giovedì 1 settembre 2011

Un prima e dopo nel XVII Municipio su cui riflettere un po'...

Nella foto del 2008 non si evince l'impianto 4x3. Come al solito. Una piazza semicentrale che potrebbe essere deliziosa e che invece è davvero stuprata e umiliata. Resa inguardabile. Trasformata in periferia. Uno scempio vero. Paragonabile a quello che si può compiere in un'area iper centrale. Uno scempio perché è uno scempio mortificare centinaia di cittadini che, affacciandosi banalmente alla finestra, saranno abituati al brutto, a convinvere con il crimine, la prepotenza...

Pubblicare i prima-e-dopo ci serve anche per aiutarci a livello, diciamo così, legale. Nella speranza che quanto facciamo serva, come materiale, alla magistratura. Mettete, per ipotesi, che questo impianto -vedete che nel 2008 c'era un 2x2- sia stato accorpato ma che di questo accorpamento nulla risulti in banca dati. Mettete, che ne so, che in banca dati risulti effettivamente un 4x3 e che qualcuno abbia fatto in modo che risulti questo 4x3 come se ci sia sempre stato un 4x3.

Ebbene in un caso come questo, che sarebbe gravissimo se fosse vero (la nostra è solo un'ipotesi, eh!), pubblicare una foto risalente al 2008 che dimostra, controprova e certifica la situazione ex ante è un'arma formidabile. Una spina nel fianco incredibile a chi volesse far cose poco chiare nella Banca Dati.

Tanto per completare la cosa, l'impianto si trova all'interno della perimetrazione istituita con delibera C.C. 609-81 richiamata dal comma 1 art. 34 della famigerata delibera C.C. 37-2009 che vieta al suo interno la collocazione di impianti superiori a mq. 6. E qui, i metri quatri, sono 12! E il povero Largo Giuseppe di Montezemolo è ridotto così.

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Impianto segnalato da VAS con un messaggio di posta elettronica inviato il 9 settembre 2011 a: polmunicipaleseg17@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; info@aequaroma.it; picsdecoro@libero.it; antonella.degiusti@comune.roma.it; 

In data 25 agosto 2001 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate, che fa presente un impianto pubblicitario monofacciale di mt. 4 x 3 installato in largo Giuseppe di Montezemolo sul lato di via Carlo Passaglia (vedi foto allegate come “IMG_8933.JPG” e “IMG_8937.JPG”).

La segnalazione allega la foto “2008.jpg” tratta da Street View di Google Maps per attestare come nel 2008 nello stesso posto risultasse installato un impianto pubblicitario di dimensioni minori ai mt. 4 x 3.

La segnalazione allega anche la foto “IMG_8938.JPG” che lascia vedere una targhetta affissa sul fianco dell’impianto che riporta il numero di codice identificativo 0006/AQ261/P e la scritta “L.GO G. DI MONTEZEMOLO.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 agosto 2011) al codice 0006 corrisponde come denominazione la ditta “P.E.S. S.R.L. PUBBLICITA' ESTERNA SPECIALE”: si chiede di sapere se nella stessa Banca Dati risulti effettivamente che il progressivo impianto AQ 261 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la tipologia e l'ubicazione di questo specifico cartellone e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per  esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell'impianto, dal momento che non risulta collocato nel rispetto della normativa vigente in materia..
 
La suddetta richiesta é rivolta in particolare alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroam.it “nell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.
 
Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

A tal ultimo riguardo si fa presente che, come ben attesta la foto allegata come “IMG_8971.JPG”, l’impianto risulta installato all’altezza dell’incrocio con via delle Medaglie d’Oro ed a ridosso di un attraversamento pedonale e di un cartello di segnalazione stradale di divieto di accesso, in violazione delle seguenti disposizioni:

- lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con il Decreto del Presidente della Repubblica (in sigla D.P.R.) n. 495 del 16 dicembre 1992, ai sensi del quale “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima degli impianti semaforici e delle intersezioni e degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere”;

- comma 1 dell’art. 23 del D. Lgs. n. 285/1992 con cui é stato emanato il nuovo Codice della Strada, ai sensi del quale “lungo le strade o in vista di esse è vietato collocare .. impianti di pubblicità ... visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione”.

Si fa presente soprattutto che con deliberazione n. 609 del 3 aprile 1981 il Consiglio Comunale ha individuato a scopo di salvaguardia un’area urbana perimetrata, elencando la serie delle strade che ne delimitano i confini ed ha disposto che “le strade all’interno del perimetro sono incluse nel vincolo per l’intera superficie e quelle di confluenza per un tratto di almeno trenta metri dal punto di innesto dell’incrocio”: largo Giuseppe di Montezemolo ricade all’interno di tale confine .

La perimetrazione della zona urbana del territorio comunale é stata fatta “ai fini dello studio e per la redazione dei piani particolareggiati inerenti la collocazione di impianti pubblicitari su aree pubbliche e private”.

La deliberazione dispone che “a scopo di salvaguardia dell’area perimetrata, onde consentire un razionale studio per una precisa ridefinizione degli impianti pubblicitari in atto installati, per quanto riguarda gli spazi ed aree pubbliche non si procederà ad ulteriori concessioni-autorizzazioni per l’installazione di cartelli pittorici o per affissione di manifesti superiori a mq. 6, riservando gli spazi eventualmente disponibili a manufatti comunali per affissione manifesti”.

La deliberazione n. 609/1981 risulta ribadita dal 1° comma dell’art. 34 del vigente Regolamento di Pubblicità, approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 237/2009, ai sensi del quale fino alla entrata in vigore del Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) e dei Piani di Localizzazione “sono confermate tutte le limitazioni disposte dalla deliberazione del Consiglio Comunale n. 609 del 3 aprile 1981”.

Ne deriva quindi che per il cartellone di cui all’oggetto, se installato dopo l’entrata in vigore della delibera n. 609/1981, non era possibile rilasciare la “concessione/autorizzazione”, che sarebbe comunque viziata di legittimità.

Si chiede pertanto di voler accertare la regolarità dell’impianto di mt. 4 x 3 che supera oggettivamente la superficie massima consentita di mq. 6, provvedendo alla sua immediata rimozione in caso di constatata violazione anche della rimanente normativa sopra richiamata.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

2 commenti:

  1. il cartello è illegale anche per la vicinanza alla carreggiata e alle strisce pedonali.
    a quando una imponente masnifestazione in campidoglio??????????????????

    andate a vedere il sito della pes, la proprietaria del cartello in questione (www.pes.it). è una galelria degli orrori, con parecchie delle installazioni illegittime in bella vista!

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  2. "Trasformata in periferia"

    vedo che l'abitudine a fare riferimenti ad altre città o luoghi di roma è dura da togliere...

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