lunedì 24 ottobre 2011

A Radio Popolare Roma si è parlato oggi della Delibera di Iniziativa Popolare

Dalle ore 11,30 alle ore 12,27 di oggi a Radio Popolare Roma  si è parlato della proposta di delibera di iniziativa popolare che dallo scorso 20 ottobre è all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio Comunale.
Dopo aver letto un SMS che segnalava l’installazione di un nuovo cartellone abusivo in via Leone XIII, alla trasmissione è stato fatto intervenire per primo Roberto Crea, che ha fatto sapere della diffida che il Comitato Promotore ha trasmesso al Comune e che avrebbe determinato la calendarizzazione della proposta di delibera di iniziativa popolare.
Crea ha parlato del vigente Regolamento che con il meccanismo della “autodenuncia” permette di far assegnare ad impianti installati del tutto abusivamente un numero di codice identificativo che viene registrato nella Nuova Banca Dati, dopo aver pagato un po’ di più del Canone Iniziative Pubblicitarie (in sigla CIP): si fa presente al riguardo che la “indennità” che si deve pagare per impianti installati abusivamente è pari al CIP e non maggiore ad esso.
Roberto Crea ha sostenuto anche che la IX Commissione Commercio avrebbe discusso e votato sulla proposta di delibera di iniziativa popolare.
Subito dopo la lettura di un altro SMS che lamentava l’inutilità di rimuovere impianti abusivi perché vengono poi sistematicamente “ricollocati”, è intervenuto Roberto Tomassi che ha parlato dell’incidente mortale avvenuto in via Veneto contro un impianto pubblicitario forse abusivo e ha giudicato frettolosa la calendarizzazione della proposta di delibera, perché non accompagnata dalla dovuta “Relazione” che avrebbe dovuto approvare la IX Commissione Commercio, rettificando di fatto quanto dichiarato da Roberto Crea su un presunto voto dato invece dalla Commissione.
Con riguardo alle osservazioni che il Comitato Promotore ha presentato al Piano Regolatore degli impianti e dei Mezzi Pubblicitari (PRIP) Tomassi ha dichiarato la disponibilità a continuare una “collaborazione” con il Comune.
Alla giornalista che ha chiesto di sapere cosa farà il Comitato promotore in caso di bocciatura della sua proposta di delibera ha risposto Roberto Crea dichiarando la disponibilità a trovare soluzioni alternative che perseguano gli stessi obiettivi e che nel seguito del dibattito si sono concretizzate nella approvazione di un ordine del giorno, di cui si dirà più avanti.
Alla trasmissione è stato fatto intervenire il Generale Antonino Torre, attuale consigliere di maggioranza della Lista Civica per Alemanno, che dopo aver fatto sapere che il PRIP è fermo in IX Commissione per il Commercio, ha lamentato quello che lui ha chiamato “intasamento burocratico-amministrativo”, provocato a suo giudizio da ben tre proposte presentate rispettivamente dall’Assessore alle Attività Produttive On. Davide Bordoni (su un non meglio precisato “Regolamento”), dal Comitato Promotore (proposta n. 122/2010, secondo lui di “grandissimo valore”) e dal cons. Athos De Luca assieme ad altri 5 consiglieri del PD (proposta n. 139/2010): al riguardo si fa presente che, da quanto ci risulta, l’On. Davide Bordoni ha presentato soltanto la proposta di Regolamento che con modifiche ed integrazioni ha poi approvato il Consiglio Comunale con delibera n . 37/2009.          
Per superare il suddetto presunto “intasamento” l’On. Antonino Torre ha fatto sapere che si sta lavorando per concordare un ordine del giorno che fissi almeno dei paletti.
Alla giornalista che gli ha chiesto un giudizio sulla ostruzione della attuale maggioranza al governo della città di Roma il cons. Athos De Luca ha fatto sapere della iniziativa intrapresa sabato scorso dal Presidente della X Commissione Assembleare  (Statuto e Personale), On. Pasquale De Luca, che vorrebbe il ritiro dall’ordine dei lavori della proposta di delibera di iniziativa popolare, perché avoca a sé il diritto di esaminarla ed istruirla.
L’On. Athos De Luca ha poi portato a conoscenza della diffida da lui fatta al Prefetto, lamentando di avere determinato l’invio in aula di Consiglio della sola proposta n. 122/2010 del Comitato Promotore, senza abbinarla anche alla sua proposta n. 139/2010, per arrivare poi alla stessa conclusione dell’On. Torre di concordare almeno un ordine del giorno, a fronte di una presunta certezza “matematica” di una bocciatura della proposta di delibera.
Sul presupposto che sarebbero state recepite alcune osservazioni del Comitato Promotore, l’On. Athos De Luca ha dichiarato che l’ordine del giorno potrebbe mettere almeno alcuni paletti, come abrogare  le deroghe e fissare un numero degli impianti attualmente esistenti pari ai 126.000 mq. stabiliti dal PRIP. 
Sulla opportunità di arrivare a concordare un ordine del giorno di questo tipo, oltre all’On. Torre, si è pronunciato anche il Presidente del Comitato Promotore, Fabio Depino, dando (almeno al sottoscritto) la netta impressione di una “strategia politica” già preordinata che si fascia la testa prima ancora di essersela rotta.
Fabio Depino ha ribadito che la IX Commissione Commercio non ha votato sulla proposta di delibera di iniziativa popolare, ma è stato contraddetto con forza dall’On. Athos De Luca secondo cui circa una settimana fa, comunque dopo la sua diffida al Prefetto, sarebbe stato chiamato dalla sera alla mattina per assistere da membro esterno, in quanto Vicepresidente della Commissione Ambiente, al parere contrario votato dalla Commissione Commercio.
Metto in grande risalto che, prima di scrivere questo post, ho personalmente telefonato al cons. Alessandro Vigna di Alleanza per l’Italia, che è membro della IX Commissione Commercio, per avere conferma da lui di quanto dichiarato da Athos De Luca: mi ha assicurato che l’On. Ugo Cassone, dopo l’audizione concessa al Comitato Promotore lo scorso 12 luglio, non ha più riunito la Commissione da lui presieduta per votare un “parere” e men che mai la dovuta “Relazione” sulla proposta di delibera di iniziativa popolare.
