venerdì 18 novembre 2011

La buona immagine e la credibilità che il comune cerca di ridarsi promettendo l’approvazione del PRIP, la guerra alla mafia ed il recupero del decoro della città

Quella di ieri è stata una giornata particolarmente importante sul fronte della cartellopoli romana, perché – oltre alla votazione che c’è stata ieri pomeriggio in Consiglio Comunale (per la quale si rimanda al post precedente) – si sono verificati altri due fatti molto importanti: il licenziamento in mattinata del PRIP da parte della IX Commissione per il Commercio ed il convegno sulla campagna per il decoro urbano che si è tenuto per l’intera giornata all’Aranciera di San Sisto, con la partecipazione del sindaco Gianni Alemanno e dell’assessore all’Ambiente Marco Visconti.
In mattinata la IX Commissione per il Commercio ha espresso parere favorevole sul PRIP, di cui il Presidente on. Ugo Cassone ha voluto dare l’annuncio in un suo comunicato stampa diffuso ieri dove dichiara che “dopo un lavoro certosino di studio ed approfondimento sulla normativa di settore, dopo aver richiesto ed analizzato il parere espresso dai Municipi, estrapolando e facendo propri i contributi positivi e costruttivi al miglioramento del settore, dopo numerosi incontri con le associazioni di categoria, la Commissione ha approvato, non senza l’introduzione di rilevanti integrazioni ed emendamenti, il PRIP, che a breve arriverà alla discussione finale in Assemblea capitolina”.
Va messo in rilievo che l’on. Cassone ha voluto avere “numerosi incontri con le associazioni di categoria”, che invece ha negato tanto al Comitato Promotore quanto a VAS, benché avessero presentato delle proprie importanti osservazioni al PRIP: ma nel tardo pomeriggio di ieri, dopo la votazione del Consiglio Comunale, si è voluto intrattenere con i loro rappresentanti per far sapere che le “rilevanti integrazioni ed emendamenti” introdotti sono stati riassunti in un maxi emendamento, di cui ha voluto dare alcune delle anticipazioni fornite anche nel comunicato stampa.
Un ulteriore comunicato stampa è stato diffuso sempre ieri anche dall’Assessore alle Attività Produttive on. Davide Bordoni per dichiararsi “molto soddisfatto del lavoro svolto dal Presidente Ugo Cassone nell'ambito della Commissione Commercio che ha oggi dato il via libera al Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari” e per auspicare che “venga approvato in tempi brevi”, lasciando intendere che in tal modo si darebbe una soluzione definitiva alla cartellopoli romana.
Ci riserviamo di esaminare il testo del maxiemendamento, di cui peraltro l’on. Ugo Cassone ha promesso di darci una copia, ma possiamo dire fin d’ora che tanto il PRIP così come adottato dalla Giunta quanto il maxiemendamento proposto dalla IX Commissione sono solo fumo negli occhi per far credere alla gente in chissà quale cura miracolosa, quando invece la situazione rimarrà così com’è: a confermarlo ci sono non solo la conservazione di una “schema normativo” che proprio perché tale non può avere alcuna valenza giuridica e far scattare quindi nessuna norma di immediata e positiva applicazione del PRIP, ma anche l’annunciata “predisposizione di norme attuative che permettano la graduale transizione dal sistema odierno alle disposizioni del PRIP, anche attraverso lo smantellamento dei cartelloni in esubero, la previsione di una Banca Dati pubblica”.
L’on. Cassone da un lato ammette che le “disposizioni” del PRIP avranno incidenza sul “sistema odierno” solo con una “transizione” che sarà “graduale” e quindi non immediata, dall’altro lato parla di “smantellamento” solo “dei cartelloni in esubero”, lasciando intendere chiaramente che rispetto ai 220.000 mq. di superficie espositiva complessiva attualmente esistenti a Roma questa maggioranza di governo intende lasciare comunque installati sul territorio (come se avessero dei “diritti acquisiti” che invece non hanno nella maniera più assoluta) i 160.000 mq. previsti come dimensionamento complessivo dal PRIP, anche se riguardano impianti pubblicitari in violazione sia del Codice della Strada che dei vincoli paesaggistici, archeologici e storico-monumentali.
La Nuova Banca Dati, quand’anche si riuscisse a renderla pubblica come proposto dalla IX Commisione, servirebbe a far capire ancor di più che non è utile afftto alla lotta all’abusivismo, se non altro perché non riporta la data di scadenza soprattutto dei circa 30.000 cartelloni del riordino di cui sono scadute definitivamente dal 31 dicembre 2009 le rispettive autorizzazioni, senza essere state rinnovate per altri 5 anni, e che sono diventati quindi del tutto abusivi.
