venerdì 25 novembre 2011

Ieri pomeriggio poco più di un terzo del consiglio comunale ha bocciato la proposta di abrogazione delle deroghe al codice della strada anche perchè la giunta capitolina aveva già deciso da giugno di aumentarle

La ripubblicazione di questo post é stata voluta dal dott. Arch. Rodolfo Bosi che tiene a ribadire il suo rapporto di collaboratore esterno con questo sito e rivendica in tale veste il pieno diritto di critica e di cronaca che gli viene sancito dall’art. 21 della nostra Costituzione, secondo il quale “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”: scarica quindi da ogni responsabilità il sito www.cartellopoli.net che ringrazia per lo spazio che gli ha fin qui dato e che continua a riservargli.
Il dott. Arch. Rodolfo Bosi si assume quindi dichiaratamente ogni responsabilità anche per quanto riguarda la ripubblicazione dei post di cui tiene a chiarire la finalità, che non é certo quella di scadere sul piano personale come si sta cercando di fare anche con minacce nemmeno tanto velate, ma é e rimane sempre e soltanto quella di entrare nel merito delle singole questioni, indipendentemente dalle persone che volta per volta possano esservi coinvolte ma esclusivamente sul piano pubblico o comunque del pubblico interesse, nel pieno rispetto quindi del trattamento dei dati personali di ognuno.  
 
