domenica 2 ottobre 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: sempre più in alto

 
 
Segnalazione inviata 21 settembre 2011 a: polmunicipaleseg15@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; picsdecoro@libero.it; info@aequaroma.it

In data 12 settembre 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione (corredata dalle foto allegate, scattate in data 8 settembre 2011), secondo la quale all'interno di un'area privata che risulta ricompresa tra via della Magliana e l’Autostrada Roma-Aeroporto di Fiumicino (vedi foto allegate come "Megaimpianto AutostradaRMFC_pianta.jpg" e come "Megaimpianto AutostradaRMFC_pianta01.jpg") é stato installato un megaimpianto pubblicitario, costituito da una struttura metallica che sorregge una superficie espositiva di notevoli dimensioni su cui é stato affisso un cartellone pubblicitario di mt. 4 x 3, che in tal modo risalta sul maggiore sfondo e risulta meglio visibile dall’autostrada (vedi foto allegata come "Megaimpianto AutostradaRMFC").

La segnalazione fa presente che a causa dell’altezza assurda é impossibile vedere sia il nome della ditta proprietaria del megaimpianto che la presenza di una targhetta con il numero di codice identificativo: a tal ultimo riguardo si fa presente che il comma 1 bis dell’art. 12 del vigente Regolamento di Pubblicità (relativo agli “Obblighi del soggetto autorizzato”) stabilisce che gli “impianti devono riportare un apposito elemento di identificazione contenente gli estremi del titolo autorizzativo o di un codice corrispondente dato dal Comune, il quale deve essere facilmente leggibile ed accessibile, fissato e mantenuto a cura e spese del titolare dell’autorizzazione”.

Il suddetto disposto regolamentare recepisce, anche se malamente, quanto prescrive il 1° comma dell’art. 55 del D.P.R. 495/1992 (Regolamento di esecuzione del Codice della strada), che é relativo proprio alle “Targhette di identificazione”, ai sensi del quale “su ogni cartello o mezzo pubblicitario autorizzato dovrà essere saldamente fissata, a cura e a spese del titolare dell’autorizzazione, una targa metallica, posta in posizione facilmente accessibile, sulla quale sono riportati, con caratteri incisi, i seguenti dati:
a) amministrazione rilasciante;
b) soggetto titolare;
c) numero dell’autorizzazione;
d) progressiva chilometrica del punto di installazione;
e) data di scadenza”.

Appare di tutta evidenza che su un impianto del genere di mt. 4 x 3, che di solito é istallato a mt. 1,50 da terra e che risulta invece posizionato quanto meno a 10 metri di altezza, risulta impossibile leggere la targhetta con il numero di codice identificativo, ammesso che ci sia, anche ed a maggior ragione perché l’impianto é stato installato in proprietà privata.

A tal ultimo riguardo, si chiede di sapere se per il megaimpianto di cui all’oggetto sia stata rilasciata una “autorizzazione” quinquennale ex novo ai sensi della lettera a) del 1° comma dell’art. 33 Bis del vigente Regolamento oppure sia stata rilasciata una vecchia “autorizzazione” triennale che abbia dato diritto in tal caso di far parte delle procedura del riordino.

Nella eventualità che l’impianto faccia parte del riordino, anche se abbastanza improbabile, si deve far presente che con deliberazione n. 426/2004 la Giunta Comunale ha integrato anche il punto 1 dell’art. 14 della delibera n. 1689/1997 (relativa alla procedura del riordino) con il seguente testo: “in considerazione dei diversi tempi di attuazione delle varie procedure e per garantire equità di trattamento, .... per le autorizzazioni il primo triennio, rinnovabile, avrà termine il 31 dicembre 2007”: anche a voler ipotizzare che ci sia stato un generale rinnovo per altri 3 anni di tutti gli impianti installati in proprietà privata, le rispettive “autorizzazioni” sarebbero scadute il 31 dicembre 2010, senza possibilità di ulteriore rinnovo e quindi con obbligo di rimozione di tutti gli impianti.

Riguardo ad una eventuale ulteriore rinnovabilità delle suddette “autorizzazioni” va fatto ad ogni modo presente che ai sensi del 9° comma dell’art. 34 del vigente Regolamento di Pubblicità, approvato con delibera n. 37/2009, “le concessioni e le autorizzazioni rinnovate, rispettivamente per cinque e per tre anni, all’esito del procedimento di riordino .. possono essere rinnovate per ulteriori periodi, ciascuno non superiore, rispettivamente a cinque e tre anni”.

La “Indagine sul settore affissioni e pubblicità a Roma”, presentata lo scorso 27 gennaio dalla Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma, alla pag. 16 riferisce di un “intervenuto rinnovo di 3.189 impianti privati su suolo pubblico, 60 su suolo privato e 453 impianti di proprietà di Roma Capitale (SPQR), con scadenza 31 dicembre 2014”.

Nella eventualità che anche per i 60 impianti su suolo privato ci possa essere stato un rinnovo delle rispettive “autorizzazioni” fino al 31.12.2014, si chiede comunque di sapere se fra queste “autorizzazioni” rinnovate sia ricompresa anche quella relativa al megaimpianto di cui all’oggetto.


Le suddette richieste sono rivolte anche e soprattutto alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroam.it “nell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

Si chiede in conclusione di voler accertare la regolarità del megaimpianto, provvedendo alla sua immediata rimozione in caso di constatata violazione della normativa vigente in materia.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

1 commento:

  1. Quello schifo ahimè sta lì da parecchi anni, quel tratto di via della magliana è la concretizzazione massima del concetto di degrado
    Marco1963

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