venerdì 25 novembre 2011

Genesi di un ordine del giorno tripartisan

La ripubblicazione di questo post é stata voluta dal dott. Arch. Rodolfo Bosi che tiene a ribadire il suo rapporto di collaboratore esterno con questo sito e rivendica in tale veste il pieno diritto di critica e di cronaca che gli viene sancito dall’art. 21 della nostra Costituzione, secondo il quale “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”: scarica quindi da ogni responsabilità il sito www.cartellopoli.net che ringrazia per lo spazio che gli ha fin qui dato e che continua a riservargli.
Il dott. Arch. Rodolfo Bosi si assume quindi dichiaratamente ogni responsabilità anche per quanto riguarda la ripubblicazione dei post di cui tiene a chiarire la finalità, che non é certo quella di scadere sul piano personale come si sta cercando di fare anche con minacce nemmeno tanto velate, ma é e rimane sempre e soltanto quella di entrare nel merito delle singole questioni, indipendentemente dalle persone che volta per volta possano esservi coinvolte ma esclusivamente sul piano pubblico o comunque del pubblico interesse, nel pieno rispetto quindi del trattamento dei dati personali di ognuno.  
Ieri pomeriggio il Consiglio Comunale ha approvato con 28 voti favorevoli (dati soprattutto dalla maggioranza, ma anche dall’opposizione) un ordine del giorno che non ha visto la benché minima opposizione di tutti i membri del Comitato Promotore presenti in aula Giulio Cesare: per far capire bene a chi legge (e giudicare quindi questo comportamento) occorre conoscere la genesi di quest’ordine del giorno, che sono in grado di raccontare nei particolari, a partire da subito dopo che la proposta di delibera d’iniziativa popolare n. 122/2010 è stata messa all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio Comunale dello scorso 20 ottobre. 

24 ottobre 2011Nel corso della trasmissione che Radio Popolare ha tenuto proprio sulla proposta n. 122/2010, l’On. Antonino Torre (della Lista Civica per Alemanno) ha fatato sapere che per superare l’attuale “intasamento burocratico-amministrativo”, provocato anche dalla proposta del PD e da quella sul PRIP, si stava già lavorando per concordare un ordine del giorno che fissasse almeno dei paletti: alla stessa conclusione è arrivato anche il cons. del PD Athos De Luca, sul presupposto non affatto dimostrato di una presunta certezza “matematica” di una bocciatura della proposta di delibera.
Anche il Presidente del Comitato Promotore, Fabio Depino, si è pronunciato a favore della opportunità di arrivare a concordare un ordine del giorno di questo tipo, dando almeno al sottoscritto la netta impressione di una “strategia politica” preordinata già da quell’epoca che si fascia la testa prima ancora di essersela rotta.
Alla giornalista che mi quel giorno ha chiesto come la pensassi sull’ordine del giorno ho fatto presente che in base alla mia esperienza venticinquennale gli ordini del giorno sono stati sempre votati in genere alla fine di una consiliatura, per dare un “contentino” che non è mai servito a nulla, dal momento che l’ordine del giorno decade con la stessa fine della consiliatura e finché rimane in vigore non ha comunque nessuna valenza giuridica, per cui non ha il potere di imporre nessuno dei “paletti” di cui avevano parlato poco prima sia l’On. Torre che l’On. De Luca.