La delibera di iniziativa popolare così come da me predisposta conteneva fra le altre la proposta di abrogare i commi 4, 5, 6 e 7 dell’art. 4 del vigente Regolamento che è stato approvato con la delibera n. 37/2009 e che riguardano specificatamente le deroghe al Codice della Strada.
Ieri pomeriggio questa proposta è stata bocciata da una maggioranza risicata di 24 consiglieri su 60,  grazie all’alibi di un ordine del giorno che gli è stato permesso di darsi non solo da una parte dei consiglieri di opposizione, ma anche e soprattutto  dal Comitato Promotore: di quest’ordine del giorno torneremo a parlare a breve in uno specifico post.
Tenendo bene a mente che ci sono stati due morti per causa di un impianto pubblicitario installato sullo spartitraffico centrale di via Tuscolana che non rispettava nemmeno la deroga consentita al riguardo dal vigente Regolamento,  per consentire a chi legge di capire bene - per confronto dei testi - la gravità di quanto è successo ieri pomeriggio, riporto di seguito quanto dispone testualmente il 5° comma dell’art. 4:
5. A norma dell’art. 23, comma 6, del Decreto Legislativo 30 aprile 1992 n. 285, si dispone che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, entro il centro abitato, limitatamente alle strade di tipo E), strade urbane di quartiere, ed F), strade locali, per i cartelli di dimensione non superiore a metri 1,20x1,80 sono così derogate:
− distanza minima dai segnali di pericolo, prescrizione ed indicazione, dagli impianti semaforici e dalle intersezioni:
strade urbane di quartiere: metri 25 prima dei segnali stradali, degli impianti semaforici e delle intersezioni, e metri 15 dopo i segnali stradali, gli impianti semaforici e le intersezioni;
strade locali: metri 15 prima dei segnali stradali, degli impianti semaforici e delle intersezioni, e metri 10 dopo i segnali stradali, gli impianti semaforici e le intersezioni;
− distanza minima dagli attraversamenti pedonali:
strade urbane di quartiere: metri 15;
strade locali: metri 10;
− distanza minima dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari: metri 15.”        
Per mera informazione, il precedente Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 100/2006, quando era Sindaco Veltroni, consentiva la stessa esatta deroga, ma per impianti di dimensioni non superiori a mt. 1,00 x 1,40, che sono state quindi aumentate nel 2009 dall’attuale consiglio Comunale.
Il 2 febbraio scorso la Giunta Capitolina ha adottato il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) che è stato poi trasmesso ai 19 Municipi per il parere di loro competenza.
Il Consiglio del XIII Municipio, di cui l’On. Davide Bordoni è stato Presidente dal 2001 al 2006, ha espresso un parere  che è completamente fuori tema, perché anziché riguardare specificatamente il PRIP ha richiesto la seguente deroga al Codice della Strada:
Fermi restando i divieti stabiliti dal Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo Codice della Strada e successive modificazioni, il Comune dispone le seguenti deroghe relative alle distanze:
-       distanza minima da intersezione semaforizzata tipologia a) mt. 15 prima dell’intersezione,  mt. 10 dopo l’intersezione; tipologia b) nessuna distanza minima dall’intersezione; tipologia c)  nessuna distanza minima dall’intersezione;
-       distanza minima da intersezione non semaforizzata tipologia a) mt. 15 prima dell’intersezione e mt. 10 dopo l’intersezione; tipologia b) nessuna distanza minima dall’intersezione; tipologia c)  nessuna distanza minima dall’intersezione;
-       distanza minima dai segnali di pericolo, prescrizione e indicazione: tipologia a) prima del cartello mt. 12,5, dopo il cartello mt. 10; tipologia b) nessuna distanza minima; tipologia c) nessuna distanza minima;
-       distanza minima dd passaggi pedonali non su intersezione e non semaforizzati: tipologia a) prima del passaggio pedonale mt. 12,5, e dopo mt. 12,5; la stesa distanza per la tipologia b); per entrambe le tipologie non deve essere rispettata la predetta distanza ove gli impianti siano di altezza superiore a mt. 2,20; tipologia c) nessuna distanza minima;
-       distanza minima da imbocchi di gallerie e sottopassi mt. 50 anziché 100 per le tipologie a), b);
-       le tipologie sono le seguenti: a = impianti su suolo, b = impianti in appoggio o in aderenza a fabbricato o in sopraelevazione a recinzione, c = impianti di pubblica utilità;
-       le distanze dai segnali di pericolo, prescrizione e indicazione, sopra indicate, debbono essere misurate in linea retta , ossia considerando l’allineamento del mezzo pubblicitario rispetto al segnale, in modo che lo stesso possa essere percepito dall’utente della strada a partire dalla distanza minima; pertanto, se l’impianto pubblicitario per il suo posizionamento non è allineato al segnale, tali distanze non debbono essere considerate in quanto il mezzo pubblicitario non occulta il segnale stesso e non ne impedisce l’avvistamento;
-       gli impianti in posizione perpendicolare al senso di marcia dei veicoli dovranno essere installati ad almeno cinquanta metri dalla carreggiata : mt. 1,50 per gli impianti posti in posizione paralella al senso di marcia dei veicoli; le predette distanze dovranno essere misurate dalla proiezione al suolo dell’impianto pubblicitario: Gli impianti posti in aderenza a fabbricati e recinzioni non dovranno rispettare nessuna distanza;
-       gli impianti pubblicitari non debbono in alcun modo occultarsi reciprocamente;
-        in ogni caso vengono stabilite le seguenti distanze tra i cartelli posti in posizione perpendicolare al senso di marcia dei veicoli in ragione delle loro dimensioni: impianti pubblicitari aventi dimensioni fino a 6 mq. (per facciata), distanza minima dagli altri mezzi pubblicitari perpendicolari mt. 20; impianti pubblicitari aventi una dimensione superiore a 6,  mq. 30; ove non collocati sul medesimo asse, tali distanze possono essere ridotte, a condizione che gli impianti pubblicitari non si occultino reciprocamente; sono escluse dal computo di queste distanze le insegne di esercizio e le transenne parapedonali.
Per un opportuna migliore comprensione di chi legge, gli “impianti pubblicitari di pubblica utilità” sono da identificare nelle paline orologio che sono di mt. 1,00 x 0,70 se interne alla città storica oppure di mt. 1,00 x  1,40 se esterne invece alla città storica. 
Per comprendere bene l’applicazione pratica della parte sopra sottolineata, si porta il caso di un semaforo o di un segnale di stop rispetto al quale l’impianto dovrebbe essere installato a 15 metri ma sulla linea retta che misura tale distanza minima, per cui possono essere installati anche al di sotto dei 15 metri impianti che non siano collocati sulla suddetta linea retta: per capire ancora meglio con un esempio la gravità di una tale applicazione, un automobilista avvista il semaforo o il segnale di stop a 15 metri di distanza, ma poi passa magari con il rosso o non rispetta lo stop ed ammazza qualcuno o si ammazza lui stesso, perché si è messo a guardare la pubblicità di un nudo di donna affissa su un impianto collocato nei successivi 15 metri !     
Il 22 giugno scorso la Giunta Capitolina ha approvato le controdeduzioni ai pareri espressi dai Consigli dei 19 Municipi.
Per quanto riguarda il parere del XIII Municipio “la richiesta è accolta riformulando l’art. 4 comma 5 del regolamento Pubblicità (Deliberazione C.C. n. 37/2009) come segue:
A norma dell’art. 23, comma 6, del Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285, si dispone che le distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, sono così derogate.
-       …. (segue lo stesso identico testo proposto dal Consiglio del XII Municipio, sopra riportato)”.   
Come si può bene vedere, rispetto alla Giunta Veltroni che consentiva le deroghe suddette solo per impianti di dimensioni uguali o inferiori a mt. 1,00 x 1,40, l’attuale maggioranza al governo della città di Roma ha esteso le deroghe dapprima ad impianti di dimensioni uguali o inferiori a mt. 1,20 x 1,80, che ora la Giunta Capitolina ha deciso di estendere in modo indifferenziato a tutti gli impianti.
Per quanto riguarda le “nuove” distanze proposte tra un cartellone e l’altro, diverse da quelle indicate nelle schede tecniche allegate allo schema normativo del PRIP, basti pensare che se gli impianti pubblicitari non si occultano reciprocamente possono essere installati esattamente come più o meno risultano essere collocati adesso in tutta la città di Roma !
Lascio ogni commento a chi legge: mi limito solo a dire che i due morti che ci sono stati, anche - se non soprattutto - per causa della mancata rimozione di quell’impianto benché sanzionato fin dallo scorso mese di febbraio, non hanno evidentemente pesato più di tanto sulla coscienza di nessuno, che si è comunque pensato bene di lavarsi ad ogni modo con un ordine del giorno.
Questo è solo un anticipo delle “cure” miracolose che ci propina il PRIP: a fra poco il seguito.  

