giovedì 17 novembre 2011

I lettori inviano e Bosi segnala: Impianto pubblicitario installato in Piazza Camillo Corsi

 
 
 
 
Segnalazione inviata il 31 ottobre 2011 a: polmunicipaleseg13@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, polmunicipaleseggssu@comune.roma.it, francesco.paciello@comune.roma.it, assessorato.ambiente@comune.roma.it, info@aequaroma.it, picsdecoro@libero.it, procura.roma@giustizia.it

In data 30 ottobre 2011 é pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata dalle foto allegate (scattate il 24/25 ottobre 2011), che fa presente un impianto pubblicitario bifacciale di mt. 1 x 1,1 (vedi foto allegate come “Piazza Camillo Corsi. Visione 1.jpg” e come “Piazza Camillo Corsi. 2.jpg”) installato in Piazza Camillo Corsi all'altezza del civico n. 8 (vedi planimetria allegata come "Piazza Camillo Corsi. Satellite.jpg").

La segnalazione allega le foto "Piazza Camillo Corsi. Prima1.jpg" e  "Piazza Camillo Corsi. Prima2.jpg" tratte da Street View di Google Maps che mostrano come nel 2008 nello stesso posto non risultasse installato nessun impianto pubblicitario, anche perché il parcheggio e il marciapiede non erano stati a quell'epoca ancora realizzati, dal momento che lo sono stati da circa un anno (in adiacenza verrà allestito anche un nuovo mercato).

A conferma della installazione recente dell'impianto, oltre alla assenza al momento di pubblicità, la segnalazione allega la foto "Piazza Camillo Corsi. FrescoFresco.jpg" che lascia vedere il cemento ancora fresco sulla base del montante.

La foto allegata come “Piazza Camillo Corsi - Foto 1.jpg” mostra che l’impianto ha affissa in alto al centro una cimasa che porta il nome della ditta “OR.SA.”.

La foto allegata invece come "Piazza Camillo Corsi - Foto 2.jpg" mostra che l’impianto ha affissa sul fianco una targhetta che riporta il numero di codice identificativo identificativo 0038/AH371/P con la scritta “CORSO DUCA DI GENOVA ALT. CIV. 10/A”, che si trova in tutt'altra parte di Ostia, a nord della via del Mare: la circostanza lascia supporre che l'impianto sia stato per l'appunto "spostato" da Corso Duca di Genova in Piazza Camillo Corsi.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati del Servizio Affissioni (aggiornato alla data dell’8 settembre 2011) al codice 0038 corrisponde come denominazione la ditta “OR.SA. SAS”, a cui si dovrebbe attribuire la titolarità dell’impianto di cui all’oggetto.

Si chiede parimenti di sapere se nella stessa Banca Dati risulti che il progressivo impianto AH 371 identifichi effettivamente – in ottemperanza anche al comma 1 bis dell’art. 12 del Regolamento delle Affissioni, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 – la nuova tipologia e soprattutto l'ubicazione di questo specifico cartellone in Piazza Camillo Corsi e non in Corso Duca di Genova e corrisponda al titolo autorizzativo rilasciato per esso,  specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato in particolare di "ricollocazione" o "spostamento" o “rinnovo” di autorizzazione e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell’impianto in quel luogo.

La suddetta richiesta é rivolta in particolare alla S.p.A. “Aequa Roma” che stando a quanto da essa stessa pubblicizzato nel proprio sito internet www.aequaroma.it “nell’ambito delle attività riguardanti la disciplina delle affissioni pubblicitarie, Aequa Roma S.p.A. è stata incaricata di svolgere alcune attività a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale, al fine di contrastare l’abusivismo e garantire l’acquisizione degli importi dovuti per l’esposizione pubblicitaria”.

Nello stesso sito é precisato che “Aequa Roma S.p.A., in particolare, si occupa della gestione amministrativa degli impianti e dei relativi titoli autorizzativi; dell’acquisizione dei dati sugli importi dovuti e sui pagamenti effettuati dalle Società di pubblicità in merito agli spazi utilizzati; di attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario”.

La richiesta é ancor più motivata dalla constatazione che l’impianto pubblicitario risulta installato al bordo di un marciapiede all’altezza di un incrocio e di diversi attraversamenti pedonali, nonché di un segnale di prescrizione stradale di stop.