2 novembre 2011Su www.cartellopoli.net viene pubblicato un mio post dal titolo “proposta di delibera di iniziativa popolare: considerazioni sull’iter che è stato fin qui malamente seguito e che si intende ancor più malamente seguire”, in cui ho fatto le mie  considerazioni su quanto si poteva e si doveva fare e non era stato invece fin lì fatto, scrivendo testualmente: a nome di VAS non accetterò mai come triste conclusione di questa vicenda che il Consiglio Comunale arrivi ad approvare, anziché la proposta di delibera di iniziativa popolare, un ordine del giorno che non sarà altro che un “contentino” perché costituirà una semplice “dichiarazione di intenti”.
Se - come sembra - il Comitato Promotore accetterà di accontentarsi soltanto di un “ordine del giorno”, commetterà nuovamente un errore ben più grave di quello già commesso accettando la “collaborazione” con il Comune, rivelatasi alla fine del tutto fallimentare, ma soprattutto avrà tradito la fiducia dei circa 10.000 cittadini che hanno messo la loro firma perché si votasse comunque in un senso o nell’altro la proposta di delibera di iniziativa popolare e non certo perché si votasse invece una “dichiarazione di intenti” sostitutiva  che sarebbe ben peggiore di una bocciatura della proposta, dal momento che costituirebbe un “alibi politico” utile tanto alla maggioranza (perché le evita di prendersi la responsabilità di bocciare la proposta) quanto all’opposizione (perché maschera le colpe di non aver fatto nulla per far approvare la proposta).
Da un punto di vista “politico” che sia al di fuori o comunque al di sopra di tutte le parti e non faccia quindi il gioco di nessun partito sia di maggioranza che di opposizione, una bocciatura della proposta di delibera di iniziativa popolare avrebbe una risonanza ben maggiore della approvazione di un “ordine del giorno” e produrrebbe effetti ben più deflagranti e comunque positivi.        
Accontentarsi di una “dichiarazione di intenti” significherebbe tradire proprio gli “intenti” che si  prefiggeva la proposta di delibera di iniziativa popolare.

