venerdì 11 novembre 2011

Perchè le 10 risposte di Bordoni a Cartellopoli non ci convincono

Oggi, alle ore 8:15 l'Uff. stampa dell'Assessorato Attività Produttive, tramite email, ha inviato risposta alle 10 domande che il Comitato Cartellopoli ha rivolto l'on. Bordoni in riferimento alla gestione della pubblicità esterna a Roma.
Le risposte non ci hanno assolutamente convinto e di seguito spieghiamo il perchè. 

Grassetto - Domande
Nero - Davide Bordoni
Rosso - Comitato Cartellopoli
Blu - Dott. Arch. Rodolfo Bosi, Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

1. On. Bordoni, perché l'impianto pubblicitario, schiantandosi sul quale due ragazzi sono morti, non era stato rimosso sebbene fosse sanzionato e, in un'intervista da Lei rilasciata a Repubblica del 14 maggio 2010, garantiva la rimozione del "cartellone entro 48 ore" pena la decadenza del titolo dell'inserzionista? 
L’impianto in questione non doveva essere lì e la ditta dovrà risponderne. Tuttavia è in corso un’indagine che farà piena luce sull’accaduto. 
Sul serio i suoi uffici avevano autorizzato quel mostro sui marciapiedi? Sarebbe stato forse in una situazione ancor più pericolosa di quella che ha determinato l’incidente mortale.
Poi ripetiamo (le deve essere sfuggita questa parte) perchè l'impianto pubblicitario non era stato rimosso quando in un'intervista da lei rilasciata a Repubblica del 14 maggio 2010, garantiva la rimozione del "cartellone entro 48 ore"?
É Paciello, assieme a Bordoni, che dovrà rispondere della mancata rimozione dell'impianto a distanza di 8 mesi, in quanto sanzionato dai Vigili fin dallo scorso mese di febbraio. 

2. On. Bordoni, perché a più di un anno mezzo dall'intervista da Lei rilasciata a Repubblica del 14 maggio 2010, ove assicurava la risoluzione del problema cartelloni nel "giro di un anno", ad oggi non esiste ancora alcuna  soluzione, tanto da doverci trovare nella "peggiore città al mondo" nella gestione della pubblicità outdoor? 
La soluzione c’è e si chiama Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari, approvato a febbraio in Giunta, ora in Commissione e presto all’esame dell’Assemblea capitolina. Ho sollecitato la discussione in aula e la collaborazione di tutte le forze politiche per arrivare alla completa approvazione e dotare la città, dopo quasi 20 anni, di regole certe attraverso le quali disciplinare il settore affissioni e punire gli abusivi. Nessuno si è mai occupato di far redigere un Piano Regolatore e di impedire la deregulation del settore, nonostante la legge lo chiedesse dal 1993. Oggi che siamo a un passo da un cambiamento epocale nella disciplina delle affissioni non ho certo voglia di mollare.  
Il piano regolatore non basta e non è la soluzione perché non cambia il mercato. Fare un piano regolatore con un mercato formato da 400 operatori laddove in tutte le città del mondo ve ne sono la centesima parte è uno spot. Occorre cambiare la tipologia di mercato mettendo regolarmente a bando le concessioni, come fatto in tutte le città civili del mondo. Dal Giappone alla Francia, dal Brasile alla Spagna, alla Germania, alla Gran Bretagna. Perché invece qui, secondo quanto da lei più volte affermato, c’è “spazio per tutti”? Dare spazio a tutti significa dare spazio anche all’illegalità, alla prevaricazione, alla prepotenza ed alle decine di ditte criminali che sono a tutti noi ben note. 
Bordoni prende letteralmente in giro, perché il PRIP così come adottato non fa scattare nessuna norma tecnica di attuazione né prevede alcuna disciplina per gli abusivi, lasciando la situazione esattamente così com'è, cioè nel caos più assoluto. 

3. On. Bordoni,  perché la quasi totalità delle centinaia di denunce di impianti irregolari e illegali - che possiamo documentare quando vuole -  inviate da privati cittadini, associazioni e comitati non hanno ricevuto alcuna risposta? 
Le segnalazioni che i cittadini ci fanno pervenire vengono inoltrate all’Ufficio Affissioni e ai vigili della Polizia Municipale che vanno sul territorio a verificare, emettendo, ove riscontrata la fondatezza della segnalazione, i verbali che poi portano alle rimozioni. La risposta sta nella messa in opera del procedimento di sanzione e di ricollocazione o rimozione dell’impianto. 
Ripetiamo possiamo documentare centinaia di impianti segnalati, sanzionati che dopo mesi, anche se si può cominciare a parlare di anni, sono ancora presenti sul territorio a far guadagnare illecitamente le ditte pubblicitarie.
Da fonti non ufficiali mi risulta che ci sono stati finora circa 5.000 Verbali di Accertata Violazione (VAV), ma che se ne stanno istruendo appena 100. Bordoni non fa soprattutto sapere se e di quanto vengono multate le ditte pubblicitarie o chi si é fatto pubblicità sui loro impianti sanzionati. 

