lunedì 17 ottobre 2011

I° Consuntivo di un anno e mezzo di segnalazioni di VAS‏

All’indomani della conferenza stampa di presentazione della proposta di delibera di iniziativa popolare, tenuta il 6 maggio 2010, l’Assessore al Commercio On. Davide Bordoni ha attivato l’indirizzo di posta elettronica segnalazioni affissioni@comune.roma.it, per permettere ai cittadini “di segnalare impianti non desiderati”, come ha testualmente dichiarato in una intervista pubblicata sulla cronaca di Roma del quotidiano “Corriere della Sera” dell’8.5.2010.
Con nota VAS prot. n. 16 del 14.5.2010 (vedi allegato) ho fatto presente che questa associazione si batte da dieci anni contro il fenomeno dell’abusivismo commerciale a Roma ed è pertanto fortemente interessata ad un filo diretto con l’amministrazione comunale per essere messa in condizione di segnalare però tutti i cartelloni pubblicitari installati in violazione della legge e non certo gli impianti “non desiderati”.
Con la stessa nota ho chiesto anche al Sindaco di attivare un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (in sigla PEC) per la segnalazione degli impianti pubblicitari abusivi, oltre che per mettere in condizione i cittadini di raggiungere direttamente quanto meno il Sindaco, gli Assessori ed il Direttore del Servizio Affissioni, tramite messaggi di posta elettronica la cui trasmissione sia “valida agli effetti di legge”, al pari di una raccomandata con ricevuta di ritorno: non ho ricevuto a tutt’oggi nessuna risposta.  
Il 23 maggio 2010 ho trasmesso la prima di una serie di segnalazioni che a tutt’oggi sono diventate 336 (con una media di circa 20 segnalazioni al mese) e che hanno riguardato sia singoli impianti pubblicitari che zone più o meno vaste soggette a vincolo paesaggistico con divieto di affissione di cartelloni pubblicitari.
Da allora è passato quasi un anno e mezzo di distanza ed è giunto il momento di fare un 1° consuntivo dei risultati che sono stati fin qui raggiunti.
Se si escludono un certo numero di segnalazioni di argomento generale e le 24 segnalazioni in allegato alle quali ho trasmesso volta per volta la planimetria dei confini del vincolo paesaggistico entro cui vige il divieto di affissione e che hanno quindi riguardato il numero imprecisato (comunque non quantificabile) degli impianti pubblicitari che vi ricadono dentro, con i rimanenti circa 300 messaggi sono stati a tutt’oggi segnalati ben 619 impianti pubblicitari (con una media di circa 36 cartelloni al mese).
A fronte di 619 cartelloni segnalati sono state ufficialmente comunicate a VAS e direttamente al sottoscritto le avvenute sanzioni relative soltanto a 150 impianti pubblicitari (il 25% circa del totale).
Ciò significa ad ogni modo che sono stati comunque redatti dai diversi Gruppi di Polizia Municipale 150 Verbali di Accertata Violazione (in sigla VAV) che sono stati poi trasmessi tanto al Gruppo Sicurezza Sociale Urbana (in sigla GSSU) quanto al Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma per il seguito di loro stretta competenza, vale a dire per la sanzione amministrativa da applicare alle ditte pubblicitarie e/o ai relativi inserzionisti e soprattutto per la dovuta azione di rimozione degli impianti accertati come abusivi o comunque come irregolari.         
In base a quanto ufficialmente comunicato a VAS o saputo a livello certo, ma informale, gli impianti pubblicitari a tutt’oggi rimossi risultano essere 55, vale a dire poco più del 35% circa del totale dei 150 VAV ed appena l’8,8% di tutti i cartelloni pubblicitari segnalati.
Dal consuntivo emerge che manca per ora un monitoraggio che riguardi anche i rimanenti 464 impianti pubblicitari segnalati di cui non è dato di sapere al momento se su di essi sia stata operata la dovuta verifica da parte dei Gruppi di Polizia Municipale competenti per territorio ed in caso affermativo quante contravvenzioni siano state elevate.
Non è dato al momento di sapere nemmeno le ragioni per cui, escludendo i 55 impianti smantellati,  non siano stati a tutt’oggi rimossi i rimanenti 95 cartelloni pubblicitari sanzionati.
Alle segnalazioni trasmesse per posta elettronica debbono aggiungersi le segnalazioni che a partire dal 16 febbraio 2010 sono state fatte su carta intestata del Circolo Territoriale di Roma di VAS e trasmesse per posta ordinaria o per posta prioritaria, anche a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno.