3 novembre 2011Con un messaggio di posta elettronica trasmesso solo al sottoscritto alle ore 13,50 un membro del Comitato Promotore mi ha scritto: “Il mio e nostro obiettivo resta l'approvazione della Delibera. È per questo che ci stiamo battendo, presidiando ogni seduta del consiglio comunale e facendo proselitismo con tutti i consiglieri. …. L'ordine del giorno è solo un 'piano b', una via di uscita. Un atto di realpolitik. Tra una bocciatura della delibera senza appello e una bocciatura della delibera con almeno un ordine del giorno ben scritto (dovrebbe contenere l'impegno ad approvare il Prip con le osservazioni dei comitati entro 3 mesi e la revoca delle deroghe al Cds), ovviamente preferisco la seconda strada…. Se ti interessa, appena il testo dell'ordine del giorno sarà meglio delineato, te ne farò un resoconto”.
Ne deriva che a questa data il Comitato Promotore stava già “contribuendo” alla conclusione che c’è stata ieri pomeriggio in aula Giulio Cesare: la conferma viene proprio dall’impegno che sarebbe contenuto nell’ordine del giorno approvato ieri sera e che è quello di approvare il PRIP entro la fine di quest’anno.
Alle ore 16,02 dello stesso giorno gli ho risposto sempre per posta elettronica in modo puntuale ed articolato con un messaggio che ho trasmesso volutamente per conoscenza anche a diversi membri del Comitato, compreso il Presidente: per esigenze di sintesi ne riporto solo i passi più significativi, che sono peraltro utili per fare un opportuno confronto e dare quindi un giudizio proprio su quanto è successo ieri pomeriggio.
appena il testo dell'ordine del giorno sarà meglio delineato, te ne farò un resocontoMi stai confermando quanto ormai divergono del tutto le nostre strade, perché non é affatto vero quanto hai scritto prima (“Il mio e nostro obiettivo resta l'approvazione della Delibera”). Come vi ho già detto abbondantemente a più riprese, vi state rompendo la testa prima ancora di esservela rotta, con una operazione per giunta di sottobanco di pessimo stampo in cui vi prestate di nuovo passivamente ad assecondare una “strategia politica” che é partita sicuramente dal duo Athos De Luca-Antonino Torre e che sarebbe ancora peggio se fosse addirittura farina del vostro sacco…. Mi suona quindi molto falso che “la lotta e l'impegno sono per l'approvazione della Delibera”, perché per estrema coerenza con le finalità che si prefigge a nessuno di voi doveva venire in mente un “piano b” ed anzi vi dovevate opporre a quei politici che l’hanno proposto come via d’uscita (non si sa bene peraltro da che, se non dalle loro responsabilità)….
Tra una bocciatura della delibera senza appello e una bocciatura della delibera con almeno un ordine del giorno ben scritto ..., ovviamente preferisco la seconda strada – Assieme ai membri del Comitato Promotore fai finta di non capire (o peggio ancora ne sei perfettamente cosciente) che “una bocciatura della delibera con almeno un ordine del giorno ben scritto” in termini pratici non si può tradurre in un voto del Consiglio Comunale contrario alla proposta di delibera ed in un distinto successivo voto favorevole ad un ordine del giorno che sarebbe in tal modo contraddittorio, perché recepirebbe quanto meno diversi contenuti della proposta di delibera bocciata.
NE DERIVA CHE CON UN LAPSUS FREUDIANO HAI AMMESSO CHE L’APPROVAZIONE DI UN ORDINE DEL GIORNO SIGNIFICA IMPLICITAMENTE UNA BOCCIATURA DELLA PROPOSTA DI DELIBERA CHE PREFERISCI ACCETTARE ADDIRITTURA IN ANTICIPO, PRIMA ANCORA CHE SIA AVVENUTA, PER CUI D’ORA IN POI NON DOVRESTE PIU’ DIRE IN GIRO DI ESSERE UN COMITATO “PROMOTORE” DI UNA DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE, DAL MOMENTO CHE VI SIETE TRASFORMATI DI FATTO IN UN COMITATO “PROMOTORE” DI UN ORDINE DEL GIORNO DI BOCCIATURA DELLA DELIBERA…..
TI RIBADISCO CHE SE SI PRETENDESSE UN VOTO ESPRESSO SULLA PROPOSTA DI DELIBERA, UNA SUA EVENTUALE BOCCIATURA IN UN MOMENTO COME QUESTO, DOPO CIOE’ L’INCIDENTE MORTALE DI IERI, AVREBBE PROPRIO QUELL’EFFETTO “POLITICO” DEFLAGRANTE DI CUI HO PARLATO, MENTRE APPOGGIARE UN “ORDINE DEL GIORNO” CHE – SULL’ONDA EMOZIONALE DI QUANTO E’ SUCCESSO – CONTENGA ANCHE QUALCHE VAGO IMPEGNO A GARANTIRE UNA MAGGIORE SICUREZZA DELLA CIRCOLAZIONE STRADALE SIGNIFICHEREBBE ALMENO PER ME DARE A QUESTA MAGGIORANZA UNA “SCAPPATOIA” ED UN ALIBI PER RIMANDARE A TEMPO INDETERMINATO QUANTO MENO DELLE SUE PRECISE RESPONSABILITA’ CHE - OLTRE AD ESSERE OGGETTIVE – SONO INVECE IMMEDIATE ED INDEROGABILI.
TI RIBADISCO CONSEGUENTEMENTE QUANTO SIAMO ORMAI DISTANTI, DAL MOMENTO CHE IO SCELGO SENZA SE E SENZA MA QUELLA CHE E’ STATA FIN DALL’INIZIO E DOVEVA RIMANERE FINO ALLA FINE LA 1° ED UNICA STRADA, MENTRE TU E CON TE IL COMITATO PROMOTORE ACCETTATE ORA LA 2° STRADA, QUELLA DELLA SCAPPATOIA COME PRESUNTA ED UNICA VIA D’USCITA…..
PER LE RAGIONI CHE TI HO SPIEGATO NON E’ PROPRIO IL CASO CHE BATTIAMO IL FERRO TUTTI ASSIEME, SPECIE SE SI TRATTA DI BATTERLO COME INTENDETE FARLO VOI, DAL MOMENTO CHE LA INSANABILE DIFFERENZA TRA NOI STA PROPRIO NEL FATTO CHE VOI PENSATE DI OTTENERE SOLTANTO “QUALCOSA”, RINUNCIANDO ALLA FINALITA’ PER CUI VI FATE BELLI, MENTRE IO PUNTO COERENTEMENTE AD OTTENERE “TUTTO”, CONSIDERANDO TALE COME RISULTATO ANCHE UNA EVENTUALE BOCCIATURA, CHE DOPO L’INCIDENTE E LE INEVITABILI DENUNCE PENALI (FORSE ANCHE DI VAS) AVRÀ COMUNQUE L’EFFETTO DI UNA “SCONFITTA” DELLA MAGGIORANZA DI FRONTE A TUTTA L’OPINIONE PUBBLICA.
A questo punto ognuno di noi si deve prendere le sue responsabilità e conseguentemente le eventuali colpe commesse, che saranno i risultati effettivi raggiunti alla fine di questa storia divenuta ormai squallida a stabilire a chi dovranno essere veramente attribuite”.

