sabato 5 novembre 2011

Franco Bernabè uno di noi

Sono due anni che scriviamo a tutte le società inserzioniste raccontando loro la situazione e chiedendo loro di orientare altrove gli investimenti pubblicitari. Ecco il risultato, finalmente.
E visto che si parla di Brasile si potrebbe accennare al caso di San Paolo, città dove l'amministrazione ha tolto di mezzo ogni impianto.
 
http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/11/04/news/bernab_roma_peggio_di_brasile_e_cina_telecom_non_user_pi_i_pannelli_in_strada-24459086/

L'intervista di Franco Bernabè, dominus di Telecom Italia, a Repubblica è molto significativa perché mette sul piatto delle questioni che noi abbiamo sollevato da tempo. C'è infatti una specifica categoria di aziende e di persone che ha la possibilità, in men che non si dica, di cancellare o di rendere poca cosa la mostruosa situazione romana dei cartelloni. Con buona pace della mafia e di chi, nei palazzi civici, si diverte a sostenerla.

Quando Bernabè accenna al fatto che i budget pubblicitari non sono gestiti da loro, ma sono nelle mani di "agenzie", si riferisce ai Centri Media (o media center) che sono i grandi collettori dell'investo pubblicitario: le società assegnano a loro un budget, mettiamo 100 milioni di euro, e quelli, in base a degli algoritmi (per la verità ormai logori e invecchiati e mai ringiovaniti) comprano spazi: 50% in tv, 25% su internet, 12% sui quotidiani, 10% sui periodici, tot sull'esterna. E così via.

E' qui che bisogna agire ed è qui che abbiamo intenzione di agire preparando una lettera per tutti i centri media italiani (che non sono più di una decina, per cui il lavoro è assai semplice). Spiegando dei semplici concetti: Roma è una metropoli del sottosviluppo per quanto riguarda le affissioni pubblicitarie; comprare spazi significa sovente finanziare la malavita organizzata; comprare spazi significa squalificare la propria immagine, infangare il brand che si vorrebbe proporre; comprare spazi significa rischiare di vedere associato il proprio nome a incidenti, morti, manifestazioni di protesta con una amministrazione che invece di prendersi le proprie responsabilità, non appena sente puzza di bruciato infanga ditte e inserzionisti costituendosi parte civile.

In questo modo, se i centri media ci daranno retta (basterà loro controllare con i loro stessi occhi) e con un semplice clic decideranno di togliere la spunta dalle loro pianificazioni alla casella "roma / affissioni", in un attimo il fatturato dei cartellonari romani non diminuirà, ma crollerà. Lasciando loro solo la pubblicità di ditte ridicole, di negoziacci, di patetici mobilifici de Pomezia. Con la conseguenza che il pubblico, che già oggi se ne guarda bene, smetterà completamente di posare l'occhio sulla merdaglia cartellonara coadiuvando il compito ad una eventuale amministrazione illuminata che decidesse di fare piazza pulita.

13 commenti:

  1. i centri media agiscono in base alle direttive delle aziende che li assumono perciò bernabè, dicendo che non può far nulla, è un po' bugiardo...e cmq i centri media non comprano in base ad algoritmi...

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  2. non mi convince neanche a me questa intervista . Chissà che finalità ha ! Parla dopo il litigio repubblica alemanno ....proprio intervistato da repubblica.
    E poi non è vero che i cartelloni telecom sono pochi !

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  3. non so cosa sia peggio, se Bernabè ( grazie al quale l'italia è l'ultima in europa riguardo internet e comunicazione e che nonostante telecom sia una monopolista, abbia 31,47 miliardi di euro di debito) o i cartellonari.

    Io non mi fiderei di quest'uomo

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  4. E' l'unico uomo di potere che è intervenuto, tutti gli altri zitti...ben venga Bernabè

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  5. Finalmente una personalità che interviene a difesa del decoro di Roma. LA cosa assurda è che NESSUNA ALTRA "ISTITUZIONE" E' FINO AD ORA INTERVENUTA: E' UN FATTO GRAVISSIMO ED INCONCEPIBLE.
    Benvenuto Bernabè!

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  6. Anonimo, io ci lavoro in telecom, se vuoi mi faccio dare il dettaglio (all'euro) delle campagne pubblicitarie 2010 e 2011 al 30 settembre e ti dimostro che in affissioni spendiamo due lire, solitamente in luoghi specifici come aeroporti ecc. (che poi io non ricordo su roma pubblicità telecom da mesi e mesi, senza dover indagare più di tanto)
    Finalmente inoltre il mio AD ne dice una giusta .....
    Marco1963

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  7. Confermo quanto dice marco1963.
    Abbiamo chiesto i dati alla Telecom ed effettivamente gia` da piu` di un anno non fanno pubblicita`esterna su grandi impianti su strada (a parte stazioni, aeroporti, fiere ecc.)

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  8. Telecom Italia ne ha sempre fatta poca di pubblicità in esterna, lì il big spender è TIM, Bernabè in coerenza con quello che dice dovrebbe intervenire sull'outdoor di TIM, lo farà? staremo a vedere

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  9. Non comprendo lo scetticismo di alcuni lettori sull'intervista a Bernabè. Ma come, una volta che un top manager, un uomo in vista, uno che conta parla come noi, per tutta risposta diciamo che non ci fidiamo o facciamo le pulci alla sua agenzia pubblicitaria?
    Signori la lotta si fa portando dalla propria parte grossi nomi, personaggi che fanno opinione. Se li critichiamo anche quando sono con noi, non credo che facciamo un buon servizio alla causa.
    Io dico: grazie Bernabè. Continua così! Perchè offri ancora una speranza di cambiamento.

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  10. Quando dicevo telecom (deformazione professionale, l'azienda è unica, ormai) intendevo anche TIM
    Ma dove sta l'outdoor di TIM, mi fate un esempio pratico ?
    Ma possibile che aprite la bocca e je date fiato ?
    Marco1963

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  11. A Roma sempre più l'outodoor è "signora maria", i big spender sanno già che il futuro è in tv, e ancora di più, in rete, i tassi di crescita della spesa pubblicitaria in rete sono pazzeschi
    Marco1963

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  12. Visto che forse si può ragionare con Bernabè, sarebbe il caso di sollecitargli quanto prima la rimozione delle cabine Telecom che ormai sono usate solo come struttura per attaccare manifesti abusivi o come vomitatoio per lo sbandato-senzatetto di turno.
    Avevano promesso la rimozione di un certo numero di cabine a partire da giugno 2011, ma qui continuamo a vedere quelle immonde mostruosità devastate ancora sui marciapiedi.

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  13. Peccato che Bernabè è anche Tim e non solo Telecom e non mi sembra che Tim a Roma non abbia fatto niente in questi ultimi mesi.
    Per marco1963 Giugno e luglio 2011 due campagne consecutive TIM in affissione a Roma.

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