lunedì 14 novembre 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: Spostamento dell'impianto pubblicitario installato in piazza Ragusa davanti ad un attraversamento pedonale

pzzaragusa_nevada.JPG

pzzaragusa_dopo.JPG
Segnalazione inviata il 13 ottobre 2011 a: polmunicipaleseg09@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, polmunicipaleseggssu@comune.roma.it, segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, francesco.paciello@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, procura.roma@giustizia.it

Con il sottostante messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 9,57 del 7 giugno 2011 questa associazione ha segnalato l’installazione di 2 impianti bifacciali in piazza Ragusa, uno dei quali con sulla cimasa il nome della ditta “NEVADA” (vedi foto allegata come “pzzaragusa_nevada.JPG”) e targhetta con il numero di codice identificativo 0066/BZ037/P.


Alla segnalazione ha dato un seguito immediato l’Assessore alle Politiche Ambientali e del Verde Urbano, On. Marco Visconti, con un messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 16,20 del 20 giugno 2011 (pur esso sotto riportato per opportuna conoscenza), con cui ha assicurato che sarebbe stata cura del suo Assessorato rispondere nel più breve tempo possibile: a tutt’oggi non c’é stato nessun seguito da parte di nessuna delle SS.LL. in indirizzo. 

La stessa fonte che invece aveva segnalato a questa associazione l’impianto suddetto in data 17 luglio 2011 ha fatto sapere che era stato rimosso, ma per essere ricollocato poco distante, dandone prova con la foto allegata come “pzzaragusa_dopo.JPG”., trasmessa il 26 agosto 2011.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) al codice 0066 corrisponde ora come denominazione la ditta “NUOVI SPAZI SRL”: a tal riguardo si mette in grande evidenza che nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella nuova Banca Dati del Servizio Affissioni fino all’aggiornamento del 19 settembre 2010 al codice 0066 ha figurato la scritta “NEVADA PUBBLICITA' (in corso procedimento di voltura a NUOVI SPAZI SRL) S.r.l.”, mentre nel successivo aggiornamento del 19 aprile 2011 allo stesso codice 0066 corrispondeva  come denominazione ancora la ditta “NEVADA PUBBLICITA' S.r.l.”, ma con la precisazione posta fra parentesi di un “procedimento di voltura a NUOVI SPAZI SRL rigettato con DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE NUM. 3552 DEL 17/11/2010”.

Senza dare alcuna spiegazione al riguardo, il successivo aggiornamento del 20 maggio 2011 (di appena un mese dopo) dell’elenco delle ditte pubblicitarie al codice 0066 riportava solo la ditta “NUOVI SPAZI SRL”, dando quindi come avvenuta la voltura di cui era stata invece rigettata la richiesta: si chiede pertanto al Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità, Dott. Francesco Paciello, che dovrebbe avere adottato la Determinazione Dirigenziale n. 3552 del 17 novembre 2010 di rigetto del procedimento di voltura, di voler fornire le motivazioni che dovrebbero aver portato ad annullare di fatto il provvedimento da lui adottato ed aver determinato il ribaltamento della situazione, chiarendo in particolare se ci sia stato un ricorso vincente al TAR del Lazio da parte della S.r.l. “Nuovi Spazi”.

Si chiede a maggior ragione di sapere cosa sia effettivamente successo, dal momento che – mentre dallo scorso  mese di maggio nell’elenco delle ditte pubblicitarie figurava soltanto la ditta “NUOVI SPAZI SRL e non più la ditta “NEVADA SRL – tanto l’impianto segnalato e fotografato come installato originariamente in piazza Ragusa nel successivo mese di giugno quanto quello spostato poi a luglio portavano sulla cornice in alto a destra la scritta “NEVADA”.

Si fa presente che la ditta “Nuovi Spazi” si é resa responsabile della installazione di molti impianti pubblicitari abusivi, per lo più segnalati  da questa associazione e rimossi in numero sicuramente maggiore di 3 violazioni, che avrebbe dovuto comportare l’applicazione del comma 14 dell’art. 31 del vigente Regolamento comunale (approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009) ai sensi del quale l’ulteriore violazione oltre la terza deve dar luogo alla pronuncia di decadenza di tutte le “autorizzazioni” rilasciate alla “Nuovi Spazi” S.r.l. ed al conseguente annullamento dal mercato di tale società tramite apposita Determinazione Dirigenziale che non risulta essere stata invece emanata.

I precedenti sopra detti lasciano supporre che anche uno “spostamento” del genere potrebbe essere avvenuto senza la dovuta istruttoria preventiva da parte dell’Ufficio del Servizio Affissioni competente e sia quindi attribuibile ad una iniziativa della ditta che é titolare dell’impianto, fatta di sua spontanea volontà (quindi abusivamente), ma che potrebbe aver messo in atto anche ufficialmente.

Quest’ultima ipotesi potrebbe essere più verosimile ed avvalorata dal fatto che, prima ancora della approvazione del vigente Regolamento con la delibera n. 37/2009, la Giunta Comunale ha approvato la Deliberazione n. 395 del 3 dicembre 2008 che ha riguardato le procedure attivabili proprio per gli spostamenti degli impianti pubblicitari tramite la relativa modulistica, poi disciplinata dal dott. Francesco Paciello con Determinazione Dirigenziale n. 3312 del 23 dicembre 2008, che ha riguardato fra l’altro anche gli “Impianti installati in difformità a norme inderogabili del Codice della Strada”.