6 novembre 2011Con un messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 17,46 non solo a tutti i membri del Comitato Promotore, ma per conoscenza anche a tutte le persone che mi hanno segnalato i cartelloni pubblicitari abusivi, ho fatto presente quanto segue: sul presupposto della presunta certezza di bocciatura della proposta di delibera, il Comitato Promotore sta accettando che si approvi in alternativa un ordine del giorno che in base al 1° comma dell’art. 67 del Regolamento del Consiglio Comunale costituisce una semplice “dichiarazione di intenti” e che stanno proponendo in maniera bipartisan il cons. del PD Athos De Luca ed il cons. della Lista Civica per Alemanno Antonino Torre: la conferma di questa volontà del Comitato Promotore é venuta da parte dello stesso presidente Fabio Depino nel corso della trasmissione che Radio Popolare Roma ha tenuto lo scorso 24 ottobre sulla proposta di delibera di iniziativa popolare…..
ribadisco che per il Comitato Promotore accontentarsi di una “dichiarazione di intenti” significherebbe tradire proprio gli “intenti” che si prefigge la proposta di delibera di iniziativa popolare, dal momento che é tenuto a rispettare la volontà dei 10.000 cittadini che hanno firmato perché si votasse comunque (o in un senso o nell’altro) la proposta di delibera di iniziativa popolare e non perché la si bypassasse con un pezzo di carta che non servirà a nessuno….
RIVOLGO PERTANTO UN CALDO APPELLO A TUTTI I MEMBRI DEL COMITATO ED A TUTTI COLORO CHE LEGGONO PER CONOSCENZA (E CHE MI HANNO FATTO PER LO PIÙ DELLE SEGNALAZIONI DI IMPIANTI ABUSIVI, SEMPRE DA ME PUNTUALMENTE DENUNCIATI) AD ATTIVARSI – CIASCUNO NELL’AMBITO DELLE RISPETTIVE POSSIBILITÀ E VOLONTÀ – PER FAR SÌ CHE LA PROPOSTA DI DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE SIA APPROVATA, RIFIUTANDO DI ACCETTARE IL “CONTENTINO” DI UN ORDINE DEL GIORNO DI CERTO NON UTILE ALLA CAUSA”.

Alle ore 22,00 di quello stesso giorno il Presidente del Comitato Promotore Fabio Depino mi ha risposto nel seguente modo: Tranquillizzo Rodolfo e voi tutti: come Comitato Promotore ci stiamo battendo in ogni modo per far approvare la delibera d'iniziativa popolare nonostante le difficoltà del caso. Non ci siamo arresi affatto come testimonia anche il sit - in di ieri e il fatto che ci stiamo impegnando anche per trovare alleati nel mondo delle imprese come testimonia l'intervista di Repubblica a Bernabè. L'ordine del giorno di cui si parla è un'iniziativa di alcuni consiglieri comunali con cui siamo entrati in rapporto, è relativo al PRIP e non è alternativo alla nostra delibera.

7 novembre 2011 – Con un messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 12,20 ho risposto a tutti ricordando i precedenti sopra descritti, che sembrano contraddire la dichiarazione tranquillizzante del Presidente, per arrivare a concludere nel modo seguente:  Prendo atto con piacere che, a distanza di appena 3 giorni e mezzo, ora scrivi che “L'ordine del giorno di cui si parla è un'iniziativa di alcuni consiglieri comunali con cui siamo entrati in rapporto, è relativo al PRIP e non è alternativo alla nostra delibera”.
SARANNO COMUNQUE I FATTI E NON PIÙ SOLTANTO LE PAROLE A CONFERMARE QUALE SARÀ STATO EFFETTIVAMENTE IL COMPORTAMENTO DEL COMITATO PROMOTORE ALLA FINE DI QUESTA VICENDA.