A tradire la manovra che il Comune di Roma ha messo in atto in questo momento topico per lui non troppo favorevole sul fronte della cartellopoli romana (specie dopo l’incidente stradale che ha provocato la morte di 2 persone) e che ha la chiara finalità di ridarsi una affidabilità ed una verginità che ha perso invece da un pezzo, è il coordinamento dell’annuncio trionfale del licenziamento del PRIP da parte dell’Assessore Bordoni con il contemporaneo convegno sul decoro organizzato dall’assessore Visconti, a cui rimanda lo stesso comunicato stampa di Cassone nel momento che parla di “una città più pulita e più sicura” grazie alla predisposizione delle norme attuative del PRIP.
La manovra è venuta meglio allo scoperto nel corso del convegno di ieri, quando sono stati dati, proiettandoli su un maxischermo, i risultati di un sondaggio svolto su 2.000 persone non meglio precisate secondo più del 60% delle quali si è dichiarata contenta della qualità della vita a Roma !
Oltre a scambiare sostanzialmente per “decoro” la “pulizia” della città, ignorando in che misura ben maggiore sia deturpato dai cartelloni, è stato annunciato che la campagna del Comune verrà fatta anche su impianti pubblicitari di mt. 4 x 3, cioè su una superficie doppia della campagna sull’abbandono dei cani che è stata fatta sui cartelloni di mt. 2 x 3 della “Nuovi Spazi”: sarà interessante vedere a quale ditta pubblicitaria il Comune affiderà stavolta la sua campagna.
Ma a rendere ancor più evidente la manovra del Comune sono state le dichiarazioni rese dal Sindaco nel corso del convegno di ieri, quando ha dovuto rispondere alla domanda che gli è stata fatta proprio sul fenomeno della cartellopoli romana.
Come poi diffuso da tutte le agenzie di stampa, Gianni Alemanno si è dichiarato certo che “ci sia un mercato parallelo, che è una vera e propria un'organizzazione mafiosa: per questo serve un'inchiesta specifica che parta dalla scoperta del singolo cartellone e arrivi ai concessionari, per sradicare il fenomeno alla radice”.
Il Sindaco ha annunciato di aver nominato come terzo Vicecomandante della Polizia Municipale di Roma Antonio di Maggio, definito da molti il “sergente di ferro”, per affidargli proprio il compito di una inchiesta giudiziaria sui cartelloni abusivi, precisando che è “dunque necessario identificare un cartellone risalendo alla sua origine perché il fenomeno è stato fino ad oggi sottovalutato” e che “ad occuparsi dell'inchiesta saranno gli uomini della Polizia di Roma Capitale dal momento non ho trovato sponde da parte delle altre forze dell'ordine, forse perche il fenomeno viene sottovalutato, forse perché hanno tanti reati più gravi da affrontare, quindi ce lo facciamo in casa, visto che non siamo stati aiutati”: ha proseguito affermando che “la polizia municipale avrà questo compito preciso perché il meccanismo ripetitivo e costante con cui appaiono i cartelloni abusivi è davvero inquietante, visto che se rimuoviamo un cartellone il giorno dopo ne spuntano due: bisogna rompere le mani a chi fa questi giochetti".
Ha aggiunto che ''il problema dei cartelloni abusivi non è solo rimuoverli ma sradicare il fenomeno alla radice” e che “la settimana prossima presenteremo la nuova struttura della municipale e tra gli altri compiti che dovrà svolgere si occuperà anche della cartellonistica abusiva che é una vera e propria mafia che dobbiamo sradicare”, perché “non è solo qualche piccolo imprenditore abusivo, è qualcosa di più vasto su cui ci vuole una forte e vera inchiesta''.
Ha concluso il suo intervento sull’argomento sostenendo che “sarà un'inchiesta che farà emergere fatti significativi''.
Ritengo personalmente molto gravi le dichiarazioni rese dal Sindaco perché dimostra di essere totalmente “ignorante” della materia, nel senso non offensivo di “chi non sa”: se invece così proprio non fosse, mi viene da affermare, come si dice a Roma, che “o ci fa o ci è” per le ragioni che spiego di seguito.
Parlando dell’intervento autorevole della Polizia Municipale il Sindaco ha lasciato intendere falsamente che spetterà ad essa rimuovere il fenomeno del’abusivismo, ignorando invece che la repressione dei cartelloni pubblicitari abusivi o comunque irregolari in base al vigente Regolamento spetta al Servizio Affissioni e Pubblicità che ha fatto capo fin qui al dott. Francesco Paciello.