Per questi impianti la ditta interessata può produrre una dichiarazione redatta ai sensi del D.P.R. 445/2000 (cioè una “autocertificazione”) con individuazione della nuova posizione e deposito della relazione asseverata redatta da un tecnico abilitato: trascorsi 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione, l'impianto può essere installato nella nuova posizione, previa specifica comunicazione di avvio dell'installazione.
Se si considera che l’impianto risultava collocato davanti un attraversamento pedonale ed a ridosso di un cartello stradale con l’indicazione di parcheggio e che per tali motivi é stato rimosso nello scorso mese di luglio a distanza di un mese e mezzo dalla segnalazione di questa associazione,  e si ipotizza che la S.r.l. “NUOVI SPAZI” abbia utilizzato la suddetta procedura semplificata, presentando per l’appunto entro il 15 giugno 2011 domanda di “spostamento”  che non é stata preventivamente istruita nei 30 giorni successivi alla data di presentazione della dichiarazione, allora é presumibile che dopo tale scadenza l’impianto sia stato installato dalla ditta nella nuova posizione richiesta, dandone regolare comunicazione al Servizio Affissioni e Pubblicità: si chiede pertanto di avere conferma di tutto questo.

La suddetta richiesta é rivolta in particolare alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.itnell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

La richiesta é ancor più motivata dalla considerazione che nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

Da voci raccolte, ma non ancora ufficialmente confermate, sembrerebbe che nella Nuova Banca Dati risultino registrati molti impianti pubblicitari “spostati” per semplice “comunicazione” della ditta che ne é titolare, senza che su di essi sia stata fatta una dovuta istruttoria né prima (nell’arco dei 30 giorni successivi alla data di presentazione della domanda di “spostamento” di un impianto) né dopo (successivamente cioè alla data di “comunicazione” dell’avvenuta installazione dell’impianto): se ne chiede una conferma ufficiale oppure la dovuta smentita.

Si mette in grande evidenza ad ogni modo che il modello di asseverazione, così come predisposto dal Comune e pubblicato sul sito web alla pagina http://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/AsseverazioneSpostamenti10.pdf, riporta che il tecnico abilitato “ASSEVERA CHE LA POSIZIONE RICHIESTA IN …………………………………………………………………………………………………………… PER LA RICOLLOCAZIONE DELL’IMPIANTO ..... RISULTA CONFORME ALLA NORMATIVA TECNICA VIGENTE DI CUI ALLA DELIBERAZIONE C.C. n. 100 come modificata dalla Deliberazione C.C.37/09, al Codice della strada D.Lgs. 285/92 e smi ed al DPR 495/92 e smi. Ed in particolare non ricade: .... • Su aree in consegna al Servizio Giardini”.

Appare di tutta evidenza che anche l’impianto “spostato” in piazza Ragusa poco distante dall’attraversamento pedonale presenta gli stessi vizi di legittimità che ne hanno presumibilmente determinato la rimozione nella sua precedente ancor più impossibile posizione: ne deriva che se ci fosse stata veramente una “asseverazione”, questa risulterebbe in difformità tanto del Codice della Strada e del suo Regolamento di attuazione quanto del vigente Regolamento comunale.

Ma nel modello sempre così come predisposto dal Comune, che il tecnico abilitato deve comunque firmare,  é precisato che “Il sottoscritto è a conoscenza che l'Amministrazione si riserva la verifica della asseverazione di conformità, e in caso di dichiarazione falsa o mendace, procederà a denunciare il fatto alla Autorità Giudiziaria”.

Si chiede espressamente di sapere, in particolare dalla S.p.A. “Aequa Roma” nell’ambito delle sue specifiche competenze, se c’é stata effettivamente presentazione di domanda di “spostamento” da parte della “NUOVI SPAZI” con allegata la asseverazione di un tecnico abilitato e di precisare, in caso affermativo, se ci sia stata la dovuta verifica della asseverazione di conformità ed in tal caso se essa sia stata considerata falsa o mendace e si sia conseguentemente proceduto a denunciare il fatto alla Autorità Giudiziaria: nel caso invece che lo “spostamento” sia dovuto ad una iniziativa spontanea della ditta che é titolare dell’impianto, senza averne nemmeno dato la dovuta “comunicazione” al Comune, l’installazione dell’impianto dovrebbe ritenersi del tutto abusiva.

In un caso come nell’altro l’impianto così come “ricollocato” deve essere comunque immediatamente rimosso dopo che in questa sua nuova installazione siano state ravvisate le stesse violazioni per cui era tato già rimosso dalla sua posizione originaria.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

1 commento:

  1. Tana per Paciello ! Che schifezza questi 1000 mostri gialli, vergognatevi. Per non parlare dell'orrido impianto della stessa camorra messo davanti alla Basilica di San Paolo, che Iddio vi fulmini !

    RispondiElimina