24 novembre 2011 – Dalla cronaca fatta di chi ieri pomeriggio c’era risulta che il Comitato Promotore si è presentato con un certo numero di copie del testo di un ordine del giorno già da loro stampato che hanno dato dapprima al cons. Athos De Luca non appena arrivato e poi anche e soprattutto all’On. Ugo Cassone, che ha assicurato loro che la delibera sarebbe stata bocciata, mentre sarebbe stato fatto passare  quell’ordine del giorno “aggiustato”.  
Quel che non dice invece la cronaca, ma mi è stato personalmente riferito dalla consigliera Maria Gemma Azuni, è che i vari ordini del giorno presentati anche dall’opposizione per opera del cons. Athos De Luca hanno riguardato argomenti e contenuti che non c’entravano nulla con la proposta di delibera di iniziativa popolare che doveva essere discussa: ciò nonostante, nessuno dei consiglieri né nessuno dei membri del Comitato Promotore ha richiamato al Presidente dell’assemblea capitolina On. Marco Pomarici l’obbligo di rispettare l’art. 67 del Regolamento del Consiglio Comunale, secondo il quale  possono essere presentati da ciascuna Consigliera e ciascun Consigliere ordini del giorno, vale a dire dichiarazioni di intenti mediante le quali sono espressi indirizzi attuativi, concernenti esclusivamente la materia della proposta o dell’argomento in discussione, depositandone, anche per il tramite dei Segretari del Consiglio, il testo scritto e firmato alla Presidenza”.
Il Presidente Pomarici ha consentito che si tenesse un balletto di ordini del giorno del tutto fuori tema che sono stati da più parti presentati e che lo stesso Assessore Davide Bordoni facesse un intervento in cui  – da quanto mi è stato riferito – ha parlato soltanto della cura miracolosa del PRIP senza fare il benché minimo accenno alla proposta del Comitato Promotore: in tal modo è stato preparato il terreno per la votazione che c’è stata dell’ordine del giorno prima, per arrivare a bocciare poi la proposta di delibera di iniziativa popolare senza che ci sia stato il benché minimo dibattito su di essa.
Mi è stato riferito che solo l’On. Cassone nel suo intervento ha parlato di “illegittimità” che sarebbero state rilevate nella proposta di delibera di iniziativa popolare, ma che nessuno dei consiglieri (specie di opposizione) né nessuno dei membri del Comitato Promotore presenti in aula si è sognato di pretendere che venissero almeno specificate.
CON QUESTO GIOCO DELLE PARTI LA PROPOSTA DI DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE È STATA BOCCIATA PER DELLE SCONOSCIUTE “ILLEGITTIMITÀ”, SENZA CHE A NESSUNO DEI PRESENTI IERI IN AULA GIULIO CESARE SIA VENUTA ALMENO LA CURIOSITÀ DI SAPERE QUALI FOSSERO.      
Nello scambio di messaggi che c’era stato nei giorni precedenti avevo parlato di “ordine del giorni bipartisan”: sulla base della dichiarazione tranquillizzante che mi aveva fatto lo stesso Presidente Fabio Depino, mai avrei pensato che a promuoverne addirittura il testo in maniera tripartisan fosse il Comitato Promotore.
Si vede in video nel blog del Comitato Promotore che al termine della votazione che ha bocciato la “loro” proposta hanno urlato in aula tutto il loro sdegno, urlando “vergogna! vergogna”, questo mal si concilia con questa dichiarazione rilasciata oggi dall’On. Ugo Cassone alla Agenzia Adnkronos riportata sul sito www.libero-news.it:  "Anche se l'Assemblea capitolina ha dovuto bocciare la proposta di delibera di iniziativa popolare per motivi legati a elementi di illegittimita' contenuti nel documento, abbiamo approvato un ordine del giorno, concordato con i comitati cittadini, che da precisi indirizzi sulle norme per il regime transitorio di applicazione del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari e contiene disposizioni per il settore affissioni e il contrasto all'abusivismo". Lo dichiara, in una nota, Ugo Cassone, presidente della Commissione Commercio e primo firmatario dell'ordine del giorno". Non si riesce quindi a capire che senso abbia insultare quanto meno la persona a cui il comitato aveva dato il testo dell'odg peraltro concordato prima da diversi giorni.
Sempre attraverso i media si sta ora cercando di non far sapere il gioco delle parti che c’è stato ieri pomeriggio sull’ordine del giorno tripartisan.
Per un opportuno confronto, sul sito www.paesesera.it di ieri è stato pubblicato che “in sostegno del comitato promotore arriva però l’ordine del giorno di Cassone. La proposta, che supera l’esame con 28 voti a favore, chiede l’approvazione del Piano degli impianti pubblicitari (Prip), che dovrebbe regolamentare il settore, entro la fine dell’anno. Oltre a pretendere la riduzione complessiva delle installazioni e un’azione di contrasto al fenomeno dell’abusivismo e dell’illegalità. «A noi non basta – spiega Lorenzo, altro membro del comitato promotore – perché l’ordine del giorno è una lettera di intenti visto che non è obbligatorio portarlo in giunta». Adesso l’attenzione delle associazioni è tutta rivolta al Prip che, fanno notare i cittadini, «non ha né scadenze né limiti».
Di quanto pubblicato correttamente su questo sito riguardo alla cronaca di ieri non è riportato il benché minimo accenno sul sito del Comitato Promotore  www.bastacartelloni.blogspot.com.
Anche qui lascio ogni commento a chi legge, riservandomi di entrare nel merito dei contenuti dell’ordine del giorno e delle sue conseguenze negative quando avrò avuto la possibilità di averne una copia e di valutarne attentamente il testo.
A fra poco invece il seguito per quanto riguarda sempre le “cure” miracolose che ci propina il PRIP ed a cui dovremmo ciecamente affidarci se venisse approvato entro la fine di quest’anno, proprio grazie all’ordine del giorno approvato ieri pomeriggio.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