4. On. Bordoni, in una dichiarazione del 16 gennaio 2011 il Sindaco afferma: «Ho confermato nella nuova giunta l’assessore al Commercio Davide Bordoni e gli ho detto che si gioca tutto nel contrasto al commercio irregolare e ai cartelloni abusivi». Da quella data sono passati dieci mesi, può darci un numero preciso dei cartelloni abusivi che sono stati rimossi oltre che la ragione delle rimozioni? 
Con le risorse che abbiamo a disposizione abbiamo effettuato rimozioni con l’impiego di 5 appalti per un totale di 3700 impianti. I cartelloni sanzionati ed eliminati erano posizionati in violazione del Codice della strada o erano impianti dichiarati decaduti perché in contrasto con le prescrizioni del titolo autorizzativo. Abbiamo già pronte tutte le carte per rimuovere altri 1.077 cartelloni abusivi o irregolari.  
Si tratta dunque di quasi cinquemila impianti (come tutti noi sappiamo, perché monitorizziamo le aree dove avvengono le rimozioni, gli impianti rimossi vengono ricollocati dalle ditte il giorno successivo alla rimozione, dunque, i benefici per la sicurezza stradale e la dignità della città e del suo paesaggio non esistono) che statisticamente vogliono dire circa 12 impianti per ogni ditta censita nella Banca Dati. Visto che ne bastano 4 per venire cancellata è ragionevole, anzi matematico, considerare che tutte - o quasi - le ditte oggi presenti a Roma avrebbero dovuto avere, come da Regolamento,  la proprie autorizzazioni revocate (vedi domanda 8). Eppure le ditte che si sono viste revocare la licenza sono solo una manciata. Abbiamo numerose perplessità sui criteri adottati dagli uffici competenti nell'utilizzo di questo meccanismo repressivo.
Mi risulta che i 5 appalti sono stati assegnati senza nessuna gara e che le rimozioni sono state pagate con denaro pubblico del bilancio comunale: una volta accertato questo con certezza, mi riservo di denunciare il Comune alla Corte dei Conti per distrazione di fondi pubblici, perché le rimozioni dovevano e debbono esser fatte anticipando le spese con le sanzioni applicate prima alle ditte o agli inserzionisti, fermo restando che debbono essere tutte poi comunque rimborsate con ordinanze del Prefetto. 

5. On, Bordoni, successivamente alla morte dei due ragazzi, ha rilasciato una agenzia stampa ove dichiara "Ci siamo confrontati con associazioni cittadine e ambientaliste facendo conoscere loro, da vicino, come opera una pubblica amministrazione". Potrebbe elencarci i nomi tali di associazioni e le date in cui hanno avuto luogo questi confronti? 
Abbiamo iniziato ad incontrare i cittadini nell’estate del 2010, accogliendo le istanze delle diverse associazioni e spiegando loro come opera l’Ufficio Affissioni dal punto di vista amministrativo e dal punto di vista operativo. Il tavolo di confronto ha portato alla presentazione in anteprima, proprio alla cittadinanza, del Piano Regolatore, il 22 ottobre 2010, Piano che poi la Giunta ha approvato a febbraio. In quella sede abbiamo spiegato come i cittadini potessero partecipare, in sede di discussione municipale, alla redazione del piano con eventuali deduzioni, come prevede il Regolamento comunale. Sono intervenuti al tavolo di confronto e alla presentazione del Piano Roberto Crea di cittadinanza attiva, Rodolfo Bosi, l’avvocato Santovincenzo, Massimo Tonelli, Lorenzo Parlati di Legambiente, l’associazione Italia Nostra e molti altri. Abbiamo aperto le porte dell’Assessorato a tutti. 
E' corretto, le porte dell’Assessorato sono state si aperte a tutti, ma tutti hanno potuto constatare che più che conoscere come "opera una pubblica amministrazione", hanno appurato come non opera. Questo è sotto gli occhi di tutti basta farsi un giro per la città.
Le porte sono state aperte a tutti, ma le proposte presentate sono poi uscite tutte dalla finestra. 

