venerdì 18 novembre 2011

Il sindaco, la mafia dei cartelloni, il vigile urbano-sceriffo e altre storie. No, non è un film

Giornata proficua, quella di ieri. Proficua, come ormai ci auguriamo tutti i giorni, soprattutto per i PM che, speriamo con tutto il nostro cuore in nome dei morti che questa guerra ha già mietuto, stiano analizzando con la massima cura lo scandalo-cartelloni a Roma.

Giornata proficua perché, in mattinata, svegliandosi da un letargo davvero troppo lungo, il Sindaco ha vestito i panni di direttore editoriale del blog "Cartellopoli" ed ha affermato quello che qui si afferma da anni ormai: dietro ai cartelloni c'è la mafia. Uau, sindaco, che bella scoperta. Ma se c'è la mafia perché consentire a questa mafia di ingrassarsi espandendosi quanto meno di cinque volte rispetto a tre anni fa? Se c'è una mafia perché non combatterla seriamente invece di tutelarla? Lo scandalo è arrivato dovunque sulla stampa, si sono mobilitati migliaia di cittadini e tutti i comitati sono sul tema, è arrivata da un po' anche la tv, cosa aspettiamo per agire seriamente? La copertina del New Yorker o del Time?

Nel frattempo, giusto per confermare quanta mafia c'è in Consiglio Comunale (ma questa è davvero una non-notizia), la delibera di iniziativa popolare è stata di nuovo sbeffeggiata dagli "onorevoli" eletti (teppaglia di quart'ordine alla quale è sufficiente raccogliere 6 o 8mila voti per fare carne di maiale di una intera metropoli europea, rendiamoci conto quale fine meriterebbe di fare sta gente) che l'hanno tolta per l'ennesima volta dal calendario benché un prefetto li avesse obbligati a discuterla. Meglio così, tutta pubblicità per il movimento e ulteriore fango e perdita di reputazione per l'indifendibile mondo dei cartellonari. Si sta insomma generando l'humus perfetto per un colpo di mano istituzionale serio.

Colpo di mano che però ora deve avvenire realmente poiché, caro Sindacuccio, non puoi affermare che in un settore c'è la mafia e contestualmente non chiederne quanto meno il commissariamento. Non lo puoi fare. Non puoi proprio. Non puoi dare un giudizio così terribile su un settore e poi non agire di conseguenza, perché altrimenti sei una cosa sola: complice della mafia. E' algebra proprio. Se c'è una cosa che tu individui come mafia, occorre chiamare l'antimafia, sospendere le normali regole e commissariare, andarci giù pesantissimo.

Per il sindaco, che comunque qualcosa in mano ce l'aveva, andarci giù pesantissimo significa far partire una inchiesta, ma non da parte della magistratura, che dorme sogni tranquilli tra i settecentomila cuscini del Porto delle Nebbie (se avessimo mai avuto un tribunale normale, questa città non sarebbe stata in queste condizioni; perché tutto parte e arriva lì), bensì da parte della... Polizia Municipale. Brrr, che paura. I cartellonari mafiosi e i loro fiancheggiatori in assessorati e dipartimenti si staranno cagando addosso eh. Per carità, c'è il sergente di ferro Di Maggio, al quale consigliamo in primis di entrare nei dipartimenti, di dirigersi negli uffici e di interrogare ad uno ad uno i funzionari addetti. Troverà tra loro gente schifata, umiliata, distrutta. Ma soprattutto prontissima a parlare su quello che si è fatto e che si è visti negli ultimi periodi. Troverà persone molto utili alla sua inchiesta, che consentiranno a Di Maggio in un nanosecondo di arrivare ai nomi ed ai cognomi dei responsabili di questa situazione che non ha più neppure aggettivi. E che è solamente inenarrabile.

Ieri, mentre il sindaco parlava di mafia, quello che stava succedendo fuori, sui marciapiedi della città, aveva dell'incredibile. In un video esclusivo vi mostreremo, questo pomeriggio, cosa capitava ieri in pieno giorno a Prati proprio negli stessi istanti in cui nell'Assessorato all'Ambiente si svolgeva la campagna contro il degrado con le roboanti dichiarazioni del Sindaco.

Caro Alemanno il tempo è scaduto. Se un settore è infiltrato dalla mafia, anzi se è proprio esso stesso mafia, come tu hai giustamente detto, allora questo settore va azzerato e rifondato. Possibile che perdere il voto di una trentina di fuorilegge di mette così paura, visto che sull'altro piatto della bilancia c'è la possibilità di guadagnarne decine di migliaia? Facciamo presto o aspettiamo i prossimi morti ammazzati? O aspettiamo che vai, caro sindaco, a finire con la tua faccia su un cartellone sulla copertina di qualche famosa testata internazionale? Stiamo lavorando come matti sulla stampa estera, e non possono credere ai loro occhi. Lo sai, no...?

6 commenti:

  1. Solo ora la pressione comincia ad arrivare sul tavolo dei banditi. E' il momento di inasprire la nostra guerra come non mai, dato che ormai (ma già era palesemente evidente da tempo) è stato manifestato in maniera inconfutabile il TIPO DI COPERTURE DI CUI QUESTO INDICIBIE SCANDALO GODE FIN DENTRO ALLE "ISTITUZIONI".
    GUERRA SENZA RIPOSO CONTRO LA MAFIA .

    RispondiElimina
  2. Mafia e Comune colluso con essa sotto gli occhi di tutti. E la magistratura fa finta di niente mentre la gente muore per colpa dei cartelloni. Bisogna continuare la nostra battaglia, prima che Roma diventi peggio di Napoli.

    RispondiElimina
  3. ALEMANNO E BORDONI, CO STI CARTELLONI, SE SEMO ROTTI LI COJONI.

    RispondiElimina
  4. è uno scandalo senza fine che ha le dimensioni di migliaia di enormi cartelloni che hanno invaso ogni angolo di città, solo la procura non li vede

    RispondiElimina
  5. Questi INQUALIFICABILI individui, alemanno, bordoni e paciello, responsabili di questo schifo intollerabile, hanno ridotto Roma a una FOGNA. E il fortissimo sospetto di connivenze è talmente lampante che ormai cominciano a chiedere notizie anche all'estero.

    DIMISSIONI!

    RispondiElimina
  6. Grazie per l'impegno che state mettendo nel non dare tregua a questi peracottari. E daje con la stampa estera, con l'Unesco, in tutti i modi bisogna sputtanare questi nemici della città!
    Carlo

    RispondiElimina