9 commenti:

  1. FANTASTICA INIZIATIVA DI NOIROMA OGGI PER UN VERO COORDINAMENTO DI TUTTI I BLOG ROMANI ANTIDEGRADO CONTRO LA MAFIA DEI CARTELLONI.
    E' STATO UN SUCCESSO E LA DIMOSTRAZIONE CHE DALLA NOSTRA ABBIAMO UNO STRUMENTO FORMIDABILE.

    ENTRIAMO IN UNA NUOVA FASE, UTILIZZIAMO LO STESSO COORDINAMENTO PER ASSEMBLARE IL NOSTRO ESRCITO E RENDERLO ANCORA PIU' GRANDE E COMPATTO. E' UN MOMENTO STORICO, UTILIZZIAMO QUESTA NUOVA OPPORTUNITA' PER PESARE SEMPRE DI PIU' E COINVOLGERE QUANTE PIU' SANE E COMBATTIVE REALTA' POSSIBILE. E' SUFFICIENTE INDIRIZZARE I POST A TUTTI I BLOG ANTIDEGRADO CHE VORRANNO COMBATTERE INSIEME QUESTA GUERRA. E, A VEDERE COSA E' SUCCESSO OGGI, NON SONO POCHI.

    Mc Daemon

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  2. ma invece di accusare i veri responsabili della bocciatura della delibera ve la prendete con il comitato tra l'altro dando risalto ad una notizia da bassa propaganda come l'intervista a Cassone su LIBERO, su LIBERO!!! della serie se lo fanno e se lo leggono, se non fosse stato per questo post non l'avrebbe lette nessuno quelle dichiarazioni, ma questi NON HANNO CREDIBILITA' LO VOLETE CAPIRE?? c'è qualcuno che crede a Cassone, a Bordoni?? il comitato ha spiegato sul blog la posizione in merito all'odg e anche tra queste righe si capisce benissimo qual'era l'intenzione, perchè volete per forza creare occasioni per litigare?

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  3. Art. 616.
    Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza.
    Se il colpevole, senza giusta causa, rivela, in tutto o in parte, il contenuto della corrispondenza, è punito, se dal fatto deriva nocumento ed il fatto medesimo non costituisce un più grave reato, con la reclusione fino a tre anni.

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  4. Art. 595.
    Diffamazione.

    Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032.
    Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2.065.
    Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516.