Per quanto riguarda l’incrocio tra Piazza Camillo Corsi e Piazza Tolosetto Farinati degli Uberti, la lettera a) del 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada, emanato con il D.P.R. n. 495/1992, stabilisce che “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima degli impianti semaforici e delle intersezioni e degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere”.

Il suddetto 4° comma dell’art. 51 del D.P.R. n. 495/1992 fa salva la possibilità di deroga concessa ai Comuni dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada, emanato con Decreto Legislativo (in sigla D.Lgs.) n. 285 del 30 aprile 1992: di tale deroga si è avvalso il Consiglio Comunale che al 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 ha disposto che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) ed alle strade locali (F) debbono essere, ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80, di 25 metri prima delle intersezioni lungo le strade urbane di quartiere, di 15 metri prima delle intersezioni e degli lungo le strade locali e di 10 metri dopo le intersezioni.

Come lasciano bene vedere le foto allegate, l’impianto pubblicitario – benché di dimensioni inferiori a mt. 1,20 x 1,80 – non sembra aver rispettato nemmeno la minore distanza di 25 metri concessa in deroga.

Per quanto riguarda gli attraversamenti pedonali, il 4° comma dell’art. 51 del Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice della Strada stabilisce che “entro i centri abitati ed entro i tratti di strade extraurbane per i quali è imposto un limite di velocità non superiore a 50 km/h il posizionamento il posizionamento è autorizzato invece nel rispetto della distanza minima di 50 metri prima dei segnali di prescrizione degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di scorrimento e le strade urbane di quartiere [lettera a) del 4° comma], di 30 metri prima dei segnali di prescrizione degli attraversamenti pedonali lungo le strade locali [lettera b) del 4° comma] e di 25 metri dopo i segnali di prescrizione sempre degli attraversamenti pedonali [lettera c) del 4° comma]”.

In deroga il 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento approvato con la delibera n. 37/2009 ha disposto che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli pubblicitari entro il centro abitato, limitatamente alle strade di quartiere (E) ed alle strade locali (F) debbono essere (ma solo per impianti di dimensione non superiore a metri 1,20 x 1,80) di 15 metri prima degli attraversamenti pedonali lungo le strade urbane di quartiere e di 10 metri prima degli attraversamenti pedonali lungo le strade locali.

Come lasciano bene vedere le foto allegate come “Piazza Camillo Corsi. Visione 1.jpg” e come “Piazza Camillo Corsi. 2.jpg" , l’impianto pubblicitario – benché di dimensioni inferiori a mt. 1,20 x 1,80 – non sembra aver rispettato nemmeno la minore distanza di 10 metri concessa in deroga, dal momento che risulta installato addirittura a ridosso di 2 attraversamenti pedonali.

Per quanto riguarda la posizione dell’impianto a ridosso di un segnale stradale di stop (vedi foto allegata come "Piazza Camillo Corsi. Dopo 2.jpg") si mette in evidenza la violazione del 1° comma dell’art. 23 del D.Lgs. n. 285/1992 (con cui è stato emanato il Codice della Strada), ai sensi del quale “lungo le strade o in vista di esse è vietato collocare .... impianti di pubblicità ..., che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione”.

Come attesta chiaramente la foto allegata come “Piazza Camillo Corsi. FrescoFresco.jpg", l’impianto risulta posizionato sul ciglio del marciapiede, in violazione del comma 10 dell’art. 51 del Regolamento di esecuzione ed attuazione del nuovo Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495/1992, ai sensi del quale “è vietata l'apposizione di messaggi pubblicitari sui bordi dei marciapiedi e dei cigli stradali”.

Riguardo alla ipotesi che ci sia stato uno “spostamento” dell'impianto, questo potrebbe essere avvenuto senza la dovuta istruttoria preventiva da parte dell’Ufficio del Servizio Affissioni competente e sarebbe quindi attribuibile ad una iniziativa della ditta che é titolare dell’impianto, fatta di sua spontanea volontà (quindi abusivamente), ma potrebbe essere stato messo in atto anche ufficialmente.