Alla trasmissione è stato fatto intervenire per ultimo anche il sottoscritto, come responsabile della associazione “Verdi Ambiente e Società” e come estensore materiale del testo della proposta di delibera e della sua relazione illustrativa.                
Alla giornalista che mi ha chiesto come la pensassi sull’ordine del giorno ho fatto presente che in base alla mia esperienza venticinquennale gli ordini del giorno sono stati sempre votati in genere alla fine di una consiliatura, per dare un “contentino” che non è mai servito a nulla, dal momento che l’ordine del giorno decade con la stessa fine della consiliatura e finché rimane in vigore non ha comunque nessuna valenza giuridica, per cui non ha il potere di imporre nessuno dei “paletti” di cui hanno parlato sia l’On. Torre che l’On. De Luca.     
Ho fatto presente che la delibera di iniziativa popolare da me predisposta propone modifiche ed integrazioni della delibera n. 37 che il 30 marzo 2009 ha votato l’attuale Consiglio Comunale ed ho messo in evidenza che l’attuale maggioranza potrà arrivare a rinnegare se stessa solo se si convincerà della bontà delle modifiche e delle integrazioni proposte.
Ma questo può avvenire solo e soltanto se ci sarà stata la dovuta preventiva informazione su tutta la documentazione da esaminare, sulla base della quale impostare un dialogo ed un confronto democratico fra tutte le parti in gioco, che porti ogni consigliere a farsi un proprio personale giudizio ed a dare conseguentemente un voto non certo per partito preso, ma finalizzato sempre e soltanto ad assicurare esclusivamente tutti gli interessi pubblici in gioco.    
Ho quindi messo in evidenza che il parere contrario del dott. Francesco Paciello è stato espresso fin dal mese di ottobre del 2010, ma è stato portato a conoscenza del Comitato Promotore e del sottoscritto solo il 12 luglio scorso, in occasione della audizione concessa dal Presidente On. Ugo Cassone, subentrato nei primi mesi di quest’anno dopo che era morto il Presidente Parsi: ho messo in ancor maggiore evidenza che sulle controdeduzioni da me trasmesse al parere contrario del dott. Francesco Paciello e sulle considerazioni fatte allo stesso riguardo dal Comitato Promotore non è stata fatta nessuna “Relazione” dalla IX Commissione Commercio, per cui non è dato nemmeno di sapere se siano state messe a disposizione di ognuno dei membri del Consiglio Comunale, che in tal modo non vengono messi in condizione di valutare tutti i “pro” e tutti i “contro”.
Ho messo in rilievo che sulla proposta di delibera di iniziativa popolare tutti i Consigli Municipali che si sono pronunciati, compresi quindi molti di centro-destra, hanno espresso parere favorevole.
Ho poi fatto presente che fra le finalità dichiarate nella relazione illustrativa la proposta di delibera punta a definire i criteri sulla base dei quali operare una corretta redazione del PRIP, che invece è stato adottato prima senza che peraltro possa incidere sulla situazione attuale se venisse approvato in tal modo dal Consiglio Comunale, perché non scatterebbero le Norme Tecniche di Attuazione (N.T.A.), ma solo una schema normativo senza nessuna valenza giuridica immediata.
Allo stesso riguardo ho messo in grande rilievo che il PRIP deve pianificare il territorio del Comune di Roma partendo da zero, come se non ci fosse installato nemmeno un impianto pubblicitario, perché deve essere lui a decidere - assieme poi ai Piani di Localizzazione - dove e quali e quanti impianti andranno installati, per cui non è accettabile nella maniera più assoluta la proposta dell’On. De Luca di fissare addirittura nell’ordine del giorno un numero di impianti pubblicitari pari ai 126.000 mq. previsti dal PRIP, se non altro perché darebbe loro dei “diritti acquisiti” che non hanno assolutamente.
A tal ultimo riguardo ho fatto presente che una delle principali proposte della delibera di iniziativa popolare riguarda il numero di codice identificativo assegnato ad ogni impianto pubblicitario, che così come impostato e registrato nella Nuova Banca Dati è del tutto in violazione del Regolamento di attuazione del Codice della Strada, perché prescrive non solo la data di rilascio della “autorizzazione” ma anche e soprattutto la data di scadenza che comporta la rimozione dell’impianto a cura e spese della ditta che ne è titolare.
Dopo aver ricordato che ogni impianto pubblicitario ha una vita che al massimo non può andare oltre i 10 anni, dal momento che la sua autorizzazione è quinquennale, rinnovabile solo una volta per altri 5 anni, ho messo in grande evidenza che per i circa 30-35.000 impianti inseriti nella cosiddetta procedura del riordino il Consiglio Comunale ha prorogato al 31 dicembre 2009 la scadenza del 1° quinquennio e che il rinnovo per altri 5 anni fino al 31.12.2014 è stato concesso solo per 3.189 impianti: ho quindi fatto presente che in base al vigente Regolamento ci sono quanto meno 30.000 impianti circa privi di titolo autorizzatorio  e quindi abusivi a tutti gli effetti, per i quali il Comune di Roma - anziché provvedere alla loro rimozione – sta facendo a mio giudizio un’opera di appropriazione indebita, perché continua a farsi pagare un CIP non dovuto per ognuno di essi.           
Alla giornalista che mi ha chiesto come penso di comportarmi in caso di bocciatura della proposta di delibera di iniziativa popolare, ho risposto che al di là delle decisioni che verranno prese “politicamente”, per dare soluzione alla cartellopoli romana esiste sempre nel nostro Stato di diritto la via giudiziaria che consente di  attivare una Class Action e di presentare dettagliati esposti-denuncia alla Procura della Repubblica che chiedano di accertare la sussistenza di eventuali reati sulla base anche e soprattutto delle prove che si siano nel frattempo riusciti a documentare.  