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  5. Art. 596-bis.
    Diffamazione col mezzo della stampa.

    Se il delitto di diffamazione è commesso col mezzo della stampa le disposizioni dell'articolo precedente si applicano anche al direttore o vice-direttore responsabile, all'editore e allo stampatore, per i reati preveduti negli articoli 57, 57-bis e 58.

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  6. Abbastanza grave quanto scrive Bosi. In battaglie cosi importanti non si collabora con il nemico, non si fa comunella con la peggiore politica, non si stringe la mano a chi ha devastato la citta (e non si minacciano -anonimamente, ma gli indirizzi ip sono piu che eloquenti- i cittadini che, da firmatari della delibera, ti fanno notare che sbagli).
    La domanda e' infatti: chi ha firmato e fatto firmare la delibera avrebbe voluto questo? Probabilmente no. speriamo che i passi successivi possano essere pianificati da tutti, altrimenti finira' che alcune realta' come la nostra partiranno con class action e richieste di commissariamento e altre, per il solo scopo di sentirsi importanti e ascoltate dalla peggiore politica, si metteranno d'accordo per far passare maxiemendamenti che trasformano in eterni diritti acquisiti le attuali scadutissime concessioni e autorizzazioni. Perche questo sta succedendo a margine del Prip che in quelle modalita' assolutamente NON va approvato, altro che (ennesimo errore strategico clamoroso) richiederne l'approvazione immediata.

    Io ho firmato la delibera, l'ho fatta firmare da decine di persone e il fatto che queste firmec vengano utilizzate per scopi che non condivido mi umilia e mi addolora.
    MT

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  7. Secondo l’anonimo che intorno alla mezzanotte di ieri ha voluto far presente 3 precisi articoli del Codice Penale nel mio post si ravviserebbero gli estremi dei reati di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza, nonché di diffamazione aggravata a mezzo stampa, di cui sarebbero responsabili anche il direttore o vice-direttore responsabile del sito www.cartellopoli.net per aver pubblicato il mio articolo dal titolo “genesi di un ordine del giorno tripartisan”.
    il pieno diritto di critica e di cronaca é sancito dall’art. 21 della nostra Costituzione, secondo il quale “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”: l’articolo pubblicato sul sito www.cartellopoli.net costituisce l’espressione tanto di un diritto di cronaca quanto ancor più di un diritto di critica.
    Dando per scontato che non possa essere contestata la cronaca da me fatta, l’attenzione si sposta tutta sull’esercizio del diritto di critica, quale estrinsecazione della libertà di pensiero, che si deve concretizzare però nella presa di posizione motivata ed argomentata su accadimenti, fatti o circostanze.
    Ma il riconoscimento del diritto di critica deve però presupporre la verità del fatto, l’interesse sociale (pertinenza) e la correttezza formale del linguaggio (continenza): solo, infatti, l’esistenza di un ancoraggio alla realtà materiale delle cose permette alla critica di distinguersi dall’invenzione e dall’immaginazione o peggio ancora dalla voluta diffamazione.
    L’anonimo mi accusa da esperto penalista di aver rivelato il contenuto della corrispondenza che è intercorsa tra me e diversi membri del Comitato Promotore.
    Gli faccio anzitutto presente che sono stato molto attento a rispettare scrupolosamente il trattamento dei dati personali disciplinato dal D.Lgs. n. 196/2003 e di non avere quindi violato nessuna privacy, dal momento che non ho toccato i “dati sensibili” né i “dati giudiziari” di nessuno.
    Gli metto in risalto in secondo luogo che il reato da lui ipotizzato si verifica solo se commesso “senza giusta causa”, che nel mio caso invece c’era tutta anzitutto perché pienamente legittimato per aver redatto il testo della proposta di delibera di iniziativa popolare e soprattutto perché ha riguardato una precisa scelta che ha alla fine deciso ugualmente di fare il Comitato Promotore, malgrado le motivazioni da me portate abbondantemente da ben prima sulla inopportunità di accettare come “contentino” un ordine del giorno.
    (seguita nel commento successivo)