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

10 commenti:

  1. Bosi, le sue disamine su Leggi e regolamenti sono sempre davvero illuminanti, ma sono ancora più importanti quando portano alla luce AUTENTICHE PORCHERIE come quelle in rosso nel suo articolo.

    La vergognosa accondiscendenza di questa gentaccia verso i cartelloni fa semplicemente vomitare.

    Il Comitato, per quanto abbia posizioni parzialmente diverse dalle sue, a mio personale avviso, forse meriterebbe meno durezza, anche perchè il qualche buona misura rappresenta più persone.
    Lob

    RispondiElimina
  2. Grazie per le puntuali precisazioni, che fanno capire che i politici che governano questa città sono piu a favore della mafia cartellonara, che uccide e deturpa, rispetto alle richieste dei cittadini.
    A questo punto non possiamo che rivolgerci alla Magistratura, visto che chi ci governa è colluso con la Camorra.

    RispondiElimina
  3. E' inutile, ormai tocca sperare nella nuova giunta, intanto il massacro di roma continuerà .....
    Marco1963

    RispondiElimina
  4. Puntare sulla nuova giunta è indeludibile e visto che non manca poi così tanto tempo alle nuove elezioni bisognerebbe lavorarci già da ora.

    RispondiElimina
  5. Speriamo che i prossimi governanti siano più accorti a quesa questione, però visti i risultati della votazione mi chiedo chi, veramente e senza pensare ai schieramenti politici, voglia fare qualcosa per Roma.

    Emanuele

    RispondiElimina
  6. Concordo, nel programma dei candidati dovrà entrare l'AZZERAMENTO TOTALE della situazione attuale più il bando
    Non esistono mediazioni, bizantinismi, mezze misure
    TABULA RASA e bando, cominciare da ora (specie se come leggo oggi, il PD farà le primarie)

    Marco1963

    RispondiElimina
  7. e chi li ripara tutti li marciapiedi ?
    le ditte avranno un fatturato di 1 euro...

    RispondiElimina
  8. Per fare pressing sui Municipi e sui Vigili Urbani non si potrebbero interessare i Comitati di Quartiere presenti sul teritorio? Le segnalazioni potrebbero aumentare a dismisura.

    RispondiElimina
  9. Se volete puntare sui "nuovi" candidati bisogna cominciare a sollecitarli fin da SUBITO col programma sul decoro e chiedendo ESPLICITAMENTE la loro posizione su questi temi. Certo, peggio di Bordoni la vedo veramente difficile...

    RispondiElimina
  10. Al peggio non c'è mai fine. Concordo il nuovo deve essere esplicito sul decoro urbano senza se e senza ma.

    RispondiElimina