Affermando che “se rimuoviamo un cartellone il giorno dopo ne spuntano due” per cui “bisogna rompere le mani a chi fa questi giochetti”, il Sindaco si è scordato che con la sua Giunta ha approvato la delibera n. 395/20008 che consente la procedura semplificata di una “autocertificazione” in base alla quale le ditte con asseverazioni per lo più false o mendaci che non vengono quasi mai fatte controllare dai tecnici del Servizio Affissioni chiedono lo “spostamento” a loro piacere dei propri impianti, dando una semplice “comunicazione” della loro avvenuta installazione dopo 30 giorni dalla data della richiesta rimasta non istruita.
Ne deriva che per “rompere le mani a chi fa questi giochetti” occorrerebbe che l’inchiesta di cui sarà incarica il Vicecomandante Di Maggio arrivi anche ad indagare in casa ed a capire perché il Servizio Affissioni non opera le dovute verifiche di conformità delle asseverazioni e la S.p.A. “Aequa Roma” registra passivamente nella Nuova Banca Dati molti di questi impianti spostati in questo modo come “comunicazione della ditta”.
Il Sindaco Gianni Alemanno non può soprattutto dire che esiste “un mercato parallelo, che è una vera e propria un'organizzazione mafiosa”, dal momento che dovrebbe sapere anzitutto che con tale termine si intende una organizzazione illecita, comunque al di fuori della legge, quando invece – grazie anche alla delibera n. 37/2009 - tutti i cartelloni pubblicitari abusivi possono essere “autodenunciati“ e quindi pienamente “legittimati” con il pagamento di una indennità pari al CIP e l’assegnazione di un numero di codice identificativo.
Il Sindaco dovrebbe quindi chiedersi soprattutto perché – a fronte di tutte le “autodenucie” di impianti abusivi - non viene poi rimosso, né preventivamente oscurato dal Servizio Affissioni e Pubblicità nemmeno uno dei moltissimi impianti pubblicitari accertati come abusivi proprio perché “autodenunciati” dalle stesse ditte: non se lo chiede perché diversamente dovrebbe ammettere che il “mercato parallelo” forse sta invece proprio nella mancata rimozione e la conseguente organizzazione illecita consiste nella sistematica e pervicace omissione di atti dovuti di ufficio perpetrata da parte di tutti i funzionari del Comune che a vario titolo sono preposti a “sradicare il fenomeno alla radice”, assessore Bordoni compreso.
A scoprire ulteriormente la manovra coordinata del Comune viene sempre il comunicato stampa dell’on. Cassone laddove afferma che fra le proposte della IX Commissione da lui presieduta c’è anche lo “stanziamento di 500mila euro reperiti da Roma Capitale per la lotta all’abusivismo, da condurre anche attraverso un’inchiesta affidata direttamente dal Sindaco Alemanno alla Polizia Roma Capitale, misure che complessivamente permetteranno in prospettiva di sanare una volta per tutte questa piaga della nostra città".
Ritengo che i 500.000 euro che si vogliono stanziare, prelevandoli dai fondi pubblici del Comune, costituiscano quella che in gergo tecnico viene definita una vera e propria “distrazione di fondi” denunciabile alla Corte dei Conti, se verranno utilizzati elusivamente per anticipare le spese necessarie per la rimozione forzosa da parte del Comune degli impianti pubblicitari abusivi, che deve essere invece a costo zero per l’amministrazione comunale, dal momento che il vigente Regolamento obbliga il Servizio Affissioni e Pubblicità ad incassare prima o dalle ditte pubblicitarie o comunque dagli stessi inserzionisti la sanzione dovuta che è stata portata ad un minimo di 1.375 euro, che coprono abbondantemente tutte le spese che occorrono per la rimozione forzosa di ogni singolo impianto abusivo.
Sarà comunque nostra premura trasmettere al Vicecomandante Antonio Di Maggio tutta la documentazione che gli potrà essere utile quanto meno per stabilire il quadro complessivo di fondo in cui dovrà essere indirizzata l’inchiesta giudiziaria a lui affidata.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

3 commenti:

  1. E' necessario fare un'azione legale contro i membri del consiglio comunale per evidente asservimento della funzione pubblica ad interessi privati.

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  2. Il Vicecomandante Di Maggio si trova i 3/4 del lavoro già fatto, praticamente. Mi chiedo se vista l'evidenza dei fatti saranno da lui prese o suggerite le misure cautelari necessarie conseguenti a quanto emerso ed indispensabili per ripristinare un minimo di sicurezza stradale e decoro a Roma.
    Mc Daemon

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  3. Amico della Città19 novembre 2011 13:25

    220mila mq quadrati di esposizione pubblicitaria complessiva esistente a Roma?
    Non mi sembra che esistano solo paline monofacciali 1,00 x 1,00.

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