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

7 commenti:

  1. Grazie mille Bosi. Ho seguito la trasmissione e lei mi è parso l'unico che ne capiva qualcosa. Da parte del comitato direi: troppa attenzione ai dettagli e poco alla sostanza.
    ROMA E' TRASFIGURATA!
    Bisogna portare i responsabili in tribunale, non impantanarsi in mille rivoli burocratici. Al Comune ci sguazzano con questi impicci!
    Bisogna che Bordoni si dimetta, SUBITO. Lo scempio continua come se nulla fosse.

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  2. Guardate un po' di cosa si parla nel decreto sviluppo (fonte: Corriere):

    "Il «manifesto selvaggio», l'affissione senza permesso e pagamento di relative tasse, potrà essere regolarizzato con 750 euro l'anno per affissioni fino al 2010."

    che ne dite? sarà un regalino?

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  3. MA INFATTI, COSA ANCORA SI ASPETTA A FAR PARTIRE UNA CLASS ACTION CONTRO QUESTA MANICA DI DELINQUENTI? COSA SI ASPETTA ANCORA...?!!

    NON C'E' PIU' TEMPO!!!!! ROMA E' MORTA!!

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  4. Uno scandalo senza fine, gente in giunta che amministra che ormai è IMPRESENTABILE.

    Dove è possibile sentire la registrazione della trasmissione radio? Grazie.

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  5. quoto il primo anonimo "Bisogna non impantanarsi in mille rivoli burocratici. Al Comune ci sguazzano con questi impicci!"
    secondo me Bosi ha raione quando dice che bisogna ripartire da zero, il che significherebbe anche una delibera che non cerca di correggere le mille normicine e regolette dei mille precedenti atti, ma che fissa dei principi (salvaguardia del paesaggio, decoro urbano, sicurezza stradale, che fissa poche regole certe (superficie espositiva complessiva, dimensioni, luoghi non cartellonabili, etc.), senza possibilità di deroghe!!!! (a tale proposito i mitici inidcatori di parcheggio sono l'escamotage che consente di derogare al divieto di impianto vicino ai parcheggi, con il risultato che ora abbiamo sia gli indicatori di parcheggio sia i maxi carteloni abusivi, e per ultimo, ogni installazione può essere autorizzata solo dietro istruttoria di un unico responsabile di procedimento, che sarà il responsabile appunto di tutto ciò che è fatto in contrasto con i principi generali.
    W BORDONI e i suoi CARTELLONI

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  6. Per riascoltare la trasmissione seguire il link ad inizio post sperando inseriscano il podcast.

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  7. Salve, il podcast sarà disponibile a breve all'indirizzo http://www.radiopopolareroma.it/lacasadellacitta

    Radio Popolare Roma

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