Quest’ultima ipotesi potrebbe essere più verosimile ed avvalorata dal fatto che, prima ancora della approvazione del vigente Regolamento con la delibera n. 37/2009, la Giunta Comunale ha approvato la Deliberazione n. 395 del 3 dicembre 2008 che ha riguardato le procedure attivabili proprio per gli spostamenti degli impianti pubblicitari tramite la relativa modulistica, poi disciplinata dal dott. Francesco Paciello con Determinazione Dirigenziale n. 3312 del 23 dicembre 2008, che ha riguardato fra l’altro anche gli “Impianti installati in difformità a norme inderogabili del Codice della Strada”.

Per questi impianti la ditta interessata può produrre una dichiarazione redatta ai sensi del D.P.R. 445/2000 (cioè una “autocertificazione”) con individuazione della nuova posizione e deposito della relazione asseverata redatta da un tecnico abilitato: trascorsi 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione, l'impianto può essere installato nella nuova posizione, previa specifica comunicazione di avvio dell'installazione.

Se si ipotizza che l’impianto fosse collocato in Corso Duca di Genova in difformità a norme inderogabili del Codice della Strada e che per tali motivi sia stato rimosso e la ditta "OR.SA." S.a.s. abbia utilizzato la suddetta procedura semplificata, presentando per l’appunto domanda di “spostamento”  che non é stata preventivamente istruita nei 30 giorni successivi alla data di presentazione della dichiarazione, allora é presumibile che dopo tale scadenza l’impianto sia stato installato dalla ditta nella nuova posizione richiesta, dandone regolare comunicazione al Servizio Affissioni e Pubblicità: si chiede pertanto di avere conferma di tutto questo.

Da voci raccolte, ma non ancora ufficialmente confermate, sembrerebbe che nella Nuova Banca Dati risultino registrati molti impianti pubblicitari “spostati” per semplice “comunicazione” della ditta che ne é titolare, senza che su di essi sia stata fatta una dovuta istruttoria né prima (nell’arco dei 30 giorni successivi alla data di presentazione della domanda di “spostamento” di un impianto) né dopo (successivamente cioè alla data di “comunicazione” dell’avvenuta installazione dell’impianto): se ne chiede una conferma ufficiale oppure la dovuta smentita.

Si mette in grande evidenza ad ogni modo che il modello di asseverazione, così come predisposto dal Comune e pubblicato sul sito web alla pagina http://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/AsseverazioneSpostamenti10.pdf, riporta che il tecnico abilitato “ASSEVERA CHE LA POSIZIONE RICHIESTA IN …………………………………………………………………………………………………………… PER LA RICOLLOCAZIONE DELL’IMPIANTO ..... RISULTA CONFORME ALLA NORMATIVA TECNICA VIGENTE DI CUI ALLA DELIBERAZIONE C.C. n. 100 come modificata dalla Deliberazione C.C.37/09, al Codice della strada D.Lgs. 285/92 e smi ed al DPR 495/92 e smi. ”.

Appare di tutta evidenza che se anche l’impianto “spostato” in Piazza Camillo Corsi presentasse dei vizi di legittimità e se ci fosse stata veramente una “asseverazione”, questa risulterebbe in difformità tanto del Codice della Strada e del suo Regolamento di attuazione quanto del vigente Regolamento comunale.

Ma nel modello sempre così come predisposto dal Comune, che il tecnico abilitato deve comunque firmare,  é precisato che “Il sottoscritto è a conoscenza che l'Amministrazione si riserva la verifica della asseverazione di conformità, e in caso di dichiarazione falsa o mendace, procederà a denunciare il fatto alla Autorità Giudiziaria”.

Si chiede espressamente di sapere se c’é stata effettivamente presentazione di domanda di “spostamento” da parte della “OR.SA.” S.a.s. con allegata la asseverazione di un tecnico abilitato e di precisare, in caso affermativo, se ci sia stata la dovuta verifica della asseverazione di conformità ed in tal caso se essa sia stata considerata falsa o mendace e si sia conseguentemente proceduto a denunciare il fatto alla Autorità Giudiziaria: nel caso invece che lo “spostamento” sia dovuto ad una iniziativa spontanea della ditta che é titolare dell’impianto, senza averne nemmeno dato la dovuta “comunicazione” al Comune, l’installazione dell’impianto dovrebbe ritenersi del tutto abusiva.

Si chiede in conclusione di voler accertare la regolarità dell’impianto di cui all’oggetto, provvedendo alla sua immediata rimozione in caso di constatata violazione della normativa sopra richiamata.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

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