6. On. Bordoni,  il 26 maggio 2011 il "Comitato Promotore della Delibera d'iniziativa popolare per la modifica del Regolamento sulle affissioni" si è visto costretto a "non voler dare ulteriore corso" al progetto di collaborazione - avviato assieme all'amministrazione comunale - di "controllo sul territorio per il contrasto all’abusivismo pubblicitario". Il Comitato Promotore dichiarava, al tempo, che "continuano ad essere installati impianti con numeri e modalità in gran parte al di fuori di ogni controllo" individuando poi nella "mancanza di volontà politica dell’amministrazione la causa principale di questa situazione". Come spiega questa presa di posizione del Comitato con la sua recente dichiarazione ove sostiene di confrontarsi "con associazioni cittadine e ambientaliste facendo conoscere loro, da vicino, come opera una pubblica amministrazione"? 
Siamo stati chiari fin dall’inizio. La delibera popolare doveva seguire un iter amministrativo diverso, non per mia decisione o decisione della Giunta ma per regolamento. Il PRIP è uno strumento di regolamentazione che risponde a determinate caratteristiche. Alcune richieste dei comitati, per forma, non potevano essere contenute nel piano, altre sono state accolte e fatte proprie dal Piano o dai Municipi che hanno inviato le osservazioni prima del passaggio in Commissione. Si tratta di seguire l’iter amministrativo. Non c’è mai stata alcuna volontà politica di boicottare la delibera popolare.   
Su questo le diamo ragione. Ma si è così operato perché consapevoli che, infondo infondo, ne il Piano Regolatore ne la Delibera Popolare avrebbero inciso sul panorama del mercato che è e resta ingestibile anche con la migliore legge del mondo. Per renderlo gestibile occorre azzerarlo e ricostruirlo - come recentemente dichiarato da un primario rappresentante del settore, non cercare di rattopparlo. 
Non c'é mai stata alcuna volontà politica di boicottare la delibera popolare, che difatti - dopo essere stata trasmessa in aula di Consiglio dove ha parcheggiato per 2 settimane - da ieri é stata ritirata, rimandandone sine die la discussione in modo trasparente ed altamente democratico. 

7. On. Bordoni, ci può spiegare perché la banca dati degli impianti pubblicitari è segretata ai cittadini? 
Perché non è un elenco dichiarato pubblico dalla legge, come quello telefonico. Tuttavia non c’è alcun segreto. La Banca Dati è in rete con i Gruppi di Polizia Municipale e quindi con i 19 Municipi che rappresentano, sul territorio, i cittadini. 
Umilmente sosteniamo che se questa banca dati fosse liberamente accessibile da tutti i cittadini tramite un database su internet, tantissimi episodi di abusi ed illegalità potrebbero essere denunciati e bloccati sul nascere. 
Non mi risulta che ci sia la privacy per la Nuova Banca Dati, che non si vuole far conoscere perché ad esempio non riporta la data di scadenza della autorizzazione di ogni impianto: in tal modo, pur di fare cassa, viene consentito al 90% degli impianti del riordino (30.000 circa) di rimanere installati sul territorio benché con "concessione" definitivamente scaduta dal 31 dicembre 2009.  

8. On. Bordoni, la delibera 37/2009 consente, oltre le sanzioni pecuniarie e le rimozioni degli impianti abusivi ed illegali, altri due meccanismi repressivi che sono  l'oscuramento dei cartelloni e la revoca di tutte le autorizzazioni per quelle ditte alle quali vengono rilevate 4 o più  violazioni. Ci potrebbe dire, dalla approvazione della delibera 37/2009 sino ad oggi, quanti impianti sono stati oscurati, quali sono le ditte sanzionate più di 4 volte e quante di esse hanno visto la loro licenza sospesa in maniera parziale e/o totale? 
Abbiamo dichiarato decaduti dalla Nuova Banca Dati 412 impianti nel 2010 e 1915 (dato aggiornato al 13 ottobre) nel 2011 riconducibili più o meno a sette ditte. L’elenco delle ditte, e di quelle decadute, si trova sul sito del Dipartimento Attività Economico-Produttive, alla voce Affissioni.
Non ha bene interpretato la domanda. Non si chiedeva quanti impianti fossero dichiarati decaduti (il dato di 1915 impianti in 300 giorni fa solo rabbia: siamo immersi nell’illegalità più totale e l’amministrazione riesce a sanzionare 6 o 7 impianti al dì) ma quali ditte hanno totalizzato 4 violazioni. Interfacciandoci ormai con tutti i gruppi di Polizia Municipale sappiamo perfettamente che vi sono ditte a cui sono state comminate decine e decine di violazioni, ma che non sono state sospese dalla Nuova Banca Dati continuando impunemente ad operare nella più completa illegalità fino al punto, come si vede, di uccidere la gente per strada. A quanto pare, poi, nessun impianto è stato mai oscurato. Un'arma essenziale se si volesse combattere questo fenomeno in maniera decisa.
Sono stati dichiarati decaduti, ma a tutt'oggi non ancora rimossi, molti (per non dire quasi tutti) dei 2327 impianti di 7 ditte, che continuano a specularci facendosi pagare la pubblicità illecita che vi si continua a fare. Bordoni evita inoltre di spiegare perché non vengono oscurati i cartelloni accertati come abusivi. 

