venerdì 21 ottobre 2011

"Impianto regolare ma vedremo se spostarlo". Ma che vordì?

Continua la storia dei cartelloni a viale Buozzi sul Corriere della Sera, qui la prima puntata.
Leggete la risposta dell'assessorato alle Attività produttive e fatevi due grasse risate. Risate amare, molto amare...

E su viale Buozzi «crescono» i cartelloni
Gentile redazione, è fatta! L' ennesimo cartellone pubblicitario "regolare" di viale Bruno Buozzi è stato installato. Il 4 ottobre il Corriere ha pubblicato la mia lettera e il 5 non c' erano più solo i pali in ferro, ma tutto l' impianto era stato completato. Ancora non è stato affisso il manifesto ma, ad horas, sarà fatto! Regolare sembrerebbe regolare, stando a quanto attesta la dicitura Spqr che lo sovrasta, ma non per questo è meno brutto. Tanto per dare un riferimento dell' ultimo incomprensibile scempio (come mi è stato chiesto di fare nella precedente lettera), l' impianto si trova accanto al terz' ultimo lampione scendendo dal marciapiede di destra, verso il semaforo delle Belle Arti. In poche decine di metri si contano ben cinque mega cartelloni, tra l' altro su una curva pericolosa per l' asfalto viscido quando piove. Questo è quanto, purtroppo! Si deve fare qualcosa per fermare l' invasione.
Lettera firmata

La risposta
Il Comune: impianto regolare ma vedremo se spostarlo Gentile lettrice, l' impianto in questione riporta in effetti la dicitura Spqr, è di proprietà di Roma Capitale e quindi non è abusivo. "La tipologia di questo impianto è prevista dalla delibera 25 / 2011 - spiegano dall' assessorato alle Attività produttive -, con cui Il Comune ha disposto l' adeguamento con un modello unico per tutta la città". Per quanto riguarda la presenza di altri cartelloni su viale Buozzi, ci assicurano che "tutti i casi di eccessiva presenza di impianti, in spazi ristretti, saranno risolti secondo le prescrizioni previste nel prg che, oltre a definire la localizzazione, dispone anche la quantità di strutture che possono essere installate ogni 100 metri, risolvendo quindi eventuali casi di "sovraffollamento". Per tornare al caso specifico: «I vigili hanno effettuato un sopralluogo - concludono dall' assessorato - constatando la posizione della struttura, senza riscontrare contrasti al codice della strada». Ciononostante, a breve verranno effettuati ulteriori riscontri e si valuterà l' opportunità di spostarlo.
Clarida Salvatori

Pagina 8
(19 ottobre 2011) - Corriere della Sera

5 commenti:

  1. vuol dire: "facciamo un po' come cazzo ci pare" tanto qualche regola che consente l'installazione da parte qualche ci sarà pure, però per dare la carotina al cittadino incazzato, assumiamo un atteggiamento paternalistico e di comprensione e facciamo vedere quanto è buono il grande fratello cartellonaro, anche se è tutto regolare magari lo spostiamo lo stesso, magari dall'altra parte del marciapiede o magari davanti al portone di casa di bordoni.
    Ma io mi ricordo che era stato detto che dopo il 31/12/2009 (o 31/12/2010, ora non ricordo) non si potevano più installare impianti????

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  2. QUESTA GENTE VA CACCIATA VIA DAL CAMPIDOGLIO A PEDATE PESANTI PRIMA CHE DISTRUGGANO TUTTO (E STANNO GIA' A BUONISSIMO PUNTO!!!!)

    PAGLIACCI PRIVI DI SCRUPOLI, SI VERGOGNASSERO!

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  3. Non mi risulta che il Comune di Roma abbia deciso di aumentare il proprio parco impianti.
    L'Assessorato alle Attività Produttive ha giustificato la nuova installazione con la tipologia dell'impianto che sarebbe prevista dalla delibera n. 25/2011, quando invece trattasi della delibera n. 25 del 10 febbraio 2010 con cui la Giunta Comunale ha approvato i progetti-tipo per impianti pubblicitari, fra cui figurano anche gli impianti SPQR, ma con la precisazione che quelli esistenti dovranno essere sostituiti con quelli dei progetti-tipo a partire dai Municipi I e XVII.
    Non mi risulta che con l'impianto in questione sia stato sostituito un impianto SPQR già esistente sullo stesso posto.
    Per quanto riguarda le distanze che sono al momento da rispettare tra un cartellone e l'altro, l'Assessorato alle Attività Produttive non può rimandare alle prescrizioni del PRIP per mantenere di fatto l'attuale "sovraffollamento" in nodo illecito, perché é tenuto a sapere ed a far rispettare le distanze minime attualmente in vigore che sono di 25 metri tra un impianto e l'altro, riducibili in deroga a 15 metri solo per impianti di dimensioni uguali o inferiori a m. 1,20 x 1,80.
    Per quanto riguarda infine il mancato contrasto con il Codice della Strada, riscontrato dal II Gruppo di Polizia Municipale, mi riservo di verificarlo con un sopralluogo diretto sul posto.

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  4. A seguito di una verifica tramite Street View di Google Maps di quanto precisato dalla sig.ra sulla esatta posizione dell'impianto (accanto al terz' ultimo lampione scendendo dal marciapiede di destra, verso il semaforo delle Belle Arti) debbo rettificare il mio precedente commento, perché quanto meno nel 2008 sul lato sinistro di Viale Bruno Buozzi, partendo dal semaforo all'incrocio con il Viale delle Belle Arti, risultavano installati nell'ordine un impianto di mt. 4 x 3 della ditta "PUBBLI A", un impianto di mt. 4 x 3 della ditta "APA" ed un impianto con cimasa scolpita "SPQR" di mt. 3 x 2 o 4 x 3, posizionato proprio accanto al terz' ultimo lampione.
    Sembrerebbe dunque che ci fosse effettivamente un preesistente impianto che é stato ora sostituito con il progetto-tipo approvato dalla Giunta con delibera n. 25/2010.
    Va comunque accertato se l'installazione del vecchio impianto SPQR sia antecedente o successiva tanto a quella del vicino impianto di sinistra (il già ricordato 4 x 3 della ditta "APA") quanto a quella del vicino impianto di destra (della ditta "IGP DECAUX"), dal momento che tutti e 3 i cartelloni non sembrano rispettare la distanza minima di 25 metri tra l'uno e l'altro e c'é quindi da stabilire chi sia stato di loro a piazzarsi dopo, in modo quindi illecito a fianco di chi già c'era sul posto.
    Va anche verificato se questo impianto SPQR si trovi ad una distanza uguale o superiore ai 50 mt. prescritti dal semmaforo posto all'incrocio con il viale delle Belle Arti, distanza sicuramente non rispettata dai 2 impianti della ditta "PUBBLI A" e della ditta "APA", che andrebbero pertanto rimossi se ancora esistenti sul posto dal 2008.

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  5. quindi il cartellone è abusivo

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