono il link al suo blog e non parlano mai di lui) oppure ti lamenti perché ti diffamano (Poverino Tonelli, qualcuno dice che è un egomaniaco con dei problemi a relazionarsi urbanamente con le persone normali)

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  31. Massimiliano, discutere mi sta bene e da quello che ho capito è stato sempre bene a tutti, è stato ho detto...
    l'accusa di dolo, non nella definizione che ne da il Diritto, ma in quella lessicale che attribuisce l'intenzionalità ad un'azione anche se ritenuta scorretta, l'ho usata perchè questa volta mi è sembrata abbastanza pretestuosa l'accusa mossa al Comitato, cosa è successo di tanto grave da inficiare la pluriennale lotta dei comitati contro i cartelloni e da meritare l'ennesimo post di attacco? niente, una banalità, il Comitato ha denunciato questa volta, per una volta, il contenuto di un cartellone che risultava particolarmente odioso, aderendo tra l'altro ad una mission che è sempre quella della lotta al degrado. Chi ha detto che la dimensione e la collocazione del cartellone non sono importanti e non sono oggetto di battaglia quotidiana del Comitato? basta andare sul nostro blog per rendersi conto del lavoro che si sta facendo, come voi altri del resto, con grande sacrificio e fatica, possibile che non si riesca a distinguere le due cose? Non mi sarei meravigliato ne scandalizzato se avessi visto fare la stessa cosa anche su cartellopoli, quindi mi risulta difficile, credimi,comprendere questo post.
    Altra cosa che non riesco a capire è come Alemanno, grazie a questo assist del Comitato, possa diventare improvvisamente lindo e puro e risultare addirittura un paladino della lotta a cartellone selvaggio...ma vogliamo scherzare? c'è qualcuno che ci crede?
    Come detto più volte ci sono mille modi e mille idee diverse per portare avanti questa lotta, dal momento che non si riesce a trovare una visione condivisibile, questo può essere fatto dai rispettivi blog senza ridursi a critiche continue?

    Poi scusami, e chiudo senza trascinare oltre la polemica, ma il contenuto e la forma in cui vengono presentate al pubblico certe campagne è altrettanto importante e come: la bassa cultura, che è il dramma della nostra società e una manna per tutte le mafie e mafiette, è un tema importantissimo che mi aspetterei fosse cavalcato ( e in certi casi lo è) anche dai tuoi blog e non sminuito affermando che ci sono cose più importanti. Non sto dicendo che con delle campagne favolose sopra i cartelloni sarebbero meno odiosi, ma abituare i cittadini al bello e alla cultura li aiuterà poi a capire e comprendere perchè la lotta contro il degrado in genere e i cartelloni in particolare è una lotta sacrosanta che deve essere condivisa da tutti

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  32. No ti prego Cristiano, lasciamo perdere la mission e la lotta al degrado. Non ci siamo proprio. Questa pubblicità potrà turbare chi vuol per forza farsi turbare e non ha di meglio da fare, ma è un prodotto professionale ok? Allora quanta lotta al degrado dovremmo fare contro le pubblicità fatte in casa, contro le trattorie, i compro oro o i pitran della situazione? Suvvia non scendiamo dalla lotta tecnica ai cartelloni al dibattito 'artistico' sul loro contenuto. E' un altro mestiere, un altro blog, un altro comitato. Non è roba nostra.

    Ma al di là di questo, rispetto alle rimostranze che mi fai, vorrei farti notare che il "diritto di critica" che tu segnali come roba negativa ("non si puo' sempre fare critica"), è addirittura qualcosa di tutelato dalla nostra costituzione assieme al "diritto d'opinione".
    Perdonami, ma se io non condivido una campagna che il Comitato Promotore sta portando avanti da giorni, se io reputo un errore prestare il fianco al sindaco per fargli ottenere una, pur piccola, vittoria nel settore, se io ritengo sbagliato uscire con una ampia intervista in cui ci si dimentica di essere quello che si è ovvero persone impegnate contro i cartelloni, non contro ciò che i cartelloni riportano, se ritengo tutto questo non strategicamente azzeccato, perché non posso dirlo? Offendo qualcuno esprimendo e argomentando, ampliamente e seriamente, la mia opinione? Se offendo qualcuno mi spiace e non è quello l'obbiettivo. L'obbiettivo è solo quello di esprimere un dissenso che ritengo sia sano, sviluppi il dibattito, aiuti tutti a crescere, a farsi domande, a sbagliare il meno possibile in futuro. Amerei davvero anche io essere criticato e rimbrottato quando sbaglio, ma dal Comitato hanno spiegato che quando Cartellopoli sbaglia loro preferiscono lasciare che l'errore resti lì, senza intervenire. Sono due approcci diversi e non ti nascondo -benché tu possa considerare questa presunzione- che considero il mio il più corretto e il più civile.
    Come hai letto su Repubblica, la giornalista parlando con il Comitato Promotore ha ritenuto di ampliare le dichiarazioni del comitato a tutto il movimento, affermando che "i comitati sono in rivolta" contro le affissioni ose'. Ebbene anche questa deduzione giornalistica ci ha un pelino obbligato a precisare che alcuni comitati -e ce ne dispiace molto, ché le energie dovrebbero essere usate meglio- saranno pure in rivolta su questa cosa, ma non tutti visto che, ad esempio, Cartellopoli (ma da quanto ha scritto qui sopra Bosi ritengo di capire pure VAS) il contenuto dei cartelloni non lo calcola proprio e pensa solo al 'contenitore'.

    Ora se nel Comitato Promotore ci sono due o tre persone affette dalla terribile malattia della permalosità che prendono le critiche non come elemento per elevarsi e accrescersi, ma come offese personali alla loro mamma o alla loro moglie io non so davvero cosa farci, ma non è così ed è un loro problema. Spero non sia anche il tuo Cristiano.

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  33. ma figurati, la permalosità l'ho lasciata al periodo della mia vita in cui ero ancora giovane ed inesperto, e mi dispiace contraddirti anche qui, ma credo la stessa cosa l'abbiano fatta anche gli altri membri del Comitato, anzi ne sono sicuro perchè non è un problema di permalosità quello a cui ti riferisci, mi dispiace che continui a insistere su questo aspetto

    Mi perdonerai invece se io insisto, ma devo chiarire che quella robba non è professionale, fatti il giro di tutte le grandi agenzie di pubblicità e riceverai la stessa risposta, sono usati con disinvoltura e dilettantismo codici di comunicazione pecorecci e desueti e ne viene fuori un messaggio squallido a mio parere censurabile con forza di onestà e non certo per bieco moralismo, dal quale siamo tutti liberi per fortuna. Comunque, accetto il tuo invito a soprassedere sull'aspetto "artistico" (anche se non lo ritengo privo di importanza) ma l'accusa di moralismo era tra le accuse che ci facevi nel post e mi è sembrato giusto rispondere.

    Il diritto di critica è SACROSANTO e non troverai mai da parte mia o del Comitato l'intenzione di censurare nessuno per partito preso o per antipatia come più volte ci hai accusato, ho fatto riferimento alla critica in quella parte di testo nella sua eccezione più fastidiosa, cioè quando viene usata con insistenza e pretestuosità, questa almeno la mia opinione, credimi non c'è da parte di nessuno la voglia e la cattiveria di agire in modo prevenuto.

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