9. On.Bordoni, in base alla delibera 37/2009 il 31 dicembre 2009 si sarebbe dovuto installare l'ultimo impianto ex-novo nella città di Roma, da quella data in poi ogni impianto nuovamente installato doveva essere il risultato di una "ricollocazione". Lei stesso nell'intervista rilasciata a Repubblica del 14 maggio 2010 dichiarava : "Spesso sono impianti che devono essere ricollocati perché si trovavano in luoghi dove sono in corso cantieri, come quelli della metropolitana". Ci potrebbe dire quali impianti sono stati ricollocati, con il dettaglio del luogo della rimozione e della neo-installazione, a partire dal primo gennaio 2010? 
Gli impianti movimentati dal Servizio Affissioni, dal 01/01/2010 ad oggi, sono 1637.
Le motivazioni della modifica sono da ricondurre all'istruttoria effettuata dagli uffici preposti a seguito di richiesta della società, richiesta di un ente a causa di lavori, ricollocazione a seguito di vav, e attraverso sopralluoghi congiunti di forze di vigilanza.
Basti sapere ai lettori che mille e seicento sono gli impianti di UNA SOLA delle DECINE di ditte che dal nulla sono nate dopo la delibera 37/2009. Non crediamo vi sia da aggiungere altro. Invitiamo l'on. Bordoni a uscire con noi, in una rapida passeggiata (potrebbe bastare mezz’ora) iPad con Google Street View alla mano, per osservare come si è trasfigurato il paesaggio urbano negli ultimi tre anni. 
Dei 1637 impianti “movimentati” dal 1 gennaio 2010 non possono fare parte nuove autorizzazioni per impianti installati in suolo pubblico, perché non consentite dal vigente Regolamento. Bordoni dà per scontato che impianti sanzionati non VAV possono essere ricollocati e non fa sapere che la massa delle richieste delle ditte riguarda spostamenti eseguiti dalle ditte con la procedura semplificata che è stata approvata dalla Giunta con deliberazione del 2008 e che consente alle ditte di “spostare” i propri impianti in violazione del Codice della Strada, con asseverazioni false e mendaci , che non vengono quasi mai controllate e permetto alle ditte di sistemarsi dove meglio vogliono con semplice “comunicazione”. 

10. On. Bordoni, quali sono le attività che AEQUAROMA svolge a supporto del Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale per il contrasto all'abusivismo?
AequaRoma si occupa dell’istruttoria delle istanze relative a trasformazione, accorpamenti e spostamenti di impianti.
La domanda risulta tagliata e non ne sappiamo il motivo, controllando la mail che è stata inviata risulta integra.
Noi chiedevamo anche: quanti tecnici vi lavorano e con quali qualifiche? In che modo avvengono queste attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario? Può dirci che risultati sono stati raggiunti da quando AEQUAROMA si è affiancata al Servizio Affissioni e Pubblicità di Roma Capitale?
Considerato che da quanto dichiarato nel sito AEQUAROMA oltre "dell’istruttoria delle istanze relative a trasformazione, accorpamenti e spostamenti di impianti" si dovrebbe occupare anche di "attività di controllo, svolte sul territorio, ai fini della repressione dell’abusivismo pubblicitario". 
“Aequa Roma” è la S.p.A. che è stata incaricata di redigere il PRIP e che ciò nonostante nel suo ulteriore compito non sembra rilevare gli impianti “trasformati”, “accorpati” o “spostati” in luoghi dove nel PRIP riconosce il divieto assoluto di affissione.
 

Le risposte alle dieci domande su Repubblica.it

English version 

Le dieci domande su Repubblica.it

7 commenti:

  1. Superbo servizio civico del blog, evidenti, inoppugnabili constatazioni e contro-risposte del comitato e dell'arch. Bosi.

