giovedì 20 ottobre 2011

"Chi arriva a Roma vuole vedere le prospettive delle strade e delle piazze e non i cartelloni pubblicitari affissi per fare soldi sullo spazio pubblico"

Peccato che l'ex soprintendente La Regina rovini questa sua intervista affermando che nelle piazze storiche romane sono meglio le auto che i tavolini. Anche per Adriano La Regina, il famigerato signor-no che impedì a Rutelli, coi soldi del Giubileo, di modernizzare la città, sono a disposizione i nostri biglietti omaggio per Londra, Madrid, Parigi. Per vedere come, in queste città, sono trattati i temi della sosta e delle occupazioni di suolo pubblico dei tavolini. Dunque su quel passaggio stendiamo un bel velo pietoso.
Ma accendiamo un faro, invece, su un passaggio successivo perché è la prima volta che un grande funzionario dei Beni Culturali parla di cartelloni e li mette giustamente al primo posto nel feroce inquinamento urbano della città (La Regina omette di citare bancarelle, affissioni abusive, graffiti e antenne sui tetti, ma non si può avere tutto).

Chissà perché di cartelloni parlano soltanto funzionari in pensione, mentre quelli in carica fanno finta di non vedere un sacco della città che non ha raffronti e paragoni al mondo e che ha cambiato completamente i connotati della Città Storica, della Città Consolidata, delle aree archeologiche, di tutto... Quando ci sarà il redde rationem la soprintendenza lo sappia: sarà considerata complice del peggiore stupro inferto alla città dall'epoca die Barbari.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/10/19/news/l_ex_soprintendente_la_regina_accusa_troppa_tolleranza_citt_al_collasso-23466209/?rss

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