sabato 29 ottobre 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: 10 impianti pubblicitari installati in via Portuense


Segnalazione inviata il 13 ottobre a: polmunicipaleseg15@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, polmunicipaleseggssu@comune.roma.it, segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, francesco.paciello@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, picsdecoro@libero.it, info@aequaroma.it

In data 26 settembre 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalla foto panoramica allegata, che fa presente ben 10 impianti pubblicitari monofacciali installati in via Portuense all’altezza dell’incrocio con via di Colle Rosato.

La foto allegata lascia vedere che 3 dei 10 impianti sono collocati in proprietà pubblica, mentre i rimanenti 7 risultano installati in proprietà privata sulla collina prospiciente sia via Portuense che via di Colle Rosato.

La sottostante foto tratta da Street View di Google Maps mostra che anche nel 2008 risultavano già installati tutti e 10 gli impianti pubblicitari.
Se ne dovrebbe dedurre che tutti e 10 gli impianti facciano parte della cosiddetta procedura del “riordino”, disciplinata con delibera n. 1689/1997 dalla Giunta Comunale, che con successiva deliberazione n. 426/2004 ha poi integrato anche il punto 1 dell’art. 14 della delibera n. 1689/1997 con il seguente testo: “in considerazione dei diversi tempi di attuazione delle varie procedure e per garantire equità di trattamento, per tutte le concessioni il primo quinquennio, rinnovabile, avrà termine il 31 dicembre 2009, mentre per le autorizzazioni il primo triennio, rinnovabile, avrà termine il 31 dicembre 2007”.

Ne deriva che anche per le “concessioni” relative ai 3 impianti installati in proprietà pubblica la scadenza del 1° quinquennio é stata prorogata fino al 31 dicembre 2009, mentre per le 7 “autorizzazioni” relative ai 7 impianti installati in proprietà privata la scadenza del 1° triennio é stata prorogata fino al 31 dicembre 2007.

Riguardo al rinnovo delle 7 suddette “autorizzazioni” va messo in evidenza che tale rinnovo - quand’anche fosse stato concesso – sarebbe scaduto il 31 dicembre 2010: ne deriva che in difetto della prescritta autorizzazione (comunque non ulteriormente rinnovabile) ed ai sensi del 2° comma dell’art. 1 del vigente Regolamento di Pubblicità i 7 impianti andrebbero considerati “abusivi” a tutti gli effetti

Riguardo invece alla rinnovabilità delle suddette 3 “concessioni” va fatto presente che ai sensi del 9° comma dell’art. 34 del vigente Regolamento di Pubblicità, approvato con delibera n. 37/2009, “le concessioni e le autorizzazioni rinnovate, rispettivamente per cinque e per tre anni, all’esito del procedimento di riordino .. possono essere rinnovate per ulteriori periodi, ciascuno non superiore, rispettivamente a cinque e tre anni”.

La “Indagine sul settore affissioni e pubblicità a Roma”, presentata lo scorso 27 gennaio dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, alla pag. 16 riferisce di un “intervenuto rinnovo di 3.189 impianti privati su suolo pubblico ... , con scadenza 31 dicembre 2014”: si chiede pertanto di sapere se le “concessioni” relative ai 3 suddetti impianti siano state rinnovate fino al 31.12.2014 e facciano quindi parte dell’intervenuto rinnovo dei 3.189 impianti della procedura del riordino, perché differentemente, sarebbero invece definitivamente scadute le “concessioni” degli impianti di cui all’oggetto, che risulterebbero anch’essi in difetto della prescritta autorizzazione ed ai sensi del 2° comma dell’art. 1 del vigente Regolamento di Pubblicità andrebbero considerati “abusivi” a tutti gli effetti.
La suddetta richiesta é rivolta in particolare alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.itnell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

La richiesta é ancor più motivata dalla considerazione che nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

Tutti i suddetti impianti risultano installati in violazione delle distanze minime prescritte dal Regolamento di attuazione del Codice della Strada e delle stesse deroghe concesse dal vigente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009. 

Ai sensi della lettera c) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con D.P.R.) n. 495/1992, “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 25 metri dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari”.

Il suddetto 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 fa salva la possibilità di deroga concessa ai Comuni dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada, emanato con D.Lgs. n. 285/1992: di tale deroga si è avvalso il Consiglio Comunale che al 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 ha disposto che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) ed alle strade locali (F) debbono essere di 15 metri dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80.

Il Piano Regolatore degli impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP), che lo scorso 2 febbraio è stato adottato dalla Giunta Comunale, ha allegato allo schema normativo le schede tecniche di tutti i tipi di impianti che si potranno istallare a Roma:  tutti, nessuno escluso (ad eccezione dei parapedonali, che potranno essere posizionati anche in sequenza), dovranno essere posizionati ad almeno 25 metri l’uno dall’altro, sia che siano dello stesso formato sia che siano di formato diverso.

I suddetti impianti risultano installati ad una distanza l’uno dall’altro che non sembra rispettare nemmeno i 15 metri concessi per impianti uguali o inferiori a mt. 1,20 x 1,80.. 

Si chiede in conclusione alla SS. LL. di voler verificare, ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, la legittimità di tutti e 10 gli impianti installati lungo via Portuense, provvedendo alla loro più sollecita rimozione in caso di accertata violazione della normativa sopra richiamata.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

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