    Qui bordoni deve solo rassegnare le DIMISSIONI, e al più presto. Roma, i suoi abitanti, NON NE POSSONO PIU' di tale inqualificabile gente che occupa posti che sono AL SERVIZIO di Roma e non CONTRO Roma (una situazione sulla quale la magistratura si spera faccia luce al più presto).

    A casa, e al più presto. VERGOGNA.

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  2. INSTALLATO STAMATTINA NUOVO 1 x 1 DELLA SCREEN CITY SU VIALE CRISTOFORO COLOMBO SUBITO DOPO CIRCONVALLAZIONE OSTIENSE DIREZIONE FUORI ROMA.

    E' ANDATO A FARE COMPAGNIA AD ALTRI 3 1x1 ILLEGALI E AD 1 4 x 3 SEMPRE-OVVIAMENTE-ILLEGALE.

    Mc Daemon

    BORDONI VATTENE!!

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  3. Personalmente non ce la faccio davvero più a continuare ad essere preso in giro in questo modo vergognoso! La merda in cui è ridotta Roma è sotto gli occhi di tutti!
    Io non ce la faccio davvero più...
    E voi ?!

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  4. BORDONI HA LETTERALMENTE DISTRUTTO ROMA.

    ATTILA NON SAREBBE RIUSCITO COSI' BENE NELL'IMPRESA.
    I DANNI CH QUEST'INDIVIDUO HA PROVOCATO E CONTINUA A PROVOCARE A ROMA SONO IRRECUPERABILI (sia dal punto di vista pratico che per i costi di un -comunque impossibile- ripristino) E CE LI PORTEREMO APPRESSO, forse non è ancora chiaro a tutti! ROMA E' DEVASTATA PER SEMPRE.

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  5. Eccellente lavoro del comitato, dell'arch. Bosi e degli ormai tantissimi Romani del blog che SI SONO STUFATI DI QUESTO IMPOSTORE.
    Questo signore pensa di parlare con la Sora Lella. Qui c'è gente con le palle.

    Assessore, faccia un favore a Lei, a Roma e soprattutto al Sindaco: Vada via e il piu' lontano possibile.

    Fab Vienna

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  6. Un grazie per l'impegno civico all'architetto Bosi e a tutti i blogger anti-degrado !

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  7. Amico della Città13 novembre 2011 15:50

    1) Dovrà risponderne Paciello e Bordoni. L'impianto è stato autorizzato in quel punto.

    2)Nessuna città europea è provvista di Piano Regolatore degli impianti pubblicitari. Evidentemente non sono capaci di gestire la cosa. Quando il PRIP entrerà definitivamente in vigora, sarà irrealizzabile a meno che azzerino tutte le concessioni e le ditte rimuovino i loro impianti.

    3)Falso più falso. Al servizio AA.PP. non è mai arrivata una istanza dei cittadini per verificare l'inattendibilità di un impianto pubblicitario.

    4)Veri i dati. Peccato che nello stesso periodo hanno autorizzato in punti vietati almeno 10 volte di più di altri impianti.

    5)Non sono mai stati invitati i tecnici delle AA.PP. per collaborare strettamente al problema.

    6)Non c'è volontà politica perchè oramai hanno le mani in pasta. Basta farsi una passeggiata in via dei cerchi per notare come i cartellonari non frequentino più gli uffici di via ostienze ma bensì le sale dell'assessorato.

    7)Si scoprirebbe che a Roma ci stanno oltre 200mila impianti di cui oltre il 75% in contrasto con il codice della strada ed i regolamenti comunali.

    8)Un impianto non può essere decaduto. Bensì revocato nella sua autorizzazione. Non hanno nessuna volontà a rimuovere gli impianti delle ditte decadute.

    9)Con la 37-2009 si è assistito alla grande sanatoria a costo zero. Impianti collocati come i funghi con la semplice dichiarazione che erano già da tempo collocati sul territorio ed in regola con il codice della strada, salvo poi ricevere un ondata di richieste di ricollocazione perchè in contrasto con lo stesso C.D.S.

    10)AEQUA ROMA si occupa soltanto dell'istruttoria amministrativa. Non ha nessun tecnico che ne verifichi le prescrizioni delle distanze previste dal c.d.s. e regolamenti. Fino al 19 ottobre dopo aver rilasciato l'autorizzazione ed avere inserito in banca dati gli impianti nuovi, chiedeva ai tecnici del servizio AA.PP. un loro parere. Dal 19 ottobre quando i tecnici sono stati trasferiti alla sede di via dei cerchi, non viene più attuata nessuna istruttoria tecnica.

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