sabato 1 ottobre 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: Viadotto della Magliana

 
 
Segnalazione inviata il 21 settembre 2011 a: polmunicipaleseg12@comune.roma.it; francesco.paciello@comune.roma.it; segnalazioniaffissioni@comune.roma.it; polmunicipaleseggssu@comune.roma.it; davide.bordoni@comune.roma.it; assessorato.ambiente@comune.roma.it; picsdecoro@libero.it; info@aequaroma.it

In data 6 settembre 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione (corredata dalle foto allegate), secondo la quale all'interno di un'area privata che risulta ricompresa tra via del Cappellaccio ed il viadotto della Magliana (vedi foto allegata come "MegaimpiantoViadottoMagliana_pianta.jpg") é stato installato un megaimpianto pubblicitario, costituito da tre facciate forse di dimensioni di mt. 20 x 4 l’una (vedi foto allegata come "MegaimpiantoViadottoMagliana_05092011.jpg").

La segnalazione allega anche la foto "MegaimpiantoViadottoMagliana_2008.jpg" che attesta come nel 2008 sullo stesso posto già esistesse il megaimpianto: fa presente anche che é impossibile vedere sia il nome della ditta proprietaria del megaimpianto che la presenza di una targhetta con il numero di codice identificativo e che al momento sono utilizzate solo due delle tre facciate espositive con la pubblicità della Sisal .

Ai sensi della lettera b) del 2° comma dell'art. 4 del vigente Regolamento comunale delle affissioni, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009, “sono vietati: .... b) gli impianti e i mezzi la cui superficie espositiva facciale superi i 12 metri quadrati, salvo quanto disposto dall’art. 20, comma 1, lett. F) in materia di impianti non soggetti ai limiti di formato”, che non sembrano comunque riguardare il caso in questione.

Il megaimpianto pubblicitario di cui all'oggetto ha dimensioni del tutto superiori al formato massimo consentito di mt. 4 x 3.

Ai sensi della lettera c) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, che è stato emanato con D.P.R. n. 495 del 16 dicembre 1992, “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 25 metri dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari”.

Il suddetto 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 fa salva la possibilità di deroga concessa ai Comuni dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada, emanato con Decreto Legislativo (in sigla D.Lgs.) n. 285 del 30 aprile 1992: di tale deroga si è avvalso il Consiglio Comunale che al 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 ha disposto che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) ed alle strade locali (F) debbono essere di 15 metri dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80.

Il megaimpianto pubblicitario di cui all'oggetto risulta costituito da tre facciate espositive contigue in totale violazione anche della normativa in deroga sopra richiamata.

Si mette in evidenza che il Piano Regolatore degli impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP), che lo scorso 2 febbraio è stato adottato dalla Giunta Comunale, ha allegato allo schema normativo le schede tecniche di tutti i tipi di impianti che si potranno istallare a Roma:  tutti, nessuno escluso (ad eccezione dei parapedonali, che potranno essere posizionati anche in sequenza), dovranno essere posizionati ad almeno 25 metri l’uno dall’altro, sia che siano dello stesso formato sia che siano di formato diverso.

Si chiede pertanto di voler accertare la natura totalmente abusiva del megaimpianto ed in caso affermativo provvedere alla sua immediata rimozione ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Nelle more della materiale rimozione dei suddetti impianti, l’amministrazione comunale può e deve provvedere anche e soprattutto "alla copertura immediata della pubblicità irregolare" che sembra essere stata sfruttata quanto meno dal 2008 ed al "sequestro cautelare" del megaimpianto abusivamente utilizzato, così come prescrive il 6° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) –

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