Ammontano a 17 le istanze che ho trasmesso al Sindaco, all’Assessore alle Attività Economiche e Produttive ed al Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità, mentre sono 10 le istanze trasmesse alle Autorità Superiori che in ordine gerarchico hanno riguardato il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e le Soprintendenze competenti per territorio, il Ministero per le Infrastrutture e per i Trasporti, la Regione Lazio, l’Ente Parco dell’Appia Antica, l’Ente Parco Roma Natura e l’Ente Parco di Veio.
Sul fronte comunale, con nota prot. n. 54092 del 12 luglio 2010 (trasmessa via fax), a firma del dott. Francesco Paciello e dell’Ing. Carlo Di Francesco, è stato dato seguito alla istanza di VAS unicamente per far sapere che ci sono attualmente installati a Roma circa 550 tralicci per la pubblicità della tipologia "striscione", che “costituiscono  oggi patrimonio del Comune e, pertanto, sono assoggettati alle relative regole di dismissione”: a distanza di un anno, con successiva nota prot. n. 68732 del 27.9.2011 il dott. Francesco Paciello ha comunicato che fin dal 4 novembre 2010 erano stati rimossi i pali per striscioni pubblicitari installati in via del Tintoretto all’altezza di via B. Bozzoli (XI Municipio).
Sul fronte statale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con nota prot. n. 14695 del 10 settembre 2010 la Responsabile della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, arch. Federica Galloni, ha chiesto alle Soprintendenze competenti “di fornire a questo Ufficio informazioni sulla questione ivi emarginata e di relazionare circa le proprie considerazioni tecniche di merito nonché le eventuali che sono state intraprese e/o che si intende intraprendere”: il Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, arch. Maria Costanza Pierdominici, ha dato seguito con una serie di note trasmesse in riferimento a specifici casi segnalati da VAS con singoli messaggi di posta elettronica.
Sul fronte statale del Ministero per le Infrastrutture e per i Trasporti, il Direttore Generale per la Sicurezza Stradale, ing. Sergio Dondolini,  con nota prot. n. 60310 del 15 luglio 2010 ha chiesto al Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma “di rendere noto alla scrivente Direzione Generale il quadro di attività messe in atto nell’ambito disciplinare sopra specificato ed i provvedimenti che in tal senso sono stati adottati dal Comune onde consentire alla scrivente Direzione di valutare quanto segnalato nella citata nota dell’associazione V.A.S.”.
Con nota prot. n. 3996 del 28 luglio 2011 indirizzata sempre soltanto al Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma l’ing. Sergio Dondolini  ha dato seguito a ben 7 segnalazioni di VAS trasmesse per posta elettronica ed ha fatto presente che “dal rilievo fotografico delle email pervenute alla scrivente Direzione Generale emerge la concreta possibilità che le installazioni documentate siano in contrasto con le disposizioni del Nuovo Codice della Strada e conseguentemente ha richiesto “al Comune di Roma di verificare le segnalazioni pervenute ed a mettere in atto tutte le azioni utili al ripristino delle necessarie condizioni per la sicurezza della circolazione stradale, relazionando alla scrivente Direzione Generale circa i provvedimenti adottati per ciascuna delle segnalazioni pervenute”.
Con successiva nota prot. n. 4410 del 5 settembre 2011 l’ing. Sergio Dondolini ha dato seguito ad altre 3 segnalazioni di VAS, trasmesse sempre per posta elettronica, chiedendo sempre e soltanto al Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma di provvedere allo stesso modo richiesto con la precedente nota prot. n. 3996 del 28.7.2011.
Sul fronte regionale, con varie note la Direzione Regionale dell’Assessorato all’Urbanistica ha fatto sapere di avere “avviato la propria azione di vigilanza”.