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  8. (seguito del commento precedente)
    L’anonimo non sembra aver tenuto per niente in considerazione che il sottoscritto rappresenta una associazione che è portatrice di interessi diffusi, a tutela dei quali ha il diritto-dovere di intervenire in tutti quei casi in cui ritiene che si crei un danno, specie se irreparabile: per il caso in questione si trattava di farsi bocciare la proposta di delibera con o senza un ordine del giorno, con la enorme differenza che la maggioranza del Consiglio Comunale, se fosse stata chiamata a prendersi la responsabilità di bocciare la proposta senza nessun ordine del giorno, dopo che ci sono stati 2 morti e sono stati sequestrati alcuni uffici del Servizio Affissioni, avrebbe forse votato diversamente e comunque una eventuale bocciatura di questo tipo – senza l’alibi di nessun ordine del giorno - avrebbe pesato come un macigno, trasformando moralmente l’eventuale sconfitta comunque in una vittoria, anche se di Pirro.
    Mi aspettavo che a votare l’ordine del giorno come alla fine si è votato fosse la maggioranza del Consiglio Comunale, magari anche con la complicità di una parte dell’opposizione: proprio per il confronto che c’era stato fra noi per posta elettronica, non mi aspettavo invece che il Comitato Promotore presente in aula Giulio Cesare non solo non si opponesse al balletto degli ordini del giorno che c’è stato, ma che condividesse addirittura il testo a cui da 20 giorni circa era stato chiamato a “collaborare” da consiglieri comunali sia di maggioranza che di opposizione.
    La mia è stata quindi una critica portata non certo ad personam, ma al Comitato Promotore che si è trasformato nel frattempo in “associazione” e che quindi, benché non ancora riconosciuto a livello istituzionale, è anch’esso portatore di interessi diffusi.
    Ne deriva che il mio pieno diritto di critica è stato esercitato rispettandone tutti i suoi presupporti che sono la inconfutabile verità del fatto, l’interesse sociale (pertinenza) ad una giusta causa e la correttezza formale del linguaggio (continenza) che non mi risulta essere stato offensivo verso nessuno.
    Ne deriva in conclusione che a querelarmi dovrebbe essere lo stesso Comitato Promotore e non certo singole persone che non possono dimostrare in alcun modo di avere avuto da me un nocumento o peggio ancora una diffamazione.
    Se questo si verificasse, a parte la paradossalità delle denuncia proprio di chi ha redatto il testo della proposta di delibera di iniziativa popolare e ne ha difeso ufficialmente per 3 volte la piena legittimità dal parere negativo dapprima di Paciello e poi dalle accuse di Cassone (a differenza del Comitato Promotore che non l’ha voluto fare, benché da me sollecitato), l’esito del processo penale in cui mi si vorrebbe trascinare potrebbe concludersi anche in una assoluzione piena del sottoscritto e tramutarsi in una condanna per calunnia di chi mi ha voluto denunciare per diffamazione.
    A conclusione di questa mia dovuta replica non posso non rilevare la personalizzazione dei commenti, che sono andati quasi tutti fuori tema, perché nessuno si è voluto pronunciare sul vero oggetto della critica che doveva portare ognuno a chiedersi se il Comitato Promotore abbia fatto bene oppure abbia sbagliato ad accettare l’ordine del giorno nella convinzione (in perfetta buona fede) di avere almeno portato a casa qualcosa, con “dichiarazioni di intenti” e di conseguenti “impegni” che saranno peraltro immediatamente verificabili da qui alla fine di quest’anno.
    Invito pertanto tutti per il futuro a mantenere il confronto su questo blog ad un livello di civile rispetto reciproco di tutte le opinioni che vengono espresse, ma che debbono riguardare esclusivamente gli argomenti di cui dibatte quotidianamente il sito, evitando di personalizzarli sia con toni di elogio che soprattutto di discredito, se non di diffamazione pura, che in tal caso sarebbe denunciabile ai sensi degli stessi articoli 595 e 596-bis del Codice Penale che si vorrebbero applicare nei miei confronti.

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  9. al primo anonimo

    L'intervista di Cassone non è a Libero, ma all'ADNKRONOS. Libero l'ha riportata con un semplice copia-incolla specificandolo.

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