Sul fronte delle aree naturali protette, con nota prot. n. 3098 del 28 maggio 2010 la Direttrice dell’Ente Parco dell’Appia Antica, Alma Rossi, ha comunicato a VAS che a quel momento erano stati verbalizzati 76 impianti, demolito un impianto già sottoposto a sequestro penale, demoliti d’ufficio o autorimossi 46 impianti e in corso di verbalizzazione 6 impianti in via Cristoforo Colombo, via Tuscolana e via Appia Nuova, per un totale presumibile ad oggi di 129 impianti pubblicitari rimossi.
Anche a voler considerare soltanto i 47 impianti sicuramente rimossi, che vanno quindi aggiunti ai 55 demoliti a seguito delle segnalazioni fatte da VAS per posta elettronica, si arriva ad un totale di 102 impianti, che diventerebbero 184 nel caso di accertata rimozione degli altri 82 cartelloni all’epoca verbalizzati dall’Ente Parco dell’Appia Antica.   
Con nota prot. n. 4546 del 14 settembre 2010 l’allora Direttore dell’Ente Roma Natura Stefano Cresta ha trasmesso al Direttore del Servizio Affissioni dott. Francesco Paciello l’elenco di 492 schede anagrafiche di impianti installati dentro le riserve naturali gestite da Roma Natura di cui ha richiesto l’immediata rimozione.
Se i 492 impianti censiti come abusivi si aggiungono ai 150 VAV emanati a seguito delle segnalazioni fatte da VAS per posta elettronica, si arriva ad un totale di 642 impianti pubblicitari sanzionati in attesa della dovuta rimozione.
Sul fronte del parco regionale di Veio, l’azione soprattutto dell’Ente Parco – più che del Servizio Affissioni e Pubblicità – ha portato ad accertare l’avvenuta rimozione a tutt’oggi di ben 130 impianti pubblicitari.
Anche a voler considerare soltanto i 102 impianti sicuramente rimossi sia nel Parco dell’Appia Antica (47) che nel resto della città di Roma (55), che vanno quindi aggiunti ai 130 demoliti dentro il Parco di Veio, si arriva ad un totale complessivo di 232 impianti, che diventerebbero 314 nel caso di accertata rimozione nel Parco dell’Appia Antica degli altri 82 cartelloni all’epoca verbalizzati.
Se ai 619 impianti segnalati da VAS per posta elettronica si aggiungono i 130 impianti monitorati da VAS per posta ordinaria dentro il Parco di Veio, i 129 verbalizzati dentro il Parco dell’Appia Antica ed i 492 censiti dentro le aree naturali protette gestite dall’Ente Parco Roma Natura, si arriva ad un totale di 1.370 impianti pubblicitari che sono stati fatti oggetto di segnalazione direttamente da VAS o indirettamente da parte degli Enti di gestione delle aree naturali protette ricadenti nel territorio del Comune di Roma: se a tutti questi si aggiunge il numero imprecisato e comunque non quantificabile con esattezza degli impianti pubblicitari parimenti segnalati da VAS perché ricadenti all’interno di zone più o meno vaste sottoposte a vincolo paesaggistico con divieto di affissione, si arriva ad un totale complessivo oscillante quanto meno tra i 1.500 ed i 2.000 impianti pubblicitari, di ognuno dei quali il Comune di Roma dovrà fare prima o poi, volente o nolente, una puntuale verifica sulla loro legittimità.
Si tratta in definitiva di un consuntivo che – pur tra luci e ombre – convince e spinge comunque a proseguire in questa costante azione di puntuale segnalazione, che continua ad esser fatta anche e soprattutto grazie ai messaggi trasmessi dai cittadini agli indirizzi di posta elettronica cartellopoli@gmail.com e vas.roma@alice.it.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

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4 commenti:

  1. Quello che ha svolto l'architetto Bosi e l'associazione Vas è un lavoro immenso. Molti cittadini romani non hanno ancora capito l'importanza di quello che si sta facendo per bonificare la situazione della cartellonistica.
    Anche se le rimozioni sono una goccia nel mare, le centinaia di denuncie presentate da Vas e da altre associazioni (Il Comitato Promotore Basta Cartelloni in primis) non andranno sprecate. Prima o poi il Comune dovrà rispondere. E se non lo farà o lo farà parzialmente e male, ci penserà la magistratura ad intervenire.
    Filippo

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  2. Propongo di fondere tutto il ferro rinveniente dai cartelloni illegali/abusivi di cui ormai è strapiena Roma e farci una statua alla legalità e all'arch Bosi da porre ad un ingresso a Roma!

    Verrebbe una scultura enorme!

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  3. Il Colosso di Bosi!!

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